Per accelerare i tempi gli warriors della CDL rinunceranno alle ferie. Si parla di riunire ad agosto la commissione giustizia della Camera in modo che il 16 settembre sia tutto pronto per un altro blitz. L'importante è finire prima di ottobre.
Intanto un eroico warrior della CDL rimasto per ora sconosciuto ha usato un fascicolo di emendamenti per colpire in faccia Willer Bordon, della Margherita, dandosi poi coraggiosamente alla fuga. Bordon non è riuscito ad inseguirlo e riempirgli la faccia di botte perchè fermato dai commessi.
Gesto emblematico.
Venerdì 2 Agosto 2002, 13:27
Processi, Forza Italia e Bossi hanno fretta
ROMA - Sono ancora fresche le ferite del voto con cui il Senato ha detto sì alla legge che introduce il legittimo sospetto fra la cause di spostamento di sede di un processo. Ma la Casa delle libertà vuole mantenere il piede pigiato sull'acceleratore. Tanto che negli ambienti parlamentari circola la voce che gli ambienti più oltranzisti di Forza Italia accarezzerebbero l'idea di un blitz estivo alla Camera per riuscire a condurre in porto le a legge prima che il tribunale di Milano arrivi alla sentenza Imi-Sir su Previsti e Berlusconi.
Il tempo a disposizione in effetti non è molto. Considerando che la Commissioni di Montecitorio dovtrebbero tornare a riunirsi non prima del 10 settembre, e che quindi la prima capigruppo utile per fissare il calendario dell'aula potrebbe svolgersi non prima del 16-17 dello stesso mese, ecco che il tempo per garantire l'entrata in vigore della legge prima della sentenza (attesa per la fine di ottobre e i primi di novembre) sarebbe davvero scarso. Per cui molti ritengono che convocare la commissione giustizia già ad agosto potrebbero essere una soluzione praticabile, indipendentemente dalle ricadute politiche che ciò potrebbe determinare. "Il presidente Pecorella può farlo indipendentemente dall'opinione di Pierferdinando Casini", dicono i pasdaran azzurri.
In realtà ben difficilmente Casini potrebbe accettare che alla Camera si ripeta lo stesso copione del Senato. Una proposta Casini l'aveva avanzata e Berlusconi era parso convinto della giustezza della tesi: introdurre un emendamento che sospenda i termini di prescrizione in attesa della della decisione della Cassazione sulla remissione di un processo. E su questo era d'accordo anche Fini: un gesto distensivo della maggioranza avrebbe consentito di riprendere forse una parvenza di dialogo subito dopo il sì, comunque sanguinoso dal punto di vista dei rapporti politici, al disegno di legge Cirami-Carrara. Si sa com'è finita.
Anche Bossi ha una gran fretta che arrivi il sì finale al provvedimento. E lo dice a modo suo, non risparmiando nessuno. Alla Camera la legge passerà "come al Senato, senza tentennamenti", dice Bossi. E aggiunge: "Noi vogliamo impedire che certi magistrati in malafede processino un cittadino per motivi politici, che lo condannino sulla base di pregiudizi politici, che agiscano non in nome del popolo e delle leggi ma in nome del partito o dei partiti di sinistra che li ispirano. L'opposizione tenta di difendere le aree di potere che aveva occupato e si illude di dare una spallata al governo, di decapitare Berlusconi. Noi siamo per la democrazia. Loro e i loro magistrati sono per la dittatura, sono gli eredi del fascismo".
Sarà solo una tentazione, l'opposizione comunque è pronta a fare quadrato. Una proposta "irricevibile", la definisce Anna Finocchiaro, responsabile giustizia dei Ds. "La destra recuperi il senso del limite''. "Mi pare francamente irricevibile - afferma la Finocchiaro - ogni richiesta di anticipare ad agosto la discussione alla Camera del ddl Cirami-Carraro. La pausa estiva spero giovi alla maggioranza per recuperare il senso del limite''.
Intanto i ds annunciano di aver "ritirato la fiducia" istituzionale al presidente del Senato, Marcello Pera. ''La vergogna che è stata consumata ieri con la presentazione, e quindi la votazione, dell'emendamento Carrara che ha sostituito interamente il testo del ddl Cirami in discussione e che ha comportato la decadenza degli emendamenti dell'opposizione, ha dato l'occasione al presidente del maggior gruppo di maggioranza di dire 'li abbiamo fregati' -dice Angius riferendosi all'intervento finale di ieri sera di Renato Schifani - Ha poca importanza che siamo stati noi ad essere fregati; ne ha molta di più che sia stato il Parlamento, il Senato, ad essere violentato''.
''Il presidente del Senato e la struttura che con lui collabora hanno consentito che questo avvenisse'', impedendo all'opposizione di discutere il testo che è stato successivamente approvato. Secondo Angius, oltre al regolamento di Palazzo Madama è stato ''palesemente'' violato l'articolo 72 della Costituzione e quindi ha chiesto che sui richiami al mancato rispetto del regolamento si pronunci la Giunta. Il gruppo dei Ds ha infine deciso di inviare ''per opportuna conoscenza'' i fascicoli con gli emendamenti che non sono stati discussi alla presidenza della Repubblica.
La tensione in Parlamento resta alta. Questa mattina nell'emiciclo dell'aula del Senato, durante la discussione del decreto omnibus, si è sfiorata la rissa. Il capogruppo della Margherita, Willer Bordon, è stato colpito in faccia da un senatore del centrodestra che ha usato un fascicolo di emendamenti come arma contundente. In quel momento la seduta era sospesa, e Bordon e altri senatori dell'Ulivo si trovavano nell'emiciclo per protestare contro il ricorso alla fiducia sul provvedimento. ''C'era una grande confusione - riferisce Bordon ai giornalisti dopo l'incidente - e tra senatori della maggioranza e dell'opposizione si è sfiorato il contatto fisico. Sono intervenuti i commessi, e io ero accanto ai miei senatori quando improvvisamente ho visto qualcuno che ha preso un fascicolo di emendamenti e mi ha colpito di taglio sulla mascella. Non ci ho visto più: lui è scappato, ed è stata la sua fortuna perché io sono ben allenato, vado due volte a settimana in palestra e ho una certa esperienza di scontri fisici perché a Trieste, da giovane, più volte me la sono vista brutta con i fascisti. Per fortuna i miei mi hanno fermato. Ma non finisce qui: ho chiesto subito al presidente del Senato Pera di identificare l'aggressore, di cui non conosco il nome, e comunque lo denuncerò per aggressione''.




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«Farò io questa richiesta - spiega l’esponente azzurro - e la farò al presidente della Commissione Gaetano Pecorella e non a Pier Ferdinando Casini in modo che non sia coinvolto nelle polemiche come è successo a Marcello Pera. Del resto, la sinistra ci sta attaccando perché dice che vogliamo accelerare i tempi di questo provvedimento, per lo meno ci accuseranno di un fatto vero». Ed Elio Vito, presidente dei deputati di Forza Italia aggiunge: «Non vedrei niente di strano in un’anticipazione. Anzi. L’opposizione ha chiesto un congruo lasso di tempo per discutere questa legge: benissimo, la discussione può farsi in estate e non in autunno. E poi esistono dei precedenti: per l’indagine sui fatti di Genova durante il G8 la commissione Affari Costituzionali con Donato Bruno lavorò in agosto».