Giugno 2002 - Un fantasma si aggira per l’Italia. E’ lo spettro dell’elettrosmog. Invisibile, impalpabile e inafferrabile, penetra nelle case, si aggira per strada, allunga le sue eteree mani ossute su giovani e vecchi. Così, almeno, vorrebbe il refrain ambientalista. Invece, sconfiggere questo evanescente nemico è molto più facile di quanto si creda. E’ come il babau della nostra gioventù: puoi cercarlo sotto il letto o dentro l’armadio, perfino negli angoli più reconditi e bui della camera, ma non lo troverai. Per la semplice ragione che non esiste. Lo sostiene Franco Battaglia, docente di chimica fisica alla Terza Università di Roma, nel suo ultimo libro: Elettrosmog: un’emergenza creata ad arte. Si tratta di una raccolta commentata degli articoli che lo scienziato ha pubblicato su diverse riviste e quotidiani per dimostrare che, dietro lo spauracchio dell’inquinamento elettromagnetico, si nascondono in realtà sordidi obiettivi politici e concreti interessi economici.
"Non è stato difficile scoprire la verità – spiega Battaglia a La Provincia – Dopo un primo sommario esame dei rapporti dell'Organizzazione mondiale della sanità era chiaro che vi era un abisso tra le conoscenze in possesso dalla comunità scientifica e le notizie propagandate dai media, da alcune associazioni ambientaliste e da alcune associazioni sedicenti per la difesa dei consumatori. Ogni studio più attento di quei rapporti dell'OMS e di quelli di altre istituzioni (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, American Physical Society, etc.) avvalorava il sospetto che in Italia l'elettrosmog fosse un problema inventato da mercanti di terrore per tornaconto personale". Il professore non è certo tenero con gli ecologisti: ma non si può esserlo con persone che, andando contro il parere unanime della comunità scientifica, inventano di sana pianta un problema, lo spacciano per tragedia e si propongono come salvatori della patria – al non modico prezzo di un business (quello della misura dei campi e dell’interramento dei cavi) del valore di un centinaio di migliaia di miliardi di vecchie lire, cinquanta milioni di euro se preferite. Mica bruscolini.
"E' molto comodo prevedere rischi – prosegue Battaglia – Se dicessi: chiudiamo le ferrovie perché i treni possono deragliare, sarei sempre in una posizione di "avere ragione": basta attendere il primo incidente. Naturalmente, le mie avvertenze non avrebbero alcun effetto sulla diminuzione degli incidenti, ma per l'uomo della strada io sarei uno che intende "proteggere" i cittadini e mi voterebbe. Finché l'uomo della strada rimane ignorante: e infatti, non a caso, i vertici ambientalisti non perdono occasione per denigrare gli scienziati. Basti pensare che Pecoraro Scanio, Grazia Francescato, Bordon, i vertici del Codacons (che sono avvocati), i vertici di Legambiente e WWF hanno provato a dare lezioni di oncologia a Umberto Veronesi quando questi correttamente informava che i cavi dell'Enel sono innocui e non han fatto venire la leucemia a nessuno".
Non stupisce, allora, che l’ex Ministro della salute firmi la presentazione al libro. "E’ umanitarismo, o non piuttosto paura irrazionale – egli si chiede – quella che spingerebbe ad abbattere una selva di tralicci innocui, mentre sui gradini di tante chiese io vedo accovacciati i rappresentanti di quel mezzo milione di schizofrenici che non abbiamo i soldi per curare?".
In effetti, il vero problema è una questione di priorità. Poiché viviamo in un mondo di risorse scarse, i fondi disponibili vanno indirizzati alla soluzione di problemi certi e gravi, non a una faccenda come l’elettrosmog che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe forse essere responsabile in Italia di un solo caso di leucemia infantile all’anno. Per contro, le campagne ecologiste, quando hanno avuto successo, hanno prodotto mali ben più gravi di quelli che intendevano curare. Una vicenda eclatante è quella del DDT. Il bando di questa sostanza può aver salvaguardato lo spessore del guscio delle uova di alcuni uccelli; ma senza dubbio ha anche protetto le zanzare della malaria, rivestendo così una responsabilità precisa e diretta per i milioni di persone che, ogni anno, non riescono a sopravvivere a tale tremenda malattia.
"Come tutti gli italiani – conclude Battaglia – sono un cittadino che paga tasse eccessive (da cittadino svedese) con un ritorno in servizi pessimo (paragonabili a quelli della Romania di Ceausescu). Perché? Perché le mie tasse devono foraggiare una pletora insopportabilmente numerosa di personaggi dediti alle attività quaternarie". Cosa cavolo sono le attività quaternarie, professore?, gli chiedo. Risponde: "Sappiamo cosa sono le attività primarie (agricoltura), secondarie (artigianato e industria) e terziarie (servizi). Le quaternarie sono le attività di chi è dedito a distruggere tutte le altre: esse sono massimamente rappresentate dalle associazioni cosiddette ambientaliste e da quelle cosiddette in difesa dei consumatori". In fin dei conti, la via dell’Inferno è lastricata di buone intenzioni.
forcescampania@forceitaly.org
In allestimento: www.forcesitaly.org/italy/campania/index2.htm




Rispondi Citando