Un monumento agli ex combattenti estoni che militarono nelle fila delle SS durante la Seconda guerra mondiale è stato innalzato nella cittadina di Parnu, in Estonia.
L’evento ha suscitato aspre critiche da parte delle pubbliche autorità e parole di disappunto e condanna nei confronti dell’iniziativa sono venute soprattutto dal Primo ministro, Siim Kallas.
Durante il secondo conflitto mondiale, infatti, decine di migliaia di estoni furono arruolati nella legione tedesca della Waffen – SS, in cui si trovarono a combattere proprio contro la madre Russia. Alcuni combattenti si arruolarono volontariamente mentre altri furono inseriti a forza nelle truppe naziste, quando l’esercito tedesco occupò i Paesi baltici tra il 1941 e il 1944.
Molti estoni considerarono allora i tedeschi come liberatori e la commemorazione di questi giorni indica che è ancora forte il risentimento verso la durezza dell’occupazione sovietica e nei confronti del regime comunista.
La giovane repubblica baltica ha così deciso di commemorare i propri soldati, che si batterono per la libertà della loro terra, seppure a fianco dell’esercito nazista.
L’inaugurazione è stata già annullata a causa delle numerose critiche giunte nei confronti dell’amministrazione della cittadina.
Il monumento in granito, eretto dai veterani della legione, raffigura in bassorilievo un soldato delle Waffen - SS in uniforme, mentre imbraccia un mitra puntato verso est, in direzione della Russia. Un’iscrizione proclama:”A tutti i soldati estoni morti per la liberazione della loro patria e per un’Europa libera, negli anni 1940 – 1945”.
I promotori dell’iniziativa avrebbero comunque accettato di rivedere il progetto, forse per esprimere in altra maniera, e questa volta senza polemiche, l’idea della lotta per la libertà dell’Estonia.


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