La Cgil sotto la guida di Cofferati ha smarrito la sua funzione essenziale, quella di difesa dei diritti dei lavoratori e promozione dello sviluppo sociale, finendo per diventare un nuovo soggetto politico utilizzando i suoi iscritti come arma di ricatto e scontro con i propri avversari. Il vero partito di opposizione è oggi proprio costituito da questo sindacato. Già di per sé discutibile questo modo di operare dovrebbe far ulteriormente riflettere le azioni che il sindacato intraprende e il rifiuto sistematico al dialogo per ragioni di tipo politico. Questo espone il sindacato all’assunzione di decisioni che vanno contro gli stessi interessi dei propri iscritti. L’esempio più clamoroso ci proviene da Milano dove la Cgil si rifiutò di firmare nel 2000,a differenza di Cisl e Uil, un accordo sulla flessibilità lavorativa. Il Patto per il lavoro di Milano fu tra gli altri ispirato anche da Marco Biagi. Ebbene sono di questi giorni i primi dati significativi che consentono un’analisi degli effetti di quell’accordo: secondo quanto pubblicato dall’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Milano, si è in presenza di una forte crescita occupazionale ed in un modo che smentisce completamente le previsioni di alcuni osservatori e della Cgil. L’aumento della flessibilità avrebbe portato con sé inevitabilmente anche la crescita dei lavoratori precari con meno tutele e garanzie. Ma così non è stato. Tra il 2000 e il 2001, infatti, le assunzioni a tempo indeterminato sono cresciute in modo più che proporzionale all’incremento di occupati con contratti a tempo determinato o con contratti atipici, per un incremento della crescita totale degli occupati rispetto all’anno precedente di ben 60.000 lavoratori.
Vi presentiamo di seguito i dati della Provincia di Milano:
1997 NUOVI POSTI: 171.651 – ATIPICI: 102.872 (59,9%) – TEMPO INDETERMINATO: 68.779 (40,1%)
1998 NUOVI POSTI: 188.693 – ATIPICI: 116.890 (61,9%) – TEMPO INDETERMINATO: 71.803 (38,1%)
1999 NUOVI POSTI: 180.281 – ATIPICI: 125.609 (69,7%) – TEMPO INDETERMINATO: 54.672 (30%)
2000 NUOVI POSTI: 243.913 – ATIPICI: 178.980 (73,4%) – TEMPO INDETERMINATO: 64.933 (26,6%)
2001 NUOVI POSTI: 305.604 – ATIPICI: 196.460 (64,3%) – TEMPO INDETERMINATO: 109.144 (35,7%)
Questo significa che la flessibilità riesce comunque a dare lavoro e all’interno di un mercato rigido, le imprese utilizzano evidentemente contratti atipici come periodo di prova prolungato per persone che poi decidono in molti casi di assumere in modo definitivo. Ma questo per Cofferati e compagni è un dato da non prendere nemmeno in considerazione. Peccato, forse più che gli interessi dei propri iscritti la Cgil fa gli interessi (politici) del proprio segretario.
Paolo Carotenuto




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