dal quotidiano "il giornale".....
" Pera: «Presto una Camera delle Regioni»
Bassanini ammette: «Il nostro federalismo e' da rivedere». Bossi rilancia devolution e presidenzialismo alla francese
--------------------------------------------------------------------------------
Camera delle Regioni o Senato federale? «Importante è assecondare il cambiamento per evitare di essere travolti dagli eventi. Poi, fatta la riforma, e fatta presto, tireremo a sorte», scherza Marcello Pera, che si preoccupa comunque di ricordare a tutti «l'indivisibilità della Repubblica». Seduto in prima fila nella Sala Maccari, Carlo Azeglio Ciampi annuisce soddisfatto. CIri invece non scherza è Umberto Bossi, che in un convegno a Palazzo Madarna racconta come l'Italia stia diventando uno Stato federale. Una corsa a tappe. La prima, correggere la riforma dell'Ulivo: «Il ritocco dell'articolo V della Costituzione ha provocato confusione». E sorpresa, pure Franco Bassanini, l'autore della legge, è d'accordo: «E' una grande riforma incompiuta. Servono delle integrazioni, è onesto riconoscerlo». Un'apertura significativa: porterà all'auspicato «dialogo bipartisan»?
Il Senatùr gradisce le parole di Bassanini. «Il titolo V ha gravi limiti ma è già un primo pezzettino di federalismo. Il secondo sarà il rifacimento della Corte costituzionale. E il terzo pezzettino sarà l'abbinamento dialettico federalismo presidenzialismo, peraltro già empiricamente anticipato da Berlusconi quando ha stampato il suo nome sulle schede elettorali. In questo modo si potrebbe realizzare il sogno storico dell'unità della diversità». Un presidenzialismo «alla francese» dunque, per bilanciare una devolution forte . «Le competenze statali esclusive - spiega Bossi - dovranno essere votate solo dalla Carnera. Le leggi su materie di competenza regionale dovranno essere lasciate alle Regioni. Le competenze concorrenti dovrebbero invece essere assegnate al Senato federale. Ne deriverebbe un modello con un forte equilibrio tra centro e periferia» .
Il percorso è «pienamente condiviso» dal ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia: «Occorre quanto prima riformare la riforma del titolo V della Costituzione, eliminando i punti deboli, che riguardano soprattutto la legislazione concorrente Stato-Regioni. Poi toccherà al Senato federale e al presidenzialismo . Speriamo in un confronto franco e senza pregiudizi, non vogliamo certo andare avanti a colpi di maggioranza. Del resto sulle difficoltà che incontra la riforma del titolo V adesso concorda persino Bassanini». Ma l'apertura di Bassanini è ancora circoscritta. Il senatore ds vede nella maggioranza «due spinte divergenti». «Bossi - spiega - con i tre parlamenti del nord del sud e del centro, scivola verso la confederazione degli Stati indipendenti e mette a rischio l'unità d'Italia. Contemporaneamente assistiamo a un ritorno di fiamma centralista, come si vede dalla Finanziaria e dalla nascita della Patrimonio spa, che si attribuisce beni del demanio ignorando l'obbligo di trasferime una quota agli enti locali ». E mentre Agazio Loiero sostiene che «come si vede dalle parole di Pera, la maggioranza prende le distanze da Bossi», secondo Stefano Passigli «sul ruolo del Quirinale e della Corte costituzionale i ministri non possono parlare a titolo personale».
Fermenti anche negli enti locali. Enzo Ghigo, presidente della conferenza delle Regioni, avverte: «Sono preoccupato, alcuni segnali indicano la volontà di cancellare l'elezione dei diretta dei presidenti regionali. E la riforma del titolo Vva completata». Lorenzo Ria chiede pari dignità per le province: «Perché toglierci la polizia e darla alle Regioni?». Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell'Anci, è «perplesso» per una «devolution che non nomina nemmeno i comuni». "
Saluti liberali




Rispondi Citando
n quella circostanza "meglio non si poteva fare".