Il Polo non può permettersi il rischio di un fallimento
di STEFANO FOLLI
Il fatto è che la Casa delle Libertà rischia di pagare comunque un prezzo alto presso l’opinione pubblica. Non solo tra gli iscritti del «partito anti-Berlusconi», avversari dichiarati e in un certo senso pregiudiziali, ma stavolta anche tra i seguaci del Polo, in quei ceti moderati che il 13 maggio 2001 hanno costituito la massa d’urto della vittoria elettorale. Troppo accanimento, troppa fretta sospetta. Gli argomenti usati dall’opposizione, l’immagine di un premier che vuol far saltare il processo che lo riguarda, cominciano a far presa in un settore d’opinione che Berlusconi non può trascurare.
Ancora una volta, si potrebbe dire, la sinistra ha vinto o sta vincendo la battaglia della propaganda. D’altra parte, la legge Cirami è irrinunciabile per il vertice di Forza Italia. Al punto da rendere accettabile il prezzo politico e mediatico che la sua approvazione comporta (sembra ingiusta, a tale proposito, la polemica che l’opposizione alimenta contro il presidente del Senato Pera, i cui poteri sono limitati dal regolamento e che ha cercato invano di affermare il buonsenso).
Va anche detto che il sì del Senato non chiude la partita. La legge dovrà passare alla Camera prima delle requisitorie al processo di Milano, il cui inizio è previsto per la metà di settembre. Ma è tutto da dimostrare che Montecitorio sia in grado di imitare Palazzo Madama in questa corsa frenetica. Ieri Casini, parlando in termini generali ma abbastanza significativi, è tornato ad auspicare il «dialogo anche con i magistrati» e «convergenze ampie» in materia di riforma della giustizia.
Seconda considerazione. Tra gli effetti a cascata del braccio di ferro in Parlamento, ce ne può essere uno che riguarda l’elezione del vicepresidente del Csm, prevista per domani. Fino a ieri si dava per certo il prevalere del candidato Buccico. Ma adesso non si esclude più il successo di Rognoni, vicino al centrosinistra. Come dire che la legge Cirami rischia di essere davvero una vittoria di Pirro.




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