Re: La truffa democratica
Citazione:
Originally posted by Paleo
Scrive Il pasquino:
<< I compiti legislativi cioè di approvare proposte di leggi (che tra l’altro possono essere presentate anche dai cittadini purché si raccolgano le firme sufficienti) e di trasformarle in leggi dello stato spetta al parlamento. Parlamento che eleggiamo proprio noi. Le leggi quindi vengono approvate da dei nostri rappresentati. Dal momento che li deleghiamo dovremmo poter accettare quello che approvano. >>
Non capisco come si possano considerare i parlamentari come nostri rappresentanti. I concetti di rappresentanza e di delega hanno un contenuto completamente diverso, se non opposto, a quello che viene usato in democrazia.
In realtà i cosiddetti "rappresentanti" non sono rappresentanti di nessuno, se
non di loro stessi e degli interessi dei loro amici e sostenitori.
Infatti, come spiegava Spooner, senza essere mai stato confutato da nessuno:
1) Non possono essere considerati rappresentanti di coloro che non hanno
dato il proprio consenso alle regole del gioco: molte persone non desiderano
attribuire a nessuno un potere arbitrario e illimitato sulle proprie vite,
libertà e proprietà: tantomeno a qualche centinaio di persone che non
conosce personalmente e che si riuniscono in qualche città lontana. Anche
coloro che hanno approvato la costituzione, hanno vincolato solo se stessi:
non certo altri cinquanta milioni di persone, o gli innumerevoli propri
discendenti.
2) Qualsiasi mandato attribuito agli uomini politici è
nullo secondo tutte le regole del diritto e della ragione. Innanzitutto la
procura (data attraverso il voto) segreta è nulla. Come può qualcuno
sostenere di essere mio rappresentante, se il voto è segreto, e non può
mostrare prova di quanto afferma? Il principio della contemplatio domini
impone, a chiunque vanti di avere dei poteri di rappresentanza verso
qualcuno, di mostrare la procura debitamente firmata dal mandante. I
rappresentanti democratici non sono in grado di farlo, e quindi non sono
rappresentanti di nessuno.
3) la procura agli uomini politici è completamente nulla perchè il mandato
non è imperativo. Nessuno può essere considerato mio procuratore o
mandatario, ed essere al contempo totalmente fuori dal mio controllo. Un
mandato in cui il rappresentante può decidere unilateralmente a proprio
piacimento devo pagarlo (attraverso le tasse), e a cui non posso revocare la
procura in ogni momento, nel caso non segua le istruzioni impartite, NON è
il mio rappresentante, ma il mio padrone, e io sono il suo schiavo.
4) Il fatto che uno vada a votare non dimostra affatto la sua accettazione
delle regole del gioco. Egli può averlo fatto per legittima difesa, o per
limitare i danni scegliendo il meno peggio. Alla possibilità di scegliersi
un padrone, forse avrebbe preferito la possibilità di non avere alcun
padrone. A maggior ragione, non si capisce come qualcuno possa dichiarasri
rappresentante di coloro che non sono andati a votare o che hanno votato un
diverso candidato.
5) Anche il fatto di pagare le tasse non dimostra l'accettazione del
governo. Le imposte, come dice il nome, sono obbligatorie e non volontarie,
e quindi non sono espressione di alcuna volontà.
6) Neanche il semplice fatto di vivere in un certo territorio dimostra
un'accettazione tacita del governo esistente, poichè il potere che esso
esercita è abusivo. L'effettività del potere non ha nulla a che fare con la
sua legittimità. Se un gruppo di criminali invade e occupa la zona dove
abito, non per questo significa che io devo accettare il loro dominio, o
emigrare.
7) Infine, nel caso già raro che i parlamentari agiscano secondo i voleri della maggioranza, non esiste alcun motivo per cui questo volere si debba imporre alla minoranza.
Riassumiamo: secondo la teoria democratica, i parlamentari sarebbero rappresentanti di coloro che hanno accettato la costituzione e di coloro che non l'hanno approvata; di coloro che sono andati a votare e di coloro che non vi sono andati; di coloro che hanno votato per il candidato eletto e di coloro che hanno votato per il candidato non eletto; di coloro che hanno votato per il governo e di coloro che hanno votato per l'opposizione; di coloro che sono d'accordo con le politiche votate dal proprio candidato e di coloro che sono contrari alle sue scelte politiche. Insomma, come rappresentanza mi sembra un po' tirata, o no?
Per tutte le ragioni esposte, e per tante altre ancora, dobbiamo considerare gli uomini politici come
nient'altro che degli usurpatori e dei tiranni, e tutti i poteri che
esercitano come illegittimi.
La rappresentanza e la delega è una necessità di un qualunque sistema democratico a meno che non si pretenda di applicare un meccanismo assembleare del tutto inapplicabile in società delle dimensioni di una nazione.
A tutti sfugge o non si vuole tener conto della possibilità di ognuno di presentarsi a delle elezioni ed essere eletto. Non c'è bisogno di essere dei politici di professione.
Chiunque quindi può farsi eleggere o in un partito istituzionale cioè già presente in parlamento sia in sede locale che in sede nazionale Basta avere il numero sufficiente di persone che abbiano fiducia in voi. La vera difficoltà è avere idee chiare, saperle presentare e disporre del tempo e della volontà di farlo.
Molti degli attuali politici hanno cominciato così frequentando le sedi dei partiti. Molti partiti nati su base locale sono partiti dal nulla e sono arrivati in parlamento.
Il disconoscere compiti di rappresentanza a chi è stato eletto poi è una grande sciocchezza.
---------------------------------------------------
(1)Il motivo principale è che un paese, una società in qualunque posto si trovi di qualsiasi compito si occupi ha bisogno di qualcuno che la coordini e prenda delle decisioni. Ne consegue che, scartata l'ipotesi assembleare, rimane come sistema democratico solo il sistema della delega e della rappresentanza. Il fatto che questi rappresentanti si riuniscano nella capitale è dettata da ragioni logistiche e storiche. La rappresentanza come tale deve mantenere un aspetto decoroso e deve trovarsi possibilmente al centro del paese, in modo da consentire equidistanza ai delegati che sono stati eletti nei distretti estremi.
------------------------------------------
(2)Come certamente saprete allo spoglio delle schede ed alla verifica delle votazioni possono essere presenti i rappresentanti di tutti i partiti presenti nella lista del distretto. Poiché chiunque riesca a raccogliere le firme sufficienti può fondare un partito anche in sede locale, chiunque può controllare la regolarità del voto e lo spoglio delle schede.
Gli stessi scrutatori ed i presidenti di seggio sono solo semplici cittadini che hanno fatto richiesta di svolgere quel lavoro. Non si capisce perché alcuni vedano tutto ciò come estraneo a se stessi.
Basterebbe poco per diventare protagonisti in questo sistema.
Non è abbastanza democratico?
-----------------------------------------
(3)E' vero che non possiamo rimuovere i nostri rappresentanti dal proprio incarico e questo è un limite del sistema democratico. In tutti i paesi democratici però è sempre valso il principio che di fronte ad accese contestazioni della maggioranza del paese ed ove venga palesemente a mancare il sostegno del popolo i governi ed il parlamento rimettano il mandato.
Questa è una regola non scritta che viene di fatto applicata in quasi tutti i paesi democratici. Un principio che non sembra però essere accettato dal governo oggi al potere nel nostro paese. Sia chiaro non pretendo assolutamente che questo governo ed il parlamento si dimetta.
Non c'è nei fatti quella profonda mancanza di fiducia da motivare un simile atto anzi mi infastidiscono le pretese della opposizione di far dimettere a spallate il governo quando ancora vengono a mancare i presupposti. Non è però accettabile che il governo bolli questo meccanismo in modo dispregiativo come "democrazia di piazza".
Ad ogni modo ogni 4 anni vi è una verifica elettorale ed abbiamo il diritto ed il dovere di rimuovere non votandolo chi non ha saputo o voluto svolgere in modo adeguato il compito di nostri amministratori delegati.
Ben difficilmente si può definire padrone chi viene delegato a svolgere dei compiti amministrativi altrimenti varrebbe anche ad esempio per l'amministratore di un palazzo o di una azienda o per il presidente di un circolo sportivo o culturale.
Siamo noi i padroni di chi deleghiamo e per poter far valere fortemente questa ragione dobbiamo per primi esserne noi coscienti in modo da poter effettuare scelte oculate e per poter intervenire il più attivamente possibile nella vita politica del paese.
Per non lasciare l'idea al nostro amministratore, che ci disinteressiamo di come opera, consentendogli di operare male "tanto a loro non importa nulla". Occorre invece fare in modo che chi agisce male non venga confermato.
-----------------------------------------
(4)Il fatto che chi voti potrebbe non volere essere rappresentato, non ha fondamento proprio perché, come detto, apparteniamo ad una società che si chiama Italia e che ha bisogno di qualcuno che svolga compiti di rappresentanza ed amministrativi necessari per il buon andamento dell’economia del paese, compresi quelli di raccogliere parte dei profitti per assegnarli alle attività necessarie per il bene comune: istruzione, sanità, difesa, viabilità, ecc.
Ovviamente chi non va a votare rinuncia ad un proprio diritto, nello scegliere colui che dovrà amministrare questi beni comuni e si rimette alle scelte degli altri.
Questo purtroppo è il sintomo di scarsa partecipazione nella scelta degli amministratori delle cose comuni (repubblica =res pubblica) giustificabile talvolta dalla scarsa rappresentatività dei candidati.
Poiché pare che questo non interessi ai partiti (evidentemente anch'essi demotivati dallo svolgere il loro compito istituzionale di presentare persone ed amministratori graditi) sarebbe nostro compito incaricarci di trovare qualcuno che veramente sia gradito al maggior numero degli elettori.
Esattamente come faremmo, da condomino ,quando trovassimo ad esempio sgradito ai condomini un amministratore di condominio.
Se non vogliamo rieleggere un inetto od un ladro ci dovremmo dare da fare per trovare chi sappia svolgere adeguatamente il compito di amministratore del nostro bene comune: il condominio. Che fosse riconosciuto valido anche da tutti gli altri condomini e quindi eletto.
-------------------------------------
(5)La riscossione dei tributi non sono altri che la raccolta dei fondi per mantenere le strutture pubbliche cioè tutti quei servizi e beni comuni che abbiamo accennato in precedenza. Questa raccolta è svolta secondo delle regole eque che tengono conto delle maggiori o delle minori disponibilità economiche di ciascun membro della collettività.
In pratica ciascuno mette in comune una parte di quello che ha. Chi ha di più paga di più chi ha di meno paga di meno.
Credo che nessuno possa negare la giustezza del pagamento delle spese condominiali in base ai millesimi. Chi abita nel seminterrato, in pochi metri quadri, è giusto che contribuisca con una cifra inferiore rispetto a chi abita l'attico, che copre tutto un piano.
-------------------------------------
(6)La ripartizione delle nostre società in stati indipendenti legati al territorio sono da attribuirsi a motivi storici e di appartenenza culturale. Un tempo anche di razza.
Oggi è molto più facile che qualcuno si trasferisca da uno stato all'altro e che magari cambi nazionalità. Questo è motivato da scelte personali o di vita.
Può essere che qualcuno nato e vissuto per anni in una località non si identifichi con le tradizioni e la cultura del luogo e preferisca rinunciare alle proprie radici per trasferirsi definitivamente in località o nazioni differenti.
In tal caso dato che cambia l'utilizzo dei beni e dei servizi comuni è logico che voti rappresentanti del nuovo territorio e si paghi i beni e servizi comuni nella nuova società.
------------------------------------------------
(7)La rinuncia a parte dei propri interessi individuali per il bene comune fa parte della convivenza civile.
Purtroppo quando occorre mettere in comune delle risorse, dei beni o servizi è ovvio che per poter usufruirne in comune si rinuncia a parte della propria libertà individuale.
Se per ragioni economiche o di isolamento ad esempio non possiamo permetterci di vivere in un edificio individuale siamo costretti a vivere in un condominio.
In questo modo dobbiamo rinunciare a certe libertà come ad esempio quello di non far rumore oltre una certa ora della sera. Oppure non si possono fare opere o modifiche non necessarie senza che la maggioranza degli altri condomini siano d'accordo. D'altra parte sarebbe ancora più ingiusto che una minoranza od anche un singolo condomino imponesse le proprie volontà agli altri.
Riassumendo…:)
I deputati eletti dal popolo sono degli amministratori delegati scelti dalla maggioranza del popolo attraverso libere elezioni liberamente verificabili, che sarebbe bene noi tutti partecipassimo attivamente per la loro scelta.
Alcuni rappresenteranno la maggioranza, altri, la opposizione, ma che dovranno ugualmente rappresentarci alle riunioni.
Le decisioni di carattere amministrativo verranno svolte dal potere esecutivo cioè dal governo.
Quindi coloro che sono stati delegati dalla maggioranza del paese ad amministrare la nostra società svolgeranno questo compito mentre il potere legislativo di approvare leggi verrà svolto da tutti i cittadini delegati a rappresentarci che hanno raggiunto a livello locale (secondo delle circoscrizioni) il maggior numero di voti.
Il modo di assegnazione della rappresentatività può essere diversa a secondo che si privilegi la governabilità o la rappresentatività stessa ma il principio è sicuramente valido.
Personalmente sono per il sistema elettorale di tipo proporzionale secco ma con una consistente riduzione dei deputati e senatori. Il primo assicura che il parlamento fotografi effettivamente nel miglior modo possibile il paese e le sue opinioni. Il secondo dovrebbe favorire la governabilità, la riduzione della lunghezza dei dibattiti lo snellimento dei lavori parlamentari, la riduzione delle spese per mantenerlo e soprattutto ci riporterebbe al numero normale di tutte le democrazie europee. Oggi sembra più un Soviet che un parlamento con quasi 1000 delegati!
Infine, se per qualcuno, tutti gli attuali amministratori eletti sono "degli usurpatori e dei tiranni" si adoperi per non farli più eleggere, magari, se si sente in grado di svolgere questo compito, raccogliendo personalmente i consensi necessari per essere eletto.
Se si hanno buone idee e si sanno portare avanti perché negare a se stessi ed alla società a cui si appartiene questa opportunità? Potrebbero essere migliori di tanti rappresentanti eletti più per inedia degli elettori che per capacità.
Saluti