Dal sito del MGP

http://www.giovanipadani.leganord.or...oli/000001.htm








"Ma cos'è la Destra, cos'è la Sinistra?" Questo il ritornello di una fortunata canzone di Giorgio Gaber istrionico cantastorie..di sinistra? Mah... Già partiamo con il piede sbagliato. Risulta quindi necessario cercare di fornire una definizione delle categorie Destra e Sinistra. Per Destra si intende prevalentemente quello schieramento in cui confluisce un soggetto politico, che occupa l'ala destra dell'emiciclo, mosso da ideali conservatori dello status quo che nella sua estremizzazione può assumere posizioni rivoluzionarie/reazionarie. A Sinistra si colloca invece un partito progressista, materialista che se estremista può essere considerato rivoluzionario. A Destra nell'ottocento si collocavano Cavour, Manin, Lamarmora mentre la Sinistra era dei Rattazzi, Depretis, Gioberti...in quei tempi però prese piede un fenomeno, piaga della politica, dal nome infido: il trasformismo. Basterebbe questo rimando storico oggi comunque attualissimo, per registrare la fragilità della dicotomia Destra-Sinistra. Oggi invece la situazione è più chiara (?)... A Destra abbiamo: liberali filoglobal, liberali, monarchici, partito pensionati, federcasalinghe, ultraliberali, cattolici integralisti, cattolici moderati, postfascisti, neofascisti, neonazisti, destra radicale, estrema destra ecc... A Sinistra ci imbattiamo in comunisti, positivisti, progressisti, neocomunisti, post comunisti, cattocomunisti, dipietristi, ulivisti, democratici di sinistra, margheritisti, socialisti, socialdemocratici, laburisti, stalinisti, trotzkysti, leninisti, verdi, femministe, partito umanista, radicali , centri sociali, boy scout ecc.... Si può quindi affermare con certezza che non esiste una valida definizione né di Destra né di Sinistra. Questi concetti sono mutati troppo nel corso del tempo, differiscono da paese a paese e alcune delle destre sopra elencate possono avere più elementi in comune con alcune sinistre di quanti non ne hanno con altri soggetti politici presenti nel loro raggruppamento. Il MGP (come derivazione della Lega) nasce e cresce come MOVIMENTO POPOLARE: ciò implica una fuoriuscita dalle suddette categorie politiche. L'alleanza con il centro destra presuppone dei momentanei stravolgimenti della visione popolare ma le radici sono sempre le stesse. Umberto Bossi disse che l'art.18 "non si tocca" e poi "che non si può morire sulle barricate", segni tangibili di una visione popolare: però c'è di mezzo l'alleanza e allora il marasma, di cui sopra, avente il nome Destra ci complica la vita...(per non parlare della legge sull'immigrazione...) C'è da dire poi che la Destra, se non in gruppuscoli irrilevanti, è favorevole alla Globalizzazione... SIAMO DUNQUE DI DESTRA? La nostra identità è dunque popolare e in sua derivazione populista, termine questo usato dal politicaly correct della sinistra per denigrare e far passare per destra estrema i difensori dell'identità e delle tradizioni di un popolo. Siamo popolari, non ci toccano le distinzioni tra classi sociali, siamo contro la globalizzazione... SIAMO DUNQUE DI SINISTRA? Potremmo però collocarci a Destra in nome di un rifiuto del progresso, in difesa dell'identità e della diversità tra i popoli ma anche a Sinistra se questo termine significa rifiuto dell'individualismo, rifiuto del primato dei valori del mercato e della competizione distruttiva fra le persone. Potremmo definirci Gramsciani di Destra, Marcusiani di Destra, Degrelliani di Sinistra o Evoliani di Sinistra...(Sempre che Gramsci, Marcuse, Degrelle e Evola incarnino perfettamente delle categorie politiche.) Allora, in concreto, o meglio dove si collocherebbe un movimento giovanile indipendentista, o aspirante tale, come il nostro? Sinn Fein, Herry Batasuna (e altri) hanno scelto la via ideologia: quella cattocomunista il primo, filostalinista l'altro...noi NO! L'unica via d'uscita è quella di rifiutare ogni etichetta di destra o di sinistra, ogni ideologia: noi siamo popolari, populisti perché amiamo il nostro popolo e la nostra terra.Noi che partiamo da zero dallo studio politico e culturale abbiamo la fortuna di non essere obbligati a schierarci...oggi per noi Carlo Cattaneo deve rappresentare un serio federalista ma soprattutto un progressista fuori tempo..."i terreni di scontro" sono altri e più difficili. Cominciamo a porci come obiettivo la dissoluzione dei modelli di riferimento basati sull'appartenenza alla Destra o alla Sinistra, prepariamoci ad incarnare Altro con l'intento di offrire nuovi angoli di visuale dotati di originalità. In quest'ottica bisogna ripensare, e non scandalizzatevi, ad una nuova dialettica "Amico-Nemico". Il nemico non dovrà più essere il Sinistroide No Global e nemmeno i suo burattinaio di partito. Questi soggetti incarnano nient'altro che le maschere teatrali di una Tragedia, i cui autori sono i padri della globalizzazione, dell'egemonia del "poliziotto" statunitense, dell'iperliberismo che stravolge i rapporti umani. Il nostro Nemico è lo Stato Mondiale, patrigno dell'Europa Super Stato Sovietico (per dirla alla Bossi). Tornando alle marionette della "sinistra" bisogna cambiare le modalità di incontro, invitarle al dialogo e vincerle (non è poi così difficile) con la capacità dialettica: non mi sbaglio quando affermo che i nostri leader giovanili durante le assemblee studentesche hanno sempre avuto la meglio... Lanciamo quindi l'Invito, la Battaglia del confronto non nelle piazze ma nelle scuole, nelle conferenze, nei convegni! Per essere pronti a ciò dobbiamo però darci una forma mentis, una struttura mentale positiva: cominciamo all'anteporre ai miti attuali dell'ultraliberismo e della modernità quelli comunitari. Quando parlo di Comunità, lo faccio in quanto l' uomo, come animale sociale, inscrive la propria esistenza in comunità di appartenenza ereditate (famiglia, etnia, lingua, cultura) o scelte (vicinato, amore, amicizia, professione). Tali comunità sono state distrutte dalla modernità...da ciò l'uomo patisce un forte disagio esistenziale. Dobbiamo recuperare il senso della Comunità (opposta alla moderna Classe Sociale) e dare forte senso pratico alle parole Legame (opposto al moderno contratto), Fiducia (opposta alla moderna incertezza), Destino (opposto al moderno progetto), Persona (opposta al moderno individuo), Cultura (opposta alla moderna istruzione), Sacro (opposto alla moderna laicità), Politico (opposto al moderno Faccendiere), Essere (opposto al moderno apparire), Differenza (opposta alla moderna omologazione), Dono (opposto al moderno scambio). Cercare di porsi nell'ottica di un avventuroso psichiatria, che nella sua accezione originaria non significa colui che cura con farmaci il muscolo cervello, ma significa Curatore d'Anima (da Psiche=Anima, Iatria = cura di..). Dico questo in quanto il nostro vero Nemico è Lo Stato Mondiale mosso dalla Tecnocrazia, il quale semina panico e paura grazie alla sua "filantropica" filosofia globalizzante. La gente chiede sicurezza perché ha paura, vede nell'immigrazione un pericolo: questa paura viene strumentalizzata dai sinistri attori della finzione scenica, a cui abbiamo accennato, dandole il nome di xenofobia (paura del diverso). Lo Stato Mondiale semina il terrore e poi cerca di deresponsabilizzarsi della colpa reprimendo con leggi liberticide coloro che reagiscono con impeto e in maniera scomposta al fenomeno nonché coloro che leggendo tra le righe si oppongono al suo progetto. Junger ( a proposito è di Destra o di Sinistra? )dice a riguardo: " lo Stato Mondiale è il punto verso cui tende l'organizzazione politica dell'umanità. Esso sancirà sul piano politico la globalizzazione già avviata dalla tecnica e dall'economia planetarie. Anche senza eliminare gli Stati nazionali, lo Stato Mondiale ne assorbirà il potere principale." Dato ciò per scontato, esistono in concreto delle vie per opporsi al nostro vero Nemico? Vi sono certamente delle vie culturali-esistenziali e probabilmente una via politica. Dal punto di vista culturale-esistenziale la strada da percorrere è il mettere in pratica il niciano "divieni te stesso" acquisendo maggior sicurezza allentando così la finta libertà che propone il Leviatano: si tratta di una schiavitù mascherata, di una dialettica Servo-Padrone. Per tendere alla vera Libertà bisogna resistere alla forza del nichilismo (inteso come svuotamento, degradazione di valori del mondo) che appartiene alla strategia dello Stato Mondiale. Junger identifica delle oasi di libertà nell'Amicizia, nell'Eros, nell'Arte.(cfr.i libri di Ernst Junger "Il trattato del Ribelle" e "Oltre la linea") In quest'ottica bisogna diventare dei moderni Parsifal, cavaliere della Tavola Rotonda che abbandona la casa alla ricerca del Graal. (cfr. i libri di Claudio Risè "Essere Uomini" e "Parsifal"...a proposito Risè è di destra o di sinistra). Ma ciò che ci interessa è soprattutto la via politica che è sicuramente la più perigliosa in quanto "Nessuno di noi può sapere oggi, se per caso domani si troverà a far parte di un gruppo dichiarato illegale"(E.Junger)...Questa frase attualissima fa paura: ma questo è il gioco del Leviatano. Quindi armiamoci di coraggio e passiamo alle sintesi e alla strategia.(anche se questo termine non è appropriato) L'uomo in quanto animale politico, deve affrontare il problema del potere e non possiamo permettere che vi sia altra legittimità all'infuori di quella Popolare. .Non sono accettabili legittimazioni al potere ispirate da Dio (teocrazia), dal denaro o dalla competenza extrapolitica (tecnocrazia). L'unica via che mi pare percorribile è quella dell'instaurazione di una vera democrazia partecipativa. Non possiamo illuderci di essere ad oggi liberi cittadini in quanto siamo dei sudditi delle sopra citate categorie che scavalcano il potere del Popolo. La democrazia partecipativa (quindi forgiata nelle viscere del potere popolare) presuppone come primo passo l'Autonomia. L'era delle sovranità nazionali è finita, lo slogan federalista è evidente a troppi: la nazione è un contesto troppo grande per affrontare i piccoli problemi e troppo piccolo per affrontare i grandi. Il dogma giacobino però non molla e continua la sua opera di distruzione di particolarismi e specificità culturali. Dobbiamo reputare valida e unica l'idea di una sovranità europea basata su ampie autonomie regionali e locali, un'Europa dei Popoli non delle Banche, un'Europa unita che prenda forma di Impero. Un Impero però lontano da ogni forma totalitaria (quindi imperialistica) ma un Impero dove dominino la Diversità e quindi l'Identità intesa non come un "Io" ma come "Noi" nonché l'implicita Autodeterminazione dei Popoli. L' Impero si basa sull'eredità comune, stabilendo un equilibrio tra centro e periferie, La sua unità non è politica ma spirituale. L'Europa unita è l'Europa delle Patrie che può realizzarsi esclusivamente sulla base di un modello federale che presuppone il superamento e l'abolizione delle istituzioni dell'attuale Europa Superstato dotate di enormi poteri legislativi sempre sottomessi al giogo tecnocratico. Un modello nuovo basato sui valori comunitari, antiutilitaristici e meritocratici tanto cari a chi vuole effettivamente portare avanti un progetto serio di rapporti tra i vari paesi che non dimentichino l'aspetto sociale che la politica dovrebbe avere ma che spesso viene accantonata per lasciare spazio a logiche di mercato. L'Europa delle Patrie è un Impero realizzato sulla base di un modello federale e governato da un organismo parlamentare rilevante politicamente che rappresenti davvero tutti i popoli del continente. L'Europa delle patrie è una grande Federazione dove ogni sua "nazione" lavora per il benessere di ogni cittadino europeo senza dimenticare di conservare il proprio passato, la propria cultura, le proprie tradizioni. (cfr. il libro di Alain de Benoist "L'impero interiore"...ma de Benoist é di destra o di sinistra) Dopo tutto ciò consiglierei di riformularci il quesito iniziale ma il Giovane Padano è di destra o di sinistra? Sta al di sopra di queste "categorie" e una sua valida definizione potrebbe Moderno Reazionario o Rivoluzionario Conservatore: tutto e il suo contrario. Probabilmente è simile al Ribelle jungeriano che a causa degli eventi si trova solo e senza patria, destinato all'annientamento. Vicino all'annientamento c'è però la salvezza...nella Comunità intesa come struttura mentale positiva di un gruppo di Persona che agiscono in nome del "Noi" perseguendo un obbiettivo ben preciso: la Libertà da ogni schiavitù omologante.