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  1. #1
    Totila
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    Predefinito Argentina, Brasile, Uruguay,Venezuela...

    Sono alla bancarotta...Non c'entreranno mica i turbo-liberisti e i filantropi del FMI?

    Le monete di quei paesi sono svalutate dal 75% al 25%...Significa forse che i pescecani mondialisti liberisti possono comprare fette di quei paesi in dollari con lo sconto del 75% o del 25%?

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  2. #2
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    Dice il saggio: quando il vento agita i rami degli alberi, lo sciocco pensa che lo spostamento d'aria sia dovuto ai movimenti delle foglie.
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  3. #3
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    Interessante...ma puoi darci la tua visione della situazione creatasi in Argentina..
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Chissa' invece perche' nei Paesi colonizzati dagli anglosassoni queste crisi cicliche non ci sono mai.
    Vedi Australia,Nuova Zelanda per esempio.

  5. #5
    Simply...cat!
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    Originally posted by Der Wehrwolf
    Interessante...ma puoi darci la tua visione della situazione creatasi in Argentina..
    La crisi argentina?A forza di rubare,rubare,rubare...alla fine il Paese va a puttane.

  6. #6
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    Originally posted by Dragonball


    La crisi argentina?A forza di rubare,rubare,rubare...alla fine il Paese va a puttane.
    Non mi sembra che ade sempio l'India navighi nel benessere...
    eppure era stata colonizzata dai WASP
    Ne tantomeno l'Africa dell'est e dell'ovest .
    Ne la Malesia.
    I Boeri combatterono una guerra contro gli Inglesei....
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
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    Cosa c'è dietro la crisi dell'Argentina

    di Domenico De Simone*

    * Domenico De Simone è l'autore di due intriganti e provocatori saggi di controeconomia pubblicati dall'editore Malatempora, "Un Milione al mese a tutti: subito!" e "Dove andrà a finire l'economia dei ricchi?".

    E alla fine anche l'Argentina non ce l'ha fatta più a sostenere il peso del proprio debito, ed è andata a fare compagnia a Tailandia, Corea, Messico, Brasile eccetera, eccetera. Oltre, ovviamente, ai paesi dell'Africa, a quelli del mondo arabo, all'est europeo che da tempo versano in una crisi economica irreversibile scossa qua e là da lampi di guerra o conflitti civili. Tutti paesi in cui il FMI e la Banca Mondiale sono intervenuti in maniera massiccia, imponendo le proprie ricette per uscire dalla crisi ma senza cavare un ragno dal buco. Ah, dimenticavo il Giappone. Che non è un paese insolvente, perché le proprie cambiali le paga, ma come dimenticare che da dodici anni quel paese si trova anch'esso in una crisi che appare senza soluzione, nonostante tutti gli sforzi fatti per tirarlo fuori dalle secche della stagnazione?

    Se poi volgiamo lo sguardo in casa nostra, non è che vediamo sbrilluccicare di gioia gli occhi della gente. La crescita è ridotta, alcuni paesi stanno ufficialmente in recessione, e non parliamo del Lichtenstein, bensì della Germania e della Francia che stanno sperimentando le delizie della crisi finanziaria che sta dando le convulsioni al mondo intero.

    Si parla di ripresa dietro l'angolo. Sono mesi, oltre un anno, che se ne parla, ma la ripresa non si vede, e d'altra parte, se il cavallo non si rimette a bere, la ripresa resterà un sogno per lungo tempo.

    Da noi l'arte di arrangiarsi regna sovrana, in fondo ci siamo abituati a vivere in una crisi endemica e le prospettive dell'economia dell'Euro non sono affatto incoraggianti.

    Nel frattempo, tutto il Sud America rischia di essere travolto dalla crisi dell'Argentina, che rappresenta parte consistente della produzione e dell'economia di tutto il continente. Ma che hanno combinato questi argentini, per meritarsi una simile catastrofe?

    Si parla dell'Argentina, in giro per il web, come di un paese povero e agricolo, la cui industrializzazione selvaggia è stata finanziata a piene mani dal FMI e dalla BM, senza che sussistessero le condizioni per una crescita dell'economia adeguata al livello dell'indebitamento raggiunto con il FMI.

    Niente di più falso. Negli anni trenta e ancora negli anni cinquanta, l'Argentina era un paese molto ricco e dalle prospettive eccellenti, grazie alla ricchezza della sua terra, alla presenza di materie prime e di fonti di energie, alla fattiva alacrità della sua popolazione. L'intero contesto sud americano è ricchissimo di materie prime e di popolazioni operose, per la maggior parte provenienti dall'Europa, così come quelle che hanno colonizzato e si sono moltiplicate nel Nord America. Andare ad imputare all'indolenza delle popolazioni locali o agli sprechi di qualche riccone la crisi del debito Argentino, è davvero stupido e falso.

    Gli argentini lavorano, producono, si dannano di fatica, però la loro economia non funziona ed il loro prodotto viene sempre di più assorbito dal debito e dagli interessi sul debito. Ma com'è possibile, si dirà, se pure lavorano, che non siano in grado di pagare il proprio debito?

    Se gli investimenti fatti nel paese sono stati investimenti realmente produttivi, per quale ragione questi investimenti non sono in grado di pagare almeno la quota di debito contratta con l'estero, o meglio perché non sono in grado di remunerare compiutamente i fattori di produzione? Per fattori di produzione si intendono tutti gli elementi che occorrono per costituire un ciclo completo di produzione, ovvero capitale, materie prime e lavoro.

    Il problema è puramente finanziario, ed anche qui non si tratta di una scelta, ma di una questione di potere. Poiché dietro la finanza si nasconde il vero potere che sta dominando il mondo intero e che lo sta strangolando.

    Le multinazionali, le istituzioni finanziarie internazionali, i paesi ricchi del mondo hanno tutti interesse a che con i paesi terzi il differenziale tra le monete sia elevato. Questo differenziale, è quello che consente all’occidente di acquistare a prezzi irrisori i beni prodotti dai paesi terzi, tra i quali assume un ruolo crescente il lavoro umano e soprattutto le loro materie prime. E di rivendere loro a prezzi crescenti sia i manufatti che le produzioni immateriali che compongono in misura sempre maggiore il prodotto dell’occidente.

    E come fanno gli occidentali a far crescere il differenziale tra le monete dell’occidente e quelle dei paesi terzi? Lo strumento di potere che le istituzioni finanziarie adoperano, capeggiate dal FMI e dalla BM, è il debito. E’ stato detto nei TG di questi giorni, che lo spaventoso debito pubblico argentino ha portato il paese al collasso. Niente di più falso. Paesi come l’Italia, il Belgio, la Francia, la stessa Germania, il Giappone hanno un debito pubblico ben maggiore in proporzione al PIL. Il debito sta strangolando tutto il mondo. E’ attraverso il debito che viene creata la moneta necessaria all’economia, e di conseguenza alla crescita dell’economia si accompagna la crescita del debito. E poiché il debito è in mano a qualcuno, e questo qualcuno è il potere finanziario, la crescita dell’economia comporta un potere crescente delle istituzioni finanziarie. Fino al punto in cui tutto il mondo, cittadini, imprese, Stati di tutto il mondo, compreso quello occidentale, saranno ostaggi di questi signori, che si sono arrogati il diritto di impadronirsi della nostra vita e del nostro lavoro senza dare nulla in cambio. E senza nemmeno consultarci. E che se decidono che l’Argentina deve cadere, la fanno cadere, poiché gli strumenti del credito sono nelle loro mani, così come gli strumenti per creare fiducia nei confronti di un paese.

    Già, perché ciò che tiene in piedi l’economia di un paese, è la “fiducia” delle istituzioni finanziarie nei suoi confronti, che comporta la possibilità di continuare ad alimentare quello spaventoso strumento di morte che è il debito complessivo di quel paese. Il rapporto debito/ PIL in Italia, è il doppio rispetto all’Argentina. Però per l’Italia c’è quella “fiducia” che è stata tolta invece agli Argentini. E non perché questi fossero stati particolarmente cattivi, ma semplicemente perché in Argentina non c’era più niente da prendere. Con quel maleodorante pezzo di carta colorato che si chiama dollaro, i “gringos” si sono comprati tutto il paese, e allora che senso ha continuare a garantire una parità dollaro peso che non ha mai avuto altro senso se non quello di consentire agli americani di comprarsi il paese?

    E quando finirà di crescere il debito, perché una fine ce la deve avere questa spirale infernale, allora l’Argentina verrà anche qui da noi, e in Germania e in Francia e poi negli USA. A meno che non siamo capaci di farli smettere. Ma subito. Però.

    ***************************

    Il lavoro in Argentina costa molto poco. Così poco che un operaio argentino, dopo decenni di lotte e di sacrifici, prende circa un ventesimo di un suo collega americano, anche se è più fortunato di un operaio tailandese che prende all'incirca un trentesimo, per non parlare di quelli africani la cui remunerazione non è commisurabile ai nostri parametri tanto è irrisoria. E' anche vero che il pane e il latte in Argentina costano in proporzione, e sotto questo aspetto tutto sembra perfettamente logico. Anche il petrolio ed il ferro costano molto meno in Argentina che negli USA e pure questo sembra normale. Ma ci siamo mai chiesti perché ci sono queste differenze? Ci siamo mai chiesti per quale ragione, se ce n'è una, per la prima volta nella storia della razza umana, a partire dagli anni settanta, le differenze di remunerazione del lavoro e, in generale, dei fattori di produzione è diventata così macroscopica e, oltretutto, cresce sempre di più invece di ridursi? Cos'ha di speciale il pane di Los Angeles per costare venti volte quello di Bangkok, e cosa fa di tanto straordinario un operaio di Chicago rispetto ad uno di Bangalore? E perché vendendo perline colorate sulle spiagge del nostro paese, un Nigeriano guadagna molto ma molto di più di un suo compatriota ingegnere presso un istituto di ricerca di Nairobi?

    La cosa sconvolgente è che questa storia è cominciata relativamente da poco. Se vi prendete la briga di andare a controllare l'andamento dei prezzi nel mondo dal medioevo ai giorni nostri (ci sono innumerevoli ed eminenti studi in proposito, soprattutto di storici dell'economia come Gerchenkron, Baehrel, Hamilton), vi rendete conto che mai nella storia dell'umanità le differenze di retribuzione sono state così marcate, e che le differenze di prezzi erano dovuto più che altro alle difficoltà dei trasporti e degli scambi (oltre che alle dogane). la divaricazione tra le retribuzioni si è progressivamente accentuata negli ultimi trent'anni, andando in senso contrario a quelli che dovrebbero essere gli effetti della globalizzazione e della riduzione delle dogane. Ho cercato nel mio ultimo libro, (Per un’economia dal volto umano, Malatempora editrice, Roma 2002) una risposta: eccola.

    "Il punto è uno solo, non c’è una ragione sensata in queste differenze di prezzi, se non il fatto che i rapporti relativi tra le monete vedono in enorme vantaggio quelle dei paesi dominanti dell’occidente. E questo per via del fatto che il credito, la finanza e il cambio delle monete è in mano al potere dell’occidente.

    Insomma quello che gli inglesi imponevano con la forza dei fucili, un prezzo basso del the indiano, adesso gli americani impongono con la forza del dollaro. Ovviamente tutto il sistema finanziario locale deve essere adeguato al rapporto tra le monete, e quindi anche il pane, del tutto irragionevolmente costerà un decimo in India, e magari un ventesimo in Nigeria o in Patagonia.

    Questo strumento di rapina viene giustificato dietro la considerazione del tutto inconferente, della diversa capacità produttiva dei paesi le cui monete sono messe a confronto: maggiore è la capacità produttiva, maggiore è il valore relativo della moneta.

    Questa spiegazione è insensata, poiché contraddice la stessa legge della domanda e dell’offerta, che pure regola tutti i mercati. Infatti, ad una maggiore produzione corrisponde una maggiore offerta di beni prodotti sul mercato, e quindi una riduzione dei prezzi e non il loro aumento, e inoltre, il sovrappiù di produzione diretto verso i paesi del terzo mondo dovrebbe comportare prezzi più bassi e non prezzi più alti, soprattutto perché diretta verso paesi nei quali la domanda di tali beni, per effetto della povertà locale è scarsa ed è certamente minore dell’offerta.

    Insomma il benessere dei paesi occidentali, consiste proprio nel fatto che la produzione elevata di beni di consumo ha consentito una loro ampia diffusione in tutte le fasce della popolazione proprio a causa dell’abbattimento dei prezzi.

    E’ quindi solo il potere finanziario che impedisce alle monete di quei paesi di essere competitive sui mercati.

    Attraverso quali strumenti il potere finanziario opera questa discriminazione?

    Anzitutto, dobbiamo notare che queste differenze nei rapporti tra le monete si sono verificate nella storia, per la prima volta in maniera significativa, solo dopo la seconda guerra mondiale. Nella storia dell’umanità mai si erano verificate differenze così significative nell’andamento dei prezzi relativi dei beni di consumo.

    Certamente le differenze di prezzo tra i paesi sono sempre esistite e tra l’altro sono proprio queste differenze, che dipendono dalla maggiore o minore scarsità dei beni, a giustificare i commerci più rischiosi. Ma non c’era una grande differenza di costi, nel complesso, tra vivere a Londra o a Istambul, nel diciannovesimo secolo e nei primi anni del successivo.

    L’enorme diffusione della moneta cartacea, e soprattutto il fatto che essa sia del tutto svincolata da qualunque merce, ha quindi portato a queste enormi differenze. Nei paesi arabi produttori di petrolio, la moneta rimane forte rispetto al dollaro e alle altre europee, per la semplice ragione che le loro monete sono legate al prezzo del petrolio, e questo si traduce in uno strumento di potere contrattuale. A parte il petrolio, infatti, la produzione di un paese come l’Arabia Saudita è irrisoria rispetto ad un qualunque paese europeo, anche proporzionandola alla popolazione. Però il "valore" del Rial sul mercato dei cambi regge il confronto con quello delle monete europee, mentre il bati tailandese, nonostante la produzione nazionale della Tailandia sia di gran lunga maggiore di quella saudita, non regge alcun confronto.

    Insomma, il problema è che i rapporti tra le monete sono pilotati ai fini del controllo mondiale delle economie da quel potere occulto e onnipotente che è il potere finanziario.

    I paesi che non aderivano all’accordo di Bretton Woods, hanno dovuto subire per trent’anni le decisioni del FMI sulla quotazione della propria moneta, poiché non erano in grado da soli di difenderla sul mercato dei cambi. E che il FMI pilotasse al ribasso le monete dei paesi produttori di materie prime per favorire le industrie occidentali è considerazione che appartiene alla storia.

    Ora che il ruolo del FMI è relativamente ridimensionato rispetto al mercato, esso svolge comunque un’opera di regolazione sul mercato e di orientamento della speculazione finanziaria. Che sfrutta le oscillazioni sulle monete per trarne grandi vantaggi e, allo stesso tempo, utilizza il proprio potere contrattuale per incrementare gli utili delle multinazionali che, a loro volta, costituiscono con i propri investimenti, parte consistente dei mezzi finanziari dei fondi.

    I paesi del terzo mondo non hanno alcuna difesa nei confronti del potere finanziario. Le loro economie dipendono dalle briciole che gli vengono gettate dalla Banca Mondiale e dalle altre istituzioni finanziarie. La loro produzione è controllata, spesso in misura monopolistica da un pugno di multinazionali, e le loro monete sono sottoposte alle pressioni della speculazione sul mercato internazionale, che si abbatte su di esse come una tempesta tropicale, tirandole su e poi lasciandole cadere come se fossero dei fuscelli.

    D’altra parte le proporzioni dei mezzi finanziari sono proprio queste: la massa degli strumenti finanziari sul mercato è tale da non consentire alcuna possibilità di difesa del cambio di paesi industrialmente avanzati come quelli europei (come ha dimostrato la speculazione che si abbatté su lira e sterlina nel 1992), figuriamoci a nazioni dell’Africa o del sud America che hanno pochissima moneta in circolazione.

    La conseguenza assurda è che il pane a Bangkok costa un ventesimo che a New York, e un operaio prende un salario pari ad un ventesimo di quello americano, mentre un qualunque macchinario occidentale costa la stessa cifra sia a Bangkok che in America. Insomma, un operaio tailandese deve lavorare venti volte di più per potersi permettere il lusso di acquistare una macchina occidentale. Alla faccia della globalizzazione."

    Domenico de Simone
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
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    FMI/Banca Mondiale/Enron/Bush - La grande rapina

    Trascrizione dell'intervista di Alex Jones a Greg Palast, giornalista della BBC e dell'Observer, Londra

    Alex Jones Radio Show, Lunedì (PM), 4 marzo 2002

    AJ: La terra va in pezzi. Puoi analizzare il fenomeno per noi e dirci che hanno fatto gli economisti?

    GP: Bene, vi dirò due cose. Primo, ho parlato con l'ex capo economista, Joe Stiglitz, che è stato licenziato dalla Banca (Mondiale). Così, alla BBC ed al Guardian, ho essenzialmente passato un po' di tempo a chiedergli informazioni. E' stato come in una scena di Missione Impossibile, dove vi è il tipo che arriva dall'altra parte e tu passi ore a chiedergli informazioni. Così ho avuto la percezione di ciò che stava accadendo alla Banca Mondiale. In aggiunta, lui non mi ha informato ma io ho altre fonti. Non mi ha dato alcun documento interno ma altra gente mi ha passato una enorme massa di documenti segreti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.

    AJ: Così per proteggersi, qualcun altro lo fece.

    GP: No, vi dico. Non gliene importerebbe ma realmente ho ottenuto una grande mole di documenti da fonti completamente indipendenti.

    AJ: Proprio come hai ottenuto lo W199I, dagli stessi dai quali l'abbiamo avuto noi.

    GP: E così infatti una delle cose che accadono è che dovevo essere alla CNN con il capo della Banca Mondiale Jim Wolfensohn e lui disse che non sarebbe apparso alla CNN anche se loro avessero mandato in onda solamente me. E così la CNN fece la cosa più sciocca e mi mandò via.

    AJ: Così loro ora minacciano il boicottaggio totale.

    GP: Sì, esatto. Ecco cosa ho scoperto. Abbiamo trovato questi documenti interni che fondamentalmente richiedono che gli stati firmino accordi segreti, nei quali concordano di vendere i loro beni chiave, concordano nel prendere provvedimenti economici che sono realmente devastanti per i paesi coinvolti e se essi non aderiscono nel prendere questi provvedimenti, vi sono mediamente per ogni paese che firma centoundici altre appendici che questi devono firmare. Se non seguivano quei passi erano tagliati fuori da tutti i prestiti internazionali. Non potete prendere in prestito denaro sui mercati internazionali. Nessuno può sopravvivere senza prendere a prestito, sia che si tratti di persone che di corporations o di paesi - senza prendere a prestito del denaro ed ottenere del credito e...

    AJ: A causa della trappola inflazionistica da debiti che hanno creato.

    GP: Sì, bene, vedi, una delle cose che sono accadute è che - ne abbiamo esempi, recentemente ho ricevuto documenti interni dall'Argentina, il piano segreto Argentina. E' firmato da Jim Wolfensohn, il presidente della Banca Mondiale. A proposito, solamente ora venite a saperlo, sono realmente infastiditi che io abbia avuto i documenti, ma non hanno messo in dubbio l'autenticità dei documenti. Prima lo facevano. Prima dicevano che quei documenti non esistono. Io li ho realmente mostrati in televisione. E citato alcuni sul web, io realmente ho delle copie...

    AJ: A Greg Palast.com?

    GP: Sì, gregpalast.com. Così allora loro confermarono e dissero sì quei documenti sono autentici ma noi non li discuteremo con te e comunque ti terremo lontano dalla TV. Così è la storia. Ma ciò che stavano dicendo è guarda, prendi un paese come l'Argentina che, come sai, ora è in fiamme. Ed ha avuto cinque presidenti in cinque settimane perché la loro economia è completamente distrutta.

    AJ: Ora non sono sei?

    GP: Sì, e come avere il presidente settimanale perché non possono tenere assieme la nazione. E ciò è accaduto perché alla fine degli anni '80, seguendo ordini dell'FMI e della Banca Mondiale, hanno iniziato a svendere tutti i loro beni, beni pubblici. Voglio dire, cose che non penseremmo di fare negli USA, come svendere il loro sistema idrico.

    AJ: Così tassano il popolo. Essi creano grandi apparati governativi e questi passano tutto ai FMI/Banca Mondiale privati. E quando ritorniamo, voglio andare alla parte dove hai elegantemente spiegato che nella realtà essi pagano ai politici miliardi nei loro conti svizzeri per questi trasferimenti.

    GP: Esatto.

    AJ: Questa è una delle storie più importanti mai raccontate. Scusa, per favore continua.

    GP: Questo è quello che accade - solamente una parte del tutto. E, a proposito, non è che chiunque possa partecipare. Il sistema idrico di Buenos Aires venne svenduto per quattro soldi ad una società chiamata Enron. Venne svenduta una pipeline che corre tra l'Argentina ed il Cile, venne svenduta ad una società chiamata Enron.

    AJ: E allora i globalizzatori fanno saltare la Enron dopo aver trasferito tutti i beni ad un'altra corporation fantasma e così fanno sparire il bottino.

    GP: Proprio così. E, a proposito, tu sai che quando passano la pipeline alla Enron è perché hanno ricevuto una telefonata da qualcuno di nome George W. Bush nel 1988.

    AJ: E' incredibile. State qui. Parleremo con Greg Palast.

    INTERVALLO

    AJ: Stiamo parlando con Greg Palast. E' un noto giornalista, un americano che ha lavorato alla BBC, al Guardian di Londra, ed in molti altri posti, che ha fatto cadere una grossa bomba sui globalizzatori e la loro attività criminale. Non vi sono altri termini per dirlo. Attraverso inforwars.com potete collegarvi al suo sito - gregpalast.com, od a tutti gli altri grandi articoli che ha scritto. Ora ha i documenti segreti. Abbiamo visto l'attività del FMI/Banca Mondiale per anni. Essi arrivano, pagano i politici per trasferire i sistemi idrici, le ferrovie, le compagnie telefoniche, le compagnie petrolifere nazionalizzate, le centrali del gas - che poi gliele passano per niente. I globalizzatori li pagano individualmente, miliardi alla volta in conti bancari svizzeri. Ed il piano è la totale schiavitù dell'intera popolazione. Naturalmente, come vi abbiamo detto, attraverso gli altri giornalisti con i quali ne abbiamo parlato, la Enron era una società apparente per il riciclaggio del denaro sporco, il denaro della droga ecc. E' proprio una cosa enorme e difficile da credere. Ma sta realmente accadendo. Greg Palast ha ora fatto circolare la storia in tutto il mondo. Infatti ha intervistato l'ex economista capo della Banca Mondiale. Continuiamo ora su tutti questi fatti. Voglio dire che, in modo semplice, per la gente comune, quale è il sistema che stai portando alla luce?

    GP: Stiamo rivelando che essi fanno sistematicamente a pezzi intere nazioni, sia che si chiamino Equador o Argentina. Il problema è che alcune di queste pessime idee stanno ritornando negli Stati Uniti. In altre parole, hanno esaurito i posti da dove succhiare il sangue. E il problema è, questo è l'economista capo, non qualcuno di basso livello. A proposito, un paio di mesi fa, dopo che fu licenziato, gli venne dato il Premio Nobel per l'Economia. Dunque non è uno stupido. Mi disse che lui si recava nei paesi dove parlavano di privatizzare e vendere questi beni. Ed in fondo sapevano, letteralmente sapevano e si voltavano dall'altra parte quando veniva compreso che i leader di quei paesi ed i presidenti del consiglio avrebbero messo da parte centinaia di milioni di dollari.

    AJ: Ma questa non è neppure privatizzazione. Essi semplicemente rubano al popolo e danno all'FMI/Banca Mondiale.

    GP: Essi generalmente passano il malloppo ai loro scagnozzi, come ad es. la Citibank che era molto grande ed afferrò metà delle banche argentine. C'è la British Petroleum che prende le pipeline in Equador. Ho menzionato la Enron che ha preso i sistemi idrici ovunque. Ed il problema è anche che questi sistemi li stanno anche distruggendo. A Buenos Aires non si può nemmeno bere acqua potabile. Voglio dire che non è solamente questione di rapina. Non puoi nemmeno aprire il rubinetto. E più che avere qualcuno che diventa ricco a spese pubbliche.

    AJ: E l'FMI ha appena ricevuto la zona dei Grandi Laghi. Ora sono i soli ad avere il controllo sulla fornitura d'acqua. Era sulla Chicago Tribune.

    GP: Bene, il problema che abbiamo è che - guarda, l'FMI e la Banca Mondiale sono possedute al 51% dal Tesoro USA. Così la questione diventa che cosa riceviamo per il denaro che vi mettiamo dentro? E pare che stiamo ottenendo il macello di diversi paesi. L'Indonesia è in fiamme. Mi diceva, l'Economista Capo, Stiglitz, mi diceva che aveva cominciato a porre questioni su ciò che stava accadendo. Sapete, ogni volta che andiamo, in ogni paese nel quale mettiamo il naso, distruggiamo la loro economia e loro finiscono in fiamme. E lui diceva che poneva in dubbio questo e perciò venne licenziato. Ma lui stava dicendo che essi hanno perfino un piano per i tumulti. Loro sanno che quando spremono un paese e distruggono la sua economia, il risultato saranno tumulti nelle strade. E loro dicono, bene, questo è il tumulto dell'FMI. In altre parole, se hai un tumulto, hai perso. Tutti i capitali fuggono dal tuo paese e questo dà all'FMI l'opportunità per aggiungere altre condizioni.

    AJ: E questo li rende ancora più disperati. Dunque è realmente una guerra da economia imperiale per far implodere paesi ed ora lo stanno facendo qui con la Enron. Essi diventano così avidi - e lo stanno preparando per questo paese.

    GP: Stavo proprio parlando ieri con la California e da qui a Parigi, ai principali investigatori per lo Stato della California sul caso Enron. Loro mi raccontano alcuni dei giochi che questi tipi stanno facendo. Nessuno sta osservando questo. Non è che siano stati truffati solamente gli azionisti. Loro hanno succhiato milioni, miliardi di dollari dalle tasche pubbliche in Texas ed in California in particolare.

    AJ: Dove sono i beni? Vedi, tutti dicono che non sono rimasti beni dato che la Enron era una società fantasma - gli esperti con cui ho parlato l'hanno detto - e loro hanno trasferito tutte quelle attività ad altre società e banche.

    GP: Ebbene sì, questa storia è realmente andata proprio come un gioco delle tre carte. Voglio dire ricordate che alla base c'è il denaro. Secondo le indagini i conti dell'elettricità che pagavate in California, loro mi dicono che erano gonfiati senza giustificazione da 9 a 12 miliardi di dollari. E non so ora da chi potranno riaverli indietro.

    AJ: Bene, hanno infatti scoperto il Governatore a pagare 137 dollari per megawatt e rivendere alla Enron ad 1 dollaro per megawatt, e così per innumerevoli volte.

    GP: Sì, il sistema è andato completamente fuori controllo e questi tipi sapevano esattamente ciò che stava accadendo. Bene, dovete capire che alcuni di quelli che hanno progettato il sistema della deregolamentazione in California proprio dopo aver fatto ciò sono andati a lavorare alla Enron. Infatti, sono qui a Londra proprio ora e i britannici hanno qualche responsabilità. Il tipo che era nel collegio sindacale della Enron, Lord Wakeham. E questo tipo è veramente un fenomeno, non c'è un conflitto di interessi nel quale non sia stato coinvolto.

    AJ: E lui è il capo della NM Rothschild.

    GP: Non c'è niente in cui non abbia le mani dentro. E' in qualcosa come cinquanta consigli di amministrazione. E uno dei problemi, si supponeva fosse alla testa del collegio sindacale che controllava come la Enron tenesse la contabilità. Ed infatti, gli pagavano anche gli onorari per la consulenza. Era nel governo di Margaret Thatcher ed è quello che autorizzò la Enron a venire in Gran Bretagna ad impadronirsi di centrali elettriche qui in Gran Bretagna. E loro possedevano un sistema idrico nell'Inghilterra centrale. Questo è ciò che il tipo approvò e loro gli diedero un incarico nel CdA. Ed inoltre gli diedero un grosso contratto di consulenza. Dunque, sapete, questo tipo si riteneva che fosse responsabile del collegio sindacale per vedere come loro gestivano la contabilità.

    AJ: Bene, ed è anche a capo del comitato la regolamentazione dei media.

    GP: Si, lo è, perché ho avuto seri problemi, perché ha regolamentato me.

    AJ: Loro cercavano anche di far passare in Inghilterra leggi con le quali ottieni un pozzo vecchio 800 anni, od in alcuni casi uno di 2000 anni costruito dai Romani che si trova sulla tua proprietà e dicono che ci mettono un contatore. Non puoi avere la tua acqua.

    GP: Sì, e questo è Lord Wakeham. Voglio dire questo è il tipo della Enron. E' un vero fenomeno. Qui non può essere toccato perché come ho detto prima effettivamente regolamenta i media. Dunque se ti lamenti, lui mette la mano sulla tua penna.

    AJ: Scaviamo nella NM Rothschild, qui troveremo tutto. Passiamo per questi quattro punti. Voglio dire, hai i documenti. L'implosione FMI/Banca Mondiale, quattro punti, come buttano giù un paese e distruggono le risorse del popolo.

    GP: Esatto. Prima apri il mercato dei capitali. Cioè, svendi le tue banche locali alle banche straniere. Poi vai a quello che viene chiamato prezzo base di mercato. Questa è come la storia della California dove tutto è libero mercato e finisci con le bollette dell'acqua - non possiamo neppure immaginare di svendere le compagnie idriche negli USA. Ma immagina che una società privata come la Enron possegga la vostra acqua. Così i prezzi vanno alle stelle. Dunque aprono i vostri confini al commercio - libero mercato totale. E Stiglitz che era il capo economista, ricordo che usava questo sistema, era il loro uomo dei numeri e diceva che era come la guerra dell'oppio. Disse che questo non è libero commercio: questo è commercio forzato. Questa è guerra. Con questo sistema fanno a pezzi le economie.

    AJ: Bene, osserva, la Cina ha una tariffa doganale del 40% verso di noi, noi su di loro del 2%. Questo non è commercio libero ed equo. E' obbligare tutta l'industria verso un paese che i globalizzatori controllano completamente.

    GP: Bene, conosci la Walmart - Ho scritto infatti una storia, hai letto il mio libro. Lasciami solamente ricordare che ho un libro in commercio, "La migliore democrazia che il denaro possa comprare" su come, sfortunatamente, l'America è stata messa in vendita. "La migliore democrazia che il denaro possa comprare" esce questa settimana. Ma lì ho una storia su come la Walmart abbia 700 fabbriche in Cina. Non vi è quasi nulla in un negozio Walmart che venga dagli Stati Uniti d'America, nonostante tutte le aquile appese al muro.

    AJ: Esattamente, come 1984, allora avevano grandi bandiere con su scritto "Compra Americano" e non ve ne è quasi niente - è un doppio pensiero orwelliano.

    GP: Quel che è ancora peggio è che affitteranno un impresa con vicino ad essa la fabbrica sorella che è dentro una prigione. Puoi immaginare le condizioni di quei lavoratori che producono quella roba così carina per la Walmart. E' veramente ....

    AJ: E se qualcuno dell'elite ha bisogno di qualcosa, gli basta chiamare.

    GP: (Risate) Lo so, è triste. Infatti, ho parlato con un tipo, Harry Wu, è il suo nome, ed infatti, è entrato dentro, è stato nelle prigioni cinesi per 19 anni. Nessuno ha creduto alle sue storie orribili. E' realmente ritornato nella prigione, ha portato con lui una macchina fotografica ed ha scattato fotografie delle condizioni di vita lì ed ha detto questa è la situazione nelle fabbriche dove si produce la roba per la Walmart, è tutto...

    AJ: Sono stato minacciato di essere cacciato dalla TV qui a Austin quando ho mandato in onda un video dove si vedevano morire bambine di 4 anni incatenate, più scheletriche degli ebrei in un campo di concentramento. E fui minacciato, se lo trasmetti ancora sarai arrestato.

    GP: Bene, come sai questo è orribile, sfortunatamente, mi hanno passato qualcosa e Stiglitz è stato molto coraggioso nel venire allo scoperto e fare queste dichiarazioni. Come ho detto, lui non mi ha procurato i documenti. I documenti realmente lo confermano irrevocabilmente perché viene detto ciò che è realmente accaduto. Essi realmente dicono firma sulla linea punteggiata di essere d'accordo sulle 111 condizioni per ogni nazione. Ed il pubblico non ha voce; loro non sanno che diavolo gli sta per succedere. Tutto ciò che sanno...

    AJ: Torniamo alle privatizzazioni. Passiamo per questi quattro punti. La chiave è questa. Mandano miliardi ai politici perché questi svendano tutto.

    GP: Sì, è chiamata tangentizzazione, che è come se tu vendessi la società dell'acquedotto e che valga, negli ultimi dieci anni, diciamo che valga circa 5 miliardi di dollari, il dieci per cento di questo sono 500 milioni, puoi immaginarti come funziona. Effettivamente ho parlato con un senatore argentino due settimane fa. L'ho ripreso. Disse che dopo avere ricevuto una chiamata da George W. Bush nel 1988 che diceva di dare alla Enron la pipeline del gas argentina, questo è il nostro attuale presidente. Disse che ciò che trovava veramente da brivido era che la Enron avrebbe pagato un quinto del prezzo mondiale per il loro gas e lui disse come fate a fare un'offerta simile? E gli fu detto, non da George W. ma da un socio nell'affare, bene, se noi paghiamo solamente un quinto per te resta qualcosa che va nel tuo conto svizzero. E questo è come viene fatto.

    AJ: Questo è il ....

    GP: Ho il film. Questo tipo è molto conservatore. Conosce la famiglia Bush molto bene. Ed era un amministratore pubblico in Argentina e disse, sì, ho ricevuto questa chiamata. Gli chiesi, dissi, da George W. Bush. Lui disse, sì, novembre 1988, il tipo lo chiamò e disse di dare una pipeline alla Enron. Ora, questo è lo stesso George W. Bush che ha detto che non fino al 1994 non conosceva Ken Lay. Così, sai.....

    AJ: Così ora hanno queste audizioni che insabbiano tutto. Sapete che ieri ero alla Enron a Houston perché ora mi trovo qui a Austin. Eravamo circa a 30 piedi dalla porta, proprio sul marciapiede ed ho il video - arrivarono delle brutte facce e dissero non potete filmare. Dissi avanti, arrestami. Voglio dire, Greg, parlavo dal marciapiede.

    GP: Bene, come sai, ero lì in maggio, a dire alla gente in Gran Bretagna voi non avete mai sentito parlare della Enron, ma ... E questi sono i tipi che hanno trovato il modo per confondere questo governo. Infatti, abbiamo visto alcuni interessanti documenti, un mese prima che Bush entrasse in carica, Bill Clinton, penso per regolare i conti con i maggiori finanziatori di Bush, ha tagliato fuori la Enron dal mercato energetico della California. Mise un tappo ai prezzi che potevano addebitare. Ciò sconvolse la Enron. Così Ken Lay scrisse personalmente una nota a Dick Cheney dicendo di sbarazzarsi del blocco dei prezzi di Clinton. Entro 48 ore dall'entrata in carica di George W. Bush il suo dipartimento dell'energia tolse le morse alla Enron. OK, quanto vale questo per quei tipi. Sai che deve valere, in una settimana ha ripagato di tutti i contributi elettorali.

    AJ: Ascolta le bombe che lanci. Intervisti questi ministri, l'ex capo economista dell'FMI/Banca Mondiale - ed inoltre, ottieni i documenti, che dicono dei pagamenti nei conti bancari svizzeri, tutto quello che accade. Dunque hai la Parte 2, che fanno dopo che iniziano ad implodere?

    GP: Bene, essi dicono che devi cominciare a tagliare i tuoi bilanci. In Argentina un quinto della popolazione è disoccupato, e loro dicono di tagliare drasticamente gli aiuti alla disoccupazione, portare via i fondi pensione, tagliare i bilanci dell'istruzione, voglio dire cose orribili. Ora, se tagli l'economia nel mezzo di una recessione creata da questi tipi, sicuramente demolirai questa nazione. Dopo che venimmo attaccati l'11 settembre, Bush corse fuori e disse che dobbiamo spendere da 50 a 100 miliardi di dollari per salvare la nostra economia. Non cominciamo con il tagliare il bilancio, cominci col cercare di salvare questa economia. Ma in questi paesi loro dicono che devi tagliare, tagliare, tagliare. E perché, secondo i documenti interni, è così che puoi fare i pagamenti alle banche straniere - le banche straniere raccolgono interessi dal 21% al 70%. Infatti, è andata così male che hanno richiesto che l'Argentina si sbarazzasse delle leggi contro l'usura, perché secondo la legge argentina tutte le banche sarebbero degli usurai.

    AJ: Ma Greg, l'hai detto tu stesso ed i documenti lo dimostrano. Prima fanno crollare l'economia per creare quella atmosfera. Provocano l'intera situazione che fa questo..

    GP: Sì, e quindi dicono, bene, non possiamo più prestarvi denaro eccetto che a tassi da usuraio. Non permettiamo alla gente di addebitare il 75% di interessi negli USA. Questa è usura.

    AJ: Parte 3 e Parte 4. Dopo aver fatto questo, che fanno?

    GP: Come ho detto, apri le frontiere al commercio, che è la nuova guerra dell'oppio. Ed una volta che hai distrutto un economia che non può produrre niente, una delle cose terribili è che costringono le nazioni a pagare enormi somme per cose come la droga - droga legale. E, a proposito, questo è come finisci nel traffico illegale di droga, quello che è rimasto per sopravvivere eccetto venderci smack e crack e questo è come...

    AJ: E la stessa dittatura della sicurezza nazionale CIA è stata sorpresa a trasportarla dentro.

    GP: Sai, stiamo solamente aiutando i nostri alleati.

    AJ: Questo è proprio sorprendente. E così, portano giù tutto il mondo, fanno saltare le loro economie e quindi comprano quel che rimane per pochi spiccioli. Qual'è la Parte 4 del Piano FMI/Banca Mondiale?

    GP: Bene, nella Parte 4 si finisce ancora nello smantellare il governo. E, a proposito, la vera Parte 4 è il colpo di stato. Questo è ciò che non dicono. E sto proprio scoprendo questo in Venezuela. Ho appena ricevuto una chiamata dal Presidente del Venezuela.

    AJ: E loro piazzano il loro governo delle multinazionali.

    GP: Quello che dicevano era, qui hai un presidente eletto ed il FMI ha annunciato, ascolta questa, che loro sosterrebbero un governo di transizione se il presidente venisse rimosso. Non dicono che saranno coinvolti nella politica - solamente che sosterrebbero un governo di transizione. In sostanza dicono che pagheranno per un colpo di stato, se i militari rovesciano l'attuale presidente, perché l'attuale presidente del Venezuela ha detto no all'FMI. Ha detto a quei tipi di fare i bagagli. Hanno portato le loro squadre ed hanno detto tu devi fare questo e quello. E lui disse, io non devo fare niente. Disse, quello che farò è, raddoppierò le tasse alle multinazionali del petrolio perché abbiamo un sacco di petrolio in Venezuela. E raddoppierò le tasse alle società petrolifere e quindi avrò tutto il denaro necessario per i programmi sociali ed il governo - e saremo una nazione molto ricca. Bene, appena fatto questo, loro hanno cominciato a fomentare disordini con i militari e ti dico di osservare questo: il Presidente del Venezuela sarà rimosso entro tre mesi o verrà eliminato. Non gli permetteranno di aumentare le tasse alle società petrolifere.

    AJ: Greg Palast, qui sta il problema. L'hai detto quando sei venuto fuori dai cancelli la pria volta. Stanno diventando affamati, ora lo stanno facendo agli Stati Uniti. La Enron, da tutte le prove che ho visto era una facciata, un'altra frode, rubavano beni e poi li trasferivano ad altre più vecchie società globali, poi le facevano saltare e rubavano i fondi pensione. Ora ci dicono che il terrorismo arriverà da un giorno all'altro. Accadrà se non rinunciate ai vostri diritti. Bush non ha coinvolto il Congresso e gli altri che si suppone debbano essere d'accordo se vi debba essere un attacco nucleare, nel governo segreto, Washington Post -"Il Congresso non dato il parere sul Governo Ombra". Al Presidente della Camera non è stato detto. Questo sembra un colpo di stato qui. Questo lo dirò. E' meglio che ora spargiamo la voce su questo oppure queste esseri avidi saranno liberi di fare tutto ciò che vogliono.

    GP: Sono veramente triste su una cosa. Ho raccontato questa storia sulla stampa ufficiale in Gran Bretagna. Nonostante Lord Wakeham sono alla BBC. So che lì non mi amano. Sono alla BBC, sono al principale quotidiano, l'equivalente del New York Times o simili, e facciamo venire fuori le informazioni. E sono molto dispiaciuto che dobbiamo avere una stampa alternativa, una rete radio alternativa e tutto il resto per far venire fuori le informazioni che hanno senso. Voglio dire che queste informazioni dovrebbero essere disponibili per tutti gli americani. Voglio dire che, dopotutto, è il nostro governo.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #9
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    Originally posted by Der Wehrwolf


    Non mi sembra che ade sempio l'India navighi nel benessere...
    eppure era stata colonizzata dai WASP
    Ne tantomeno l'Africa dell'est e dell'ovest .
    Ne la Malesia.
    I Boeri combatterono una guerra contro gli Inglesei....
    Senza offese,ma ta ghet capit negot.
    Per colonizzata intendo che la stragrande maggioranza dei suoi cittadini sia,ad esempio,wasp.
    La Malesia non va cosi' male,e il merito e' dei malesi.

  10. #10
    Totila
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    Originally posted by Stonewall
    Dice il saggio: quando il vento agita i rami degli alberi, lo sciocco pensa che lo spostamento d'aria sia dovuto ai movimenti delle foglie.
    Dice il saggio: chi parla non sa. Chi sa non parla.
    E aggiungo io: chi si esprime per detti non ha le idee chiare.

    Generale, avevo posto solo una domanda maliziosa...

 

 
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