Jaime Jovanovic Prieto
cari amici
qualcuno di voi sa per caso chi è il 'bel esemplare' raffigurato qui sopra?...
Il suo nome, Prieto Jovanovic che probabilmente alla maggior parte di voi non dirà nulla, è da anni nel registro dei criminali terroristi colpiti da mandato di cattura internazionale dell'Interpol. Ebbene, come già due anni or sono egli è 'invitato d'onore' al 'raduno per la pace' di Assisi, dove si ritrovano anche quest'anno i più rinomati maestri mondiali di 'kalasgnikoff'.
Prima di conoscere le 'benemerenze' di costui ed i motivi per i quali egli è ricercato come criminale terrorista internazionale, leggiamoci questo articolo comparso ieri su Libero, unica fonte giornalistica che abbia riportato l'evento...
buona lettura!...
Moreno Pasquinelli, organizzatore del raduno: i veri criminali non siamo noi, ma chi ci attacca, come Libero
Ad Assisi anche il maestro del delitto politico
Ospite d’onore del campo anti-imperialista il cileno Prieto Jovanovic, ricettato dalla polizia di tutto il mondo per un attentato a Pinochet
dal nostro inviato Tommaso Montesano
ASSISI – ‘Non abbiamo nulla da nascondere. Volete il terrorista?… Eccolo, ve lo offriamo su un piatto d’argento. Volete riaprire la campagna di arresto di Prieto Jovanovic?… Eccovi l’osso…’. Si accalora Moreno Pasquinelli, portavoce del campo anti-imperialista, quando l’argomento scivola sul cittadino cileno inseguito da un mandato di cattura dell’Interpol perchè accusato di un attentato contro un generale di Augusto Pinochet. Prieto infatti è il primo degli invitati di lusso che hanno trovato ospitalità al campeggio Fortemaggio nel giorno che da il via alla kermesse dei ‘popoli in lotta’. Espulso ‘all’italiana’ due anni fa da Pietro Fassino, allora guardasigilli, il cileno è tornato in Italia, involontario testimonial della ‘sfida lanciata al governo italiano’ dalle organizzazioni del raduno. ‘Il suo non era un vero decreto di espulsione – spiega Pasquinelli – perché Fassino decise di non consegnarlo all’Interpol ma solo di accompagnarlo in modo coatto alla frontiera. E poi Prieto si è sempre proclamato innocente’.
Non fosse che a ospitare Prieto stavolta sono gli anti-imperialisti, Prieto sembrerebbe quasi un nuovo Ocalan. ‘La scelta di ospitarlo è stata deliberata, almeno cominceremo per davvero a parlare di terrorismo’, aggiunge Pasquinelli, portavoce del campo da due anni. Per lui, come per tutti i militanti, il cileno è solo un ‘esule politico’. Il ragionamento è semplice: visto che il regime di Pinochet, asuo dire, era di stampo fascista, era giusto organizzare attentati per farlo cadere. Il portavoce spiega: ‘…nella Costituzione Italiana c’è scritto che la Repubblica è nata dalla Resistenza e se si condanna un uomo perché ha sparato ad un collaboratore di Pinochet, allora bisogna dire che questa repubblica è fondata sul terrorismo…’.
Mentre parla a tavola sfilano le portate e squilla il suo cellulare. Qualche fedele collaboratore gli legge i titoli dei giornali in edicola. Pasquinelli si fa ancora più determinato: ‘…quest’anno a Libero non consegniamo il pass. Comunque li stiamo ancora aspettando…’. Il portavoce si sfoga: ‘…la stampa ci criminalizza e queste campagne ci mettono in soggezione…’. Poi spiega:’… è mai possibile che chiunque pratichi la lotta armata sia considerato terrorista?… questa è la tesi di Bush…’. Tesi che gli anti-imperialisti, inutile dirlo, non accettano. A partire dalla famosa ‘lista nera’ delle organizzazioni terroristiche stilata dall’amministrazione Bush dopo l’11 settembre in cui sono comprese parecchie delle sigle attese al campo [Farc colombiane, Baschi di Batasuna e Palestinesi del Fplp].
I convenuti alle pendici di Assisi non sono preoccupati, pronti a sfidare, codici alla mano, eventuali interventi delle forze dell’ordine. ‘… l’Unione europea ha preso atto dell’elenco, ma in sostanza se n’è fregata. E poiché la lista non è stata recepita dai singoli parlamenti nazionali, alcuni partecipanti nella peggiore delle ipotesi potrebbero essere espulsi ma non arrestati. E solo se ci sono estremi di reato…’. Conclusione: ‘… noi rispettiamo la Costituzione e il Parlamento. E finchè non c’è una lista uffciale italiana…’.
Il pranzo sta finendo. Al caffè torna il buonumore: ‘… noi non teorizziamo la lotta armata. Abbiamo scelto Assisi perché è la città della tolleranza e dell’incontro tra culture diverse. E’ questo il messaggio che vogliamo diffondere in un momento in cui un giornale come Libero scrive che è in atto uno scontro di civiltà…’.
Nonostante i buoni propositi però il campo è sotto controllo già da tempo. Gli agenti della Digos sono seduti al tavolo dietro e salutano calorosamente Pasquinelli. Quest’anno i poliziotti avevano chiesto di poter assistere ai dibattiti degli anti-imperialisti ma la loro richiesta è stata prontamente rigettata. ‘… non potevamo accettare, anche perché la responsabilità di qualche gesto violento sarebbe ricaduta su di noi…’. Poco male, la sindrome di accerchiamento la si sente lo stesso. Ultimo esempio l’accusa lanciata da un militante alla polizia delle telecomunicazioni: aver oscurato il sito Internet dell’evento. ‘… non è la prima volta che lo fanno, sono due giorni che non riusciamo a connetterci…’. Pazienza, tanto i programmi ormai sono fatti e le ‘delegazioni’ attese alla spicciolata. L’organizzazione è impeccabile, ai militanti provenienti dai paesi più lontani e più poveri è stato offerto addirittura l’intero costo della trasferta [aereo e posto al camping]. I ‘compagni’ più facilitati a raggiungere Assisi verseranno 60 euro in più rispetto al normale listino per un bungalow o una tenda.
E per l’autunn0o si prepara un bis…e che bis!… Entro ottobre se nel Golfo Persico soffieranno ancora venti di guerra sarà completata la costituzione della brigata internazionale ‘Stile Emergency’ da schierare in Iraq.
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato





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