Teheran - La decisione statunitense di sferrare il suo attacco al mondo, continua a trovare dignitosi avversari pronti ad opporsi ai soprusi dei "più forti". Così il capo di stato maggiore della forze armate iraniane, generale Hassan Firouzabadi, ha riferito ieri che "i vertici militari hanno discusso delle minacce del nemico - un possibile attacco da parte degli Stati Uniti - e che hanno ricevuto l'ordine dall'ayatollah Ali Khamenei - massimo leader spirituale ma anche comandante in capo delle forze armate - di prepararsi per due scopi principali. Il primo e di preparare i nostri arsenali in funzione di deterrenza. Il secondo, se qualcosa dovesse accadere, dovremmo essere rapidamente in grado di punire l'autore dell'aggressione, ha spiegato il generale".
Le dichiarazioni di Firouzabadi rispondono adeguatamente alle recenti minacce Usa. Il presidente Bush inserì l'Iran - con l'Iraq, la Corea del Nord, Siria, Yemen - in un presunto asse del male accusando Teheran di sostenere il terrorismo e lavorare alla realizzazione di armi di sterminio. Ma il dipartimento di stato, correndo ai ripari della spavalderia yankee, ha definito come mere ipotesi le voci su un possibile attacco preventivo all'impianto nucleare iraniano di Busheher, porto nel sud del Paese.
Gli Stati Uniti hanno acceso una miccia molto pericolosa che, visti i risultati recenti in politica estera, difficilmente saranno in grado di controllare.
Se c'è una cosa che sta facendo Washington molto bene è mettere d'accordo tutto il mondo arabo su un sempre più crescente antiamericanismo.