
Originariamente Scritto da
Miles
Ma guarda che la scienza , di per sè, non ti dice che una cosa è una malattia.
Ovvero la scienza si limita a descrivere un evento od una situazione.
L'arresto cardiaco non è altro che la cessazione dell'attività elettrica del cuore (tu sei medico; conosci meglio di me la definizione)
E stop.
Nuda , semplice descrizione.
Siamo noi che riteniamo viceversa la morte un avvenimento con dei lati sicuramente spiacevoli.
Altresì, pensiamo a qualche anomalia congenita. La scienza dice, ad esempio che la distrofia muscolare è una progressiva degenerazione dei muscoli striati.
Non ti dice se è bene o male.
E' viceversa la semplice logica - ovvero un piano superiore alla semplice constatazione scientifica dell'esistenza di un evento- a dirti che se una cosa è opposta al concetto di vita (o di salute ovvero di piena funzionalità organica o di piena attuazione di una potenzialità organica, come la procreazione) questa cosa è una malattia.
Veramente mi sembra vero l'opposto, laddove se elimini la finalità della vita umana (il suo senso, potremmo dire) di certo non cogli l'elemento nella sua interezza.
Se mi parli di complessità della vita, in cui l'elemento procreativo è indispensabile, non vedo perchè dovrebbe parlare di api, di fiori di cicogne e cavoli.
Non è la legge in quanto tale, ma viceversa l'educazione forzata a carattere ideologico.
Ovvero tu puoi insegnare ad un bimbo che il bianco è nero, crederà che il bianco in effetti è nero, percepirà interiormente che il bianco è invece bianco ed il nero invece nero, e ciò porterà a gravi ripercussione di ordine anche psicologico (e perciò sociale)
D'altronde , ribaltando, anzi chiedendo l'onere della prova, se non si volesse davvero una forma di riprogrammazione sociale o di ingegneria sociale, perchè tutto questo vociare sulla necessità dell'insegnamento genderistico a scuola?
Oppure di non voler a tutti i costi voler piacere a tutti e non ricevere critiche, visto che il vento mediatico tira preponderante in una certa direzione, perchè la vera Carità , consiste nella Verità, non nel voler "piacere & dialogare" a tutti i costi.
L'autrice l'ha capito, il vescovo, no.
Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk