di Roberto Castelli
Non capisco come possano essere sorte polemiche sulla trasmissione di un concerto di Davide Van De Sfroos sulla Rai, ma sicuramente chi le ha sollevate non conosce questo cantautore. Davide Barnasconi è un artista e un poeta e come tale sfugge a ogni schema o etichettatura. In ogni caso era ora che la Rai si lasciasse alle spalle la ferrea logica che l'ha dominata per decenni quando è stato dato spazio quasi esclusivamente alla cultura trasteverin-partenopea. Finalmente si dà voce ai tanti dialetti che tanto hanno dato all nostra cultura e alla nostra civiltà. Pensiamo a Eduardo De Filippo, ma anche a Gilberto Govi, a Cesco Baseggio. Quando ho partecipato, accanto al Presidente della Repubblica, alla giornata dedicata alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino al teatro massimo di Palermo, un bambino palermitano ha recitato una poesia in dialetto locale. È stato un momento molto bello e apprezzato da tutti. Non vorrei però che ciò che va bene per i palermitani non andasse bene per i nostri lagheè, a causa di quel razzismo strisciante che per decenni ha colpito noi lombardi. Sono certo che ieri molti si sono goduti il concerto su Raidue. Chi non ha capito i bellissimi testi certo ha apprezzato la musica assolutamente coinvolgente di Van De Sfroos.




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