Ai suoi ex 'compagni' questa volta l'ha fatta davvero grossa. Ma anche al suo amico della Margherita Damiano Zoffoli, che lui definisce senza mezzi termini un «galantuomo». Ma ormai Primo Grassi, ex sindaco di Cesenatico e uno degli uomini simbolo del turismo in Riviera, ha deciso: «Alle prossime elezioni non andrò a votare. Ci ho pensato a lungo, è stata una scelta sofferta. Ma non cambierò idea. Perché sono troppe le cose che non vanno».
Altro che mucillagini. A far preoccupare l'ex sindaco è soprattutto il lungo elenco degli errori commessi dalla Quercia in questi ultimi tempi. A partire da Gesturist, che proprio di recente ha avviato il processo di privatizzazione. «Anziché sviluppare strutture turistiche come faceva un tempo l'Azienda di soggiorno (l'attuale Apt) Gesturist si adagia a gestire i bar delle stazioni di Cesenatico e Gatteo, il campo sportivo e quelli da tennis, gli uffici di informazione, il verde e le mostre».
Grassi ricorda con un pizzico di nostalgia tutte le opere realizzate dalla 'sua' Azienda di soggiorno, «dal bellissimo bagno Marconi, all'acquario del mare, alla sala convegni nell'ex Coop, fino al parco di Ponente».
E guarda con tristezza a un presente «a corto di idee e progetti. Il Palazzo del turismo, ad esempio: doveva essere impiegato per fare congressi, eventi e iniziative. Invece, grazie al disinteresse dell'amministrazione comunale, è ancora la sede di vigili urbani e ufficio commercio, oltre che dello Iat. Intanto Bellaria, grazie a un imprenditore capace e scaltro come Aldo 'Veleno' Foschi, ci ha portato via da Cesenatico tutto il turismo congressuale».
E dopo aver attaccato l'amministrazione per i progetti mancati, Grassi passa a quelli che il Comune intende prossimamente realizzare. «Per quanto riguarda la Vena Mazzarini, stiamo per assistere ad un vero e proprio scempio: la costruzione del ponte mobile sarebbe dannosa tanto per il centro storico quanto per il mare. Una vera barriera architettonica. E la vena, che è una delle più belle vie d'acqua della nostra costa, diventerebbe un canale, perdendo tutto il suo fascino».
Grassi è stato anche il primo ad opporsi al progetto Leonardo 2: «Quando sono venuto a saperlo, gliel'ho subito detto a Zoffoli: non potete abbattere una parte della pineta per allargare il canale Tagliata. Quello che ci vuole sono le casse di espansione». Anche perché a Zadina, tolto il verde, «rimane ben poco. In tutti questi anni l'amministrazione non ha mai fatto niente per sviluppare il turismo in quella zona». Tutte critiche che Grassi ha ribadito di persona allo stesso Zoffoli. «Lo stimo come uomo, ma da politico poteva fare molto di più. Servono intuizioni e nuove idee. Cesenatico è ancora una bellissima città, ma occorrono progetti mirati e investimenti. A chi si occupa di turismo all'interno dell'amministrazione, dò un consiglio: fate un regalo alla città, cambiate mestiere. Continuate a dedicarvi ai lavori pubblici, dove siete eccellenti».
Nella foto Primo Grassi e due suoi crucci: Vena Mazzarini e il palazzo del Turismo

di Manuel Spadazzi