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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito 2 agosto 1980: per non dimenticare!

    [color=dark-blue]Breve riassunto di questi anni

    IL 2 AGOSTO 1980 ALLA STAZIONE DI BOLOGNA ESPLODE UNA BOMBA CHE CAUSA 85 MORTI 200 FERITI

    I MORTI

    ANTONELLA CECI anni 19

    ANGELA MARINO " 23

    LEO LUCA MARINO " 24

    DOMENICA MARINO " 26

    ERRICA FRIGERIO IN DIOMEDE FRESA " 57

    VITO DIOMEDE FRESA " 62

    CESARE FRANCESCO DIOMEDE FRESA " 14

    ANNA MARIA BOSIO IN MAURI " 28

    CARLO MAURI " 32

    LUCA MAURI " 6

    ECKHARDT MADER " 14

    MARGRET ROHRS IN MADER " 39

    KAI MADER " 8

    SONIA BURRI " 7

    PATRIZIA MESSINEO " 18

    SILVANA SERRAVALLI IN BARBERA " 34

    MANUELA GALLON " 11

    NATALIA AGOSTINI IN GALLON " 40

    MARINA ANTONELLA TROLESE " 16

    ANNA MARIA SALVAGNINI IN TROLESE " 51

    ROBERTO DE MARCHI " 21

    ELISABETTA MANEA VED. DE MARCHI " 60

    ELEONORA GERACI IN VACCARO " 46

    VITTORIO VACCARO " 24

    VELIA CARLI IN LAURO " 50

    SALVATORE LAURO " 57

    PAOLO ZECCHI " 23

    VIVIANA BUGAMELLI IN ZECCHI " 23

    CATHERINE HELEN MITCHELL " 22

    JOHN ANDREW KOLPINSKI " 22

    ANGELA FRESU " 3

    MARIA FRESU " 24

    LOREDANA MOLINA IN SACRATI " 44

    ANGELICA TARSI " 72

    KATIA BERTASI " 34

    MIRELLA FORNASARI " 36

    EURIDIA BERGIANTI " 49

    NILLA NATALI " 25

    FRANCA DALL’OLIO " 20

    RITA VERDE " 23

    FLAVIA CASADEI " 18

    GIUSEPPE PATRUNO " 18

    ROSSELLA MARCEDDU " 19

    DAVIDE CAPRIOLI " 20

    VITO ALES " 20

    IWAO SEKIGUCHI " 20

    BRIGITTE DROUHARD " 21

    ROBERTO PROCELLI " 21

    MAURO ALGANON " 22

    MARIA ANGELA MARANGON " 22

    VERDIANA BIVONA " 22

    FRANCESCO GOMEZ MARTINEZ " 23

    MAURO DI VITTORIO " 24

    SERGIO SECCI " 24

    ROBERTO GAIOLA " 25

    ANGELO PRIORE " 26

    ONOFRIO ZAPPALA’ " 27

    PIO CARMINE REMOLLINO " 31

    GAETANO RODA " 31

    ANTONINO DI PAOLA " 32

    MIRCO CASTELLARO " 33

    NAZZARENO BASSO " 33

    VINCENZO PETTENI " 34

    SALVATORE SEMINARA " 34

    CARLA GOZZI " 36

    UMBERTO LUGLI " 38

    FAUSTO VENTURI " 38

    ARGEO BONORA " 42

    FRANCESCO BETTI " 44

    MARIO SICA " 44

    PIER FRANCESCO LAURENTI " 44

    PAOLINO BIANCHI " 50

    VINCENZINA SALA IN ZANETTI " 50

    BERTA EBNER " 50

    VINCENZO LANCONELLI " 51

    LINA FERRETTI IN MANNOCCI " 53

    ROMEO RUOZI " 54

    AMORVENO MARZAGALLI " 54

    ANTONIO FRANCESCO LASCALA " 56

    ROSINA BARBARO IN MONTANI " 58

    IRENE BRETON IN BOUDOUBAN " 61

    PIETRO GALASSI " 66

    LIDIA OLLA IN CARDILLO " 67

    MARIA IDRIA AVATI " 80

    ANTONIO MONTANARI " 86


    L’avvio delle indagini trova un incredibile iniziale ostacolo nel tentativo, protrattosi per 24 ore di mettere in dubbio la natura dolosa dello scoppio. Vengono ipotizzate cause fortuite (scoppio delle tubature del gas e consimili). Si tenta, da un lato di evitare reazioni della piazza e dall’altra, come era successo per la strage di Piazza Fontana, di ritardare il rinvenimento di tracce utili. L’intervento della Procura della Repubblica di Bologna è tempestivo e l’approccio è serio : l’investigazione mette subito a fuoco le protezione di cui il frastagliato mondo del terrorismo eversivo di destra aveva goduto e continuava a godere a Roma malgrado la città fosse stata sottoposta negli ultimi due anni ad una escalation di violenze e di attentati (di particolare significato l’attentato al C.S.M. e l’uccisione del Giudice Amato).

    Già alla fine di agosto comincia ad essere abbozzata una ipotesi accusatoria indirizzata anche verso ideatori e depistatori.

    Il passaggio dell’inchiesta dalla Procura all’Ufficio Istruzione segna una sorta di inversione di tendenza.

    L’indagine comincia ad essere spezzettata. Viene inviata a Roma per competenza l’indagine sull’associazione eversiva. Si fanno più pesanti i depistaggi.

    Eppure la strage era stata preannunciata anche un mese prima, negli ambienti dei servizi se ne troveranno addirittura tracce scritte (rapporto Spiazzi)

    Depistaggi : al momento dei primi arresti avvenne un incontro tra Licio Gelli (Gran Maestro della loggia massonica P2) e Elio Cioppa (Alto dirigente del S.I.S.M.I.) “State sbagliando tutto, la pista è quella internazionale”: iniziano le piste internazionali.

    Falso rapporto con pista austriaca (arrivati in Italia in camper per poi ripartire dopo aver messo la bomba).

    Pista libanese

    Pista francese con collegamento con Affatigato (legato agli ambienti della destra estrema)

    Pista europea

    Varie altre piste con agganci internazionali

    - False segnalazioni con collegamento al gruppo Hoffman

    - Collocamento sul rapido Taranto Milano di una valigia piena di esplosivo uguale a quello fatto esplodere alla stazione di Bologna, biglietti aerei riconducibili a persone straniere ed italiane

    - Superteste Ciolini.

    In quel momento iniziano contrasti feroci all’interno del tribunale, in parte fomentati da pubblicazioni di stampa, che avvalorano tesi e avvenimenti fantasiosi tendenti a screditare i giudici che avevano svolto la prima parte dell’indagine, avvalorando poi un disegno massonico internazionale con l’obiettivo di portare i giudici su piste internazionali estremamente inverosimili e fantasiose. “IL GRANDE LABIRINTO” giornalista PAMPARANA.

    Tutto ciò causa grande sconcerto nell’opinione pubblica e nei familiari delle vittime.

    L’1 Giugno 1981 si costituisce

    L’“ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980”

    Lo scopo :

    “OTTENERE CON TUTTE LE INIZIATIVE POSSIBILI LA GIUSTIZIA DOVUTA”

    al momento della costituzione vi sono 44 persone, poi si associano in 300.


    Ogni 4 mesi l’Associazione va in tribunale ad incontrare i giudici, subito dopo convoca una conferenza stampa per far conoscere lo stato delle cose e la sua opinione.

    Momenti di grande tensione che i familiari hanno sempre vissuto con grande dignità non lasciandosi portare in giro da falsi consiglieri.

    Una delle cause, per cui i processi nelle altre stragi si sono chiusi con un nulla di fatto, è da ascriversi ai depistaggi che hanno avuto successo e ai collegi di difesa che si sono divisi affermando, molte volte, convinzioni di singoli avvocati. I depistaggi arrivarono a volte a provocare perfino la divisione all’interno dei collegi di difesa delle parti civili.

    L’Associazione assume posizioni molto dure nei confronti di chiunque : magistrati, avvocati, enti, giornali, appaia sottovalutare la gravità della mancata risposta giudiziaria all’ansia dell’accertamento della verità.

    Il 6 Aprile 1983 assieme alle Associazioni delle stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, dell’Italicus costituisce a Milano l’Unione dei Familiari delle Vittime per Stragi

    All’inizio del 1984 inizia la raccolta di firme in calce alla proposta di legge di iniziativa popolare per :

    “L’ABOLIZIONE DEL SEGRETO DI STATO NEI DELITTI DI STRAGE E TERRORISMO”

    Consegnata all’On. Francesco Cossiga, allora Presidente del Senato, il 25 LUGLIO 1984, corredata da circa 100.000 firme, la legge deve ancora essere discussa dal nostro Parlamento. ( oggi 28.2.1997)

    Il 19 Gennaio 1987 inizia il processo, la Sentenza viene emessa l’11 Luglio 1988

    SENTENZA

    4 ERGASTOLI (ESECUTORI)

    MAMBRO FRANCESCA
    FIORAVANTI FRANCESCO VALERIO
    FACHINI MASSIMILIANO
    PICCIAFUOCO SERGIO

    10 ANNI (DEPISTAGGIO)

    GELLI LICIO
    PAZIENZA FRANCESCO
    MUSUMECI PIETRO
    BELMONTE GIUSEPPE

    BANDA ARMATA

    SIGNORELLI PAOLO
    12 ANNI

    RINANI ROBERTO
    6 ANNI

    GIULIANI EGIDIO
    10 ANNI

    CAVALLINI GILBERTO
    13 ANNI

    FIORAVANTI VALERIO
    16 ANNI

    MAMBRO FRANCESCA
    15 ANNI

    PICCIAFUOCO SERGIO
    12 ANNI

    FACHINI MASSIMILIANO
    12 ANNI


    I condannati per depistaggio sono tutte persone iscritte a logge massoniche.

    Licio Gelli è il Gran Maestro della loggia massonica P2.

    Il Generale Pietro Musumeci e il Colonnello Giuseppe Belmonte sono alti ufficiali del S.I.S.M.I. servizio segreto militare

    Nell’estate del 1989 l’avvocato di parte civile Roberto Montorsi incontra Licio Gelli e passa dalla parte degli imputati tradendo la fiducia che gli era stata accordata.

    Subito si scatena una campagna che cerca di squalificare tutto il lavoro dei magistrati, dell’Associazione e del Collegio di Parte Civile.

    Vi fu una campagna di stampa martellante che per tutta l’estate fino all’apertura del processo d’appello ( ottobre 1989), prendendo le difese dell’avvocato, considerava l’inchiesta frutto di un teorema, e di un intrigo del partito comunista.

    L’Associazione fu accusata di fare un’attività di spionaggio cercando di far passare come illecita la sua attività di informatizzazione degli atti del processo.

    Questa fu la preparazione del processo d’Appello, il clima di tutto il procedimento risentì di quella situazione.

    Il processo d’Appello iniziò nell’ottobre 1989 la sentenza fu emessa il 18 Luglio 1990.

    TUTTI ASSOLTI DALL’ACCUSA DI STRAGE.


    BANDA ARMATA

    FIORAVANTI VALERIO
    13 ANNI

    MAMBRO FRANCESCA
    12 ANNI

    GIULIANI EGIDIO
    8 ANNI

    CAVALLINI GILBERTO
    11 ANNI


    DEPISTAGGIO

    BELMONTE GIUSEPPE
    6,5 ANNI

    MUSUMECI PIETRO
    6,11 ANNI


    Da segnalare: il Procuratore Generale aveva chiesto l’appesantimento delle pene.

    La sentenza fu definita dall’Associazione una Provocazione.

    Immediata presa di posizione dell’M.S.I. che chiese la cancellazione dalla lapide presso la stazione di Bologna della scritta “Strage Fascista”

    Il Presidente del Consiglio Andreotti si disse d’accordo ed il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga chiese ufficialmente scusa all’M.S.I..

    Il 2 Agosto 1990 il Senato approva una legge che porta lo stesso titolo di quella presentata dall’Unione “Abolizione del segreto di stato nei delitti di Strage e terrorismo”, ma nulla ha a che fare con quella, anzi peggiora quella esistente.

    Il 12 Febbraio 1992 le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione emette la sentenza.

    IL PROCESSO D’APPELLO VA RIFATTO !


    La Corte ha sentenziato che la sentenza d’Appello è:

    - ILLOGICA

    - PRIVA DI COERENZA

    - NON HA VALUTATO IN TERMINI CORRETTI PROVE E INDIZI

    - NON HA TENUTO CONTO DEI FATTI CHE PRECEDETTERO E SEGUIRONO L’EVENTO

    - IMMOTIVATA O SCARSAMENTE MOTIVATA

    - IN ALCUNE PARTI I GIUDICI HANNO SOSTENUTO TESI INVEROSIMILI CHE NEPPURE LA DIFESA AVEVA SOSTENUTO.

    Inizio del 2° Processo d’Appello ottobre 1993, termine 16 Maggio 1994

    CONFERMA DELL’IMPIANTO ACCUSATORIO DEL PROCESSO DI 1° GRADO.


    ERGASTOLO (ESECUTORI)

    MAMBRO FRANCESCA
    FIORAVANTI VALERIO FRANCESCO
    PICCIAFUOCO SERGIO


    DEPISTAGGIO

    GELLI LICIO
    10 ANNI

    PAZIENZA FRANCESCO
    10 ANNI

    MUSUMECI PIETRO
    8 ANNI

    BELMONTE GIUSEPPE
    7 ANNI



    BANDA ARMATA

    FIORAVANTI VALERIO
    16 ANNI

    MAMBRO FRANCESCA
    15 ANNI

    PICCIAFUOCO SERGIO
    12 ANNI

    GIULIANI EGIDIO
    8 ANNI

    CAVALLINI GILBERTO
    11 ANNI


    Il 12 giugno 1994 appare un’intervista della Mambro e Fioravanti sul Corriere della Sera; l’argomento era :

    “NOI ALL’ERGASTOLO LORO AL GOVERNO” si prendevano in considerazione le esperienze passate di alcuni esponenti di Alleanza Nazionale( Gasparri, Storace, Bontempo, Fini), rilevando il passato comune, la militanza comune, l’offerta di cariche elevate all’interno dell’M.S.I. in favore della Mambro.

    Circa un mese dopo viene fondato a Roma nella Sede dell’ARCI il comitato in difesa della Mambro e Fioravanti “E se fossero innocenti”.

    Questo comitato a cui aderiscono intellettuali di tutte le estrazioni propone tesi assurde che nulla hanno a che fare con la realtà processuale. Il materiale che in tribunale aveva fatto figure penose perché non supportato da nulla viene ora riproposto all’opinione pubblica per confonderla.

    Risposta immediata da parte dell’Associazione, viene stampato un libretto intitolato “Contributo alla Verità” in cui vengono riportate le tesi del comitato confutate sulla base degli atti processuali e non con valutazioni sentimentali o ipotetiche.

    La campagna di disinformazione di questo comitato dilaga su tutti i giornali, le televisioni di stato gli concedono ampi spazi, le televisioni FININVEST dedicano almeno 3 trasmissioni di 2 ore altre televisioni ne ospitano costantemente alcuni esponenti di spicco.

    Cercano di far accreditare nell’opinione pubblica la tesi dei due capri espiatori. Non viene mai menzionato che col reato di strage non si può accedere a nessun beneficio.

    Il 2 agosto 1995 il Senato approva di nuovo una legge che ha lo stesso titolo di quella proposta dai familiari delle vittime : ABOLIZIONE DEL SEGRETO DI STATO NEI DELITTI DI STRAGE E TERRORISMO, ma il contenuto prevede ancora la possibilità di porre il segreto di stato per quei reati.

    Il 22 Novembre inizia il processo in Cassazione, la sentenza viene emessa il 23 Novembre 1995.

    VIENE CONFERMATA NELLA SOSTANZA LA SENTENZA DEL 2° PROCESSO D’APPELLO.


    SENTENZA DEFINITIVA

    ERGASTOLO (ESECUTORI)

    MAMBRO FRANCESCA
    FIORAVANTI FRANCESCO VALERIO

    DEPISTAGGIO

    GELLI LICIO
    10 ANNI

    PAZIENZA FRANCESCO
    10 ANNI

    MUSUMECI PIETRO
    8,5 ANNI

    BELMONTE GIUSEPPE
    7,11 ANNI


    BANDA ARMATA

    MAMBRO FRANCESCA
    15 ANNI

    FIORAVANTI VALERIO
    16 ANNI

    CAVALLINI GILBERTO
    12 ANNI

    GIULIANI EGIDIO
    8 ANNI




    PICCIAFUOCO SERGIO
    RINVIO A FIRENZE
    PER UN NUOVO PROCESSO

    FACHINI MASSIMILIANO
    ASSOLTO



    Il 18 giugno 1996 la Corte d’Appello di Firenze assolve Picciafuoco; il Procuratore Generale ricorre in Cassazione.

    INIZIATIVE SVOLTE IN QUESTI ANNI

    Interventi : dibattiti, manifestazioni, conferenze, discorsi, premiazioni, inaugurazioni.

    Pubblicazioni : libri, sentenze, processi, poesie, documenti, prefazioni, manifesto annuale.

    Presentazione al programma dell’accesso di filmati e testi radiofonici.

    All’interno dell’Unione Familiari Vittime per Stragi : raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare per l’“ABOLIZIONE DEL SEGRETO DI STATO NEI DELITTI DI STRAGE E TERRORISMO”

    Ha patrocinato e promosso assieme al Comitato di Solidarieta' alle Vittime delle Stragi ed al Comune di Bologna il "CONCORSO INTERNAZIONALE DI COMPOSIZIONE 2 AGOSTO ". Le composizioni vincenti vengono eseguite a Bologna in Piazza Maggiore la sera del 2 Agosto

    Recentemente l’Associazione ha curato assieme ad altre associazioni di vittime la pubblicazione del libro intitolato “IL TERRORISMO E LE SUE MASCHERE” edito dalla Pendragon di Bologna.
    [/color]


    --------------------------------------------------------------------------------

    A cura di:
    Associazione familiari vittime strage di Bologna 2 Agosto 1980
    Via Polese 22 - 40122 Bologna - Italia
    Tel. +39 51 253925
    Fax +39 51 253725
    e-mail: 2agost80@iperbole.bologna.it

    http://www.iperbole.bologna.it/iperb...0/present2.htm

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  2. #2
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    Predefinito La cronaca di oggi

    [color=dark-red]Il minuto di silenzio slitta per un equivoco e la folla protesta gridando "vergogna" contro il palco delle autorità.

    Strage di Bologna, contestato Buttiglione

    Il ministro, sulla rimozione del segreto di Stato:"Il governo si impegna a fare la sua parte"


    BOLOGNA - Fischi per il ministro Buttiglione e per il sindaco di Bologna Guazzaloca, che imperterrito continua a parlare dal palco per ricordare, 22 anni dopo, gli 85 morti e i 200 feriti della strage alla stazione di Bologna. Applausi per Piero Fassino cui la piazza si rivolge e grida "Piero, mandali in galera". Fischi voluti, quelli in piazza oggi a Bologna, condannati poi da Fassino, ma anche frutto di un un equivoco. Il minuto di silenzio per ricordare la strage di Bologna sembra saltare e così scatta la contestazione. Sono le 10 e 25, ora della strage, e dovrebbe esserci il minuto di silenzio mentre proseguono gli applausi e nessuno, dal palco delle autorità, lo annuncia, anzi si leggono i messaggi di Carlo Azeglio Ciampi e di Pier Ferdinando Casini. Poi è il turno del sindaco Giorgio Guazzaloca. A quel punto partono i fischi della folla, che indica l'orologio e si mostra furiosa per il mancato minuto di silenzio.

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    Le persone in piazza insistono a indicare l'orologio e i manifestanti del Bologna Social Forum e delle rappresentanze sindacali di base a quel punto decidono di voltarsi e di abbandonare la piazza al grido "vergogna". Solo alla fine del messaggio del capo dello Stato e del discorso di Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione familiari delle vittime, la piazza interrompe la contestazione con un applauso, per Bolognesi. Ed ecco la spiegazione di Bolognesi: "Il minuto di silenzio è stato coperto dagli applausi al mio discorso dopo che aveva concluso Guazzaloca. Non è vero che non c'è stato. Se volete, propongo di farlo adesso".

    E così si fa, alle 10.43. Al termine, il presidente dell'associazione dei famigliari dà la parola al ministro Rocco Buttiglione, annuncio che viene accolto da un boato di protesta. Il ministro comincia a parlare e la gente se ne va: almeno i due terzi della piazza si svuotano e molti di quelli che rimangono alzano la prima pagina de "l'Unità" col titolo "Senato, il giorno della vergogna", dedicato all'approvazione del disegno di legge sul legittimo sospetto ieri a Palazzo Madama. Il ministro parla e dalla piazza cantano "Bella Ciao".

    Prima della contestazione in piazza, a Bolognesi che chiedeva l'abolizione del segreto di stato e "non solo belle parole", il ministro Buttiglione aveva risposto conciliante: "Bolognesi ci invita a uno sforzo di verità, e allora il governo assume la sua parte in questo sforzo di verità". E promette di farsi interprete con il presidente del Consiglio "perché siano messi a disposizione della pubblica opinione, dei ricercatori, dei giudici, tutti gli atti che possano aiutare a ricostruire la verità".

    Ma i fischi e le contestazioni sollevano subito le polemiche. Del centrodestra, che accusa la sinistra di scaldare gli animi. "I fischi rivolti dalla piazza bolognese a Ciampi, Casini, Buttiglione, Guazzaloca evocano un clima di intolleranza che sta diventando molto, molto, inquietante - ha detto Marco Follini, presidente del Ccd - apprezzo che Fassino abbia condannato questa intolleranza. Resta il fatto che, a furia di seminare vento, prima o poi si raccoglie tempesta".

    Tanti i messaggi arrivati oggi a Bologna per ricordare le vittime della strage. Tra gli altri quello di Romano Prodi, presidente della Commissione europea, che ha voluto ricordare come "ogni specie di terrorismo" rappresenta l'"antitesi di ogni forma di civiltà".

    (2 agosto 2002) [/color]

    Fonte: la Repubblica

  3. #3
    lsu
    lsu è offline
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    Grazie Sant'Eusebio,
    è importantissimo non dimenticarlo.

    Rilievo.

  4. #4
    Pazzo Pazzo..............
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    non dimentichiamo

  5. #5
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    LA SFIDA DI BOLOGNA / Polemica per la cerimonia che ricorda la strage del 2 agosto 1980


    Guazzaloca: «Sul palco Cofferati non lo voglio»
    «Può venire in piazza, in ventitré anni non l’ho mai visto»



    DAL NOSTRO INVIATO
    BOLOGNA - Ognuno al suo posto. Sergio Cofferati sta forse accarezzando l’idea di affiancare il sindaco Giorgio Guazzaloca sul palco delle celebrazioni per la strage alla stazione del 2 agosto 1980? Nossignori, idea respinta al mittente. Il «Guazza» su questo non transige: «Mettiamo in chiaro le cose: qui c’è un sindaco, che sono io, e uno sfidante. Sul palco, il 2 agosto, salirà il sindaco...».
    Poi, velenosetto: «Se Cofferati intende partecipare alla commemorazione, sono contento. In ventitré anni io ci sono sempre stato, lui invece non l’ho mai visto...».
    Quarto anniversario da sindaco per l’ex macellaio dello storico ribaltone bolognese (27 giugno 1999). Quasi quattromila persone si accalcano, tra i prati e i vialetti dei Giardini Margherita, davanti allo chalet Collamarini, illuminato dai riflettori.
    Atmosfera notturna e rilassata: panini, birre e un megaschermo che racconta i risultati della giunta Guazzaloca. Il titolo del filmato è una sorta di sintesi di quella che sarà la campagna elettorale dell’ex macellaio: «La parola ai fatti».
    Perchè al primo cittadino nemmeno passa per la testa di mettersi a duellare, a colpi di ideologismi, con un professionista come il Cinese.
    Soprattutto ora che ha scoperto, come dice lo stesso sindaco, che «Cofferati è tutto meno che un comunista: io lo vedo più come un socialdemocratico...». E il tono non è esattamente quello di chi vuole fare un complimento. Elegante e pacato, abile nel cercare applauso, Guazzaloca, intervistato dal vicedirettore de «Il Resto del Carlino», Giuseppe Tassi, e dal direttore di «E’ Tv», Giovanni Mazzoni, definisce «totalmente risibile» la definizione con la quale Cofferati ha di recente fotografato Bologna («Una città - ha detto l’ex leader Cgil - avvilita e sofferente»). Affonda il colpo il sindaco: «E’ stata un’uscita decisamente infelice, mi auguro che la prossima sia migliore.
    ..». E al suo fianco si schiera anche il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo: «Altro che avvilente, qui c’è un’alta qualità della vita».
    Sembra pronto alla lunga sfida, Guazzaloca: «La mia arma sono i fatti concreti, quello che la mia giunta sta realizzando, sento attorno a me la fiducia dei bolognesi». In questi giorni, sotto le Due Torri, è un fiorir di inaugurazioni. «E ne vedrete ancora tante» assicura il sindaco. Che ha un asso (e una speranza) nella manica: far decollare prima delle elezioni il progetto della metropolitana (750 milioni) e quello del tramvia (200 milioni). Altro che giocare sulla mancata «bolognesità» del Cinese. Guazzaloca ostenta distacco da queste polemicucce: «Il fatto di essere o no bolognese non può essere un motivo di distinzione...».
    Però. «Però, di solito, i sindaci sono nati o vivono nella città che li ha eletti».

    Fonte: Corriere della Sera 28/06/'03
    ---------------------------------------------------


    Sinceramente, trovo di cattivo gusto sfruttare l'evento infame (sapreste trovare altro termine per definire un gesto terroristico?) del 2 agosto 1980 a fini politici. Al riguardo, non condivido nè la posizione assunta da Guazzaloca nè quella di Cofferati.
    Cordiali saluti

  6. #6
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    Predefinito La cronaca di oggi 2 agosto 2003

    Tanta gente alla commemorazione della strage del 2 agosto 1980
    Dura contestazione al ministro: "No alla pacificazione"


    Bologna, la piazza fischia Berlusconi e Pisanu


    Il presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime:
    "Si stanno attuando le riforme che voleva la P2"


    Il corteo bolognese

    BOLOGNA - Prima gli applausi per le parole di Carlo Azeglio Ciampi. Poi i fischi, sempre più forti, ad accompagnare il nome di Silvio Berlusconi. Contestazioni che aumentano quando prende la parola il ministro dell'Interno, Pisanu. Due agosto a Bologna, anniversario della strage alla stazione. Era il 1980 e lo scoppio uccise 85 persone e ne ferì 200.

    Il corteo parte da via Indipendenza verso la stazione di Bologna. Ad aprirlo c'è il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, insieme al sindaco Giorgio Guazzaloca e a Renato Zangheri, primo cittadino all'epoca dell'attentato. C'è anche Sergio Cofferati che sfila dietro lo striscione dell'Associazione familiari vittime della strage. Molti i cittadini che, liberamente hanno scelto di prendere parte alla manifestazione, a piedi o anche in bicicletta insieme alle proprie famiglie. Qualcuno non ha seguito l'appello del presidente dell'Associazione familiari delle vittime, Paolo Bolognesi che aveva chiesto: "Nessuna bandiera al corteo". Si nota qualche bandiera di Rifondazione comunista, qualche bandiera della pace e dei Ds e poi uno striscione della Fiom-Cgil: "La lotta è credere in un futuro migliore...".

    Prima della marcia Pisanu incontra i familiari delle vittime. A loro dice: "Dobbiamo trovarci uniti nel chiedere di esigere la verità piena su quello che accadde quel giorno". Paolo Bolognesi rinnova le richieste dell'Associazione: la legge per l'abolizione del segreto di stato nei delitti di strage e terrorismo, l'osservatorio delle vittime, la legge quadro per l'assistenza alle vittime, l'inserimento dei diritti delle vittime delle stragi nella costituzione. "Vogliamo che si parli di pacificazione solo dopo il raggiungimento della verità, altrimenti pacificazione è una bella parola priva di contenuti" dice Bolognesi.
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    Il corteo arrriva davanti alla stazione. Bolognesi, dal palco, sferra un duro attacco: "Le riforme che si stanno attuando nella giustizia, nei servizi segreti, nella stampa, stanno ricalcando in un modo ossessivo il piano di 'Rinascita democratica', il documento politico della loggia massonica p2". Dalla piazza le parole di Bolognesi vengono accolte da una salva di applausi. Poi arrivano gli applausi per il messaggio del presidente della Repubblica che chiede un "preciso impegno civile" perché siano "eliminate in radice le cause di una così inumana ferocia".

    Si arriva così alle contestazioni. Raffiche di fischi al solo sentire il nome di Silvio Berlusconi. Contestano i disobbedienti del Bologna sociale forum, ma anche molti cittadini. Tocca a Pisanu parlare dal palco. I fischi continuano. Una parte del Bologna Social forum abbandona la piazza. Altri mostrano lo striscione "siete lo stesso coinvolti". Pisanu parla e tra i manifestanti e le forze dell'ordine vola qualche spintone. Ed ancora slogan a ripetizione ("vergogna", "fascisti", "Carlo è vivo e lotta insieme a noi", riferito a Carlo Giuliani, suo padre Giuliano era in piazza). Qualcuno canta "o bella ciao". Molti alzano il braccio, con il pugno chiuso.

    "Le pagine vecchie e nuove del terrorismo
    potranno chiudersi solo in un modo: con la resa incondizionata dei terroristi alle ragioni dello Stato democratico, con l'accertamento della verità, di tutta la verità, sui delitti e sulle stragi - dice Pisanu tra i fischi. - Oggi non è possibile pensare ad atti unilaterali di pacificazione, a soluzioni generiche, forse umanamente comprensibili, ma non giustificabili sotto il profilo politico. Ciò non esclude singoli atti di clemenza rigorosamente motivati". Prima di lui il sindaco di Bologna, Giorgio Guazzaloca aveva pronunciato la parola "fascisti" da tempo chiesta dal centrosinistra, chiudendo la porta di fronte alla proposta di An di chiedere la revisione del processo per Mambro e Fioravanti, e tanto più all'ipotesi di concedere la grazia ai due terroristi neri, circolata nei giorni scorsi.


    Fonte: la Repubblica

  7. #7
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    Predefinito 2 agosto 1980

    Originally posted by lsu
    Grazie Sant'Eusebio,
    è importantissimo non dimenticarlo.

    Rilievo.
    Saggio non dimenticare.
    Era una mattinata d' Estate torrida, alle 14 sotto il sole battente, mentre il tram con i vetri coperti da teli bianchi andava e veniva portando via cadaveri, non riuscii più a reggere in Piazza "Medaglie d' Oro" e chiesi cambio per riprendermi da quella luce di un sole infuocato di morte. Entrai nell' atrio della Stazione, adibito a Pronto Soccorso di fortuna, .... l' aria era solo pregna d' odor di sangue innocente versato da BESTIE UMANE!

  8. #8
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    Predefinito Re: 2 agosto 1980

    Originally posted by PietroAbelardo
    Saggio non dimenticare.
    Era una mattinata d' Estate torrida, alle 14 sotto il sole battente, mentre il tram con i vetri coperti da teli bianchi andava e veniva portando via cadaveri, non riuscii più a reggere in Piazza "Medaglie d' Oro" e chiesi cambio per riprendermi da quella luce di un sole infuocato di morte. Entrai nell' atrio della Stazione, adibito a Pronto Soccorso di fortuna, .... l' aria era solo pregna d' odor di sangue innocente versato da BESTIE UMANE!


    Grazie per la testimonianza. In questi giorni ho visto alcune immagini della tragedia in questione nei Tg regionali, inutile dire che sono rimasto senza parole.
    Ripensandoci, viene il mal di stomaco quando politicanti da due soldi, per un pugno di voti, sono capaci di aprire dibattiti riguardo la strage di Bologna facendo leva su un termine scritto su una targa in memoria delle vittime (il termine in questione è "fascista"). Una persona seria e responsabile di fronte ad atti terroristici, che il più delle volte sono capaci di coinvolgere esclusivamente persone innocenti ed estranee ad ogni "gioco di palazzo", dovrebbe starsene in silenzio in segno di ripetto per le vittime, i loro familiari, la comunità.
    Cordiali saluti.

 

 

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