Il processo farsa contro Slobodan Milosevc, l’ex presidente jugoslavo consegnato dai collaborazionisti del suo Paese all’Inquisizione dell’Aja, sta diventando un boomerang contro i suoi accusatori.
Pensavano probabilmente che sarebbero state sufficienti poche testimonianze “pilotate” per incastrare “Slobo”. Invece i puntuali contro interrogatori, eseguiti personalmente dal serbo, hanno spesso sbugiardato i suoi accusatori e dimostrato una verità molto diversa da quella diffusa in Occidente dai media servi degli Atlantici.
Ecco quindi che ora nascono legittimi motivi di preoccupazione circa la sorte di Milosevic, perché forse la strada più breve per “chiudere la vicenda” sarebbe certamente per Washington quella di una “prematura morte” dell’accusato.
Richard May, componente del tribunale, ha infatti informato i colleghi che per Milosevic, 60 anni, esiste un serio rischio cardiovascolare.
Lo ha stabilito una commissione medica che avrebbe effettuato un non meglio specificato controllo sulla sua salute.
Il fatto è che Milosevic ha invece replicato in aula di non aver mai chiesto alcun controllo medico. Non vi illudete che io chieda qualcosa - ha anzi aggiunto “Slobo”. Di rimbalzo il giudice Patrick Robinson ha fatto presente che la corte nutre la massima attenzione per la salute dell’illustre imputato.
E proprio questo temiamo. Che la corte possa nutrire troppa attenzione per la salute di Milosevic.




Rispondi Citando
