«Legge sulla prostituzione, nuova Consulta, più asili nido»


4 agosto 2002

di Giovanni Cerruti
inviato a Sirmione (Brescia)

E stasera in Val d'Ossola e ieri alla Versiliana e l'altro ieri qui sul Lago di Garda... «E' dura stare al governo e correre da tutte le parti». Il ministro Umberto Bossi è andato in vacanza, arrivederci a fine mese. Il leghista Umberto Bossi proprio no: forse è lui ad aver fame di comizi, forse si rende conto che è la sua piazza ad averne bisogno: in ogni caso si prepara ad un agosto con l'Aurelio, l'autista bergamasco, su e giù per la sua Padania. Solo un paio di giorni a Ponte di Legno, quando ci sarà la festa della Lega. Un altro paio per rifugi di montagna, con Giulio Tremonti e famiglie. Non è esclusa una puntata in Sardegna, ospite del Cavaliere. Comiziare, comiziare, comiziare. E autografi, abbracci, baci, la cena a mezzanotte, «che buone le angurie mantovane».


Ogni sera una piazza, ogni giorno antenne in funzione. Magari, come adesso, c'è da tendere la mano a Virginio Rognoni, il nuovo vicepresidente del Csm. «Io studiavo medicina all'università di Pavia e lui insegnava a giurisprudenza, posso dire che lo conosco da sempre e mi sembra sia stato sempre una persona perbene. Forse non è come alcuni pensano», e qui il riferimento sembra alle dichiarazioni di Francesco Cossiga. O magari è il caso di tornare sul "legittimo sospetto": «Una legge per Belusconi? E allora quelle fatte dal centrosinistra per il buon Prodi e il buon Burlando? I signori magistrati mi hanno messo sotto accusa più 200 volte per motivi politici e per me vuol dire sempre condanna. Qualcuno crede che non esistano giudici politicizzati?»


A Sirmione, al dancing Kursaal, suona l'orchestra di Gigi Castellani e la bionda cantante Carmen si deve interrompere su «La terza luna», vecchio successo di Adamo. Lo aspettano in balera e l'età media è da mazurka. E' arrivato, finalmente. Quando si avvicina al palco il dj va in confusione, sbaglia cassetta e al posto del «Va' pensiero» parte «Le anguille del Po/le anguille del Po/son le più lunghe più grosse e più belle/le anguille del Po». E' la festa dei leghisti delle province di Brescia, Mantova e Verona. Saranno un migliaio ai tavolini. Nell'angolo in fondo a destra due badanti filippine, una ha capìto tutto e tiene al collo il fazzoletto verde. «Sono stanchissimo». Alle dieci di sera si scusa per l'ora di ritardo. Applausi. «Ci crediamo e ce la faremo».


Questa sera ci sono le bandiere degli allevatori e si comincia con le vacche «a quattro zampe», poi si passerà alla prostituzione: che «sempre vacche sono, ma a due gambe». Il Dancing se la ride per la battuta, ma quel che colpisce sono i mille ai tavolini, nessuno si muove, nessuno che distrae, quasi ipnotizzati dalla grisaglia del signor ministro Bossi che li fa partecipare ad una seduta del Consiglio dei ministri in differita. «Lì dentro funziona in questo modo: il più bravo è Tremonti, poi c'è la fantasia della Lega e infine Berlusconi che ci mette la faccia. E' davvero così, sapete? Lo dico per quelli che rincoglioniscono davanti alla televisione e poi non capiscono come va il mondo: la tengano spenta un mese sì e uno no e facciano lavorare la loro testa!».


E' stanco, si vede e lo ripete. E questo mese d'agosto con i comizi già fissati dice che è anche preoccupato. L'autunno, a sentirlo qui, per chi ha votato Lega dovrebbe essere una stagione di buoni frutti: la Corte Costituzionale su base regionale, la legge che vieta la prostituzione sulle strade, l'applicazione di quella sugli extracomunitari clandestini, gli asili nido che passeranno da duemila a 30 mila. Ma l'autunno, e basta leggere i titoli della Padania, s'annuncia pure come stagione di tensioni e di piazze che si riempiono. «Sia chiaro io dico sempre sì alla piazza, ma aggiungo un forte no alla violenza». Tensioni con la magistratura, «quei giudici che sono sempre stati strumento del Principe per ammonire e incarcerare». Dal palco sfuma subito e divaga.


Sarà una scelta o la stanchezza, ma Bossi ha dimenticato la questione giustizia. Al Dancing si limita agli accenni, al quanto basta. Mani Pulite, si sa, non gli è mai piaciuta. «'O pull 'e mane pulite», sfotte nel suo napoletano da Brughiera. Evita l'argomento Csm, «non ne voglio parlare». Gli basta tranquillizzare i mille di Sirmione e tutti quelli che catechizzerà in agosto. «La gente non cambia il voto sulla giustizia e confermo: non vogliamo più magistrati in malafede che condannano in base a motivi politici, non vogliamo più vedere inchiesta come quelle di Tangentopoli, l'alibi dato ai soliti noti per mettere le mani sui beni dello Stato. Era quella la bistecca! Ditemi, è cambiato qualcosa ora che le Autostrade sono di Benetton? Sì, ma una sola cosa: che i soldi vanno a Benetton!».


Non si è ancora tolto né giacca né la cravatta verde, è ancora il leghista di governo, e dunque non può richiamare toni forti e battaglie, non può inventare nomignoli e battute, non può rischiare incomprensioni. Così sul «legittimo sospetto» si fa desiderare, e pazienza se i telefonini hanno già segnalato l'iniziativa dei deputati di Forza Italia, che vogliono votare la legge al più presto, addirittura anticipando il ritorno dalle vacanze. Bossi non ne parla perché, come per il Csm, non ne vuole parlare. Meglio andare sul sicuro, confortare gli allevatori sulle quote latte e la sua brava gente sulla legge che toglierà dai marciapiedi «la carne fresca e colorata», come l'ha definita l'europarlamentare Mario Borghezio. «E' una legge che avevo pronta da un anno».


Il peggio, a sentir lui, sarebbe già passato. «Era due o tre anni fa, quando la democrazia sembrava fosse finita e Amato diceva che è più legittimato a governare chi non è eletto, e dunque il popolo non conta un tubo...». Il peggio è passato, dice, e di quei protagonisti se si guarda attorno vede solo macerie: «Ora fanno i saltimbanchi e girotondano. E proprio loro, una volta, troppo tempo fa, garantisti, si aggrappano alla magistratura e all'uso politico della giustizia. Ma non hanno capito che così non andranno più da nessuna parte?». Li aspetta per la legge sulla prostituzione. «Chiederemo il certificato medico per queste "signore" e la sinistra insorgerà: e allora perché il fruttivendolo che apre una bottega deve presentare il certificato e loro no? Diranno ancora che siamo razzisti?».


Il Dancing ascolta e si immedesima, entra nella parte, si sente protagonista. E' proprio quel che Bossi cerca, seguendo il suo copione. Piccoli flash da infilare nella memoria di chi sta ai tavolini, prima che l'orchestra Castellani riprenda con il liscio. «Non si può cambiare il mondo in 22 ore!». «Dateci un attimo di tregua!». «Bush a mio parere è uno dei nostri, è uno da fagioli borlotti...». «Anche le prossime elezioni le vincerà chi sta con la Lega!». Comiziare, comiziare, comiziare. E il 15 settembre tutti a Venezia, a giurare fedeltà. «Per questo devo correre, spiegare, farmi vedere». Perché con l'autunno, e Bossi lo sa, non arriverà solo qualche buon frutto. «Bisogna stare attenti, capire tutto e parlare poco. Pronti a schivare i colpi e partire all'attacco...».