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    Predefinito Fiamma Tricolore Veneto - Immigrati e criminalità

    RESPONSABILITA' PENALE A CARICO DI COLORO CHE PERMETTONO A CHI VIOLENTA LA NOSTRA GENTE DI FARE LA PACCHIA IN ITALIA

    Venezia, 4 settembre 2009

    Nella stanchezza e nella frustrazione di apprendere via internet o qualsiasi altro mezzo mediatico di crimini basati sul ladrocinio, sullo spaccio e sull'abuso sessuale da parte di extra e neo-comunitari, stanchezza e frustrazione che sale giorno dopo giorno sempre piu' incrementata dalle freddure della vulgata che continua ad asserire che per ogni loro crimine la nostra gente ne compie cinque volte tanto, diffamando il proprio popolo su statistiche false, inique e vomitose, si apprende costantemente che lo status di clandestino non riguarda quasi piu' il criminale, ora c'e' la nuova figura del "regolare" di colui che mangia e defeca nel nostro paese dotato di quell'aureola fornita dalla delirante politica sull'immigrazione del PDL, quale il regolare era ed e' tuttora considerata come persona assolutamente incapace di delinquere, tendenza invece affibbiata al clandestino che tuttavia e' da far divenire regolare quindi "buono" e ricordiamo che il clandestino e' ormai una figura da buttare, perche' e' in arrivo un nuovo occupante partorito dal genio buonista cattolico, mente del braccio comunista che intende sovvertire l'Europa intera anche servendosi di governi e opposizioni liberiste assolutamente collaboratrici, il "rifiugiato". Ma questa sara' un'altra bella storia....
    Nella figura del "regolare" chiaramente c'e' una Longa manus che copre con la sua mole il paese, parte da un Vaticano che pone ingerenza intollerabile nella politica sociale del paese, passa per uno Stato che oramai e' dimentico di cosa sia tutelare il proprio popolo e i propri figli, e finisce in una classe di industriali, imprenditori, esercenti e commercianti con poca coscienza e assoluta scarsita' di intervenire e reagire nei mutamenti economico-sociali di inizio millennio, vedi il cattolicissimo e panciuto Nord-est assolutamente mansueto e inetto nell'affrontare l'entrata della Cina nel WTO nel 2001 e l'allargamento a 27 della UE.
    Ebbene giusto per dirne una, anzi tre, ( delle centinaia ) ultimamente a Padova un regolare giardiniere Romeno a violentato una bimba di 13 anni e all'aeroporto di Venezia un regolare Nigeriano e' stato beccato con ovuli di cocaina nello stomaco, e poi ricordate quel operaio rumeno che quest'estate a Jesolo ha falciato con la sua auto un'anziana signora del posto?
    Cos'hanno in comune questi individui oltre al crimine? Tutti loro erano con il permesso di soggiorno in regola, assunti regolarmente presso azienda X, pertanto tredicesima, quattordicesima, IRPEF, INPS, INAIL, ecc, ecc...
    Ora cosa accadra' la giustizia Italiana ossia quella cui ci ritroviamo cerchera' di fare il suo corso, ma il popolo Italiano merita di piu' secondo noi proprio come naturalmente i famigliari delle vittime.
    Gli Italiani meritano di non essere ulteriormente vilipesi in questo incubo chiamato INVASIONE da ennesimi affronti, gli Italiani disoccuppati e precari non meritano di sentire che oltre ai clandestini che anmmazzano e violentano ci siano anche stranieri che lavorano regolarmente stipendiati e che godano magari di ammortizzatori sociali ammazzando e violentando, non meritano di sentire alla TV dell'operaio Egiziano ucciso a Milano davanti alla fabbrica dove era regolarmente assunto per un regolamento di conti di droga rimarcando tra l'altro che il suo contratto era indeterminato, vero miraggio odierno per milioni di Italiani che sperano in un futuro con una famiglia, una casa ed un minimo di stabilita' economica.
    Il rumeno di Jesolo certamente poteva darsi alla malavita in Italia ma l'alcool e l'auto che si sono resi strumenti di morte contro Carla Turchetto di 74 anni immolatasi sulle striscie pedonali per salvare il nipotino che portava a passeggio sulla carrozzina, sono stati acquistati poiche' qualcuno lo ha assunto, li ha dato un lavoro e quindi noi pensiamo che sia ora di cominciare a punire oltre i criminali anche gli artefici dei criminali.
    Cari datori di lavoro, e' ora di finirla con l'assumere e alzare continuamente spallucce, certi atteggiamenti sono arrivati alla frutta, come per esempio il vergognoso scaricabarile verso le istituzioni " Noi diamo lavoro non case!" L'opera di demolizione dei salari, dei contratti nazionali e delle professioni, va avanti da troppi anni, molto prima della vostra crisi pagata da tutti in continua combutta con la triplice sindacale.
    E ora di pretendere la responsabilita' penale per coloro che assumono manodopera di qualsiasi genere extra e neo - comuntaria all'interno delle proprie aziende sia in caso di contratto regolare e ovviamente sia nel caso che la prestazione sia sommersa rendendo cosi' ancora piu' aspra la pena per tale responsabilita', e si vedrebbe appropriata una pena da scontare in carcere superiore ai 5 anni, pertanto detentiva a tutti gli effetti.
    Proprio cosi', se li volete assumere e speculare sul futuro dei padri e dei figli d'Italia vi dovrete bere tutto l'amaro calice. Se il lavoratore delinque, il datore di lavoro che lo assume non preferendo in un contesto teriritoriale ove vi sia possibilita' di reperire lavoratori Italiani nel settore interessato dichiarato dagli uffici per l'impiego competenti e dalle agenzie interinali, dovra' farsi carico penalmente sottoforma di ammende pecuniarie rilevanti della responsabilita' penale del soggetto.
    Per delinquere si intende ogni tipo di contravvenzione del codice civile e penale Italiano, truffe verso lo stato incluse. ( Vedi recente scandalo INPS sulle frodi delle pensioni a degli Africani )
    In questo paese si deve riportare l'ordine e la disciplina in tutto e per tutti e non si puo' tollerare ulteriormente che un crimine di uno straniero lo si debba cullare sempre dicendo che per ogni loro crimine la nostra gente ne compie il doppio o il triplo, e' una diffamazione destabilizzante operata dalle quintecolonne che questo paese lo intendono far diventare la "puttana" d'Europa in materia di immigrazione. Cio' deve finire.
    Aspettando il botto della rinuncia colossale alle badanti da parte di ritenuti finti psuedo-datori di lavoro in seguito alla nuova buffonata del governo Berlusconi che creera' da una situazione di badanti da regolarizzare a una situazione di badanti in nero e clandestine come prima o peggio buttate in mezzo alla strada da tutti coloro che non possono permettersi di pagare gabelle e contributi vari a persone che servono per servizi limitati e non essenziali, se questa responsabilita' penale nel mondo del lavoro fosse reale, hai visto mai che molta della nostra gente vivrebbe una vita lavorativa e sociale piu' tranquilla? Poiche' siamo sicuri che le quintecolonne dell'invasione di questo paese, figure che non necessariamente sono da attiribuire a tutti coloro che operano nella piccola, media impresa e industria pesante, una volta colpite nel loro nervo piu' scoperto, l'adorazione verso il Dio Denaro che nessun governo a mai sinora attuato, possano tornare ad un senso piu' pratico, etico del fare Impresa e potrebbe anche divenire patriottico loro malgrado.


    Roberto Quintavalle, MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE - FEDERAZIONE DI VENEZIA, Tel.: 329/5743275 , LA VOCE NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE FEDERAZIONE DI VENEZIA E.mail: fiammavenezia@libero.it vocenazionale@libero.it

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    Predefinito Rif: Fiamma Tricolore Veneto - Immigrati e criminalità

    FINI, NO ALL'EQUAZIONE IMMIGRATI-CRIMINALITA'

    FINI, NO ALL'EQUAZIONE IMMIGRATI-CRIMINALITA'
    il presidente della Camera: servono inclusività e fiducia

    “L’integrazione degli immigrati nel nostro Paese rappresenta una sfida che le istituzioni e la società civile hanno il dovere di vincere. Dall’esito di questa sfida dipende la possibilità stessa dell’Italia di avere un futuro di coesione sociale e pluralismo culturale, nel segno dei suoi storici valori di civiltà e dei princìpi di rispetto della dignità della persona umana sanciti dalla Costituzione.”
    E' un passaggio dell'intervento tenuto dal presidente della Camera dei Deputati in occasione della presentazione del VI Rapporto del Cnel sul tema "Indici di integrazione degli immigrati in Italia".
    Gianfranco Fini, nella propria riflessione sul tema immigrazione, ha affrontato anche il tema del rapporto fra immigrazione e criminalità, facendo riferimento a recenti fatti di cronaca. “Mai come in questi casi – ha detto – dobbiamo mantenere la lucidità e la serenità per respingere l’odiosa associazione mentale tra criminalità e immigrazione che può diffondersi in diverse fasce della popolazione italiana.”
    Tornando all'integrazione, Fini ha affermato che “occorrono due condizioni fondamentali: inclusività e fiducia. A queste condizioni occorre aggiungerne una terza, di carattere più generale e che riguarda la capacità dell’Italia di ridefinirsi come nazione in vista del futuro multiculturale – per molti aspetti già presente – che riguarda l’Europa intera. Parlando di integrazione, ritengo che dobbiamo superare la logica dell’emergenza e definire un progetto di società più aperta, più evolutiva e più libera.”
    “Mi limito soltanto a osservare – ha detto Fini in conclusione – che non c’è alternativa all’integrazione. Ci sarebbe solo la prospettiva dell’emarginazione per molti nuovi cittadini possibili. Ma non sarebbe un’alternativa: sarebbe una sconfitta. Una sconfitta per tutti, per gli italiani non meno che per gli immigrati.

 

 

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