“Misterioso” ferimento di due soldati statunitensi in un’esplosione nel villaggio kosovaro di Klokot.
Secondo lo stesso comando della Forza internazionale di pace a guida Nato (Kfor), le deflagrazioni erano conseguenza dell’azione terroristica albanese.
Nel mirino dei terroristi c’era un gruppo di case serbe, cinque delle quali disabitate, perché gli abitanti costretti ad espatriare o perché già assassinati dagli albanesi, ed una sesta era abitata da un anziano cittadino serbo, fortunatamente rimasto illeso.
A Klokot ancora sopravvive una piccola comunità serba ormai assediata dagli albanesi, ma, evidentemente, gli eredi dell’Uck non possono tollerare che qualcuno si ostini ancora ad opporsi al loro disegno di usurpazione della terra serba del Kosovo.
E per questo le bombe sono un “ottimo strumento diplomatico”.
Resta invece da capire quale sia effettivamente stato il ruolo delle truppe americane nella vicenda.
Dal comando Kfor sostengono che “stavano indagando”, ma resta difficile comprendere come mai i terroristi albanesi abbiano fatto brillare le loro bombe proprio mentre i loro amici americani stavano sull’obiettivo.
Resta quindi più probabile l’ipotesi che gli albanesi si siano mossi proprio con la copertura degli americani. Se non quella ufficiale, almeno quella della consuetudine.
Non è infatti un mistero che le forze dello Kfor non sono altro che il supporto logistico dei terroristi dell’Uck, appena riciclati in milizia di protezione civile. Un riciclaggio all’atlantica: come se i nostri brigatisti fossero arruolati tra i carabinieri e la polizia ............




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