Salve a tutti,
Premetto che il titolo può sembrare un po' "forte" ma in realtà vuole solo esprimere un mio dubbio: l'esistenza degli stati nazionali è ancora un fenomeno motivato o è solo un retaggio culturale di cui ci si dovrebbe sbrazzare?
Ho sentito varie argomentazioni a favore sia del nazionalismo sia dell'internazionalismo, ma lungi dall'aver preso posizione sono solo confuso e pieno di dubbi.
Se c'è qualcuno con le idee chiare, sarebbe in grado di esporre gli aspetti positivi e negativi del nazionalismo e valutare la preponderanza degli uni o degli altri? Mi sarebbe molto utile a inquadrare la questione, ma penso che potrebbe servire anche ad avviare una discussione su un tema che oggi è molto frainteso e sul quale magari ci sono ancora delle considerazioni da fare.
ciao




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) : se sei una sporca zecca rossa, la tua identità non ha nessun bisogno di cultura identitaria, e sei felice nel tuo cesso sociale, sparando cazzate proglobalizzazione a colpi di canne e linee di coca.
).....per la lingua ti dico questo, semplificando al massimo: il linguaggio è usato per esprimere il pensiero, per cui viene logicamente dopo il pensiero. Il linguaggio quindi è espressione di un determinato modo di pensare, di una diversa forma mentis. Per cui il legame che deriva dalla lingua è molto profondo: è il carattere esteriore uniforme di un modo di pensare uniforme...che ha radici profonde con l'etnia, il sangue e soprattutto il territorio.
