Il Tremonti continua con i suoi trucchetti contabili. Il Bilancio dello Stato è pieno di buchi e di incongruenze inspiegabili.
Non si riesce a capire dove siano finiti 37.000 miliardi che si dovrebbero trovare nel bilancio.
I residui di bilancio (cioè le somme già stanziate ma ancora da spendere) dovrebbero essere 282 mila miliardi ma sono 245.000.
C'è una sola spiegazione possibile: qualcuno se li è fregati.
Ragazzi, date retta a me che sono del mestiere: quando da un bilancio si capisce poco è perchè c'è sotto qualche cappellata da nascondere.
E questa mi sa che è la più grande della storia dell'umanità.
Corriere della Sera, 5.8.2002
Troppe eccedenze di spesa. I dubbi sugli incassi per le licenze Umts. Il Tesoro: chiarimenti in arrivo
La Corte dei conti: inaffidabile il bilancio dello Stato
ROMA - Una patologica eccedenza di spese. Ma anche resti che inspiegabilmente spariscono dal rendiconto. Dati discordanti. Residui che non hanno apparente spiegazione. Secondo la Corte dei conti il bilancio dello Stato è pieno di anomalie e in alcune sue parti è scarsamente affidabile. Il Tesoro minimizza e spiega che alle «osservazioni tecniche» dei magistrati contabili si sta rispondendo con «opportuni chiarimenti». In un rapporto, la Corte spiega comunque che «le eccedenze di spesa» rispetto alle previsioni «rivelano non soltanto una palese difficoltà di programmazione ma anche un ritardo nelle operazioni di monitoraggio». La Corte dei conti punta il dito verso i ministeri. E soprattutto verso quello della Pubblica istruzione, le cui eccedenze di spesa sono passate da 219 miliardi di lire nel 1999 a 936 miliardi nel 2000, per raggiungere lo scorso anno 6.403 miliardi.
I magistrati contabili aggiungono poi che «ci troviamo in presenza di un fattore di scarsa trasparenza delle rappresentazioni di bilancio, su cui anche in passato è stata richiamata l’attenzione». Il riferimento è alla questione dei residui «che viene richiamata dal 1993».
Nemmeno i conti del 2001 rappresentano un’eccezione. «I residui finali - è scritto nel documento - ammontano a 245.370 miliardi di lire, invece di 282.713 miliardi. La differenza di 37.343 miliardi è costituita dal saldo fra insussistenze e riaccertamenti operati nel corso dell’anno ma di cui non si conosce né la composizione, né tantomeno la spiegazione».
A dimostrazione delle incongruenze i magistrati contabili portano l’esempio di due capitoli di entrata. Esattamente i numeri 1186 e 1187. Nello scorso anno sarebbero stati contabilizzati su questi rispettivamente 6.855 e 1.231 miliardi di versamenti residui. Anche se su questi capitoli «non risultano né residui iniziali né residui alla fine dell’anno precedente».
C’è, poi, il mistero dei resti. Il documento cita il caso dei proventi delle licenze Umts (il telefonino di terza generazione). Nel rapporto si spiega che nel capitolo relativo al 2001 figurano residui iniziali per 3.710 miliardi di lire e residui finali pari a zero. E ciò sebbene non figurino versamenti né riscossioni. Per la Corte dei conti l’unica spiegazione è che si tratti di somme cosiddette «inesigibili» e che quindi sarebbero state cancellate dal rendiconto. Se non fosse che l’importo dei residui che non sono considerati più esigibili è di gran lunga inferiore (897 miliardi di lire) rispetto alla somma che è sparita dal bilancio.
La magistratura contabile stigmatizza quindi «la disattenzione» nella ricomposizione dei dati di consuntivo «per leggi di spesa». Quella delle «spese per le aree depresse» mancherebbe addirittura.
R. R.
anche nel bilancio della Fiorentina non si capiva bene dove fossero finiti 70 miliardi.
Poi si è capito.






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