E' cosa di inaudita ed inammissibile gravità che uno spacciatore avesse libero accesso al ministero delle Finanze e che si sentisse di poter contare su, non si comprende con esattezza, quali protezioni a proposito. Visto che non ci sembra plausibile immaginare che gli uscieri, i funzionari, e le forze di pubblica sicurezza fossero i consumatori della cocaina che veniva recapitata con una certa regolarità, forse sarebbe il caso di riconoscere le autentiche responsabilità di questo caso e misurare gli adeguati provvedimenti in merito.
Io non mi sento un castigatore dei vizi privati di un comune cittadino e credo che ciascuno di noi ne abbia più o meno di gravi. Ma qui si tratta di un coinvolgimento delle istituzioni che non si può accettare. Nel senso che un pubblico funzionario nella sua abitazione privata può fare più o meno quello che gli pare nell'ambito del rispetto della legalità, ma la condotta all'interno di un ministero della Repubblica è un'altra faccenda. Senza contare il ruolo privilegiato di uno spacciatore che può vantare particolari conoscenze ed entrare ed uscire liberamente con la sua merce da una sede come quella in questione. Siamo di fronte ad un reato e anche ad un disprezzo per le istituzioni. Se sul primo caso si potrebbe anche essere tolleranti, sul secondo non si può avere transigenza alcuna. Non vorrei poi nemmeno pensare che tale condotta indegna avesse una qualche collusione con esponenti del governo della Repubblica. In questo caso, cosa che vorrei sperare non fosse, semplici dimissioni, non sarebbero certo sufficienti.




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