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Discussione: L'assedio di Gaza

  1. #1
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    Exclamation L'assedio di Gaza

    Gaza è, o non è sotto occupazione? Le imbarcazioni di Free Gaza Movement stanno per scoprirne qualcosa in più.

    Anis Hamadeh, July 28, 2008


    Per oltre due anni i confini che portavano a Gaza sono stati chiusi dalle forze militari israeliane. Da allora il milione e mezzo di palestinesi è sottoposto ad uno stato di assedio che da giugno è stato ulteriormente rafforzato. Israele ha dichiarato che le ragioni che giustificano questo assedio sono fondamentalmente i missili artigianali che vengono lanciati sul territorio israeliano dalla striscia di Gaza oltre che la presunta intenzione del governo di Hamas di distruggere Israele. Allo stesso tempo però i funzionari del governo israeliano sottolineano che l’occupazione della striscia di Gaza è in realtà terminata a settembre del 2005 con il ritiro degli insediamenti e dell’esercito israeliano e che la striscia di Gaza non dovrebbe essere considerata un territorio straniero. Ma i fatti alla luce del sole dimostrano un’altra realtà.

    L’assedio ha un effetto disastroso sulla situazione umanitaria di Gaza dal momento che non rispetta i diritti umani, economici e sociali della popolazione. Più di 200 abitanti tra la popolazione civile sono morti a causa di queste restrizioni. Inoltre l’assedio a cui sono sottoposti ha fortemente limitato il rifornimento di cibo, medicinali ed altri beni necessari come il carburante, i materiali da costruzione o le materie prime necessari a sostenere vari settori economici. Le fabbriche sono state costrette a chiudere. Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite il tasso di disoccupazione è il più alto del mondo. La UNWRA dichiara che il 60% della popolazione sopravvive grazie agli aiuti umanitari e chiede con urgenza che Israele riapra i confini. Inoltre l’attuale scontro tra Hamas e Fatah peggiora ulteriormente la situazione.

    Recentemente la Commissione Europea ha stanziato 6.3 milioni di dollari da distribuire entro la fine dell’anno come aiuti diretti alla popolazione più povera. Allo stesso tempo, però, l’Unione Europea sostiene sia lo stato di soffocamento in cui la popolazione si trova sia il boicottaggio del governo palestinese eletto democraticamente causando danni che purtroppo vanno molto oltre ai 6.3 milioni di dollari stanziati. Nel tentativo di alleviare questo stato di dolore alcune settimane fa una coppia palestino-scozzese è partita dalla Scozia con un camion carico di una tonnellata e mezzo di medicinali da portare nella striscia di Gaza. Ad oggi Khalil Al Niss and Linda Willis stanno aspettando da giorni bloccati al confine egiziano dalla parte del muro a Rafah e non hanno ancora ricevuto il permesso di attraversare il confine. L’Egitto glielo impedisce.

    Perciò, ci chiediamo, Gaza è o no sotto occupazione? In cosa consiste esattamente il cosiddetto ‘ritiro’ dei militari israeliani? Per cercare di chiarire meglio questo punto due imbarcazioni partiranno da Cipro alla volta di Gaza intorno al 7 Agosto. Quaranta membri del Free Gaza Movement stanno per incontrarsi a Cipro per preparare le barche. Sono stati invitati a Gaza per rompere questo assedio dal Palestinian Medical Relief Society, il Gaza Community Mental Health Programme, il Palestinian Centre for Human Rights, il Palestinian Ministry of Youth and Sport e dalla popolazione civile. Legalmente Israele non dovrebbe inteferire con questa impresa dal momento che le imbarcazioni non entreranno nelle acque a sovranità israeliana né toccheranno porti israeliani. Navigheranno direttamente verso il porto di Gaza solo attraverso acque internazionali.

    Alcuni si aspettano che le forze militari israeliane cercheranno di fermare le barche in modo da dimostrare ulteriormente che la popolazione di Gaza è prigioniera e senza alcun diritto umano né legale fatta eccezione per i diritti che Israele decide di concederle, dimostrando così ancora una volta al mondo come le concezioni legali di Israele per gli israeliani valgano molto di più delle leggi internazionali e sui diritti umani. Ad esempio, secondo l’agenzia di stampa Maan, nella mattinata del 20 luglio alcune navi da guerra israeliane hanno aperto il fuoco contro imbarcazioni di pescatori palestinesi che si trovavano a nord e a ovest di Gaza City. La tipica giustificazione per azioni di questo genere è che Israele dichiara di temere che in tali aree ci possa essere contrabbando d’armi. Perfino il cessate-il-fuoco che Hamas e di altri dodici gruppi affiliati hanno rispttato dal 19 giugno non sembra aver fatto alcuna differenza per Israele, fatta eccezione che ad oggi le incursioni israeliane si sono concentrate su Nablus e la West Bank. Nessuna di queste azioni militari si basa su fondamenti legali.

    Il Free Gaza Movement è costituito da più di cinquanta persone provenienti da ogni parte del mondo che hanno scelto di agire secondo la propria coscienza per cercare di alleviare la crisi di Gaza portando ai suoi abitanti aiuti sociali e medici. Solo alcuni tra loro saranno a bordo della Free Gaza e della Liberty in attesa di essere accolti da circa una decina di imbarcazioni locali nei pressi della costa di Gaza. Alcuni dei partecipanti alla missione resteranno sulla terraferma a Cipro essendo parte dei gruppi organizzativi e degli addetti alla comunicazione con i media. Questa azione sarà un vero e proprio test che potrebbe aprire in futuro un ponte percorribile da altre barche.

    I passeggeri a bordo delle due imbarcazioni, secondo le liste attuali, provengono dall’Australia, Canada, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Italia, Libano, Pakistan, Palestina, Scozia, Tunisia, Regno Unito e Stati Uniti. Complessivamente tra loro si parleranno più di dodici lingue.

    Tra I partecipanti ci sono marinai, giornalisti, avvocati, ingegneri, operai, infermieri, insegnanti, medici, professori, fotografi, religiosi, sommozzatori e attivisti non violenti. Ci sono musulmani, ebrei, cristiani e umanisti. Il più giovane ha 22 anni e la più anziana, Hedy Epstein, festeggerà il suo 84imo compleanno a bordo.

    Hedy Epstein, dopo essere sopravvisuta al genocidio nazista, è diventata un avvocato per i diritti umani. Ha pubblicato le sue memorie in tedesco. L’avvocato ed esperto di comunicazione Huwaida Arraf sta pianificando di partecipare così come Anne Montgomery, una suora americana che ha lavorato con il Christian Peacekeeper Team nei territori occupati. Anche Jeff Halper dell’Israeli Committee Against House Demolitions (ICAHD) sarà a bordo. Dalla California giunge, tra gli altri, la nonna 74enne Mary Hughes-Thompson, questo sarà il suo settimo viaggio in palestina dal 2002. Ken O'Keefe, un marine e veterano della prima Guerra del golfo sarà tra i partecipanti. Il regista e musicista pakistano Aki Nawaz fa parte del team documentaristico che sarà a bordo e il dottore William "Bill" Dienst è il medico esparto che ha lavorato nelle cliniche di Gaza e vuole ritornare a lavorarci. Angela Godfrey-Goldstein che lavora con l’ICAHD e Machsom Watch sarà nel team a terra insieme a Uri Davis, un noto autore israeliano.

    Molte organizzazioni internazionali e molti cittadini danno il loro supporto al progetto Free Gaza e riconoscono pienamente l’importanza della missione, tra questi ricordiamo Noam Chomsky e Luisa Morgantini, vice presidente del Parlamento Europeo. L’emerito arcivescovo Desmond Tutu ha scritto: "la pace e la sicurezza che noi abbiamo scoperto in Sud Africa non possono nascere dalla canna di una pistola ... Do tutto il mio supporto a questo gruppo e al suo progetto." Il premio Nobel Mairead Maguire aggiunge: "Portate con voi le speranze e i desideri di moltissime persone in tutto il mondo." La lista di coloro che hanno espresso il loro sostegno su www.freegaza.org attualmente viene aggiornata ogni giorno dal momento che la data si avvicina e l’attenzione del pubblico si concentra sempre più sull’iniziativa Free Gaza.

    Il Free Gaza Movement è un progetto democratico, pacifista, non violento, umanitario e partecipato dalla società civile e non affiliato ad alcun partito politico. Alcune voci pubbliche hanno provato ad associarlo ad interessi di gruppi pro o anti qualcosa, dichiarazione che il gruppo smentisce con forza. In un email di uno dei partecipanti, Monir Deeb, si ritrova lo spirito dell’indimenticato conte Folke Bernadotte: "Il gruppo del Free Gaza sta investendo il suo tempo, denaro e sicurezza personale per alzare la voce contro l’ingiustizia. Sono le stesse persone che sono state accanto alla popoloazione ebraica durante I tempi difficili della persecuzione nazista”. E in effetti suo padre, di Gaza, dice Deeb, ha incontrato il diplomatico e mediatore svedese delle Nazioni Unite Bernadotte durante i negoziati in Sinai nel 1948.


    http://www.anis-online.de/1/ton/49.htm

    ----------------------------------------

    Tensione tra Hamas e Fatah

    Gaza - Infopal. La radio israeliana ha reso noto ieri che le forze di occupazione israeliane hanno predisposto il trasferimento di 180 tra membri di Fatah e del clan Hillis - protagonista degli scontri sanguinosi di questi giorni con la polizia del governo Hamas della Striscia di Gaza -, nella città di Ramallah.

    Sabato, decine di attivisti di Fatah sono usciti dalla Striscia attraverso il valico di Erez e Nahal Oz.

    Il trasferimento è iniziato questa mattina e prevede lo spostamento dei militanti verso i territori governati dall'Anp di Mahmoud Abbas.

    Fonti israeliane hanno spiegato che il ministro della Difesa, Ehud Barak, ha preso la decisione di trasferire gli attivisti in Cisgiordania, piuttosto che rimandarli indietro a Gaza, per "questioni di sicurezza".

    Fonti di informazioni hanno riferito che il capo del clan familiare coinvolto nei violenti scontri di sabato nel quartiere di ash-Shujaiyah, a Gaza, Ahmad Hillis, ieri è stato arrestato dalla polizia israeliana, mentre era ricoverato nell'ospedale Soroka, a Beersheva.

    Gli scontri di sabato.

    Gli scontri sono scoppiati a seguito del tentativo della polizia della Striscia di Gaza di arrestare persone sospettate di aver provocato le esplosioni che una settimana fa portarono all'uccisione di 6 cittadini - 5 militanti delle brigate al-Qassam, ala armata di Hamas, e una bimba.

    Il ministero degli Interni del governo Hamas ritiene, infatti, che gli attentatori si siano rifugiati nel quartiere di ash-Shujaiyah, in particolare in una zona roccaforte del clan Hillis.

    Mentre la polizia procedeva con le ispezioni, uomini di Fatah e vari cecchini posizionati sui tetti hanno aperto il fuoco, uccidendo e ferendo decine di poliziotti.

    Non è certo che Ahmed Hillis sia personalmente coinvolto negli attacchi del 25 luglio scorso, ma, sostengono le forze di polizia, si è rifiutato di consegnare alcuni sospetti, proteggendoli all'interno del quartiere di ash-Shujaiyah.

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    Predefinito L'assedio ebraico porta a questo...

    Gaza - Infopal. Oggi, il Comitato Popolare contro l’assedio sulla Striscia di Gaza ha reso nota la morte di due donne palestinesi malate.

    Si tratta di Suad Mohammad Hammuda Abed Rabbo, di 53 anni, malata di cancro. Le autorità di occupazione le hanno impedito di lasciare Gaza per recarsi all'estero per le cure mediche. Hammuda risiedeva a Beit Hanoun, nel nord della Striscia. Era madre di 11 figli.

    E di Anaam Hasan ash-Sharfa, 60 anni, residente nella città di Gaza, malata di cancro al pancreas. Anche a lei è stato impedito di partire per l’estero per ricevere le cure mediche necessarie.

  3. #3
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    Tel Aviv - Infopal. Durante la seduta del governo israeliano, domenica, Avi Dichter, ministero degli interni israeliano, ha dichiarato che la demolizione delle case dei resistenti palestinesi, a Gerusalemme est, e l'allontanamento delle loro famiglie rappresentano i "mezzi vincenti per impedire le aggressioni contro Israele".

    Ha poi indicato le difficoltà giuridiche che impediscono la messa in pratica di questa politica.

    E commentando le dichiarazioni del direttore dell’intelligence israeliana “Shabak”, secondo cui i quartieri della capitale est "sono un mercato per il commercio di mezzi da combattimento", ha detto che "esiste un problema di coordinamento tra le diverse forze di sicurezza per quanto riguarda la responsabilità di questi quartieri".

    Per quanto riguarda la tregua tra Israele e il movimento di Hamas, in un’intervista alla radio israeliana, ieri mattina, Dichter ha affermato che la tregua "permette agli abitanti del sud del paese di vivere la loro vita in maniera regolare e alle forze di sicurezza di prepararsi per proteggere il fronte interno nel caso in cui Israele decida di effettuare un’operazione militare nella Striscia di Gaza".

  4. #4
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    Exclamation

    PCHR
    Palestinian Centre for Human Rights


    Comunicato stampa


    Ref: 69/2008


    Date: 3 August 2008


    Time: 13:00GMT



    11 palestinesi, compresi 8 membri del clan Hillis e 2 poliziotti, sono stati uccisi, e 103, compresi 17 bambini e 6 donne, feriti durante scontri armati tra la polizia e il clan, a Gaza.

    Gli scontri sono scoppiati a seguito del rifiuto del clan di consegnare alle forze di sicurezza del governo di Gaza alcune persone sospettate di aver preso parte agli attacchi di una settimana fa, compresa l'esplosione del 25 luglio, a Gaza, che ha portato alla morte di una bambina e di 5 combattenti delle brigate al-Qassam, ala militare di Hamas.

    Secondo le indagini condotte dal PCHR, alle 5 circa di sabato mattina 2 agosto, i servizi di sicurezza hanno lanciato un'operazione di ampia scala contro il quartiere di ash-Shujaiyah, a est della città di Gaza, allo scopo di arrestare ricercati del clan Hillis. Un vasto spiegamento di forze di polizia e del servizio di sicurezza ha assediato il quartiere di at-Turkman, nella zona di ash-Shujaiyah. Ne sono nati scontri armati tra questi e uomini armati della famiglia Hillis. Gli scontri sono continuati fino alle 20 dello stesso giorno: 11 persone, compresi 2 poliziotti e 8 membri del clan, sono state uccise, e 103 altri feriti, compresi 17 bambini e 6 donne.

    8 dei feriti sono stati trasportati all'unità di cura intensiva dell'ospedale Shifa, a Gaza.

    Anche diversi passanti, presi nel fuoco incrociato, sono rimasti feriti. Per esempio, alle 7,15 circa, un mortaio è caduto vicino a un negozio di polli, appartenente a Maher Shukri Esleem, in strada al-Ghalatha. Come risultato, 9 civili, compreso Esleem e suo figlio, sono rimasti feriti.

    Un'altra bomba ha colpito la casa di Isma’il Ya’qoub Halasa, sulla strada.

    Secondo fonti mediche all'interno dell'ospedale Shifa di Gaza, i morti sono:

    1) Waleed Baker Helles, 18, colpito da un proiettile alla testa;

    2) Adham Bassam Helles, 19, colpito da un proiettile alla testa;

    3) Mohammed ‘Aamer Helles, 18, colpito da un proiettile al petto;

    4) Sha’ban Fayeq Hillis, 20, colpito da un proiettile al petto;

    5) ‘Abdullah Fadel Hillis, 22, colpito da un proiettile al petto;

    6) Shareef Hamed Hillis, 22, colpito da un proiettile alla testa;

    7) Muhannad Ziad Hillis, 21, colpito da un proiettile al petto;

    8) Fayeq As’ad Marshoud, 25, colpito da un proiettile alla testa;

    9) Khaled ‘Omar Hillis, 22, colpito da due proiettili al petto e all'addome;

    10) Ahmed Khalil al-Nakhala, 30, poliziotto, colpito da un proiettile alla testa;

    11) Sameh Mansour Abu ‘Aassi, 22, poliziotto, colpito da un frammento di granata RPG

    Durante gli scontri, verso le 16,30, decine di membri della famiglia Hillis sono fuggiti dall'area, che si trova nei pressi del confine orientale della Striscia di Gaza, verso il valico di Nahal 'Oz, controllato da Israele.

    Verso le 20,00, il ministro degli Interni ha diramato un comunicato stampa in cui dichiarava che la polizia aveva preso pieno controllo della zona intorno alla residenza del clan Hillis, e aveva arrestato numerosi sospetti. Il ministero ha dichiarato che l'area di ash-Shujaiyah sarebbe stata chiusa per tre giorni, per altre ricerche. Durante una conferenza stampa, il ministero degli Interni del governo di Gaza ha affermato: "Le operazioni di sicurezza hanno preso di mira una piazza che dà rifugio a numerosi criminale accusati di aver causato esplosioni, e che sono stati trovate armi pesanti, e rifornimenti di armi e fabbriche di esplosivi".

    Sebbene il PCHR comprenda le enormi difficoltà e sfide nella gestione della sicurezza:


    1) Sottolinea che le autorità coinvolte hanno il diritto di arrestare persone sospettate di attacchi contro la legge, ma in accordo con le procedure legali relative ad arresti e perquisizioni;

    2) Ribadisce la propria posizione secondo cui le armi del clan fanno parte dello stato di caos nella sicurezza e degli assalti contro la legge, e che è inaccettabile trasformare un quartiere residenziale in aree per nascondere armi.

    3) Sottolinea l'importanza di regole ferme sull'utilizzo delle armi in modo da evitare l'uso eccessivo della forza, sull'impegno nei confronti di principi di proporzionalità e discriminazione, e il rispetto degli standard umanitari internazionali, così da mantenere la sicurezza dei civili.

  5. #5
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    Gaza - Infopal. La radio israeliana ha reso noto ieri che le forze di occupazione israeliane hanno predisposto il trasferimento di 180 tra membri di Fatah e del clan Hillis - protagonista degli scontri sanguinosi di questi giorni con la polizia del governo Hamas della Striscia di Gaza -, nella città di Ramallah.

    Sabato, decine di attivisti di Fatah sono usciti dalla Striscia attraverso il valico di Erez e Nahal Oz.

    Il trasferimento è iniziato questa mattina e prevede lo spostamento dei militanti verso i territori governati dall'Anp di Mahmoud Abbas.

    Fonti israeliane hanno spiegato che il ministro della Difesa, Ehud Barak, ha preso la decisione di trasferire gli attivisti in Cisgiordania, piuttosto che rimandarli indietro a Gaza, per "questioni di sicurezza".

    Fonti di informazioni hanno riferito che il capo del clan familiare coinvolto nei violenti scontri di sabato nel quartiere di ash-Shujaiyah, a Gaza, Ahmad Hillis, ieri è stato arrestato dalla polizia israeliana, mentre era ricoverato nell'ospedale Soroka, a Beersheva.

    Gli scontri di sabato.

    Gli scontri sono scoppiati a seguito del tentativo della polizia della Striscia di Gaza di arrestare persone sospettate di aver provocato le esplosioni che una settimana fa portarono all'uccisione di 6 cittadini - 5 militanti delle brigate al-Qassam, ala armata di Hamas, e una bimba.

    Il ministero degli Interni del governo Hamas ritiene, infatti, che gli attentatori si siano rifugiati nel quartiere di ash-Shujaiyah, in particolare in una zona roccaforte del clan Hillis.

    Mentre la polizia procedeva con le ispezioni, uomini di Fatah e vari cecchini posizionati sui tetti hanno aperto il fuoco, uccidendo e ferendo decine di poliziotti.

    Non è certo che Ahmed Hillis sia personalmente coinvolto negli attacchi del 25 luglio scorso, ma, sostengono le forze di polizia, si è rifiutato di consegnare alcuni sospetti, proteggendoli all'interno del quartiere di ash-Shujaiyah.

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    Cisgiordania - Infopal. Nafith Azzam, dirigente del movimento del Jihad Islamico, ha rinnovato la disponibilità del suo movimento a mediare tra Fatah e Hamas a seguito degli incidenti delle ultime due settimane.

    In una dichiarazione alla radio, Azzam ha affermato: “Siamo pronti a giocare un ruolo: l’argomento di discussione deve riguardare i detenuti. I prigionieri a Gaza e in Cisgiordania devono essere liberati per alleggerire la tensione presente nella piazza palestinese".

    Azzam ha poi aggiunto: "Dobbiamo ammettere che quanto è accaduto è molto doloroso. Nonostante ciò dobbiamo sederci a un tavolo negoziale, altrimenti il disastro in cui sta vivendo il nostro popolo crescerà e si deteriorerà ancora di più".

  7. #7
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    Exclamation Lo Stato ebraico fa soffiare venti di guerra...

    Gaza - www.Infopal.it Venti di guerra nella Striscia di Gaza. Il pretesto per il nuovo imminente bagno di sangue annunciato dal ministro della Difesa israeliano Ehud Barak, è la "sicurezza" minacciata dal clima di instabilità nella Striscia. Le esplosioni di due settimane fa, improvvise e impreviste, hanno preparato la strada. Così come gli scontri inter-palestinesi dei giorni scorsi e come il presunto o reale rafforzamento di Hamas a seguito della tregua. Una tregua rispettata dalle fazioni palestinesi ma violata più volte dall'esercito israeliano e mai ottemperata sugli aspetti fondamentali relativi all'assedio.

    Oggi, le forze di occupazione israeliane hanno rafforzato il loro dispiegamento alla frontiera est della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, e hanno inviato altri carrarmati e corazzati vicino al valico di Karm Abu Salem.

    Questi rinforzi giungono in contemporanea alle dichiarazioni lanciate da Barak, che prevedono una vasta operazione militare contro la Striscia di Gaza.

    Fonti palestinesi e testimoni oculari hanno confermato che nelle ultime 24 ore ci sono stati movimenti israeliani lungo la frontiera: carrarmati e corazzati carichi di soldati sono arrivati a Karm Abu Salem, dove si sono appostati.

    Ieri sera, i carrarmati sono penetrati di alcuni metri a nord-est di Khan Yunes, nel sud della Striscia di Gaza, hanno lanciato diverse bombe contro le terre e le case dei cittadini palestinesi e hanno fatto esplodere una carica vicino alla frontiera.

    Testimoni oculari hanno confermato che, all’alba di oggi, diverse motovedette militari sono state avvistate sulla spiaggia di Gaza, di fronte alla frontiera egizio-palestinese, costringendo i pescatori a non avvicinarsi alla riva.

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    La Pax israeliana

    Gerusalemme - www.Infopal.it "I palestinesi devono aspettarsi una vasta operazione militare nella Striscia di Gaza in risposta al deterioramento della situazione della sicurezza nell'area". E' la promessa-avvertimento lanciata dal ministro della guerra (Difesa) israeliano, Ehud Barak, ieri sera, che ha aggiunto: "L’attacco militare israeliano è molto vicino e tutti, senza distinzione, devono rendersi conto di ciò".

    Ora che da un mese e mezzo i razzi delle fazioni della resistenza tacciono - senza che Israele abbia mantenuto fede all'impegno di sollevare l'assedio -, è giunto provvidenzialmente un altro casus belli - il conflitto inter-palestinese nuovamente riacceso nella già devastata Striscia. Così, l'Esercito israeliano in riposo nell'area si sta preparando a nuovi attacchi.

    La radio dell'esercito ha riportato le affermazioni di Barak, pronunciate ieri a Gerusalemme, durante una riunione del Partito Laburista israeliano. Il ministro ha anche precisato: "Non dobbiamo pentirci delle operazioni che non abbiamo compiuto, perché partiamo da un punto di forza e fiducia interna", assicurando che "chiunque senta la mancanza delle operazioni militari israeliane a Gaza non deve preoccuparsi: arriveranno".

    Guerra preventiva israeliana contro la Striscia: le nuove 'scuse'.

    Il quotidiano israeliano “Haaretz”, nell'edizione di domenica 3 agosto, riportava le dichiarazioni di fonti militari israeliane, secondo cui la tregua tra Israele, Hamas e le fazioni palestinesi, siglata con il patrocinio egiziano, "non è altro che una lieve calma, attraverso cui Hamas è riuscita a raccogliere le forze per una prossima guerra con lo stato ebraico".

    La stessa fonte ha spiegato che in contemporanea con il conto alla rovescia della fine del mandato di Olmert e la propensione degli israeliani verso una nuova dirigenza che invaderà la Striscia di Gaza, si parla già quotidianamente di 'guerra da dopo settembre'. Il capo dell’esercito nella zona sud, durante le riunioni delle tre forze di sicurezza a Tel Aviv – Mossad, Aman e Shabak – ripete che "sta puntando gli occhi sulle lancette dell’orologio e sul calendario, in preparazione dell'invasione e della guerra contro la Striscia di Gaza".

    Per quanto riguarda il tipo dei missili contrabbandati dall’Egitto, nel rapporto pubblicato da “Haaretz”, la fonte ha confermato che la Striscia è diventata "un deposito non solo dei normali razzi di fabbricazione locale, a cui Sderot e le altre città del sud si sono abituate, ma anche di nuovi, a lunga gittata, tipo Grad e Katyusha modificati, che prima della tregua Hamas possedeva in numero limitato, ma che ora ha a migliaia".

    Il rapporto suppone che Hamas "tenterà di colpire le zone abitate vicine al muro con armi pesanti per impaurire gli abitanti e costringerli a scappare. La maggior parte delle postazioni per il lancio dei missili si trovano in zone aperte e agli ingressi delle città, dei quartieri e dei campi profughi, e non all’interno, perché è difficile installare e indirizzare i missili in mezzo ai palazzi o sui tetti. Infatti, chi li lancia prevede che l’esercito israeliano si muoverà dal cielo, dal mare e da terra per fermare i bombardamenti".

    Per ciò che concerne, invece, la posizione egiziana nei confronti di questa imminente nuova guerra, il report aggiunge che "la mediazione avrà termine nel momento in cui verrà annunciato il fallimento. Le forze d’intelligence israeliane rifiuteranno la liberazione dei detenuti palestinesi, ritenendola un nuovo fronte contro Israele che comprenderà nuovi attacchi. Nel conflitto verrà anche chiuso il caso Shalit".

    La Pax israeliana.

    Ancora una volta, la macchina bellica israeliana ha trovato buon gioco nella divisione e nella conflittualità delle fazioni palestinesi. Nella Striscia di Gaza come in Cisgiordania. Notizia correlata: 29-07-2008 Sit-in della sinistra palestinese contro violenze a Gaza e Cisgiordania. La popolazione si unisce alla protesta.

    Se i motivi per una nuova, devastante guerra, non ci sono, semplicemente, si inventano.

    E' la ormai nota Pax israeliana: guerra preventiva, guerra "difensiva", guerra "contro il terrorismo". Non importa se non ci sono più i razzi Qassam, Quds, Aqsa ad alimentarla, e a offrire il "caso", la giustificazione a Israele. I pretesti, per chi ama i conflitti sono sempre a portata di mano.

  9. #9
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    Gaza - www.Infopal.it Ieri, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha annunciato una vasta operazione militare contro la Striscia di Gaza: "La Pax israeliana. Barak: 'Chiunque senta la mancanza delle operazioni militari a Gaza non deve preoccuparsi: arriveranno'."

    Il movimento di Hamas ha risposto affermando che le minacce di una nuova guerra "sono sintomo del fallimento del governo sionista a far fronte alla fermezza della resistenza e del popolo palestinese".

    Il portavoce del movimento, Faw zi Barhum, ha diramato un comunicato in cui afferma che quanto dichiarato da Barak "fa parte della sua campagna elettorale e di quella del suo partito, alla luce delle divisioni e delle spaccature politiche e militari interne".

    Durante una trasmissione radiofonica, Nafith Azzam, dirigente di spicco del Jihad Islamico, ha invitato le fazioni palestinesi a riunirsi per "prendere una decisione. Il sentimento del governo di occupazione nei nostri confronti e verso il nostro popolo è di odio. La sua politica non cambierà, sia che vi siano trattative in corso sia che sia in atto una tregua. Perciò dobbiamo ritrovarci e discutere il da farsi e contattare l’Egitto, perché queste minacce sono un colpo agli sforzi per la tregua".

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    Nuove colonie israeliane a Gerusalemma est

    Coloni israelianiIncuranti delle critiche della comunita' internazionale le autorita' israeliane hanno autorizzato la costruzione di 447 nuovi alloggi ai margini di Gerusalemme est.

    Si tratta di un'area che lo Stato ebraico rivendica come territorio israeliano ma che il resto del modo considera Cisgiordania, teatro nei pressi di Hebron di una fitta sassaiola contro una macchina di diplomatici britannici ad opera di alcuni colonia israeliani.

    L'episodio e' stato confermato dal Foreign Office, sottolineando che grazie "all'intervento della polizia israeliana non ci sono stati feriti" Centotrenta casa saranno edificate a Har Homa, che i palestinesi chiamano Jabal Abu Ghneim. Le altre 317 saranno realizzate a Beitar Illit, una colonia nelle vicinanze di Jerusalem.

    L'allargamento degli insediamenti e' stato giudicato nei mesi scorsi "un ostacolo" allo sviluppo dei colloqui di pace israelo-palestinesi anche dagli Stati Uniti, impegnati a rilanciare le trattative tra le due parti nello spirito della conferenza di Annapolis Per il negoziatore dell'Anp Saeb Erekat la decisione del governo israeliano dimostra che lo Stato ebraico "preferisce le colonie (in Cisgiordania alla pace)".

 

 
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