EPPURE QUI NON C'è COMUNISMO ,,,,,MA LIBERISMO CAPITALISMO, BUONI SENTIMENTI, SPIRITUALITà, E SIMILI VALORI TANTO ESALTATI.....


EPPURE QUI NON C'è COMUNISMO ,,,,,MA LIBERISMO CAPITALISMO, BUONI SENTIMENTI, SPIRITUALITà, E SIMILI VALORI TANTO ESALTATI.....
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


Puoi anche vederla in questo modo:la Bulgaria ha potuto fare il sorpasso PERCHE' NON E' PIU' SOTTO REGIME COMUNISTAOriginally posted by cciappas
EPPURE QUI NON C'è COMUNISMO ,,,,,MA LIBERISMO CAPITALISMO, BUONI SENTIMENTI, SPIRITUALITà, E SIMILI VALORI TANTO ESALTATI.....![]()
Saluti


ahahah eh già, l'è domà che gh'hinn i teroni...ahahahah
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Potete tradurmi quello che ha detto? Ho qualche problema con le lingue barbarico-polentoniche.
2010:


L’ANALISI
Il pasticcio
del cumulo
Mariano D’Antonio
Si ha voglia di dire che nel Mezzogiorno c’è tanta economia sommersa da rendere inattendibili le cifre della disoccupazione. La mancanza di lavoro specie per i giovani è, comunque, nel territorio meridionale un dato di fatto inoppugnabile. Si possono anche evocare i legami di solidarietà tra parenti ed amici che attutiscono al Sud il disagio dei poveri e dei disoccupati. Povertà e disoccupazione sono, purtroppo, ancora tristi primati del Mezzogiorno almeno in confronto al resto del Paese, checché ne pensino Bossi e fors’anche il ministro dell’Economia, Tremonti, che di Bossi appare il maggiore interlocutore nel governo in carica.
Quanti governando a Roma o in Campania hanno ieri minimizzato le cifre della disoccupazione meridionale elaborate dall’Eurostat e pubblicate dal «Mattino», richiamano alla memoria una bella ed amara canzone napoletana: comunque la dici, la disoccupazione è un fatto «niro niro», più di ogni altro. Il discorso dovrebbe perciò spostarsi dal fenomeno alle terapie per guarirlo, dai dati di fatto agli interventi di politica economica necessari.
Su ciò, sulla politica per il Mezzogiorno, sembrava nei mesi scorsi che un buon passo in avanti fosse stato compiuto con il cosiddetto Patto per l’Italia, l’intesa siglata tra governo, imprenditori (tra cui anche quelli delle cooperative rosse) e due dei tre maggiori sindacati confederali, la Cisl e la Uil. Tra le promesse più significative di quel Patto comparivano le misure per attrarre nell’area meridionale investimenti esterni (riservando alle imprese del Sud il cumulo del credito d’imposta e delle agevolazioni della Tremonti bis), il rilancio dei patti territoriali e dei contratti di programma, nuove procedure (nuove per la terza volta!) per facilitare l’emersione di imprese e lavoro irregolare.
A che punto siamo? Purtroppo tutto è ancora fermo oppure si va a marcia indietro: il cumulo tra credito d’imposta e Tremonti bis è stato esteso dalla maggioranza parlamentare anche al Centro-Nord; le nuove misure per l’emersione sono ancora da venire; lo stesso dicasi per gli strumenti della programmazione negoziata, per i patti territoriali.
La situazione si è fatta talmente contraddittoria che il governo, ovvero il ministero del Tesoro, ieri ha dovuto diffondere una nota ufficiale con la quale spiega che intende rispettare tanto gli accordi assunti in sede europea quanto il Patto per l’Italia. E aggiunge, il ministero, che «in sede europea il cumulo tra Visco Sud e Legge Tremonti è stato autorizzato esclusivamente per le aree dell’Obiettivo 1» (cioè quelle meridionali). Conseguentemente nella sua versione originaria, ricorda sempre il Ministero, il cosiddetto «decreto omnibus» aveva come esclusivo campo di applicazione queste aree e lo stesso assetto è stato assunto all’interno del Patto per l’Italia.
Il problema, grave, per il governo, è che in sede di conversione del «decreto omnibus» in Parlamento il campo di applicazione è stato esteso anche alle aree dell’Obiettivo 2 (quelle del Nord), in quanto la maggioranza non ha saputo resistere alle pressioni di Bossi, evidentemente condivise da Tremonti. E che cosa succede, ora? Che di fronte alle proteste di Cisl e Uil e a quelle degli imprenditori meridionali rimasti a mani vuote, il governo è costretto ad una precipitosa marcia indietro per svincolarsi dal caos normativo in cui s’è andato a ficcare. Marcia indietro culminata, per ora, nella nota ufficiale di ieri, con cui si informa che la Commissione Europea è stata messa al corrente che le procedure di erogazione dei crediti d’imposta sarebbero state comunque limitate alle «aree autorizzate», e cioè «soltanto» a quelle dell’Obiettivo 1, ovvero meridionali. La Commissione Ue, naturalmente, dice che così va tutto bene. Ma, intanto, che cosa diranno i nostri ministri agli imprenditori del Nord che già hanno presentato domanda, ritenendosi legittimati a farlo?
Un bel pasticcio.
Sembra quasi che all’interno della maggioranza di governo ci siano alleati (inconsapevoli?) di Cofferati, della Cgil che non ha firmato il Patto per l’Italia nonostante il drastico ridimensionamento della modifica inizialmente prevista per l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ridottasi al solo caso delle imprese che crescono superando i 15 addetti e limitata come sperimentazione a tre anni. È, perciò, comprensibile l’irritazione di Cisl e Uil perché il Patto per l’Italia non marcia; ovvero, nel caso del cumulo degli incentivi, marcia nella direzione opposta a quella preannunciata. Meno comprensibile è il silenzio dei rappresentanti degli imprenditori che pure hanno voluto il dialogo sociale specie sul Mezzogiorno.
Confindustria per ora tace, oppure, se parla, come ha fatto ieri per bocca dell’imprenditore pugliese Divella nell’intervista che ha concesso al «Mattino», ripete che per ridurre sommerso e disoccupazione occorrono nel Sud più formazione, meno tasse, meno costo del lavoro, insomma misure che andrebbero bene dappertutto, nel Mezzogiorno come nella Francia meridionale oppure in Slovacchia. E c’era bisogno per questo di firmare un documento enfaticamente denominato Patto per l’Italia?
da www.ilmattino.it


IL PATTO PER L'ITALIA???
Uno slogan BASTA PER INCANTARE LA GENTE ....
SPECIE QUANDO NON SI SA COSA FARE O NON SI VUOL FAR NIENTE.![]()
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PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)
C'era il comunismo in bulgaria??
Quando come dove???


Sveglia ragazzotto !!Originally posted by agaragar
C'era il comunismo in bulgaria??
Quando come dove???
hai mai sentito parlare di percentuali bulgare ??
In Bulgaria si faceva ESATTAMENTE ciò che diceva il Cremlino e senza fiatare !!
La bulgaria è diventata famosa per essere il secondo paese governato DIRETTAMENTE dall' Urss
Se queste cose non le sai contiua a succhiarti il pollice ragazzotto ...... mah .....![]()
C'era il comunismo in Russia??
Quando come dove???
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e pensare che potrei essere suo padre...
o al massimo suo zio.


Originally posted by cciappasOriginally posted by Ichthys
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eh già, è solo che ci sono i terroni...aahahahahah