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    Predefinito Saviano: dalla cultura della legalità allo stato nazional corporativo militarista e d

    Saviano: dalla cultura della legalità allo stato nazional corporativo militarista e di polizia

    di Giancarlo Staffolani *

    Roberto Saviano assurto ad icona antimafia e legalitaria di certa sinistra, dopo aver eletto lo stato di Israele a modello di legalità, ora nel suo viaggio in Spagna si spinge ad accusare di terrorismo e narcotraffico il movimento basco dell'Eta e le Farc colombiane a mafia e camorra, tesi che lo stesso governo spagnoli smentisce.
    La scelta legalitaria enfatizzata, che invoca un improbabile mercato etico, senza agire per mutare i rapporti di forza tra le classi e verso le istituzioni che ne sarebbero lo strumento garante, oltre che illusoria e fuorviante diventa scelta politica di campo etica dalla parte delle istituzioni di potere e del mercato capitalistico occidentale, da cui basterebbe estirpare la mela marcia della illegalità criminale e da difendere come fortini assediati, da barbari, terroristi.
    Il capitalismo italiano in realtà è parassitario e straccione in fase decadente, la mafia controlla il 35% del PILe come le altre forme di economia illegale, semilegale e legale sono tutte insieme parte organica e non anomala del sistema economico dominante.Le classi dominanti, le istituzioni dello stato e tutta la classe politica ne rappresentano pertanto gli interessi generali e specifici.
    La stessa questione della legalità mitizzata si rivela un colossale inganno, tutto il sistema economico produttivo è impregnato di illegalità tollerata e coperta come vitale per il cosiddetto sistema Italia, con il mitico nord est , un quadro che non riferibile solo alle grandi organizzazioni criminali anche se poi la connessione prima poi si realizza. Basterebbe quantificare il peso economico del lavoro nero, delle violazioni sulla sicurezza sul lavoro, le violazioni ambientali devastanti, le frodi alimentari, l'usura, i traffici ed i riciclaggi di denaro, per non parlare di truffe finanziarie, evasione fiscale e corruzione politica e tutto ciò sapendo di non aver scandagliato che in parte il grande oceano dall'illegalità (un piccolo esempio la città di Padova dove il mercato immobiliare è in mano a gruppi di imprenditori che investono i profitti aziendali nelle abitazioni per studenti i cui tre quarti sono affittati in nero, è ovvio che la mano della criminalità organizzata si sta allungando mentre gli interventi della magistratura sono puramente simbolici).
    Il richiamo alla Costituzione, intesa come codice etico e non come patto sociale ormai stravolto alla sua base, diventa battaglia di retroguardia, mentre la critica di classe materialistica delle istituzioni capitaliste nella loro reale funzione è fondamentale per preparare le fasi dei grandi mutamenti politici e sociali ineludibili per uscire dall'imbarbarimento della società.
    La crisi in atto è, ormai per ammissione generale, strutturale e nella natura del capitalismo, la sua soluzione modificherà la gerarchia tra i vari capitalismi nazionali e l'Italia sarà inevitabilmente retrocessa a capitalismo di serie B o C, e pertanto l'economia sommersa, illegale e mafiosa già determinanti lo diventeranno ancora di più. Non importa quale mafia sarà più forte, ndrangheta, camorra, mafia russa o ebraica, certo è che il suo peso in Italia crescerà, è la condizione ideale di un capitalismo straccione e parassitario (Italia magazzino d'Europa luogo di transito, logistica, traffici molteplici ed attività speculative, industria dell'effimero e mercato delle emozioni e delle persone).
    Ridurre la denuncia del malessere sociale come direbbe Lu Xun a "grida di dolore ed inquietudine è simile ad un alto lamento che lascia tranquilli gli oppressori", produce soltanto rassegnazione e sconforto tra le masse
    La questione delle mafie non si può comprendere attraverso la distinzione e la percezione del bene e del male con la fotografia degli aspetti più disumanizzanti del fenomeno camorra, ma sulla base delle critica storico materialista della dei rapporti sociali che la producono come elemento strutturale e non anomalo.
    Roberto Saviano ed associazioni come "Libera" di Don Ciotti contigui, di fatto, alla "gestione politica neoclientelare" dei vari Bassolino e soci, diventano nei fatti l'espressione ideologica e culturale di una grande illusione.
    In un simile quadro sono molto più aderenti alla necessità di critica della realtà esistente e senza alimentare illusioni sulla legalità buona delle istituzioni democratiche, la vecchia denuncia di L. Sciascia verso il "professionismo dell'antimafia" istituzionale ed oggi i nuovi "noir" realistici e demistificanti di Massimo Carlotto.
    Bisogna prendere atto che nel contesto in cui le borghesie capitaliste italiane sono in fase avanzata di decadenza nella crisi di sovrapproduzione, la cultura della legalità spinge le classi dominanti e medie a scegliere il populismo plebiscitario (con o senza Berlusconi ) e lo stato nazional corporativo militarista di cui il modello sionista tende a rappresentarne gli interessi meglio di altri.
    La democrazia borghese si riduce a semplice pluralismo di oligarchie e corporazioni, fondato sullo stato di polizia che tende necessariamente alla criminalizzazione di ogni movimento rivoluzionario che fuoriesca dalle regole della "legalità" intesa come conservazione "totalitaria" del sistema sociale e politico, fino alla eliminazione fisica dei popoli indocili come quello palestinese o i lavoratori migranti in esubero.
    Quella che Gramsci criticando B. Croce definiva storia a disegno (1).
    <<Come domandare che le forze in lotta"moderino"la lotta entro certi limiti (i limiti della conservazione dello stato liberale),senza cadere in arbitrio o nel disegno preconcetto? Nella lotta "i colpi non si danno a patti" e ogni antitesi deve necessariamente porsi come radicale antagonista della tesi, fino proporsi di distruggerla completamente e completamente sostituirla. Concepire lo svolgimento storico come un gioco sportivo , con il suo arbitro e le sue norme prestabilite da rispettare lealmente, è una forma di storia a disegno. E' una ideologia che tende a snervare l'antitesi, (..) cioè a ridurre la dialettica ad un processo di evoluzione riformistica " rivoluzione - restaurazione", in cui solo il secondo termine è valido, poiché si tratta di rabberciare un organismo che non possiede internamente la propria ragione di salute>>

    * Collettivo comunista B.Brecht del Veneto Orientale

    Note:
    (1). A.Gramsci, quaderni: "il materialismo storico e la filosofia di B Croce" pag 221 (ed. Einaudi)

    Viva la Comune

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    Predefinito Rif: Saviano: dalla cultura della legalità allo stato nazional corporativo militarist

    La deriva a cui è approdata buona parte della sinistra italiana è quella giustizialista-legalitaria per cui basterebbe applicare le leggi e farle rispettare che le cose andrebbero meglio. Guai ragionare sulla struttura sociale naturalmente classista e per definizione madre del "malaffare"! Saviano è una limpida espressione di questa "cultura", come d'altronde i vari Travaglio Grillo eccetera. Saviano (che pur ha scritto un libro-inchiesta-romanzo interessante) è tanto un bravo ragazzo che si trova dalla parte di uno stato-terrorista-razzista (Israele) che non gestisce discariche di rifiuti tossici ma usa manufatti tossici a scopo terroristico i cui rifiuti tossici poi sono smaltiti dagli stessi che sono poi denunciati. Non è questo un classico esempio di moralismo o più semplicemente della logica della botte piena e della moglie ubriaca?

 

 

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