Certo ci vuol tempo per cambiare le cose e rilanciare la PAD e, come si suol dire, chi ben comincia è a metà dell’opera.
Ma quando s’inizia male, dove ci si trova? A fine opera?
Dopo una settimana del nuovo “corso”, non vedo traccia di sostanziale e utile cambiamento.
Quindi meglio parlarsi chiaro.
Ad esempio, che ho trovato sul quotidiano? Nei giorni scorsi tre o quattro pagine intere dedicate ancora al “caso Cogne” mentre oggi un editoriale dedicato alla memoria di montanelli.
In tutta franchezza e brutalità, ma senza maleducazione, mi vedo costretto a fare alcuni commenti:
1. Innanzi tutto vorrei ricordare che il quotidiano appartiene più ai lettori, che lo hanno sempre acquistato - prima con antiquate lire e ora in più moderni e sonanti euro – che non alla redazione. Quindi niente capricci e niente tentativi di usarlo quale trampolino di lancio per il culto della propria personalità;
2. Francamente a me dei passati retroscena al corriere della sera dove un certo ottone fece sparire il titolone non me ne può calar bottone;
3. A proposito del montanelli, aggiungo con massima schiettezza, di non essere mai una sola volta riuscito a sentirgli dire qualche cosa, non dico d’originale, ma di moderatamente interessante e persino intelligente. La Storia d’Italia? Ma fatemi il piacere! Una raccolta di storielle e banalissime battute che giustificherebbero persino una rivalutazione di statisti quali giulio andreotti o di “scrittori” del calibro di enzo biagi.
Montanelli è stato un astuto parolaio, il classico trombone da salotto radical chic-choc che ha saputo farsi issare sugli altari con tanto d’aureola.
Quindi diamo spazio a veri giornalisti. Temi BEN più importanti da trattare non mancano. Né mancano i veri talenti.
E qui mi fermo (per oggi) perché non vorrei superare certi limiti.
J.B.![]()




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