Kalajic: gli Usa vogliono la destabilizzazione dei Balcani
"Accusano noi serbi di non raccontare la verità, di fare disinformazione, di nascondere la persecuzione degli albanesi del Kosovo. Ma la loro disinformazione? Quella che ciancia di "bombe intelligenti", quella che racconta al mondo che gli obiettivi dei raid Nato sarebbero solo militari, quella che ripete incessantemente che a Rambouillet la Serbia ha rifiutato l’accordo... Questa disinformazione targata Alleanza Atlantica, ma soprattutto Stati Uniti d’America, voi la chiamereste informazione?".
Dragos Kalajic, diplomatico e senatore serbo, direttore dell’Istituto di Geopolitica di Belgrado, è intervenuto ieri pomeriggio ad un interessante incontro-dibattito organizzato dall’Associazione "Sinergie Europee" e "Contropinione" e in quest’occasione ha potuto finalmente "sfogarsi" e dire ciò che in numerose trasmissioni tv ha suscitato lo sguardo quasi sempre attonito dei conduttori: le bombe "intelligenti" non esistono e gli aerei Nato colpiscono sempre più spesso obiettivi civili (ponti, scuole, aree industriali) e persino religiose (chiese e monasteri). "Il Kosovo è terra sacra non soltanto per i serbi ortodossi, ma per tutta la Cristianità europea - spiega il diplomatico di Belgrado -. Ci sono circa 1200 chiese, monasteri, conventi antichissimi, veri capolavori artistici oltre che nostri santuari religiosi. Ebbene, la furia devastatrice degli americani non si ferma nemmeno davanti a questi capolavori, a questi simboli della tradizione europea".
Professor Kalajic, lei parla di americani e non di Alleanza Atlantica.
"Soltanto un cieco o un ingenuo (o una persona in malafede) può in cuor suo credere che la Nato sia veramente un’alleanza "inter pares", cioè tra eguali. Nella Nato dettano legge gli americani e proprio la guerra contro la Serbia lo dimostra".
In che senso?
"La Serbia ha mai minacciato uno, dico uno soltanto degli Stati membri della Nato? Non mi pare... Eppure la Nato bombarda Belgrado. Alterando così gli articoli fondamentali su cui si basa il Patto Atlantico. La Nato venne creata con funzioni esclusivamente difensive nell’immediato dopoguerra. Per difendere cioè l’Europa occidentale dalla minaccia sovietica".
Oggi però l’Urss non c’è più e il pericolo comunista esiste soltanto nella testa di Berlusconi e soci, a puri scopi propagandistici e filo-americani.
"Appunto. L’Urss non c’è più, ma la Nato avanza nell’Est, fino ad arrivare a circondare i Paesi pochi anni fa facenti parte dell’impero sovietico. Non contenti di questo allargamento nell’Europa centrale, gli Usa utilizzano la Nato per imporre il potere mondialista nei Balcani, utilizzando anche la strategia islamica, oltre che quella dell’attacco militare".
Ma come, professor Kalajic? Gli Usa si dichiarano fieramente avversari dell’Islam e lei paventa l’utilizzazione degli islamici in funzione anti-europea?
"È esattamente così e la Serbia è nuovamente in prima linea, come nei secoli passati, per difendere tutta l’Europa dall’invasione musulmana. Ricordatevi che gli Usa hanno come fedelissima alleata la Turchia, cercano di farla entrare addirittura nell’Unione europea. E intanto finanziano i cosiddetti islamici "moderati" (un termine del tutto paradossale per gli stessi islamici) presenti in Bulgaria, in Macedonia, in Albania e nello stesso Kosovo. L’Europa da sempre fa paura agli Usa. O meglio, a chi comanda veramente negli States. Che non è certamente Bill Clinton".
Chi è?
"Lo ha detto con precisione Umberto Bossi: i grandi banchieri, i globalizzatori, gli aedi del mondialismo massonico ed antieuropeo, che hanno la loro base principale a New York. Questi personaggi, oltre a muovere enormi quantità di denaro, fanno tutto il possibile per impedire al nostro continente di svilupparsi in maniera veramente autonoma, sia a livello militare che a livello economico. Quei grandi speculatori internazionali brindano alle attuali disavventure dell’Euro, sanno benissimo che la moneta unica europea, se funzionasse, minerebbe lo strapotere del dollaro. E gli usurai internazionali hanno puntato tutto sul dollaro".
Uno scenario inquietante, quello da lei descritto, professore. La guerra contro la Serbia sarebbe addirittura una guerra contro l’Europa? Ma i massacri degli albanesi in Kosovo?
"Sono serbo, ma mi sento anche europeo. Quindi soffro anche per gli albanesi. Ma nella vicenda del Kosovo i media internazionali giocano sugli effetti propagandistici. Nessuno dice ad esempio che i terroristi dell’Uck sono finanziati dagli americani e dai soldi sporchi del commercio di droga. Lo stesso Uck ha condannato a morte quei leader albanesi moderati che non condividono il suo estremismo".
Cosa ci dice su Rambouillet?
"Come era possibile accettare condizioni-capestro volute per annientare la Serbia e per metterla sotto il controllo diretto della basi americane sul suo territorio? A Rambouillet la Serbia aveva presentato un piano di pace accettato dalle parti in conflitto, ma mai discusso. Qualcuno aveva deciso che, in ogni caso, bisognava attaccare la Serbia. E quel qualcuno sono i veri padroni della Nato, gli Usa".
Come andrà a finire, secondo lei, questa brutta vicenda?
"Non ho la sfera di cristallo. Mi auguro però che gli Stati europei, e soprattutto l’Italia (Paese tradizionalmente amico della Serbia), riflettano sul loro ruolo attuale all’interno della Nato. Vorranno continuare ciecamente a difendere gli interessi del potente gendarme d’Oltre Oceano? Oppure cominceranno a rivedere le loro posizioni e comprendere che potrebbe aprirsi una nuova era per tutti i popoli del Vecchio Continente? Per farlo però dovranno rivedere il loro rapporto di sudditanza verso Washington".




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e presto anche paesi del nordafrica da sempre l'antieuropa per eccellenza.