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    Predefinito Social Forum: il grido d'aiuto di FIRENZE

    Firenze chiede aiuto a Ciampi per il Social Forum di novembre
    Dopo aver fatto carte false per aggiudicarsi la gara con i comuni di Venezia e Napoli (ovviamente con giunte progressiste) per ospitare il Social forum di novembre, oggi il governatore della Toscana, Claudio Martini, si dice preoccupato delle dichiarazioni di Casarini, rilasciate all’indomani della manifestazione di commemorazione della morte di Carlo Giuliani (ovvero il martire “violento” dei noglobal) ad un anno dal G8 di Genova, mentre il sindaco di Firenze, Domenici, si è subito prodigato ad affermare la necessità di isolare il leader dei Disobbedienti chiedendo aiuto alle istituzioni. Peccato che lui ne rappresenta una che in modo avventato ha pensato bene di conquistare simpatie nel variegato mondo dei No Global. Questi amministratori fiorentini, tuttavia, proseguono imperterriti a mostrarsi aperti e disponibili verso questi pseudo pacifisti della contestazione, illudendosi ed illudendo i propri interlocutori richiamando ai buoni propositi insiti nel movimento. La risposta di Rifondazione Comunista, peraltro, è stata già abbastanza chiara e per bocca di Alfio Nicotra ha precisato che: «Martini non è il Collina del movimento no global, non può ergersi ad arbitro e comminare ammonizione e tanto meno espulsioni dal medesimo. Ognuno resti al suo posto». Insomma, il movimento delle mille anime resta comunque compatto, evidentemente, a tutela anche delle teste più calde, delle frange più estremiste che inneggiano anche all’uso della violenza. Quasi fosse un loro diritto...

    Nel frattempo i commercianti fiorentini, per voce del loro presidente, Paolo Soderi, ha compreso che a ben poco valgono gli appelli ai propri amministratori e così si è rivolto direttamente ai parlamentari toscani, di qualunque schieramento politico, per attuare un pressing sul governo per stoppare l’evento. L’associazione per la difesa di Firenze ha già preparato due telegrammi-appello: uno al presidente della Repubblica Ciampi, l’altro al premier Berlusconi perché intervengano per tutelare la città e i fiorentini.

  2. #2
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    Predefinito "Martini:<<Il Social Forum resta a Firenze>>"

    di Camilla Marotti - Il Giornale, 25 luglio 2002

    La sponda per un confronto il più possibile pacato con le forze politiche di opposizione, le rassicurazioni circa lo spirito pacifico del meeting no global a Firenze, la sponda continua - quella che «conforta» il governatore - con il prefetto, Achille Serra, e l’apprezzamento per le posizioni assunte dall’Arcivescovado e molte delle associazioni che fanno parte del Movimento no global. Che, negli ultimi giorni, hanno preso le distanze dalle parole di Luca Casarini. Claudio Martini risponde in consiglio regionale alla mozione presentata dal centrodestra, confermando le «forti speranze che si riesca a isolare questo personaggio» (Casarini, appunto) ma ribadendo che il Social Forum non si sposterà da Firenze. «Non credo alla giustezza e alla praticabilità di questa proposte - spiega (anche in riferimento alla difficoltà di trovare un altro luogo adatto ad ospitare 15 mila persone) - vorrebbe dire dare spazio a piccole esigue minoranze del Movimento, facendole assurgere al rango di posizioni che possono condizionare un evento europeo» («non dobbiamo perdere la calma o la ragione, e non dobbiamo essere provincialistici: c’è l’Europa che ci sta guardando»). Un evento sul quale il governatore spende ampie rassicurazioni, alla luce dei tavoli locali avviati coi rappresentanti del Movimento dai quali «finora non è emerso alcun accenno alla violenza», e dai quali anzi, il lavoro svolto conferma come «la stragrande parte del Movimento abbia fatto la scelta della non violenza e cominciato a praticarla». A dispetto di «piccole frange che cercano la visibilità e che non si trovano più alla guida» del mare magnum dei no global. Casarini, dunque, che pronuncia parole dal «carattere negativo di ambiguità che non può essere accettato», si è posto fuori dall’organizzazione del meeting, dallo spirito di questo, e in questo senso il presidente rilancia «l’idea di uno sforzo corale perchè il clima sia quello giusto, per un dialogo utile e positivo tra noi». Il riferimento, ovviamente, è al consiglio, alle forze politiche che vi siedono, dopo l’intervento di respiro nazionale che Forza Italia ha messo in campo. Tramite gli onorevoli azzurri Sandro Bondi e Denis Verdini, che hanno lanciato la disponibilità ad adoperarsi per trovare un’altra sede per il meeting ma hanno anche usato argomenti che il governatore non ha gradito: il riferimento alla scelta di Firenze come strategica per le prove generali di un’alleanza che vada da Prc ai no global, dalla Margherita a Di Pietro, benedetta da Cofferati («Cosa c’entra questo?» ha detto il presidente). Martini dispensa rassicurazioni: «La scorsa settimana a Salonicco si è riunito il comitato organizzativo - e Casarini non ne fa parte - ed è stata definita una piattaforma programmatica assolutamente pacifica. Grazie a questa scelta netta della non violenza si è allargato, con l'ingresso anche dei sindacati, il fronte delle associazioni e dei movimenti che aderiscono». E sulla base di queste propone alla Cdl «un’alleanza politica finalizzata a fare un comune sforzo per creare un clima giusto che tenda la mano al dialogo». «Dividiamoci pure nel merito delle singole questioni - invita -, ma impegniamoci insieme per vincere la violenza». Un impegno che trova compatto il centrosinistra di maggioranza, dal quale per altro provengono toni che divergono proprio sul versante della sicurezza. Sull’esistenza di frange violente nel Movimento, e nella possibilità che queste provochino danni seri alla città. Il capogruppo ds, Paolo Cocchi, condanna Casarini ma denuncia atteggiamenti di «strisciante oscurantismo» (da parte del centrodestra); difende il diritto di riunirsi e manifestare e richiama l’esempio delle partite di calcio (che non vengono impedite nonostante le violenze annuciate dai tifosi violenti). Lo sdi Pieraldo Ciucchi replica secco che ci sono «partite che si sono tenute in campo neutro, o a porte chiuse: chi ci darà la sicurezza, presidente Martini - conclude - che il Casarini di turno sia posto in condizione di non esercitare azioni violente?». È il punto che nessuno si nasconde, neppure Alberto Monaci (Margherita). Firenze è una «città di cristallo», argomenta il consigliere che pure apprezza gli elementi di chiarimento offerti da Martini. «Ma forse, presidente, Agnoletto non è un interlocutore sufficiente» ha detto il capogruppo, che ha richiamato con forza la grande parte del Movimento che fa capo all’associazionismo anche di matrice cattolica, e che si è riservato di giudicare i fatti e di tirare le conseguenze ad evento concluso. «Se ci saranno scene di violenza - ha detto - vuol dire che le istituzioni non saranno state in grado in governare l’appuntamento, che avranno sbagliato e che quindi ne seguiranno conseguenze come credo che sia inevitabile». Un monito che è sembrato rivolto non solo e non tanto a Martini quanto al sindaco di Firenze, Leonardo Domenici ed al suo vicesindaco Giuseppe Matulli, della Margherita. Il vice sindaco le cui parole di «tenuta» della giunta fiorentina hanno «confortato» il governatore, come lui stesso ha ricordato.

  3. #3
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    Predefinito "<<La forza del Movimento è il conflitto sociale>>"

    di Lucia Bigozzi - Il Giornale di Toscana 25 luglio 2002
    «La violenza non fa parte del nostro Dna. Parliamo di sovversione sociale». Parliamone. Perchè le parole che i «disobbedienti» Casarini e Caruso hanno speso per il meeting europeo no global a Firenze hanno avuto un effetto deflagrante, non solo nell’opinione pubblica, ma anche tra le varie anime del Movimento (che da quelle frasi hanno preso le distanze). Esternazioni alle quali si sono aggiunte le dichiarazioni del «prete no global», don Vitaliano della Sala, che dalle colonne de «Il Corriere della Sera» afferma di condividere Casarini «quando parla di eversione. E anche quando dice che il Movimento non può definirsi non violento. In ogni caso, attaccare un Mc Donald’s è cosa diversa dalla violenza delle Br. Credo si debba discutere fino a un certo punto, ma poi, anche con azioni simboliche, bisogna agire». Caruso rincara la dose: «Se i cantieri dell’Alta velocità continueranno a devestare il Mugello nessuno può impedirci di manifestare con gli abitanti. Pratichiamo forme di lotta che non escludono di violare le leggi se ritenute ingiuste». Parliamone, allora. Il punto lo fa Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale dei Giovani Comunisti e uno dei portavoce dei Disobbedienti.
    «A Genova Casarini non ha parlato di violenza, non appartiene al Movimento, ma della riaffermazione, per quanto ci riguarda[], della disobbedienza civile come forma di non violenza attiva, di pratica sociale.
    Che tradotto vuol dire?
    Che a Firenze come del resto ovunque, verremo a discutere e confrontarci per la prima volta in una dimensione europea, ma cercheremo anche di praticare il conflitto sociale che non è sinonimo di violenza.
    Qualche esempio?
    Le forme di conflitto sociale []le decideremo tutti insieme, saranno azioni dimostrative per rimarcare la contraddizione che in un territorio come Firenze la globalizzazione produce. Il governatore Martini che pure aveva dimostrato volontà di dialogo venendo a Genova, andando a Porto Alegre o promuovendo San Rossore, da un lato pone attenzione ai nostri temi, dall’altro in Toscana privatizza tutto. Sarà proprio sulle contraddizioni che si aprono nella gestione del centrosinistra in Toscana che individueremo le forme più appropriate di conflitto sociale.
    Casarini ha parlato di occupazione di case, chiese, università e Caruso di azioni contro Mc Donald’s...
    Le azioni dimostrative che faremo anche Firenze sono iniziative che attraverso il conflitto e la partecipazione tendono a rendere evidenti le contraddizioni del territorio. Dovrebbe essere Martini a dire che ci stiamo sbagliando cambiando e rivedendo la sua politica, sulle privatizzazioni, sull’Alta velocità, sull’immigrazione e i centri di accoglienza, sull’inquinamento e gli inceneritori. Se da qui a novembre non farà questo e non supererà la semplice propaganda criticheremo il suo operato con azioni dimostrative.
    Che cosa intendete per sovversione sociale?
    Deve essere intesa secondo il principio per cui è necessario ripartire dalla partecipazione diretta delle persone e sovvertire l’ordine costituito, dove per ordine si intende non la sovversione dei poteri dello Stato, ma quella di un ordine che penalizza la vita della gente e i loro diritti. La pratica della disobbedienza sociale prevede anche forme di illegalità dal basso che costruiscano una nuova legalità.
    Si spieghi meglio.
    Quando si occupa una scuola si fa un’azione illegale, però quella illegalità produce un’altra legalità: ovvero gli studenti che si riappropriano del posto dove vivono e costituiscono uno spazio dove discutere. Le banche armate che finanziano la guerra saranno interessate da azioni non di devestazione. Non abbiamo mai spaccato una vetrina a Genova anche se i Disobbedienti sono stati attaccati dalla polizia. A Firenze ci saranno azioni simboliche creative. Martini stia tranquillo, di creatività ne abbiamo tanta.
    Quindi cosa accadrà a Firenze?
    Niente di drammatico, ma ci sarà una presenza che renda evidente che quando si parla del conflitto, il conflitto si pratica. Speriamo che a Firenze succeda come a Genova: da una parte si facevano azioni di un certo tipo, dall’altra c’erano le suore che pregavano, da un’altra la Rete Lilliput con le mani bianche. Il nostro unico obiettivo è rendere evidenti i danni della globalizzazione neoliberista.
    Martini ha detto che Casarini è fuori dal Movimento.
    È ridicolo quando fa simili affermazioni. Credo che abbia perso il senso del limite. Nè lui nè nessuno ha la patente per dire chi è fuori dal Movimento che pone due discriminanti che Martini non considera: la guerra e il neoliberismo. Sta nel partito che ha votato per la guerra e non ha detto una parola. Eppoi non riuscirà a mettere il cappello sul Movimento, è fuori strada se pensa di consolidare il suo consenso con il Movimento matenendo un rapporto fittizio al quale non corrispondono fatti concreti. Il Social Forum europeo non sarà la passerella di Martini, nè una quattro giorni di discussione sulla filosofia dei mali del mondo. Accanto al dibattito ci saranno azioni di conflitto sociale perché questa è la forza del Movimento.

  4. #4
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    Predefinito Per non dimenticare Genova


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    Predefinito " Resa dei conti a sinistra sulla pelle della città"

    Il Giornale Toscana, di Denis Verdini25 luglio 2002

    Se le scelte non venissero fatte sulla pelle di Firenze ci sarebbe davvero da lasciarli fare. Sì perché sul terreno spinoso dei movimenti antiglobalizzazione si sta consumando l'ennesima lotta fratricida, tutta interna alla sinistra, fra massimalismo e riformismo. E se su alcuni settori, il lavoro, l'articolo 18 - complice la sfida per l'egemonia interna e la volontà della vecchia classe dirigente ds (leggi D'Alema-Fassimo) di non essere spazzata via dal ciclone Cofferati - i ds ancora tentennano e cercano di non staccarsi completamente dalla prospettiva di un moderno riformismo alla Blair, sui movimenti antiglobalizzazione la scelta è stata fatta. Basta leggere le clamorose dichiarazioni di Violante in merito alle manifestazioni del G8 per capire che la deriva dei ds verso una prospettiva terzomondista e movimentista è cominciata. E Firenze ne sarà la riprova. Poiché, a nostro modesto avviso, è una linea politicamente suicida (per i diesse e per il centrosinistra), basterebbe restare a guardare: per quanto il centrodestra possa infierire difficilmente riuscirebbe a fare più male - politicamente si intende - alla sinistra di quanto non riescano Agnoletto, Casarini e compagni. Purtroppo però non possiamo, perché stavolta in ballo non c'è soltanto un calcolo politico. Non è alle prossime elezioni amministrative che il centrodestra guarda, quando affronta questo tema. E' di Firenze e della sua salvaguardia che ci stiamo occupando, facendo il lavoro che dovrebbero fare i suoi amministratori. E lo abbiamo fatto anche con proposte sensate. Ieri Martini in consiglio regionale ha invitato la minoranza a collaborare per 'creare un clima giusto che tenda la mano al dialogo': peccato che Forza Italia avesse già fatto, meno di 24 ore prima, la sua parte. In una prospettiva di mediazione sensata, che non togliesse a nessuno il diritto a manifestare, riunirsi, dibattere, e che allo stesso momento non mettesse a repentaglio una città delicatissima quale è Firenze, abbiamo proposto di trovare un'altra sede per il Forum europeo no-global. Un'altra sede in Toscana. Martini avrebbe potuto salvare la faccia e consumare ugualmente il suo suicidio politico atteggiandosi a leader no-global; i diritti di chi vuol protestare contro la globalizzazione che fa diminuire la povertà, sarebbero stati tutelati, e i fiorentini avrebbero potuto tirare un sospiro di sollievo. Invece no. Con argomentazioni singolari Martini ha ribadito la scelta di Firenze perché le dichiarazioni di Casarini (e quelle di Caruso? E quelle di don Vitaliano?) sono del tutto estranee, ha sostenuto il governatore, al dibattito e al lavoro preparatorio dell'appuntamento di novembre. E questo cosa vorrebbe dire? Sarebbe un'assicurazione che tutto andrà bene? Forse i ds provvederanno a rispolverare i 'mitici' servizi d'ordine del partito per tenere alla larga da Firenze Casarini e gli altri? Dovremmo sentirci rassicurati dal fatto che Casarini non partecipa ai lavori preparatori? La verità è che nessuno può assicurare niente. Il movimento è per ammissione dei suoi stessi componenti un movimento dalle molte anime e dalle variegate leadership ed ha, per usare un eufemismo e citare Martini, "una componente minoritaria, più dura ed intransigente". Per far danni in una città come Firenze non occorrono migliaia di persone, bastano poche centinaia di esagitati e né Martini, né Agnoletto possono escludere l'eventualità che la città sia messa a soqquadro. Il dovere di un amministratore di una città come Firenze o di una Regione come la Toscana è quello di prevenire gli eventuali rischi; non si può supinamente accettare le scelte di altri perché Firenze e la Toscana non sono di proprietà né dei globalizzatori né degli antiglobalizzatori. Se un amministratore sceglie invece di agire da leader moderato del movimento no-global, dando ridicole patenti di compatibilità - "Casarini si è posto fuori dal movimento" aveva detto Martini attirandosi gli sberleffi dei no-global - e confonde continuamente i ruoli, ha di fatto abdicato ad esercitare la funzione di presidente di tutti i toscani. Tuttavia c'è ancora tempo per scongiurare i rischi e i pericoli di queste sconsiderate politiche: Forza Italia continuerà a chiedere una soluzione alternativa. Anche questo è dialogo, governatore Martini? Perché non ci confrontiamo su questo?

  8. #8
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    Chi????? Dennis Verdini????? Ma lo sai che e' soprattutto a causa sua se il Polo a Firenze e' tornato ai suoi minimi storici?

  9. #9
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    Originally posted by Pitone
    Chi????? Dennis Verdini????? Ma lo sai che e' soprattutto a causa sua se il Polo a Firenze e' tornato ai suoi minimi storici?
    embé? fammi capire cosa centra con la patetica dimostrazione offerta dalle amministrazioni locali fiorentina e toscana nell'accogliere a braccia aperte chi si sta dimostrando ben poco pacifico e indegno di avere uno spazio di discussione e confronto!

    Come al solito i vostri commenti sono sempre sconclusionati....

  10. #10
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    Originally posted by Österreicher


    embé? fammi capire cosa centra con la patetica dimostrazione offerta dalle amministrazioni locali fiorentina e toscana nell'accogliere a braccia aperte chi si sta dimostrando ben poco pacifico e indegno di avere uno spazio di discussione e confronto!

    Come al solito i vostri commenti sono sempre sconclusionati....

    Patetica dimostrazione????

    Lasciamo perdere.........

    Mi dispiace, ma qui in Toscana purtroppo per voi la propaganda insulsa berlusconiana non attacca.

    E mi fa piacere sapere che il Giornale da ancora spazio a Verdini, vuol dire che la sinistra stara' tranquilla per i prossimi 50 anni.

 

 
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