Signor Presidente,
gli aspetti salienti del dibattito parlamentare
sull'immigrazione sono stati caratterizzati dalla rabbia, dalla violenza
verbale e dalla disperazione dell'onorevole Turco e dell'onorevole Soda. Non
si è trattato di episodi estemporanei dettati da intemperanza caratteriale,
ma della reazione razionalmente aggressiva di fronte ad una legge che segna
la sconfitta della strategia globalizzatrice della sinistra. L'ideologia
della società multirazziale che ci è stata falsamente presentata come
ineludibile portato della storia ha rappresentato, per la sinistra e per
l'Ulivo, ben assecondato dall'utopismo pauperista di rifondazione comunista,
lo strumento per scardinare la democrazia in Europa. La democrazia si basa,
infatti, sul rapporto stretto fra cittadini e istituzioni, fra territori e
popoli, fra persone in azione e non può prescindere da precisi diritti e
doveri strettamente correlati fra loro di cui è titolare ogni membro della
comunità. Tutto questo per la sinistra non conta; l'importante è massificare
il mondo rendendo tutte le persone uguali nel modo di pensare, di agire, di
vestire; l'importante è cancellare le diversità, le identità dei popoli, le
loro tradizioni, la loro storia i loro costumi per cementare il tutto nella
formula della società multirazziale, del melting pot. La sinistra e i
cattocomunisti inseguono la nemesi del comunismo, sconfitto e condannato
dalla storia, che risorge in una formula nuova dove l'utopia non consiste
più nell'uguaglianza giuridico-formale davanti alla legge, né
nell'uguaglianza economica, rivelatasi fallimentare, bensì nell'uguaglianza
dell'anonimia, dell'impotenza, della cancellazione dell'identità. Una
società siffatta, in realtà, lungi dall'essere integrata, è caratterizzata
da grande conflittualità sociale, da scontro tra culture e civiltà e,
pertanto, non può che rimandare, petulante, a poteri sempre più lontani ed
autoritari. Se a questo quadro aggiungiamo l'attacco frontale portato negli
ultimi anni dalla sinistra alla famiglia naturale ed alle formazioni
comunitarie intermedie, viste come ostacoli al proprio progetto strategico,
risulta evidente la disumanità dell'ideologia della società multirazziale.
La sinistra italiana, partecipe del progetto, rivelatosi fallimentare,
dell'Ulivo mondiale, ha svenduto la dignità e l'identità delle persone,
delle comunità e dei popoli all'utopia antidemocratica del Governo mondiale,
alleandosi, a tal fine, con la grande finanza italiana ed internazionale: un
patto diabolico che avrebbe dovuto assegnare agli illuminati dell'Ulivo,
cioè ad una stretta cerchia di tecno-burocrati, la pianificazione
legislativa svincolata da reali poteri di controllo democratico da parte dei
singoli popoli, e, alla grande finanza, un tornaconto in termini di nuovo
sottoproletariato extracomunitario funzionale a tenere bassi i salari anche
per i lavoratori autoctoni. In questi giorni ne abbiamo avuto la riprova
attraverso i ripetuti interventi, in particolare quelli svolti
dall'onorevole Violante, a sostegno degli interessi della grande industria.
È vero, in Italia esiste un alto costo del lavoro - noi lo sosteniamo da
sempre - le cui responsabilità ricadano in buona parte sui governi
dell'Ulivo. Su questo tema, e sulla riduzione degli oneri per le piccole e
medie imprese, bisognava intervenire, ed il nostro Governo ha già approvato
alla Camera provvedimenti che vanno in questa direzione. L'onorevole
Violante si dimentica però, o vuole dimenticarsi, che esiste una
disoccupazione altissima nel Mezzogiorno, che esistono lunghe liste di
disoccupazione comprendenti decine di migliaia di extracomunitari, che i
salari sono spesso al limite della sopravvivenza. Questo spiega, in parte,
anche perché gli italiani rifiutano lavori molto pesanti e sottopagati. Non
sarebbe miglior causa, onorevole Violante, lavorare insieme per aumentare il
salario netto ai lavoratori italiani, piuttosto che introdurre fattori
ulteriormente calmieratori dei salari stessi con l'invasione
extracomunitaria? Vede, onorevole Violante, dai suoi accorati interventi è
evidente che ormai la sinistra si preoccupa molto di più degli industriali
che non dei lavoratori, e ciò conferma che il patto con la grande finanza e
la grande industria sono essenziali al progetto egemonico, di gramsciana
memoria, che volevate realizzare. In sostanza, onorevole Violante, vi siete
venduti l'anima! La grande finanza, a sua volta, ha appoggiato il vostro
progetto di potere. Per realizzarlo vi serviva una massa di diseredati che
venissero a scardinare la legalità nel nostro paese, che mettessero in
discussione i principi ed i valori di riferimento della nostra comunità, un
nuovo sottoproletariato e dei nuovi disperati da contrapporre ai colpevoli
lavoratori italiani e per alimentare, come vostro solito, i complessi di
colpa della vecchia Europa nei confronti del terzo mondo. Per realizzare il
vostro progetto di potere dovevate sostituire l'emorragia di consensi da
parte dei lavoratori e dei piccoli imprenditori italiani con il voto degli
immigrati, secondo la vecchia logica del connubio assistenzialismo - voto di
scambio. La vostra non è mai stata solidarietà disinteressata, bensì
solidarietà «pelosa». Inoltre, per quanto riguarda la concretezza della
vostra solidarietà, come spiegate il fatto che negli anni di Governo
dell'Ulivo la cooperazione con i paesi terzi, che è la vera strada maestra
da percorrere per risolvere i problemi della povertà dove essa è presente,
ha raggiunto i minimi storici? Si è investito infatti solo lo 0,14 per cento
del PIL, che rappresenta il più basso livello tra i paesi del mondo
occidentale. Per raggiungere il vostro scopo avete adottato la politica del
buonismo irresponsabile, avete abdicato al ruolo di garanti della legalità,
di difesa e di inviolabilità dei confini, esponendo il paese e la
collettività all'insicurezza, all'illegalità diffusa, al dilagare della
piccola e grande criminalità, all'aumento dello spaccio di droga, alla
vergogna della prostituzione ovunque ed in qualsiasi ora del giorno e della
notte, alla devastazione di interi quartieri, all'inciviltà ed al degrado
delle nostre città, al commercio abusivo tollerato come fonte di reddito per
irregolari e clandestini in spregio ai cittadini onesti Avete fatto ricadere
tutto questo, anche in termini di costi economici, sulla collettività,
nonostante autorevoli istituti statistico-economici avessero quantificato da
tempo l'ammontare di queste risorse drenate dalle tasche inconsapevoli dei
cittadini: circa 8 mila miliardi annui per assistenza sociale, sanità, case,
sicurezza e carceri. Avete continuato a mistificare la realtà, sostenendo
che gli extracomunitari avrebbero pagato le nostre pensioni future,
nascondendo che solo un quarto degli extracomunitari regolari presenti nel
nostro paese sono iscritti all'INPS e che oltre un milione di irregolari e
clandestini, logicamente non pagando nulla, usufruiscono dei servizi di
assistenza previsti nel nostro paese. Sarebbe questa, secondo voi, la
ricchezza portata dall'immigrazione extracomunitaria? Almeno due milioni e
mezzo di persone presenti, di cui solo 400 mila versano contributi all'INPS?
Avete perpetrato nei confronti dei cittadini italiani e padani le vessazioni
più discriminatorie consentendo, ad esempio, agli extracomunitari di
ritirare i contributi versati con il 5 per cento di interesse dopo solo
cinque anni di lavoro, mentre le nostre donne - lo ripeto: le nostre donne -
le cosiddette donne silenti non hanno lo stesso diritto, pur avendo versato
contributi per 13-14 anni per la sola colpa di aver lasciato il lavoro per
accudire i figli. Ma si sa: voi odiate la famiglia! Avete offeso e umiliato
i nostri vecchi in condizioni di povertà, togliendo loro il diritto alla
casa e attribuendo punteggi di favore, specie nelle amministrazioni
governate dall'Ulivo, agli extracomunitari. È questo il vostro senso della
giustizia sociale? Avete approvato norme come alcuni articoli della legge
Turco-Napolitano e la vergognosa legge Mancino che, con lo strumentale
pretesto di lottare contro la xenofobia, hanno introdotto l'ignominia
dell'inversione dell'onere della prova nei procedimenti di accusa per atti
di presunta discriminazione razziale, una specie di condanna anticipata
dell'accusato che inficia nel profondo l'idea stessa dello Stato di diritto
nel quale chi accusa è tenuto a fornire le prove e le testimonianze contro
l'imputato. Da tutto ciò si evince un odio profondo nei confronti dei
cittadini italiani, della nostra cultura e della nostra civiltà; un odio nei
confronti della civiltà europea, dei suoi valori e della sua matrice
cristiana. Onorevole Turco, piuttosto che accusarci di razzismo e di
gridarci «vergogna», perché non prova ad uscire da questa aula ed a
confrontarsi con la gente comune e non con le platee addomesticate e
ideologicamente affini predisposte dalle vostre associazioni militanti,
spiegando il motivo per cui avete compiuto queste discriminazioni nei
confronti dei cittadini italiani? Sono sicuro che la stragrande maggioranza
dei cittadini la prenderebbe, metaforicamente, a calci. La Lega nord
Padania - e concludo, signor Presidente - ritiene l'approvazione della legge
Bossi-Fini un grande risultato politico, oltre che una grande vittoria del
nostro movimento, che premia l'enorme impegno profuso dai nostri militanti
sul territorio per evitare che il diabolico disegno dell'Ulivo potesse
diventare una triste realtà.
ALESSANDRO CE' CAPOGRUPPO LNP ALLA CAMERA DEI DEPUTATI


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