Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 30
  1. #1
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito Anche negli anni 70-80 i criminali comunisti italiani uccidevano...

    UGO VENTURINI (MSI - Genova 18.04.70, colpito alla testa da un sasso lanciato dai COMUNISTI durante un comizio di Almirante)

    CARLO FALVELLA (F.d.G. - Salerno 07.07.72, ucciso a coltellate sotto casa da un ANARCHICO e due militanti dell'ULTRASINISTRA)

    STEFANO E VIRGILIO MATTEI (MSI - Roma 16.04.73, morti nel rogo della loro casa, quartiere Primavalle, appiccato da COMUNISTI appartenenti a "POTERE OPERAIO")

    GIUSEPPE SANTOSTEFANO (CISNAL - Reggio Calabria 31.07.73 aggredito da militanti COMUNISTI durante un comizio del PCI)

    MANUELE ZILLI (F.d.G. - Pavia 03.11.73, morto in seguito alle percosse ricevute sul capo in una aggressione COMUNISTA di qualche giorno prima)

    GIUSEPPE MAZZOLA, GRAZIANO GIRALUCCI (MSI - Padova 17.06.74 uccisi durante un'incursione delle "BRIGATE ROSSE" nella federazione del MSI di Padova)

    MIKIS MANTAKAS (FUAN - Roma 28.02.75 ucciso a colpi d'arma da fuoco durante un assalto COMUNISTA alla sede MSI di Via Ottaviano - Prati)

    SERGIO RAMELLI (F.d.G. - Milano 29.04.75 ucciso a sprangate e colpi di chiave inglese sotto casa da 10 COMUNISTI di "AVANGUARDIA OPERAIA")

    MARIO ZICCHIERI (F.d.G. - Roma 29.10.75 ucciso a colpi di arma da fuoco, sparati da un'auto di passaggio, da un COMMANDO COMUNISTA di fronte alla sezione MSI del quartiere Prenestino)

    ENRICO PEDENOVI (MSI - Milano 29.04.76 ucciso un anno dopo Ramelli da militanti COMUNISTI aspiranti ad entrare in "PRIMA LINEA" con colpi d'arma da fuoco sotto casa alle 7 del mattino)

    ANGELO PISTOLESI (MSI - Roma 28.12.77 ucciso sotto casa dopo averlo fatto scendere con una scusa, con colpi d'arma da fuoco dal gruppo COMUNISTA "NUOVI PARTIGIANI")

    ROBERTO CRESCENZIO (simpatizzante - Torino 01.10.77 ucciso nel rogo appiccato dai COMUNISTI al Bar "Angelo Azzurro")

    FRANCO BIGONZETTI, FRANCESCO CIAVATTA (F.d.G. - Roma 07.01.78 uccisi da un commando COMUNISTA, con colpi di mitraglietta dinanzi alla sede MSI di Acca Larentia)


    STEFANO CECCHETTI (F.d.G. - Roma 10.01.79 ucciso poche ore dopo Giaquinto, di fronte ad un bar dei giovani di destra da colpi d'arma da fuoco sparati da un auto in corsa. L'agguato è rivendicato da "COMPAGNI ORGANIZZATI PER IL COMUNISMO")

    FRANCESCO CECCHIN (F.d.G. - Roma 29.05.79 atteso da un commando COMUNISTA, uno iscritto al PCI, sotto casa, viene aggredito e colpito duramente al capo. Il corpo viene poi afferrato e scagliato in un cortile del garage con un volo di 5 metri)

    ANGELO MANCIA (MSI - Roma 12.03.80 ucciso sotto casa da due ASSASSINI COMUNISTI di "COMPAGNI ORGANIZZATI IN VOLANTE ROSSA" con due colpi di pistola alla schiena e un colpo di grazia alla nuca; era dipendente del "Secolo d'Italia" e segretario della sezione Talenti)

    MARTINO TRAVERSA (simpatizzante - Bari 12.03.80 ucciso a colpi di arma da fuoco dai COMUNISTI mentre registrava canzoni in una emittente privata)

    PAOLO DI NELLA (F.d.G. - Roma 02.02.83 ucciso con un colpo di spranga da un gruppo di COMUNISTI mentre al quartiere Trieste stava affiggendo manifesti sul verde pubblico. Morirà dopo 7 giorni di coma




  2. #2
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito

    SERGIO RAMELLI


    Milano 1975: la Milano delle industrie, della scalata socialista al potere, delle grandi manifestazioni di massa, ma anche la Milano degli scontri con la polizia, del sangue di Piazza Fontana, della caccia al fascista. In questo contesto nasce politicamente Sergio Ramelli e, come molti camerati di tutta Italia, subisce quotidianamente le angherie dell'antifascimo militante. In questi anni è di "moda" la rivoluzione comunista: giovani borghesi ribelli, ma anche veri proletari, sognano le utopie maoiste e marxiste-leniniste; e lo fanno nel modo più duro: gli slogan intonati nelle piazze sono a senso unico ("camerata basco nero, il tuo posto è al cimitero" "Le sedi fasciste si chiudono col fuoco, con dentro i fascisti se no è troppo poco" "Fascisti carogne tornate nelle fogne"), l'elenco dei feriti, delle sedi politiche/sindacali/giovanili distrutte, delle abitazioni/tipografie/redazioni giornalistiche bruciate, degli agguati, dei processi ai giovani anticomunisti è interminabile; si arriva, quindi, ai sequestri di persona (Del Piccolo e Mitolo a Trento nel '70 e Labate a Torino nel '73); giungono messaggi e volantini raccapriccianti ("Per ora colpiamo e continueremo a colpire cose ma quando passeremo alle loro disgustose persone non sarà certo solo per massaggiarli i muscoli e le ossa" firmato Brigate Rosse), distruggendo contemporaneamente auto appartenenti a giovani missini; per arrivare, infine, già prima del fatidico 13 marzo, al materiale "uccidere un fascista non è reato" (18.04.70 a Genova U. Venturini, 07.07.72 a Salerno C. Falvella, a Roma 16.04.73 i fratelli Mattei, 31.07.73 a Reggio Calabria G. Santostefano, 17.06.74 a Padova G. Giralucci e G. Mazzola, a Roma 28.02.75 M. Mantakas; e solo dal '74 al '76 si conteranno ben 6 militanti caduti). Nel frattempo a Milano, tutti i simpatizzanti, i militanti e i dirigenti del MSI milanese che venivano riconosciuti erano immediatamente intimiditi o aggrediti. Una situazione incandescente, se si pensa che, a differenza di Roma dove erano in auge le armi da fuoco, nel capoluogo lombardo si usavano spranghe e chiavi inglesi per lasciare segni indelebili (ai più fortunati) o per "far morire lentamente lo sprangato, farlo soffrire e farlo ricredere" (da una confessione di estremisti di sinistra al settimanale "Gente"); ed i responsabili non venivano mai identificati! E Sergio Ramelli viveva a Milano! Ritiratosi un mese prima dell'agguato dal I.T. "Molinari", a causa dell'emarginazione ricevuta per le sue idee e per le continue minacce (era stato addirittura pubblicamente processato nel corso di un'assemblea), si iscrive ad un istituto privato, ma continua coraggiosamente la sua militanza nel F.d.G. e nelle strade di Milano; purtroppo anche i "compagni" continuarono a tenerlo d'occhio! Infatti il 13.03.75 Sergio, sotto la sua abitazione in Via Amedeo, viene aggredito a colpi di spranga e chiave inglese da un gruppo di estremisti di sinistra. La sua difesa è vana, cade a terra sotto gli incessanti colpi dei suoi aggressori, che continuano a picchiarlo alla testa nonostante giaccia sul marciapiede privo di sensi. Portato in ospedale, dopo 47 giorni di agonia, morirà a 18 anni il 29 aprile. E neppure durante i propri funerali ebbe pace: i giovani missini vorrebbero giungere in chiesa in corteo dietro la salma; la polizia li carica e saranno costretti a partire in corteo senza il carro funebre, che giungerà più tardi scortato dalla polizia a sirene spiegate (e le difficoltà continueranno pure per gli anni seguenti quando, per paura della ritorsione rossa o di cariche delle forze dell'ordine, i parroci non concedevano le chiese per la commemorazione). Per anni gli assassini di Sergio restarono impuniti; non ci furono arresti, la polizia non si muoveva, non aveva prove, taceva: il Paese era alla mercé di bande rosse a cui tutto era concesso; lo Stato aveva paura e fingeva di non vedere. I responsabili dell'infame aggressione verranno catturati solo dopo 10 anni, quando alcuni militanti dell'organizzazione extraparlamentare di sinistra "Prima Linea", pentitisi, decisero di parlare. Gli assassini erano militanti di "Avanguardia Operaia" appartenenti al servizio d'ordine della facoltà di Medicina (sapevano benissimo, dunque, la pericolosità di colpi inflitti alla testa!): Walter Cavallari, Claudio Colosio, Marco Costa, Giovanni Di Domenico, Claudio Scazza, Franco Castelli, Luigi Montinari, Giuseppe Ferrari Bravo, Antonio Belpiede, Gianmaria Costantino, Brunella Colombelli (indicò al gruppo luogo e ora in cui colpire Ramelli). Il 02.03.'89 la II Corte d'Assise d'Appello dichiara gli imputati (eccetto il Costantino, deceduto) colpevoli di omicidio volontario, riconoscendo, però, loro l'attenuante del concorso cosiddetto "anomalo" in omicidio e riducendo le pene (la maggiore è così di 11 anni e 4 mesi). Del gruppo killer solo Costa e Ferrari Bravo tornarono in carcere, per poi essere affidati l'uno all'affidamento sociale e l'altro alla semilibertà. Gli altri evitarono la galera con condoni e regimi limitativi o sostitutivi.

  3. #3
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito

    9 FEBBRAIO 1983, Paolo di Nella muore con il cranio fratturato



    Anche attaccare manifesti sul verde pubblico può essere mortale, mortale per chi come Paolo di Nella è un attivista Nazional Popolare. Paolo di Nella muore dopo sette giorni di agonia , aggredito il 2 febbraio mentre in viale Libia a Roma (quartiere Africano), alle ore 22.45 con una ragazza attaccava dei manifesti per pubblicizzare l’esproprio di una villa che sarebbe stata utilizzata come centro sociale e culturale con ampi spazi di verde pubblico totalmente mancante nel quartiere. Fu colpito alle spalle sulla testa con delle spranghe di ferro o delle chiavi inglesi.

    Le ragioni di quest'assassinio sono oscure. Ormai gli anni più duri erano passati, i rivoluzionari si stavano riciclando in politica parlamentare, in insospettabili professionisti o si erano persi nell'oblio della droga. ma anni di odio, di impunità, di compiacenza non potevano essere cancellati completamente.

    Dopo la vile aggressione Paolo torna a casa, verso le ore 01.30 si sente male (forti dolori alla testa) e i genitori lo portano d’urgenza all’ospedale. Durante il tragitto PAOLO perde conoscenza, dopo l’intervento chirurgico entra in coma irreversibile.

    I suoi camerati, durante i giorni di agonia si danno il cambio per stargli a fianco, giorno e notte presidiano il suo letto indignandosi sempre di più per le infamie che i giornali iniziavano a scrivere.. sordide e squallide storie. Il presidente della repubblica Pertini, si reca all’ospedale non riceve una buona accoglienza.

    PAOLO, muore alle 20.45 di mercoledì nove Febbraio, con il cranio fratturato come Sergio.

    Le indagini questa volta furono più solerti e furono fermati due autonomi, presunti responsabili dell'assassinio. I due vennero poi rilasciati e prosciolti per mancanza di prove. Inutili, fin ora, tutti i tentativi dei camerati di Paolo per far riprendere le indagini.

  4. #4
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito

    I Fratelli Mattei

    16 APRILE 1973: ROGO DI PRIMAVALLE



    Era la notte tra il 15 e 16 aprile ’73, nella casa popolare dove abitava Mario Mattei, il netturbino che osava fare il segretario del MSI della sezione Giarabub di Primavalle a Roma, quartiere che doveva essere e restare rosso, quando divampò un incendio, appiccato da una tanica di benzina riversata sotto l’uscio. Mario Mattei con la moglie e quattro figli riuscirono a scamparla,VIRGILIO e STEFANO no. (Virgilio e Stefano, 22 e 8 anni, il più grande e il più piccolo dei sei figli).I pompieri li trovarono carbonizzati e abbracciati vicino la finestra che non erano riusciti a scavalcare.

    Vennero accusati per la strage tre militanti di Potere Operaio: M. C., A. L. e M. G.; nel giudizio di primo grado i tre vennero assolti per mancanza di prove… mentre il pm Domenico Sica aveva chiesto come pena l’ergastolo!

    La polizia lavorò subito sull’ipotesi dell’autodistruzione, in quanto le vittime possono solo essere di sinistra e i carnefici solo fascisti. L’ipotesi è la seguente: o quei missini scalmanati stavano preparando una bomba o avevano preso fuoco le vernici e solventi da imbianchino che il capo famiglia teneva nella camera dove dormivano STEFANO e VIRGILIO.

    I vendicatori del popolo erano dei signorini che avevano studiato greco al liceo classico, il loro nemico di classe un monnezzaro che aveva fatto solo la scuola dell’obbligo! Il 6 Settembre 1975, i tre imputati per la stage di Primavalle, vengono ignobilmente assolti. In un altro processo (20 dopo), verranno riconosciuti colpevoli, ma in carcere finì solo A. L., gli altri due scapparono in Svizzera, dove dicono che tuttora facciano i latitanti di lusso e nessuno li cerca. Ma tanto, "uccidere un fascista non è reato", e sui giornali si leggevano gli inviti a "chiudere le sedi dei fasci con il fuoco......"

    Elemento curioso, indice di quanto sia difficile ancora oggi parlare di certi argomenti, è che in rete sui fratelli Mattei in RETE esistono solo dei fantasiosi racconti che "informano" come in realtà il loro martirio sia stato provocato dai soliti fascisti... veramente dopo 25 anni pensavamo che un filo di onestà intellettuale ci fosse, purtroppo ci siamo sbagliati.

  5. #5
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito

    Francesco Cecchin



    Roma, 16 GIUGNO 1979 dopo ben 18 giorni di agonia muore Francesco Cecchin. Francesco è stato buttato giù da un muro, nel quartiere Trieste, mentre rientrava a casa. Raccolto dalla Croce Rossa stringeva ancora in pugno le chiavi di casa....

    In suo ricordo venne stampato un manifesto murale





    Siamo nel maggio del 1979 e la tensione nella zona di Roma Est è piuttosto alta a causa delle continue provocazioni perpetrate da aderenti al P.C.I. del quartiere ai danni di militanti del Fronte della Gioventù e delle loro sezioni. Ai primi del mese viene compiuto da questi "attivisti" comunisti un attentato incendiario contro la sede del M.S.I. - F.d.G. di viale Somalia 5 che viene seguito, nei giorni successivi, da numerose azioni di disturbo della normale attività del "Fronte" condite con minacce varie ed atteggiamenti aggressivi. In tutti questi episodi viene notata la presenza di un'automobile Fiat 850 bianca che risulterà poi fondamentale nel seguito della vicenda.
    La sera del 28 maggio, intorno alle ore 20, quattro ragazzi del F.d.G., tra cui Francesco Cecchin, si recano in piazza Vescovio per affiggere manifesti, ma vengono subito notati da un gruppo di militanti della sezione comunista di via Monterotondo, che danno inizio alla sistematica copertura di tali manifesti; un giovane cerca di impedire il proseguimento dell'azione provocatoria, ma viene circondato da una ventina di attivisti di estrema sinistra, capeggiati da S. M. che, dopo aver allontanato in modo spiccio un agente di P.S. in borghese chiamato ad intervenire, si rivolge ai ragazzi del Fronte con affermazioni del tono: "...vi abbiamo fatto chiudere via Migiurtinia, vi faremo chiudere anche viale Somalia..."; alla fine, volgendosi verso Francesco Cecchin, lo apostrofa così: "TU STAI ATTENTO, CHE SE POI MI INCAZZO TI POTRESTI FARE MALE!".

    La stessa sera, intorno alla mezzanotte, Francesco Cecchin scende di casa insieme alla sorella per una passeggiata fino a via Montebuono, dove un suo amico lavora in un ristorante; verso le 24:15, mentre i due ragazzi sono fermi davanti all'edicola di piazza Vescovio, spunta una Fiat 850 bianca che compie una brusca frenata davanti a loro; dall'auto scende un uomo che urla all'indirizzo di Francesco: "... E' lui, è lui, prendetelo!". Intuendo il pericolo e, probabilmente, riconoscendo l'aggressore, Francesco fa allontanare la sorella e corre in direzione di via Montebuono, inseguito dagli occupanti della macchina, che nel frattempo il suo guidatore sposta fino all'imboccatura della stessa via Montebuono. La sorella, intanto, si getta vanamente al loro inseguimento, urlando: "Francesco, Francesco!"; le sue grida vengono udite da un giovane che, sceso in strada, nota un uomo darsi alla fuga verso via Monterotondo e qui salire sulla Fiat 850 bianca
    che si allontana velocemente. Dopo aver telefonato alla Polizia, il giovane viene raggiunto da un inquilino dello stabile di via Montebuono 5 che lo informa della presenza, sul suo terrazzo sottostante di cinque metri il piano stradale, di un ragazzo che giace esanime al suolo; il giovane, giunto sul posto, riconosce in quel ragazzo il suo amico Francesco Cecchin. Il corpo è in posizione supina ad una distanza di circa un metro e mezzo dalla base del muro; perde sangue da una tempia e dal naso e stringe ancora nella mano sinistra un mazzo di chiavi, di cui una che spunta dalle dita è storta, e in quella destra un pacchetto di sigarette.


    A questo punto, mentre sarebbe stato lecito attendersi immediate indagini da parte delle forze dell'ordine, si assiste invece all'affrettarsi di tutti a liquidare l'accaduto come un incidente. Secondo alcuni Francesco, "impaurito", avrebbe scavalcato il muretto del cortile senza rendersi conto che al di sotto ci fosse un salto di cinque metri. Altri hanno addirittura negato che vi fosse stata una colluttazione tra il giovane e i suoi aggressori, come ha fatto il commissario Dott. S..
    Apparendo questa versione sospetta, mentre alcuni militanti del F.d.G. vegliano Francesco in coma, altri cominciano a fare indagini private, che portano a scoperte molto interessanti: innanzi tutto si viene a sapere che Francesco conosceva molto bene quel palazzo e il suo cortile, in quanto ci abita un suo amico; inoltre risulta strano che il corpo sia stato trovato in posizione supina, anziché riversa, tipica di chi si lancia, e senza fratture agli arti, inevitabili quando si effettua un salto volontario da una simile altezza. L'ipotesi che Francesco sia stato gettato di peso viene inoltre avvalorata da altri due particolari: il trauma cranico, sintomo che il peso dell'impatto al suolo si è scaricato tutto sulla testa, e il fatto che questa si trovi più vicina al muro rispetto ai piedi. La chiave piegata tra le dita di una mano e il pacchetto di sigarette nell'altra sono una prova ulteriore che gli aggressori hanno gettato il corpo di Francesco, già esanime, al di là del muretto che delimita il terrazzo: chi pensa di lanciars i oltre un ostacolo cerca infatti di avere le mani libere.
    Che prima di questo tragico epilogo ci sia stata una colluttazione è dimostrato dalla chiave piegata rinvenuta tra le dita di Francesco, sicuramente usata come arma di difesa contro i suoi assassini. Anche le ferite riscontrate su tutto il corpo confermano la tesi dell'aggressione, essendo queste di natura traumatica e riconducibili a colpi ben assestati da persone esperte.
    A rendere inconfutabili queste tesi altri due importanti elementi: le tracce di sangue riscontrate sul pavimento del cortile lunghe alcuni metri fino al bordo del muretto e la dichiarazione resa da alcuni testimoni che affermano di avere udito: "LE GRIDA DI UN RAGAZZO, POI ALCUNI ATTIMI DI SILENZIO... E INFINE UN FORTE TONFO NON ACCOMPAGNATO DA ALCUN GRIDO".
    Risulta difficile credere che una persona possa gettarsi spontaneamente giù da un muro alto cinque metri senza emettere neanche il minimo suono vocale.
    Il 16 giugno, dopo 19 giorni di coma, Francesco muore.
    Le indagini infine partirono ma tardi e male. S. M. militante comunista e proprietario della famigerata 850 bianca, fu arrestato. Disse di essere andato a vedere un film al cinema ma gli inquirenti verificarono che, quella sera, il cinema indicato da M. era chiuso per turno di riposo. Ciò nonostante la potente macchina di copertura si mise in moto e mentre le indagini proseguivano a rilento e non ci si preoccupava di verificare chi poteva essere insieme al M. questi venne fornito di un nuovo alibi, questa volta perfetto; ogni prova ed ogni riscontro venne fatto sparire.
    Anni dopo il giudice, scrivendo la sentenza, dovrà dichiarare che se egli non era in grado di condannare l'imputato, se non era stato possibile fare piena luce sull'omicidio Cecchin, questo doveva essere ascritto ai ritardi nelle indagini di quei giorni, al modo di procedere degli investigatori, al punto che il magistrato ipotizza possibili procedimenti nei confronti degli organi di Pubblica Sicurezza.
    Ma noi non abbiamo mai perso la speranza che sia fatta finalmente giustizia.

    L'importante è non dimenticare. Mai.

  6. #6
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito

    Roma, 7 GENNAIO 1978 IL MASSACRO DI ACCA LARENTIA



    Nella sezione del MSI di via Acca Larentia, nel popoloso quartiere Appio si svolge una riunione giovanile. La sezione è un polveroso stanzone, chiuso da una saracinesca metallica, al termine di una strada non accessibile dalle macchine. Sono le 18 si preparano i volantini per un concerto di musica alternativa, devono cantare "Gli Amici del Vento" un gruppo milanese che ha iniziato a fare "Musica Alternativa". Alle 18.20 i ragazzi escono dalla sezione, devono andare a raggiungere gli altri camerati che stanno volantinando in piazza Risorgimento. In tre escono dalla sezione. All’uscita i ragazzi vengono accolti da un fuoco incrociato di armi automatiche, sparano ripetutamente, nel mucchio finché non rimangono sul selciato colpiti a morte FRANCO BIGONZETTI (20 anni) e FRANCESCO CIAVATTA (18 anni), VINCENZO SEGNERI riesce a rientrare in sezione e, seppur ferito ad un braccio, a chiudere la porta blindata. I soccorsi tardano, Francesco rantola in un lago di sangue, morirà durante il tragitto in ospedale. La notizia si sparge, dilaga fra i camerati che convergono da tutta Roma verso la sezione di Acca Larentia. La tensione è alle stelle, l'indifferenza e l'arroganza di giornalisti superano ogni limite. Un giornalista della RAI butta con disprezzo ( o con distrazione ) la cicca di una sigaretta nella pozza di sangue di Francesco. La reazione dei camerati presenti è immediata. Le "forze dell'ordine" caricano e lanciano lacrimogeni. STEFANO RECCHIONI militante del F.d.G. sezione di Colle Oppio viene colpito da un proiettile sparato da un capitano dei Carabinieri. Morirà il 9 gennaio all'Ospedale S. Giovanni. In poche ore la furia omicida ha colpito per ben tre volte e solo il caso ha "limitato" a tre il numero delle vittime. Se tutti e sei i ragazzi della sezione fossero usciti contemporaneamente ben più grave sarebbe stato il bilancio, le sventagliate di mitraglietta esplose dai comunisti avrebbero fatto ben altri danni.

    La rivendicazione della strage fu puntuale: i Nuclei Armati di Contropotere territoriale rivendicarono l'azione definendola un'azione di "antifascismo militante" teso a "colpire i nemici del popolo". Tanto per gradire tutti i presunti colpevoli vennero assolti per insufficienza di prove come la supposta componente femminile del commando, rimasta per altro latitante.

    Da allora tutti gli anni i Camerati romani commemorano la strage, e anche oggi ( anno 2001 ) in occasione della commemorazione le forze progressiste si scatenano invocando l'intervento delle forze dell'ordine per impedire le "provocazioni fasciste" ed i rigurgiti "razzisti". Strano oggi come allora si invoca l'intervento delle forze dell'ordine. Fortunatamente per adesso le stesse non sparano più ad altezza d'uomo...

  7. #7
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito

    Questi sono solo alcuni esempi dei cosiddetti 'compagni che sbagliavano' , senza dover tornare indietro agli anni 40, così i nostri amichetti sinistri non potranno dire che rivanghiamo il passato remoto...

    Da notare, poi, l'estrema vigliaccheria delle molti aggressioni mortali di gruppi contro militanti isolati, complimenti davvero ai comunisti anni '70....


    Per la cronaca, in quegli stessi anni, per i terroristi neri Almirante reclamava 2 volte la pena di morte, una in quanto assassini, l'altra in quanto traditori.

    Altro che 'i camerati che sbagliavano' ....

  8. #8
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito

    Carlo Falvella


    A Salerno viene ucciso in un agguato da estremisti di sinistra il camerata CARLO FALVELLA (19 anni) del FUAN: in via Velia, dove si trova l’abitazione di CARLO, viene atteso dal suo assassino G. M. e due complici G. S. e F. M. tutti militanti dell’ultra sinistra.

    CARLO FALVELLA è insieme ad un altro camerata, Giovanni Velia, che verrà anch’egli ferito. I due non hanno neppure il tempo per reagire all’agguato che vengono colpiti a coltellate; la lama di M. si conficca due volte nel cuore di CARLO.

    Arrestato poco dopo M. verrà condannato a soli nove anni ci carcere, ne sconterà meno di quattro e in pieni anni Settanta, tornerà all’attività "politica" dell’estrema sinistra.

    Già perché allora si poteva tranquillamente urlare e scrivere: " La resistenza l'ha insegnato, uccidere un fascista non è reato ! "

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    15 Apr 2002
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,796
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Anche negli anni 70-80 i criminali comunisti italiani uccidevano...

    Originally posted by Diabolik
    UGO VENTURINI (MSI - Genova 18.04.70, colpito alla testa da un sasso lanciato dai COMUNISTI durante un comizio di Almirante)

    CARLO FALVELLA (F.d.G. - Salerno 07.07.72, ucciso a coltellate sotto casa da un ANARCHICO e due militanti dell'ULTRASINISTRA)

    STEFANO E VIRGILIO MATTEI (MSI - Roma 16.04.73, morti nel rogo della loro casa, quartiere Primavalle, appiccato da COMUNISTI appartenenti a "POTERE OPERAIO")

    GIUSEPPE SANTOSTEFANO (CISNAL - Reggio Calabria 31.07.73 aggredito da militanti COMUNISTI durante un comizio del PCI)

    MANUELE ZILLI (F.d.G. - Pavia 03.11.73, morto in seguito alle percosse ricevute sul capo in una aggressione COMUNISTA di qualche giorno prima)

    GIUSEPPE MAZZOLA, GRAZIANO GIRALUCCI (MSI - Padova 17.06.74 uccisi durante un'incursione delle "BRIGATE ROSSE" nella federazione del MSI di Padova)

    MIKIS MANTAKAS (FUAN - Roma 28.02.75 ucciso a colpi d'arma da fuoco durante un assalto COMUNISTA alla sede MSI di Via Ottaviano - Prati)

    SERGIO RAMELLI (F.d.G. - Milano 29.04.75 ucciso a sprangate e colpi di chiave inglese sotto casa da 10 COMUNISTI di "AVANGUARDIA OPERAIA")

    MARIO ZICCHIERI (F.d.G. - Roma 29.10.75 ucciso a colpi di arma da fuoco, sparati da un'auto di passaggio, da un COMMANDO COMUNISTA di fronte alla sezione MSI del quartiere Prenestino)

    ENRICO PEDENOVI (MSI - Milano 29.04.76 ucciso un anno dopo Ramelli da militanti COMUNISTI aspiranti ad entrare in "PRIMA LINEA" con colpi d'arma da fuoco sotto casa alle 7 del mattino)

    ANGELO PISTOLESI (MSI - Roma 28.12.77 ucciso sotto casa dopo averlo fatto scendere con una scusa, con colpi d'arma da fuoco dal gruppo COMUNISTA "NUOVI PARTIGIANI")

    ROBERTO CRESCENZIO (simpatizzante - Torino 01.10.77 ucciso nel rogo appiccato dai COMUNISTI al Bar "Angelo Azzurro")

    FRANCO BIGONZETTI, FRANCESCO CIAVATTA (F.d.G. - Roma 07.01.78 uccisi da un commando COMUNISTA, con colpi di mitraglietta dinanzi alla sede MSI di Acca Larentia)


    STEFANO CECCHETTI (F.d.G. - Roma 10.01.79 ucciso poche ore dopo Giaquinto, di fronte ad un bar dei giovani di destra da colpi d'arma da fuoco sparati da un auto in corsa. L'agguato è rivendicato da "COMPAGNI ORGANIZZATI PER IL COMUNISMO")

    FRANCESCO CECCHIN (F.d.G. - Roma 29.05.79 atteso da un commando COMUNISTA, uno iscritto al PCI, sotto casa, viene aggredito e colpito duramente al capo. Il corpo viene poi afferrato e scagliato in un cortile del garage con un volo di 5 metri)

    ANGELO MANCIA (MSI - Roma 12.03.80 ucciso sotto casa da due ASSASSINI COMUNISTI di "COMPAGNI ORGANIZZATI IN VOLANTE ROSSA" con due colpi di pistola alla schiena e un colpo di grazia alla nuca; era dipendente del "Secolo d'Italia" e segretario della sezione Talenti)

    MARTINO TRAVERSA (simpatizzante - Bari 12.03.80 ucciso a colpi di arma da fuoco dai COMUNISTI mentre registrava canzoni in una emittente privata)

    PAOLO DI NELLA (F.d.G. - Roma 02.02.83 ucciso con un colpo di spranga da un gruppo di COMUNISTI mentre al quartiere Trieste stava affiggendo manifesti sul verde pubblico. Morirà dopo 7 giorni di coma



    Hai dimenticato un ragazzetto di origine molisana (non ne ricordo il nome, ma non è tra quelli sopra citati) nipote della donna di servizio di mia zia, la quale disse, a suo tempo: ''L'avevo detto che mio nipote era un cretino e non doveva perdere tempo con quegli scemi esaltati, purtroppo non ci ha voluto dar retta.'' Vox populi, ma come darle torto? Questi ragazzotti sarebbero ''EROI'',
    per usare una teminologia a voi cara (e, per carità, non andavano di certo uccisi e nemmeno presi a calci). Mi chiedo come andrebbero classificati quelli della sponda opposta che hanno fatto la stessa fine (o forse, è meglio rimuoverli dalla propria memoria e, per coloro che li hanno uccisi, anche dalla propria coscienza)?

    sempre detto che era un cretino

  10. #10
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Anche negli anni 70-80 i criminali comunisti italiani uccidevano...

    Originally posted by vend. solitario


    Hai dimenticato un ragazzetto di origine molisana (non ne ricordo il nome, ma non è tra quelli sopra citati) nipote della donna di servizio di mia zia, la quale disse, a suo tempo: ''L'avevo detto che mio nipote era un cretino e non doveva perdere tempo con quegli scemi esaltati, purtroppo non ci ha voluto dar retta.'' Vox populi, ma come darle torto? Questi ragazzotti sarebbero ''EROI'',
    per usare una teminologia a voi cara (e, per carità, non andavano di certo uccisi e nemmeno presi a calci). Mi chiedo come andrebbero classificati quelli della sponda opposta che hanno fatto la stessa fine (o forse, è meglio rimuoverli dalla propria memoria e, per coloro che li hanno uccisi, anche dalla propria coscienza)?

    sempre detto che era un cretino
    Puoi rispiegare in italiano quale sarebbe il tuo pensiero ?

    No, perchè così, alla prima lettura, sembrerebbe che per te fossero degli esaltati che se la sono cercata....


    Ce ne fosse uno di questi morti durante un'azione agressiva....
    rileggiti in che circostanze sono stati ammazzati e poi ne riparliamo...

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 10-01-14, 12:51
  2. La televisione ha influito nel costume degli italiani negli ultimi 20 anni?
    Di ViOsservoDallaSvizzera nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 18-10-12, 13:56
  3. MILANO PIENA DI IMMIGRATI: Ma chi ha governato negli ultimi 18 anni, i Comunisti?
    Di Max69 nel forum Elezioni amministrative 2011 e Referendum 2011
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 21-05-11, 10:54
  4. italiani arretrati e vecchi anche negli spot
    Di animale.marino nel forum Fondoscala
    Risposte: 31
    Ultimo Messaggio: 24-03-10, 09:32
  5. Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 03-11-05, 19:22

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito