Disposti a rinunciare alle ferie per il Principale.

Ormai hanno perso ogni senso del pudore.

Ridicolismo senza limitismo, i ragionieri Giandomenico Fracchia del Polo Delle Libertà E Del Buongoverno.


PRONTA LA RICHIESTA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PER ANTICIPARE L’ESAME DEL LEGITTIMO SOSPETTO
Giustizia, Forza Italia tenta il blitz d’agosto

Il presidente della Camera scettico. L’Ulivo: atto d’arroganza. No di Lega e Udc


La Stampa, 4 agosto 2002

di Maria Teresa Meli

ROMA. Forza Italia va avanti: presenterà la richiesta di convocazione anticipata della commissione Giustizia della Camera per la legge sul legittimo sospetto. Lo annuncia il vicecapogruppo forzista Antonio Leone, che in questi giorni di vacanze sta “presidiando” il Palazzo.
«Farò io questa richiesta - spiega l’esponente azzurro - e la farò al presidente della Commissione Gaetano Pecorella e non a Pier Ferdinando Casini in modo che non sia coinvolto nelle polemiche come è successo a Marcello Pera. Del resto, la sinistra ci sta attaccando perché dice che vogliamo accelerare i tempi di questo provvedimento, per lo meno ci accuseranno di un fatto vero». Ed Elio Vito, presidente dei deputati di Forza Italia aggiunge: «Non vedrei niente di strano in un’anticipazione. Anzi. L’opposizione ha chiesto un congruo lasso di tempo per discutere questa legge: benissimo, la discussione può farsi in estate e non in autunno. E poi esistono dei precedenti: per l’indagine sui fatti di Genova durante il G8 la commissione Affari Costituzionali con Donato Bruno lavorò in agosto».
Ma che cosa pensa di questo tentativo di accelerazione Pier Ferdinando Casini? Il presidente della Camera, esamina la questione con i suoi collaboratori e spiega loro: «Con l’accordo di tutti, della maggioranza e dell’opposizione, abbiamo deciso di convocare la conferenza dei capigruppo il 3 settembre, le commissioni il 9 e l’aula il 16, e al momento non vedo alcun motivo per modificare questo calendario». La sortita di Forza Italia, però, sembrerebbe, in realtà, puntare non tanto all’anticipazione ad agosto della commissione, quanto ad ottenere la procedura d’urgenza per la legge Cirami-Carrara e a condizionare le mosse di Casini, spingendolo a sostenere l’iter veloce di questo provvedimento in modo che venga approvato entro settembre. Sono indicative, in questo senso, le parole di Umberto Bossi: «Alla Camera - osserva il leader della Lega - vi sono regole diverse rispetto al Senato: il presidente di Montecitorio conta di più». Come a dire: sta a Casini fare in modo che questa legge venga approvata rapidamente.


Che l’uscita di Forza Italia possa essere una forma di pressione nei confronti del presidente della Camera lo testimonierebbe anche il fatto che finora ci si limita a una «richiesta politica» (così la definisce lo stesso Leone), mentre non è ancora partita la procedura che renderebbe automatica la convocazione della Commissione Giustizia. Infatti, se un quinto dei componenti di quell’organismo parlamentare (e i forzisti da soli rappresentano più di un quinto) ne facesse formale richiesta, la convocazione anticipata sarebbe automatica. Ma, come spiega, il capogruppo di Fi in commissione Giustizia, Luigi Vitali, «non c’è niente di tutto ciò, al momento». «E io - aggiunge il deputato forzista - non sono stato preallertato». Comunque, la questione, che ha già provocato una durissima reazione del centrosinistra, è molto dibattuta all’interno della stessa Casa delle Libertà. Non che la maggioranza non sia compatta sull’opportunità di far passare quel provvedimento: anche il capogruppo dell’Udc Luca Volontè fa sapere che i suoi deputati voteranno come un sol uomo la legge Cirami-Carrara. Piuttosto, persino dentro Forza Italia si è dibattuto sull’opportunità o meno di sollevare la questione adesso, giacché c’era una scuola di pensiero che riteneva più utile lasciar decantare la situazione prima di riprendere la battaglia. Per di più, sia Ignazio La Russa, capogruppo di An, che Alessandro Cè, presidente dei deputati leghisti, sostengono che non vi è motivo per lavorare in agosto. Al massimo, secondo Cè si potrebbero anticipare di qualche giorno i lavori della commissione.


L’opposizione, di fronte all’offensiva di Forza Italia, preannuncia un fuoco di sbarramento. «La convocazione anticipata - dice il segretario ds Piero Fassino - sarebbe un atto di arroganza inaccettabile». «E’ un dovere - aggiunge il numero due ds Pierluigi Bersani - reagire con tutti i mezzi a nostra disposizione contro quell’obbrobrio di legge». E un’altra diessina, la responsabile Giustizia Anna Finocchiaro, avverte: «Anticipare la commissione sarebbe un segnale devastante». «Sarebbe una provocazione», ammonisce la Margherita, mentre il verde Alfonso Pecoraro Scanio invita Casini a «non farsi intimidire».