Giovedì scorso un emendamento di Valerio Carrara, senatore del gruppo misto, ha evitato alla maggioranza di discutere centinaia di altre modifiche al disegno di legge Cirami. Carrara ha in pratica riscritto il ddl - senza alterarne il contenuto - e ciò ha eliminato tutti gli altri emendamenti. Una «tecnica» criticata dall’Ulivo, perché considerata una forzatura delle procedure e delle regole parlamentari. Ma non è la prima volta che un emendamento riscrive una legge. La stessa cosa accadde il 21 luglio 1999, quando a capo del governo c’era il diessino Massimo D’Alema. Nell’aula del Senato era in discussione la legge sulla parità scolastica, primo firmatario il senatore Ivo Tarolli (Ccd, allora all’opposizione). In quell’occasione la maggioranza di centrosinistra presentò un maxiemendamento (firmato, tra gli altri, dall’attuale presidente dei senatori Ds, Gavino Angius) che cambiò, anche nella sostanza, il disegno di legge presentato dall’opposizione di centrodestra. La legge fu approvata al Senato così come modificata dal maxiemendamento del centrosinistra. Tarolli chiese di cancellare il proprio nome dalla legge dopo che essa era stata «stravolta» dal maxiemendamento.




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