Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La truffa democratica
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Originally posted by il Pasquino
Non mi sembra che né Manzoni, né il Petrarca, né Dante scrivessero in quel modo. Persino San Francesco di mille anni fa si riesce a comprendere. Segno che quelle persone, il sottoscritto e le maggioranza delle persone che vivono in questo paese hanno una comunanza di linguaggio. Se qualcuno, una minoranza parla altre lingue note a lui ed altri pochi possono pure trovarsi una terra ai confini del mondo da colonizzare per parlare la loro lingua.
Personalmente non conosco dialetti.
Segno che non ho quelle realtà locali che credete di difendere e che non sono così diffuse come sostenete.
Tanti discorsi per negare l'evidenza: io, che abito tra Firenze e Siena, dove si parla un italiano quasi perfetto (anzi siete voi che parlate quasi perfettamente la nostra lingua), i ragazzi figli di immigrati dal sud Italia, gente spesso nata e cresciuta qui, non li capisco proprio!
E mi vieni a parlare di Italia unica e indivisibile cheschiavadiromaiddiolacreò?
ma fammi il piacere... :rolleyes: :-0003s :-0003t
Re: Re: Re: Re: Re: Re: La truffa democratica
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Originally posted by ARI6
Mi ero spiegato tanto male? ;)
ti eri spiegato benissimo. Ma, se la parola "anarchia" o dire semplicemente "contro lo stato" fa paura, dobbiamo secondo me essere prudenti per non spaventare l'interlocutore.
Non dimentichiamo che molti adoratori dello stato (cioe' della Bestia) sono solo sue inconsapevoli vittime.
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La truffa democratica
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Originally posted by ARI6
Tanti discorsi per negare l'evidenza: io, che abito tra Firenze e Siena, dove si parla un italiano quasi perfetto (anzi siete voi che parlate quasi perfettamente la nostra lingua), i ragazzi figli di immigrati dal sud Italia, gente spesso nata e cresciuta qui], non li capisco proprio!
E mi vieni a parlare di Italia unica e indivisibile cheschiavadiromaiddiolacreò?
ma fammi il piacere... :rolleyes: :-0003s :-0003t
Che ci siano delle persone che abbiano cadenze e diversità di pronuncia nella nostra amata lingua è cosa nota a tutti. Come sostenete quelli che hanno la pronuncia corretta dovrebbero essere proprio gli abitanti della zona in cui vivete. Sicuramente anch’io sbaglio nel pronunciare nel modo corretto determinate parole. Ma da qui a definire i miei difetti di pronuncia una lingua intraducibile ce ne corre. Certo c’è chi parla male e magari dice frasi e parole che risultano difficilmente comprensibili anche al di fuori del proprio ambito famigliare. Ricordo degli zii che praticamente usavano termini e parole che non solo erano comprensibili da me o da mia madre (la loro sorella) ma anche dai loro concittadini.
Potremmo dire che anche loro parlavano una lingua diversa dagli altri?
Vi sono dei nostri famosi concittadini che, stranieri di nascita, vivono da una vita in Italia ma che ancora parlano male la nostra lingua. Conosco dei cittadini Italiani di origine straniera che ormai parlano un misto tra la nostra e la loro lingua di origine. Il risultato è che ora non parlano più bene né la loro lingua madre né la nostra. La cultura, l’esperienza di queste persone però è ormai uguale alla nostra e molto distante da quella del loro paese di origine.
Diversità esistono anche a livello di gruppi famigliari ma non potremmo definirle in alcun caso delle lingue. Diversità consistenti si possono trovare solo in alcune regioni come la Sardegna che infatti da sempre ha avuto statuti particolari che hanno garantito autonomie molto ampie. Tanto è vero che in queste regioni a statuto speciale lo stesso consiglio regionale si è sempre definito “parlamento regionale” ed i loro membri sono stati da sempre definiti “deputati”. Diversità ma nella omogeneità del paese.
Le diversità che volete cogliere nascondono il disprezzo per gli altri che non vivono nella vostra ristretta realtà locale ma che hanno quasi tutte le vostre stesse conoscenze culturali e storiche.
Inoltre sarebbe anche ora che la smetteste con quell’astio nei confronti di Roma.
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La truffa democratica
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Originally posted by ciaparat
Non dimentichiamo che molti adoratori dello stato (cioe' della Bestia) sono solo sue inconsapevoli vittime.
Il vecchio Etienne ne parlava così bene in un periodo molto meno statalista di quello moderno: chissà cosa direbbe se vedesse il leviatano democratico di oggi...
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La truffa democratica
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Originally posted by il Pasquino
Che ci siano delle persone che abbiano cadenze e diversità di pronuncia nella nostra amata lingua è cosa nota a tutti. Come sostenete quelli che hanno la pronuncia corretta dovrebbero essere proprio gli abitanti della zona in cui vivete. Sicuramente anch’io sbaglio nel pronunciare nel modo corretto determinate parole. Ma da qui a definire i miei difetti di pronuncia una lingua intraducibile ce ne corre. Certo c’è chi parla male e magari dice frasi e parole che risultano difficilmente comprensibili anche al di fuori del proprio ambito famigliare. Ricordo degli zii che praticamente usavano termini e parole che non solo erano comprensibili da me o da mia madre (la loro sorella) ma anche dai loro concittadini.
Potremmo dire che anche loro parlavano una lingua diversa dagli altri?
Vi sono dei nostri famosi concittadini che, stranieri di nascita, vivono da una vita in Italia ma che ancora parlano male la nostra lingua. Conosco dei cittadini Italiani di origine straniera che ormai parlano un misto tra la nostra e la loro lingua di origine. Il risultato è che ora non parlano più bene né la loro lingua madre né la nostra. La cultura, l’esperienza di queste persone però è ormai uguale alla nostra e molto distante da quella del loro paese di origine.
Diversità esistono anche a livello di gruppi famigliari ma non potremmo definirle in alcun caso delle lingue. Diversità consistenti si possono trovare solo in alcune regioni come la Sardegna che infatti da sempre ha avuto statuti particolari che hanno garantito autonomie molto ampie. Tanto è vero che in queste regioni a statuto speciale lo stesso consiglio regionale si è sempre definito “parlamento regionale” ed i loro membri sono stati da sempre definiti “deputati”. Diversità ma nella omogeneità del paese.
Le diversità che volete cogliere nascondono il disprezzo per gli altri che non vivono nella vostra ristretta realtà locale ma che hanno quasi tutte le vostre stesse conoscenze culturali e storiche.
Inoltre sarebbe anche ora che la smetteste con quell’astio nei confronti di Roma.
E' evidente che fai finta di ignorare un dato di fatto. Ne prendo atto con rassegnazione.
Comunque grazie per l'ultima frase, davvero da esegesi :D
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La truffa democratica
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Originally posted by ciaparat
ti eri spiegato benissimo. Ma, se la parola "anarchia" o dire semplicemente "contro lo stato" fa paura, dobbiamo secondo me essere prudenti per non spaventare l'interlocutore.
Non dimentichiamo che molti adoratori dello stato (cioe' della Bestia) sono solo sue inconsapevoli vittime.
Non spaventa la filosofia anarchica di Bakunin, ma questa interpretazione liberista che pare seguire il vento di questo governo e che nulla ha che vedere la posizione del grande filosofo.
La forma di organizzazione sociale o di non organizzazione nasce da una maturità individuale ben distante da quella attuale.
La VERA anarchia propone che alla base della società anarchica e quindi senza stato vi sia una logica socialista, della giustizia e solidarietà internazionali anche se privi del sostegno di leggi ed obblighi. Frutto solo della maturità individuale e sociale. Ben diversa dalla anarchia liberale ed indipendentista che vorreste proporre.
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La truffa democratica
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Originally posted by il Pasquino
Non spaventa la filosofia anarchica di Bakunin, ma questa interpretazione liberista che pare seguire il vento di questo governo e che nulla ha che vedere la posizione del grande filosofo.
La forma di organizzazione sociale o di non organizzazione nasce da una maturità individuale ben distante da quella attuale.
La VERA anarchia propone che alla base della società anarchica e quindi senza stato vi sia una logica socialista, della giustizia e solidarietà internazionali anche se privi del sostegno di leggi ed obblighi. Frutto solo della maturità individuale e sociale. Ben diversa dalla anarchia liberale ed indipendentista che vorreste proporre.
Ecco, un comunista.
Lo sospettavo: neanche un punto in comune mi aveva fatto drizzar le orecchie...
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: La truffa democratica
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Originally posted by ARI6
Ecco, un comunista.
Lo sospettavo: neanche un punto in comune mi aveva fatto drizzar le orecchie...
Sciocchezze!!
Non sono comunista e non lo sono mai stato,... anzi!
Di sicuro non amo questa politica liberista ed anti solidale che vi fa sentire super uomini. Rimanete con i piedi in terra!
Re: la truffa democratica
Scrive il pasquino:
<<Esattamente come faremmo, da condomino ,quando trovassimo ad esempio sgradito ai condomini un amministratore di condominio.
Se non vogliamo rieleggere un inetto od un ladro ci dovremmo dare da fare per trovare chi sappia svolgere adeguatamente il compito di amministratore del nostro bene comune: il condominio. Che fosse riconosciuto valido anche da tutti gli altri condomini e quindi eletto. >>
Per giustificare la democrazia, il pasquino fa spesso il paragone con il condominio, che però non regge affatto, per molti motivi:
1) L'amministratore condominiale è veramente un mandatario, e non può in alcun modo deviare dalla procura ricevuta. Il rappresentante parlamentare invece agisce senza mandato imperativo, e in pratica può fare quello che vuole.
2) In un condominio non vige la regola democratica un uomo un voto, perchè solo i proprietari hanno voce in capitolo. Al limite, se uno solo è proprietario del palazzo residenziale, non c'è condominio e decide tutto lui (naturalmente per attirare inquilini dovrà gestire al meglio l'edificio). Inoltre molte decisioni, come quelle riguardanti le proprietà non in comune, sono vietate all'assemblea condominiale; e per molte altre decisioni occorrono maggioranze qualificate dei millesimi di proprietà. Al limite, il paragone col condominio regge molto di più con lo stato minimo proposto dai liberali di un tempo (Locke, Kant), in cui avevano diritto di voto solo i proprietari terrieri, e non i nullatenenti.
3) In un condominio io sono realmente proprietario di una quota della proprietà, che nessuno mi può togliere. In democrazia invece io non sono affatto proprietario di una quota della proprietà pubblica. I reali proprietari sono proprio gli amministratori. Infatti, aldilà della definizione formale, che ha poca importanza, proprietario reale di un bene è colui che a) ne decide i modi di utilizzazione; b) ne fa propri i frutti della gestione.
Se ad esempio io fossi veramente proprietario di una quota dei beni pubblici, allora avrei diritto, come ogni azionista, a vendere la mia quota, ad incassare i dividendi, a dire la mia opinione sulla gestione in assemblea. Il fatto che io non disponga di nessuna di queste facoltà dimostra che i reali proprietari dei beni pubblici, anche se temporanei, sono i membri della classe politico-burocratica, dato che costoro prendono le decisioni sulla gestione del bene e fanno propri tutti i vantaggi della gestione: cariche, poltrone, prebende. Che vantaggi ho avuto, ad esempio, dall'essere proprietario "ufficiale" delle industrie pubbliche
che fanno capo all'IRI? Solo quello, beffardo, di pagare come contribuente gli enormi debiti contratti dagli amministratori pubblici, e nient'altro. Del resto in Unione Sovietica, dove tutto era pubblico, i cittadini russi erano proprietari di tutto, o proprietari di niente?
4) L'amministratore del condominio agisce secondo le regole del diritto privato, che gli impediscono di violare la proprietà altrui. Nessun amministratore può ad esempio redistribuire i redditi fra i condomini, oppure alzarsi una mattina e decidere di sottrarre contanti dai conti correnti dei condomini, ogni volta che ne abbia voglia (come fece Amato qualche anno fa).
In definitiva, l'analogia tra il condomino o l'azionista di una società per azioni e l'elettore in un sistema democratico non funziona, perchè quest'ultimo non dispone affatto dei poteri del primo: ne è solo una impotente imitazione.