Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 36
  1. #1
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Devoluzione, Camera delle Regioni, Presidenzialismo "alla francese"

    dal quotidiano "il giornale".....

    " Pera: «Presto una Camera delle Regioni»
    Bassanini ammette: «Il nostro federalismo e' da rivedere». Bossi rilancia devolution e presidenzialismo alla francese


    --------------------------------------------------------------------------------

    Camera delle Regioni o Senato federale? «Importante è assecondare il cambiamento per evitare di essere travolti dagli eventi. Poi, fatta la riforma, e fatta presto, tireremo a sorte», scherza Marcello Pera, che si preoccupa comunque di ricordare a tutti «l'indivisibilità della Repubblica». Seduto in prima fila nella Sala Maccari, Carlo Azeglio Ciampi annuisce soddisfatto. CIri invece non scherza è Umberto Bossi, che in un convegno a Palazzo Madarna racconta come l'Italia stia diventando uno Stato federale. Una corsa a tappe. La prima, correggere la riforma dell'Ulivo: «Il ritocco dell'articolo V della Costituzione ha provocato confusione». E sorpresa, pure Franco Bassanini, l'autore della legge, è d'accordo: «E' una grande riforma incompiuta. Servono delle integrazioni, è onesto riconoscerlo». Un'apertura significativa: porterà all'auspicato «dialogo bipartisan»?
    Il Senatùr gradisce le parole di Bassanini. «Il titolo V ha gravi limiti ma è già un primo pezzettino di federalismo. Il secondo sarà il rifacimento della Corte costituzionale. E il terzo pezzettino sarà l'abbinamento dialettico federalismo presidenzialismo, peraltro già empiricamente anticipato da Berlusconi quando ha stampato il suo nome sulle schede elettorali. In questo modo si potrebbe realizzare il sogno storico dell'unità della diversità». Un presidenzialismo «alla francese» dunque, per bilanciare una devolution forte . «Le competenze statali esclusive - spiega Bossi - dovranno essere votate solo dalla Carnera. Le leggi su materie di competenza regionale dovranno essere lasciate alle Regioni. Le competenze concorrenti dovrebbero invece essere assegnate al Senato federale. Ne deriverebbe un modello con un forte equilibrio tra centro e periferia» .
    Il percorso è «pienamente condiviso» dal ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia: «Occorre quanto prima riformare la riforma del titolo V della Costituzione, eliminando i punti deboli, che riguardano soprattutto la legislazione concorrente Stato-Regioni. Poi toccherà al Senato federale e al presidenzialismo . Speriamo in un confronto franco e senza pregiudizi, non vogliamo certo andare avanti a colpi di maggioranza. Del resto sulle difficoltà che incontra la riforma del titolo V adesso concorda persino Bassanini». Ma l'apertura di Bassanini è ancora circoscritta. Il senatore ds vede nella maggioranza «due spinte divergenti». «Bossi - spiega - con i tre parlamenti del nord del sud e del centro, scivola verso la confederazione degli Stati indipendenti e mette a rischio l'unità d'Italia. Contemporaneamente assistiamo a un ritorno di fiamma centralista, come si vede dalla Finanziaria e dalla nascita della Patrimonio spa, che si attribuisce beni del demanio ignorando l'obbligo di trasferime una quota agli enti locali ». E mentre Agazio Loiero sostiene che «come si vede dalle parole di Pera, la maggioranza prende le distanze da Bossi», secondo Stefano Passigli «sul ruolo del Quirinale e della Corte costituzionale i ministri non possono parlare a titolo personale».
    Fermenti anche negli enti locali. Enzo Ghigo, presidente della conferenza delle Regioni, avverte: «Sono preoccupato, alcuni segnali indicano la volontà di cancellare l'elezione dei diretta dei presidenti regionali. E la riforma del titolo Vva completata». Lorenzo Ria chiede pari dignità per le province: «Perché toglierci la polizia e darla alle Regioni?». Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell'Anci, è «perplesso» per una «devolution che non nomina nemmeno i comuni».
    "

    Saluti liberali

  2. #2
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal " Il Corriere della Sera"....:

    " Bossi rilancia il presidenzialismo alla francese
    Il leader leghista: deve procedere insieme con il federalismo. Il candidato ideale? Il premier

    Gianna Fregonara
    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - L'occasione è solenne: nella sala Maccari al Senato ci sono il presidente della Repubblica, il presidente del Senato, i rappresentanti delle regioni, dei comuni e delle province. Ci sono maggioranza e opposizione. E Umberto Bossi, che parla «da ministro ma anche da segretario del partito che proprio a causa del federalismo ha subito sei-settecento processi», annuncia quale sarà la riforma federalista che ha in mente il centrodestra. Una riforma, precisa Bossi, che «deve avere il respiro di legislatura». Con questo intervento il leader della Lega smina il terreno del prossimo possibile scontro nel centrodestra. E anzi cerca di rilanciare la riforma, visto che «ci troviamo in un periodo di paralisi di iniziativa». Poiché è stata «scelta la strada dei piccoli passi, spiega Bossi, andremo avanti per stadi ». Primo : la devolution con l'attuazione della riforma del titolo V della Costituzione, perché finora con la legge approvata dall'Ulivo «abbiamo un federalismo caotico». Secondo : la riforma della Corte Costituzionale con elezione dei giudici da parte delle Regioni. Terzo : la nuova forma di Stato e di governo insieme, cioè federalismo e presidenzialismo, «che è la bandiera della destra nazionale».
    E' la prima volta che Bossi dice sì in modo così esplicito anche alla riforma presidenziale, ma lì, davanti a Ciampi e a Pera, fa anche di più. Suggerisce quello che gli sembra al momento il modello «più probabile»: « quello del presidenzialismo alla francese ». Poi, davanti ad un gruppetto di giornalisti, aggiunge: «Chi potrà essere il presidente eletto? Non vedo chi meglio di Berlusconi...».
    Dai discorsi del ministro per le riforme, che ieri ha faticosamente concluso il suo intervento perché era febbricitante ed è stato scortato in infermeria da Tremonti e Brancher, scompaiono così i toni propagandistici, come il riferimento ai tre parlamenti. E prende corpo un progetto condiviso dalla maggioranza: «Non ne ho parlato con Berlusconi nelle ultime ventiquattr'ore - racconta Bossi - ma è chiaro che il premier ha il desiderio di mettersi alla testa del grande cambiamento federalista» e di far uscire il Paese «dal pantano» . Non a caso il presidente del Senato Marcello Pera parla, introducendo la discussione, della necessità di occuparsi del problema della Corte Costituzionale e di fare la Camera delle Regioni. Enrico La Loggia, ministro delle Regioni e fedelissimo del Cavaliere, appoggia il progetto Bossi. Persino Francesco D'Onofrio dell'Udc spiega che « è importante quello che ha detto il ministro delle Riforme perché ha parlato di un progetto di coalizione per la legislatura, con buona pace di chi pensa ad altri scenari », aggiunge forse riferendosi al braccio di ferro tra Berlusconi e Casini.
    Avanti verso la riforma istituzionale, dunque. Ma come? Marcello Pera parla di uno scenario bipartisan e anche Bossi a modo suo spiega che «non si può fare una legge costituzionale come ha fatto l'Ulivo nella passata legislatura, con quattro voti trasformisti». L'annuncio di Bossi non era scontato, ma nel centrodestra ci hanno lavorato a lungo. E prima del convegno, ieri, il presidente della Repubblica ha voluto incontrare i partecipanti: da Bossi, al presidente del Piemonte Enzo Ghigo, dal presidente dell'Anci Leonardo Domenici a Franco Bassanini. E' con il senatore diessino che Bossi indirettamente si scambia messaggi distensivi. «Qualsiasi passo fatto finora anche dal centrosinistra è positivo», dice Bossi spiegando che «adesso tocca a noi fare il passo definitivo». Bassanini propone che «ognuna delle due parti faccia un passo verso l'altra».
    Bossi non ha fretta per la riforma costituzionale: «Per un anno c'è stata la priorità economica affidata al nostro creativo ministro del Tesoro - sorride - adesso si potranno fare le correzioni della devolution e le norme per la Corte Costituzionale, per le quali al massimo ci vorranno sei mesi». Ma il presidenzialismo? «Ci sarà il semestre di presidenza europea dell'Italia, poi partirà il progetto federalista della Casa delle libertà».
    "


    Saluti liberali

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Anche questa riforma, al....

    ...pari delle altre già in cantiere, era ben chiara nel programma con il quale la CdL vinse le elezioni.

    saluti

  4. #4
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E la Camera? Verrebbe eletta col sistema proporzionale, salvo marchingegni volti a garantire la governabilità. Il documento dell´Officina non entra nei dettagli, ma fa capire che si presterebbero allo scopo tanto il sistema tedesco quanto il «Tatarellum» che regola l´elezione delle assemblee regionali. Per scegliere l´uno o l´altro, restano in fondo quattro anni di tempo.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Presidenzialismo? Quale: alla...

    ....francese o all'americana?

    Io mi limito a citare le parole di chi si è assunto la responsabilità di ripresa delle riforme istituzionali, cruciali ed essenziali per il futuro del Paese con struttura federalista e forma di governo presidenzialista.

    "E' chiaro che dopo il primo quinquennio alla guida del governo, il mio obbiettivo sarà quello di ricandidarmi per un secondo mandato. Se passerà la riforma presidenziale, alla francese o all'americana, dovrei automaticamente candidarmi alla presidenza della Repubblica".

    Quindi è chiaro che Berlusconi si rifà al programma presentato agli elettori: non si tratta di presidenzialismo alla tedesca, come vorrebbe Buttiglione e gli ex democristiani; e nemmeno di quello francese e neppure dell'americano.
    E non sarà certamente "l'Officina" di Lepanto a decidere quale presidenzialismo sarà. Verrà certamente scelto con legge parlamentare.

    Istruttivae chiaramente sintomaticadella volontà di certi ambienti di CdL è la dichiarata simpatia per un ritorno al proporzionale.

    Presidenzialismo e proporzionale: dopo di chè abbandoneremo L'Europa e ci iscriveremo tra gli stati Sud-Americani.

    Ecco il sogno inconfessato che covano certi ex-dc.
    Una Italia alla sudamericana: un Presidente eletto dal popolo e una marea di piccoli e medi partitini tutti alla ricarca di spazi e quattrini per crescere; il tutto sotto la regia di quelli che hanno la "cultura di governo".

    Con la benedizione dell'illustre Cardinale du turno.

    saluti

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito A maggiore informazione...

    ....copio dal sito radicale


    Berlusconi: Mi 'sacrifico' al Quirinale solo con il presidenzialismo

    A Berlusconi interessa continuare a governare il paese. Dunque è pronto a candidarsi al Quirinale solo se passerà la riforma presidenzialista, che darebbe poteri di governo al capo dello Stato. Negative le reazioni a sinistra, positive quelle di Fini e Buttiglione
    Roma, 19 luglio 2002 - "Con estrema franchezza - ha affermato oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - devo dire che io ho in testa il cambiamento del Paese; voglio modernizzarlo, renderlo più competitivo, e con l'attuale sistema e andando al Quirinale è difficile realizzare tutto ciò in una legislatura. Quindi se rimane l'attuale sistema io mi ripresenterei per governare altri cinque anni questo Paese".
    "Se invece - ha aggiunto Berlusconi - facciamo la riforma istituzionale e governare il Paese significa diventare presidente della Repubblica, io mi sacrificherò".

    Rispondendo alle domande dei giornalisti prima di entrare in aula alla Camera per il voto di fiducia, Berlusconi ha spiegato che "non c'è bisogno del mio 'via libera' visto che è nel nostro programma di governo. E' una riforma necessaria per dare un assetto istituzionale più stabile al nostro paese, che ha avuto in cinquant'anni governi che duravano in media solo un anno. Serve per dare maggiori capacità decisionali al governo che consentono di fare il bene del Paese".

    Violante, un altro annuncio prematuro
    "Io penserei a fare bene il presidente del Consiglio", ha sarcasticamente commentato il capogruppo dei Ds alla Camera Luciano Violante. "Berlusconi fa sempre annunci prematuri come il contratto con gli italiani, le riduzioni delle tasse e così via. Questo è un altro di quegli annunci prematuri che, spero per lui, non facciano la stessa fine degli altri".

    Escamotage per distrarre dalle difficoltà economiche
    "E' naturale che il presidente del Consiglio pensi a questo tipo di carriera politica, ma coi tempi che corrono per il governo non so che cosa ne penseranno gli italiani. Mi pare che i tempi siano abbastanza grami". Inoltre, a giudizio dell'esponente diessino, la riforma presidenzialista "così com'è costruita è un escamotage rispetto alle difficoltà economiche gravissime e allora si parla d'altro. Noi vogliamo parlare delle cose che sono sul tappeto".

    Identica l'opinione del capogruppo della Margherita alla Camera Pierluigi Castagnetti: "Colossale operazione di distrazione dell'attenzione del dibattito dai conti pubblici e l'attività del governo".

    Il segretario del Pdci Oliviero Diliberto ha invece ironizzato sul fatto che Silvio Berlusconi è pronto a "sacrificarsi" per fare il capo dello Stato in un sistema presidenzialista e rilevato il suo "delirio di onnipotenza".

    Mussi, l'obiettivo è un nuovo centralismo
    "Che Berlusconi aspirasse anche al Quirinale, cambiando la Costituzione, non è un annuncio così nuovo e sorprendente". Il vicepresidente della Camera Fabio Mussi, del 'Correntone' Ds, ha affermato di aspettarsi un annuncio del genere da parte del Presidente del Consiglio.
    "Qualche giorno fà dissi al mio partito - ha ricordato Mussi - che lì saremmo andati a parare e che i fuochi d'artificio del federalismo di Bossi servivano a coprire l'intenzione vera che è quella di un nuovo centralismo presidenziale. Oggi ho delle conferme. Oggi esce fuori la ciccia vera, l'arrosto, che sta dietro il fumo del presidenzialismo".

    Fini, Berlusconi candidato autorevole
    Il vicepremier Gianfranco Fini non ha escluso che in questa legislatura possa essere presentato un ddl di riforma costituzionale per introdurre in Italia il sistema presidenziale con l'elezione diretta del Capo dello Stato. Fini, interpellato dai giornalisti a Montecitorio, ha ricordato di essere da sempre favorevole a una riforma in senso presidenzialista e ha definito Berlusconi un candidato "autorevole e credibile".
    "Sono - ha affermato Fini - il più convinto sostenitore del presidenzialismo che ci sia da qualche anno a questa parte e rimando a tutto quello che dissi in Bicamerale quando il tema della riforma della Costituzione era al centro del dibattito e del dialogo tra le forze politiche".
    "Noi - ha assicurato - non abbiamo cambiato idea sulla necessità di dar corso ad una riforma, che come del resto è scritto anche nel programma della Casa delle libertà, si basi su due pilastri: federalismo, per quel che concerne la forma di Stato e presidenzialismo, secondo il modello francese per quel riguarda la forma di governo".

    Buttiglione, sì al presidenzialismo, ma con il proporzionale
    Sì al semipresidenzialismo alla francese, accompagnato da una riforma federalista dello Stato e da un sistema elettorale "in senso proporzionale". Questa la convinzione del ministro per le Politiche Comunitarie, Rocco Buttiglione, secondo il quale Berlusconi "è perfettamente tagliato per il Quirinale".

    Berlusconi chiarisce, al Quirinale solo con il presidenzialismo
    "E' chiaro che dopo il primo quinquennio alla guida del governo, il mio obiettivo sarà quello di ricandidarmi per un secondo mandato da presidente del Consiglio. E se passerà la riforma presidenziale, come quella sul modello francese o americano, dovrei automaticamente presentarmi come candidato alla presidenza della Repubblica".
    Silvio Berlusconi, conversando con i giornalisri, ha così chiarito il senso delle sue affermazioni sulla candidatura al Quirinale. Una candidatura "naturale" se sarà ancora leader della Cdl e se sarà passata la riforma presidenzialista, prevista nel programma del Polo, che abbina tra l'altro il ruolo di Capo dello Stato a quello di responsabile del governo, come accade, per esempio, in Francia o negli Stati Uniti.
    "Certo, se non ci sarà la riforma presidenziale per me non cambierà nulla - ha ancora spiegato - nel senso che, essendo un uomo operativo, punterei a fare sempre e comunque il presidente del Consiglio e non avrei altre mire".

    saluti

  7. #7
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'Officina, per i poco informati, è il think tank che ha messo a punto il programma di governo della Casa delle Libertà. Di questo gruppo fanno parte, oltre a Berlusconi, Tremonti, Urbani, Brancher, Bossi, La Russa e D’Onofrio.

  8. #8
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sempre per i poco informati il progetto di riforma è già stato elaborato dalla suddetta "Officina".
    Ecco il progetto:

    Le idee-guida riguardano la trasformazione in senso federalista dello Stato, l’introduzione del sistema presidenziale, la creazione della Camera federale o Senato delle Regioni, la riforma in senso federalista della Corte Costituzionale con la nomina di una quota di giudici da parte delle Regioni, e infine l’introduzione di un nuovo sistema elettorale sul modello del Tatarellum, ovvero sul modello in vigore per eleggere i presidenti di Regione e i relativi Consigli.
    La premessa è che il progetto di riforma del Titolo V della Costituzione - quello che riguarda Regioni, Province e Comuni - approvato nella passata legislatura dall’Ulivo con solo 4 voti di scarto «non è formalmente costituzionale». In esso, c’è scritto nel documento di Officina , «si attribuisce alle Regioni un eccesso di competenze concorrenti che determinano un federalismo caotico». C’è, inoltre, «la conferma di un bicameralismo perfetto» che produce «un caos costituzionale e quindi una paralisi politica».
    Come correggerlo? Meglio attribuire allo Stato la «competenza esclusiva» in alcune materie le cui leggi saranno votate unicamente dalla Camera. Le Regioni, mediante la «devolution», l’avranno in alcune specifiche materie. Infine alla Camera federale o Senato delle Regioni verrà demandata una «competenza concorrente» su materie di interesse sia regionale sia statale. Un modello così concepito ha il pregio dell’«efficienza» perché è semplice, dell’«equilibrio» perché bilancia il centro con la periferia, dell’«ortodossia» perché totalmente costituzionale.
    Infine, a fare da contrappeso, il presidenzialismo. Già oggi con l’indicazione del candidato premier sulla scheda si è introdotta una sorta di elezione diretta del capo dell’esecutivo. Occorre, quindi, definire compiutamente questo passaggio con l’introduzione del sistema semipresidenziale francese: i cittadini designano il capo dello Stato, il quale a sua volta sceglie il capo dell’esecutivo. Ciò comporta anche un diverso sistema elettorale. Il più idoneo, a giudizio di Officina , è il Tatarellum, dal nome del suo inventore, lo scomparso Giuseppe Tatarella di An, già ministro del primo esecutivo Berlusconi. Il Tatarellum - elezione diretta dei «governatori», nomina dei consiglieri su base proporzionale corretta con il premio di maggioranza per la coalizione risultata vincente - dovrebbe essere esteso anche alle elezioni politiche.

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Troppo generoso, fino...

    ...a sembrare falso, ricordare solo il Tatarella e dimenticare il Mattarella, l'altro inventore del mattarellum tanto amato dagli ex-dc.

    Breve storia del "presidenzialismo all'italiana".

    Era il 1997 e c'era pace tra centro-sinistra (maggioranza?) e opposizione (Berlusconi all'angolo si stava scaldando i muscoli).
    D'Alema presiedeva la Bicamerale e tra sinistra e destra il dialogo avveniva; Bossi, invece, preferiva disertare la sala della Regina per frequentare gli scranni del parlamento padano.
    Il 4 giugno gli uomini della Lega furono protagonisti di un bliz; i sei commissari guidati da Maroni entrarono nella sala dov'era riunita la Bicamerale e con altri colleghi votarono "sì" al semipresidenzialismo. 36 voti contro 31.
    Veniva approvata una mozione che parlava di una Italia semipresidenzialista con una forte centralità del Parlamento, di federalismo, di "fine del bi-cameralismo perfetto.
    Esultò il presidente D'Alema: Accordo alto per una grande riforma".
    Berlusconi, meno entusiasta, dissen quella circostanza "meglio non si poteva fare".

    Il testo diceva: "Il presidente della Repubblica viene eletto a suffragio universale e diretto e resta in carica sei anni. E' rieleggibile una sola volta. Il presidente nomina il governo. Ha il potere di sciogliere la Camera anticipatamente quando la stessa revoca la fiducia al governo. Il presidente presiede il Consiglio supremo per la politica Estera e Difesa. I suoi atti sono controfirmati di regola dal primo ministro, ma non le nomine ad altri organi costituzionalia lui riservate, lo scioglimento delle Camere, l'indizione di elezioni e referendum, i messaggi".

    Era previsto anche di trasformare l'assemblea: da 630 a 400 i deputati; da 315 a 200 il Senato.

    Tutto questo per ricordare che l'Ulivo certamente non era contrario al presidenzialismo.

    Per tutti riporto il commento di Violante:"Io penserei a fare bene il premier".

    Bertinotti, il solitp mattacchione evoca la "deriva autoritaria" del centrodestra.

    saluti

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Visto l'aria che tira...

    ...è decisamente più sicuro ricorrere direttamente alle parole dette dagli interessati.


    Il premier interviene a Bruxelles sui temi caldi della politica
    Berlusconi: «Non sono un dittatore»
    Il presidente del Consiglio parla di riforme costituzionali (da fare con l'opposizione), grandi opere, Farnesina e terrorismo
    BRUXELLES - Eventuali riforme costituzionali devono essere attuate «con il concorso dell'opposizione» perché si tratta di un grande cambiamento per tutti i cittadini. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al suo arrivo a Bruxelles nella veste di ministro degli Esteri per partecipare a una riunione dei capi della diplomazia Ue. «Non sono un dittatore. Sarà il Parlamento a decidere. Sui due modelli ipotizzati, il francese e quello americano - ha aggiunto il premier - io ho il mio convincimento che non voglio anticipare».

    Silvio Berlusconi (Ansa)
    «TRA 4 ANNI MI RICANDIDO PREMIER» - «Io, lo dichiaro in maniera esplicita, alle prossime elezioni tra 4 anni mi presenterò ancora come candidato alla Presidenza del Consiglio. Punto!». Il presidente del Consiglio ha spiegato nei dettagli di non aver mai detto di essere «un candidato» al Quirinale. Se in questa legislatura non sarà possibile portare a termine una riforma costituzionale nel senso presidenziale e con l'apporto dell'opposizione, Berlusconi ha annunciato che si ripresenterà come leader del Polo per tentare di guidare un nuovo governo con l'attuale sistema. «Quello del cambiamento istituzionale, che ci piacerebbe attuare - ha aggiunto - con il concorso delle opposizioni, non come nella precedente Legislatura, quando con soli 5 voti hanno modificato il Titolo V della Costituzione. Non credo sia questo un modo corretto per modificare la legge fondamentale dello Stato». In merito alla riforma istituzionale, il presidente del Consiglio ha risposto alle critiche di improvvisazione mossegli dal politologo Giovanni Sartori sul Corriere della Sera: «io vorrei che si leggessero il mio discorso del 2 agosto 1995, nel quale, già si parlava della necessità di riformare il sistema italiano in senso presidenziale. Non credo ci sia uomo politico che abbia proceduto con tanta coerenza». «Presidente, ma per fare tutte queste riforme serve una nuova Bicamerale ?», gli è stato chiesto in conferenza stampa. «Vediamo... non ricamiamoci su», ha risposto il premier. Berlusconi ha anche spiegato perché, parlando del Quirinale, ha usato la parola «sacrificio». «Perché io potrei avere una qualità di vita incomparabile rispetto a quella che conduco adesso» nelle vesti di presidente del Consiglio.

    «IL DEFICIT RALLENTA LE RIFORME» - Secondo il presidente del Consiglio, l'attuale deficit dello Stato non consente di dare alle tante riforme che vogliamo attuare «quella velocità che speravamo». Berlusconi ha aggiunto che naturalmente «è chiaro che daremo il via alle riforme, comunque, anche se i tempi forse non sono quelli sperati».

    LE GRANDI OPERE VANNO AVANTI - In riferimento all'incidente di sabato scorso del treno Palermo-Venezia, Berlusconi ha parlato del programma delle grandi opere previsto dal governo, confermando che andrà avanti. «Perbacco, se va avanti!». «Di fianco al vecchio binario della ferrovia che abbiamo ereditato dai governi precedenti - spiegato con una metafora il premier - ci saranno le rotaie delle nuove ferrovie, con un importo ben preciso, stanziato, che per tutte le linee italiane è di 50 mila miliardi da spendersi in 10 anni», ha detto. «Il governo attuale ha ereditato le colpe del passato». In proposito Berlusconi ha ricordato che, ad esempio, il programma dell'Ulivo del 1996 aveva già un capitolo intitolato «acqua in tutte le case in cinque anni». Troppo spesso i programmi elettorali sono solo «specchietti per le allodole»; «io, invece - ha concluso - faccio del testo di programma di governo un testo che guida le nostre preoccupazioni e quindi le nostre conseguenti azioni di ogni giorno».

    «LA FARNESINA? DOMANDATE AL PREMIER» - «Chiedetelo al presidente del Consiglio»: cosi Silvio Berlusconi, , ha risposto ai cronisti che gli chiedevano indicazioni sui tempi della nomina del nuovo titolare della Farnesina. «Questa è l'ultima riunione Ue cui partecipa in questa veste?» hanno chiesto i cronisti. «Chiedetelo al presidente del Consiglio, io sono qui solo come ministro degli Esteri» ha risposto sorridendo Berlusconi.

    «TERRORISMO? NESSUN PERICOLO IMMEDIATO» - «Bisogna tenere alta l'attenzione», ma dopo aver parlato degli allarmi terrorismo con il ministro responsabile e i vertici delle forze di polizia, «sono ottimista e penso non ci siano pericoli immediati». Lo ha detto sempre il presidente del Consiglio. «Bisogna sempre stare in allerta e personalmente - ha spiegato ai giornalisti - ne ho parlato con il precedente e l'attuale ministro degli Interni e con i responsabili delle forze dell'ordine: sono ottimista, penso non ci siano pericoli immediati», anche se «naturalmente si deve sempre tenere alta l'attenzione».
    22 luglio 2002

    saluti

 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Riflessioni sul modello delle regioni "rosse"
    Di Bèrghem nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 20-09-06, 19:35
  2. Il "patto delle regioni" sui Cpt proposto da Vendola non ci soddisfa
    Di un bolscevico nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 21-07-05, 18:12
  3. Risposte: 50
    Ultimo Messaggio: 02-12-04, 17:55
  4. 2 Quesito: Il Presidenzialismo alla Francese
    Di Emiliano nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 01-11-03, 12:30
  5. Semi-presidenzialismo alla francese....
    Di Il Patriota nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 21-07-02, 17:58

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito