fonte: www.sassarisera.org
MA ESISTE IN SARDEGNA UNA LOBBY DI AFFARI
SORU - PISANU - LUNARDI - ZUNCHEDDU?
Si fa ogni giorno più concreta la minaccia portata ai principi della
democrazia, della trasparenza e della correttezza, da parte dell’oligarchia politica-economica, delineatasi con l’assegnazione
dei bandi relativi alla così detta “società dell’informazione”, al piano telematico e dell’ informatizzazione della Sardegna.
Lo scorso 20 giugno si è consumato soltanto l’ultimo degli atti, con l’assegnazione alla multinazionale americana Compaq, in cordata con l’onnipresente Tiscali, dei 60 miliardi di lire del progetto Marte.
In precedenza, ad una cordata guidata dalla società Accenture (ex Andersen Consulting) erano stati assegnati i 15 miliardi di lire del bando per il sistema informativo del lavoro (Sil).
Mentre, il 3 giugno erano stati assegnati ad una cordata guidata
sempre da Accenture i 6,5 miliardi di lire del bando dell’e-governament, destinati a diventare 13 con la quota del Governo
Italiano .
Sempre ad Accenture è stato affidato, senza alcuna gara, il progetto per la riorganizzazione degli uffici della Presidenza della
Giunta Regionale. Sono molti i dubbi riguardo le modalità di assegnazione ed i tempi di valutazione dei progetti, così come sono fondate le perplessità sulla reale competenza della preposta
commissione.
Anche l’assegnazione del progetto Marte, è stata infatti determinata dalla valutazione della proposta tecnica, che è stata
tale da rendere ininfluente l’offerta economica dei concorrenti.
Il bando per l’e-governament, è stato chiuso in meno di 10 giorni lavorativi ed è facile capire come, in così poco tempo, si siano potute valutare correttamente ( .....si come noooo!..... ) le corpose 11 proposte pervenute.
E’ evidente a tutti che esiste una regia, neppure tanto sottile, tendente ad assicurare ad un preciso gruppo di aziende, gli oltre 360 miliardi di lire della misura 6,3 del Por Sardegna, società dell’informazione appunto, il vero business prossimo venturo dell’isola, così come sono evidenti i beneficiari, non solo politici, di un'operazione pericolosa e sfrontata. Pensata al di fuori del Consiglio Regionale, ma realizzata grazie alla compiacenza
di alcune prestigiose figure istituzionali.
Operazione che, fra le altre cose, drena importanti risorse al di fuori dell’isola, vanificando il sogno di un rilancio della Sardegna, basato anche sulla “Società dell’Informazione”.
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