Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Ha ancora senso la Nazione?

    Salve a tutti,
    Premetto che il titolo può sembrare un po' "forte" ma in realtà vuole solo esprimere un mio dubbio: l'esistenza degli stati nazionali è ancora un fenomeno motivato o è solo un retaggio culturale di cui ci si dovrebbe sbrazzare?
    Ho sentito varie argomentazioni a favore sia del nazionalismo sia dell'internazionalismo, ma lungi dall'aver preso posizione sono solo confuso e pieno di dubbi.
    Se c'è qualcuno con le idee chiare, sarebbe in grado di esporre gli aspetti positivi e negativi del nazionalismo e valutare la preponderanza degli uni o degli altri? Mi sarebbe molto utile a inquadrare la questione, ma penso che potrebbe servire anche ad avviare una discussione su un tema che oggi è molto frainteso e sul quale magari ci sono ancora delle considerazioni da fare.
    ciao

  2. #2
    Ospite

    Predefinito Re: Ha ancora senso la Nazione?

    Originally posted by Teodosio
    Salve a tutti,
    Premetto che il titolo può sembrare un po' "forte" ma in realtà vuole solo esprimere un mio dubbio: l'esistenza degli stati nazionali è ancora un fenomeno motivato o è solo un retaggio culturale di cui ci si dovrebbe sbrazzare?
    Ho sentito varie argomentazioni a favore sia del nazionalismo sia dell'internazionalismo, ma lungi dall'aver preso posizione sono solo confuso e pieno di dubbi.
    Se c'è qualcuno con le idee chiare, sarebbe in grado di esporre gli aspetti positivi e negativi del nazionalismo e valutare la preponderanza degli uni o degli altri? Mi sarebbe molto utile a inquadrare la questione, ma penso che potrebbe servire anche ad avviare una discussione su un tema che oggi è molto frainteso e sul quale magari ci sono ancora delle considerazioni da fare.
    ciao
    Ciao Teodosio:
    per me la nazione ha poco senso. Penso che l'attenzione sia soprattutto da indirizzare verso l'Europa: un'Europa federale (come la voleva De Rougemont), democratica dal basso e unita da un'idea imperiale.
    Gli stati nazionali sono troppo piccoli per gestire i grandi problemi e troppo grandi per gestire i piccoli. Inoltre la nazione favorisce la retorica, il nazionalismo e non facilita un comunitarismo europeo come mi piace immaginarlo (alla Taylor o alla Mc Entyre). Parlo di un'Europa multiculturale e orgogliosa delle proprie tradizioni, ma non per questo fossilizzata nel tardosepolcrismo, nella xenofobia e nel razzismo.

    Avvertenza: non sono un camerata, quindi la mia opinione, qui sopra, vale per quello che vale.
    Ciao.

  3. #3
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    Predefinito

    Benvenuto Teodosio.
    Penso sia la domanda ad essere sbagliata.

    In un primo tempo, la vera risposta dipende da te' : diepende di come intendi la tua identità, quanto essa sia collegata alla comunità, alla storia del tuo popolo, e cosa giudicchi importante che passi di generazione in generazione. Da li, poi, puoi vedere quale forma pensi sia piu adatta a difendere il tuo fondo culturale identitario.
    Facio un esempio () : se sei una sporca zecca rossa, la tua identità non ha nessun bisogno di cultura identitaria, e sei felice nel tuo cesso sociale, sparando cazzate proglobalizzazione a colpi di canne e linee di coca.

    Certo che se per giudicare il concetto di Nazione fondi il tuo giudizzio sui stati nazionali delle nostre repubbliche bananiere liberal-mondialiste, americano-burgerholywoodciun'gommistiche, la risposta viene facilemente, a priori. Questi stati nazionali si sono svuotati volontariamente della propria legittimità culturale, storica, spirituale, si sono mutilati fino a rendersi fondamentalmente inautentici.
    Pero, lo stato nazionale non è colpevole quanto chi lo commanda : dai una regione, una padagnia, una nazione o un Europa intera ai massoni e marciume vario, e ti ritrovi in una situazione identica.

    Ed anche per questo, la risposta di Ughetto è sbagliata in un certo senso, al di la della sua opinione : la retorica non è privilegio nazionalistico, ma di chi la usa, ed è sempre sintomo di conflitto. In Francia, la retorica nazional-giacobina è assolutamente identica quella europeista che vomita Bruxelles.
    Da un altro lato, per fare retorica pura, posso dire che Carlomagno prima di fondare un Impero (di nazioni) conduceva la nazione franca.

    In sostanza : dipende tutto di quanto il sistema (statale) sia fedele allo spirito del suo popolo.

  4. #4
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    Predefinito

    Posso sintetizzare ?

    EUROPA NAZIONE DELLE PATRIE

    Ciasuno in Europa con la SUA patria ma e' un fatto che.

    L'EUROPA O SARA' NAZIONE O NON SARA !


    Quando ero ragazzino ricordo un bel manifesto che diceva:

    L'EUROPA O SARA' FASCISTA O NON SARA' !

    Temo che presto vedremo avvenimenti tali che ci faranno capire come quel manifesto del 1943 aveva perfettamente ragione.


    NON AVEVAMO CAPITO NIENTE !
    Disse il mio povero papa' quando vide in TV quanto gli americani sravano facendo agli europei sul canale di Suez e quanto i russi stavano facendo ad altri europei tutto nel Novembre del 1956.


    Lo disse in milanese. " Gh'eum capi' propri nagott ! "

    e si rimangio' cosi' tutto quello che negli ultimi sedici anni aveva detto sul fascismo.sulla Germania,sugli inglesi e sugli americani,
    su Churchlll etc.etc.

    Era tardi ma ......meglio tardi che mai !



  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Ha ancora senso la Nazione?

    Originally posted by claudio ughetto


    Ciao Teodosio:
    per me la nazione ha poco senso. Penso che l'attenzione sia soprattutto da indirizzare verso l'Europa: un'Europa federale (come la voleva De Rougemont), democratica dal basso e unita da un'idea imperiale.
    Gli stati nazionali sono troppo piccoli per gestire i grandi problemi e troppo grandi per gestire i piccoli. Inoltre la nazione favorisce la retorica, il nazionalismo e non facilita un comunitarismo europeo come mi piace immaginarlo (alla Taylor o alla Mc Entyre). Parlo di un'Europa multiculturale e orgogliosa delle proprie tradizioni, ma non per questo fossilizzata nel tardosepolcrismo, nella xenofobia e nel razzismo.

    Avvertenza: non sono un camerata, quindi la mia opinione, qui sopra, vale per quello che vale.
    Ciao.



    Bah,senza offesa, ma non ti pare di confondere l'idea di Stato nazionale con quella di nazione tout court? L'europa che descrivi tu è pur sempre una nazione..comunità fondata su interessi,radici storiche e se vogliamo etniche e sopratutto "sentimento". Tutti i più grandi studiosi ormai definiscono la nazione su questi parametri ossia "comunità" e "sentimento di comunità". In questa chiave Nazione significa società coesa, esigenza che credo irrinunciabile,come del resto lo stesso de Benoist (anche lui non è un camerata, ma da quanto capito vicino alla tua impostazione) ha affermato.

    saluti

  6. #6
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Ha ancora senso la Nazione?

    Originally posted by Vassilij





    Bah,senza offesa, ma non ti pare di confondere l'idea di Stato nazionale con quella di nazione tout court? L'europa che descrivi tu è pur sempre una nazione..comunità fondata su interessi,radici storiche e se vogliamo etniche e sopratutto "sentimento". Tutti i più grandi studiosi ormai definiscono la nazione su questi parametri ossia "comunità" e "sentimento di comunità". In questa chiave Nazione significa società coesa, esigenza che credo irrinunciabile,come del resto lo stesso de Benoist (anche lui non è un camerata, ma da quanto capito vicino alla tua impostazione) ha affermato.

    saluti
    Sì, detta così è condivisibile. Però la confusione non la faccio io. Una nazione può essere piccola, unita da un sentimento di comunità. Però mi sembra che a destra (se mi consenti questa semplificazione) si confonda spesso lo stato nazionale con la nazione. Da parte mia, nello stato nazionale italiano possono starci, regolati da alcuni principi di cittadinanza, diversi stili di vita comunitaria (sebbene sia più condivisibile una politica che regoli l'immigrazione e favorisca queste diversità culturali all'interno dei territori d'appartenenza, perché lo sradicamento è sempre dannoso).
    Alla fine, parafrasando sempre De Benoist, l'Impero democratico europeo, permetterebbe l'esistenza delle differenze sotto un'idea mitica (quella di impero). Il che è un rivolgimento rispetto all'Europa attuale.
    Sono più vicino all'idea di Polis, se vuoi, all'interno di un macrocontesto federale.

  7. #7
    Mjollnir
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    Io direi che ormai la polarizzazione fondamentale nella politica non è tra localismo-centralismo, regionalismo-nazionalismo, bensì quella tra radicamento ed "emancipazione" (nel senso negativo di recisione dei legami), tra chi crede che una comunità non possa essere salda ed aperta alla comunicazione (non alla mescolanza, N.B.) se non fondandosi su una solida identità e chi crede che l'eredità sia solo un ciarpame inutile di cui sbarazzarsi. Questo distingue oggi in modo efficace e radicale chi è per la occidentalizzazione e chi no. Poi la questione di a che livello sia efficace il radicamento (regione, macroregione, nazione, continente) è secondaria rispetto ai 2 "fronti". Anche perchè questi livelli di appartenenza sono in realtà complementari e si contrappongono + per ideologia che per altro.
    Ciao

  8. #8
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    Predefinito

    Prima di tutto vorrei ringraziare per i vostri post, avete contribuito a chiarire le mie idee e ad avviare un discorso interessante.
    Adesso però vorrei approfondire un aspetto della questione: a riguardo della nazione si è parlato di alcuni concetti come "sentimento" e "identità", ma saremmo in grado di descriverli precisamente?
    Cioè la mia domanda è questa: qual'è il particolare che ci fa riconoscere più fortemente la nostra nazione, che ci fa maggiormente sentire di appartenere ad una certa comunità? Ogni volta che l'ho chiesto a qualcuno mi sono sempre state indicate la lingua e la religione come caratteristiche fondamentali, ma se fosse solo per loro avrei qualche perplessità. Mi spiego meglio: per quanto riguarda la lingua penso che sia solo una specie di convenzione, cioè che venga usata tra gli uomini la lingua che si conosce da bambini per pura comodità... almeno credo che se sin da bambino avessi conosciuto altre lingue all'infuori dell'Italiano non avrei avuto nessuna "preferenza istintiva" tra esse... Riguardo alla religione il discorso sarebbe anche più ambiguo, ma tuttosommato simile a quello per la lingua.
    Spero di essermi spiegato in maniera comprensibile: in sostanza quello che mi chiedo è se esistono elementi più importanti della lingua e della religione per determinare la nazione o se più semplicemente dovrei riconsiderare le mie idee su questi due aspetti.
    grazie per i post, e perdonate l'ignoranza!

  9. #9
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    Predefinito

    Per la religione non ti so dire (chiedi a Bellarmino... ).....per la lingua ti dico questo, semplificando al massimo: il linguaggio è usato per esprimere il pensiero, per cui viene logicamente dopo il pensiero. Il linguaggio quindi è espressione di un determinato modo di pensare, di una diversa forma mentis. Per cui il legame che deriva dalla lingua è molto profondo: è il carattere esteriore uniforme di un modo di pensare uniforme...che ha radici profonde con l'etnia, il sangue e soprattutto il territorio.


    ciao

  10. #10
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    Predefinito La nazione

    Noi lavoriamo alacremente per tradurre nei fatti quella che fu l'aspirazione di Giuseppe Mazzini: dare agli italiani, il "concetto religioso della propia nazione".
    Il Fascismo respinge l'idea che una nazione sia un raggruppamento accidentale e temporaneo di individui ed afferma invece che la nazione è un entità organica e vivente che continua da generazione in generazione con un intangibile patrimonio fisico, morale e spirituale.
    Nessuna generazione come nessun gruppo di cittadini e tanto meno il singolo cittadino hanno il diritto di militare contro la nazione.

 

 

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