Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Grande Capoccia
    Data Registrazione
    12 Apr 2002
    Località
    la capitale
    Messaggi
    524
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Legami tra MSI e terrorismo neofascista

    Riporto, con lo stesso titolo, un capitolo della relazione DS della commossione stragi della scorsa legislatura.

    I - LEGAMI TRA MSI E TERRORISMO NEOFASCISTA
    Riferito nei capitoli precedenti quanto accertato in sede storica e giudiziaria circa l’attività eversiva di quella che chiamiamo stagione delle bombe, è necessario porre all’intero arco delle forze parlamentari la possibilità di rompere definitivamente e con chiarezza con quella sanguinosa ed orrenda stagione durata alcuni decenni, liberare la politica dai fantasmi ed ancor più dai ricatti di un passato che si ostina a condizionare il presente, dotare infine il nostro Paese di una dinamica politica compatibile con una moderna democrazia europea ed accettata dalla coscienza civile del nostro popolo.
    Non pronunciare condanne né assoluzioni per istituzioni o forze politiche, sebbene comprendere quali circostanze e quali scopi abbiano determinato il loro modo di essere e di agire. Tutto ciò per approfondire la questione irrisolta di quale debba essere la nostra coscienza nazionale, quali i valori di riferimento di un indispensabile “patriottismo popolare”, formatosi attorno ai valori della Resistenza, dell’antifascismo e della solidarietà, e che meritano di essere valori condivisi anche perché affermati con forza dalla nostra Carta fondamentale dei diritti e delle libertà. Valori che solo la memoria del nostro passato possono rendere, infine, quali elementi fondanti della identità della nostra Nazione.
    Del resto ce lo ricorda un grande storico come Marc Bloch come sia indispensabile ricercare nella storia, nel travaglio delle sue istituzioni e nelle sofferenze di un popolo i riferimenti ideali per farne una Nazione, senza ricorrere né a teologi né a moralisti.
    Oggi il pericolo che abbiamo di fronte è che prevalga la cultura della pacificazione propugnata dal senatore Cossiga che, sul buio del nostro passato, assegni pari dignità alle parti in guerra in vista di un disarmo bilanciato, con reciproco riconoscimento e legittimazione, al prezzo di una sorta di amnistia generale, culturale, politica e giudiziaria.
    Ma il punto di partenza di una tale soluzione è truccato poiché pone da una parte le brigate rosse ed i gruppi dell’estremismo armato di sinistra e, come bilanciamento di tutto ciò, le malefatte della destra e dello Stato. Laddove, va detto senza incertezze, che in Italia vi fu uno scontro duro tra legalità ed illegalità, tra chi difendeva i diritti ed i valori della Costituzione repubblicana e chi, giorno dopo giorno, in ogni sede istituzionale, compresa quella giudiziaria, si preoccupava di disapplicarli. Ciò che trova insuperabile conferma nel rapporto nettamente antagonistico che poneva in conflitto durissimo i gruppi dell’ultrasinistra armata con il Pci, laddove tra Msi ed area neofascista armata vi furono rapporti a volte assai sfumati, troppo spesso sfocianti in un irriferibile gioco delle parti.
    E quando, nel marzo 1973, il Parlamento concedeva al Procuratore di Milano Luigi Bianchi d’Espinosa l’autorizzazione a procedere contro Giorgio Almirante per il reato di ricostituzione del disciolto partito fascista, la reazione interna al Msi la si legge nell’appunto “da fonte bene introdotta” datato 24 settembre 1974, secondo cui “Almirante intende schedare impiegando notevoli mezzi i magistrati ed i funzionari di polizia per poterli eventualmente ricattare. All’uopo l’incarico è stato affidato al gruppo dell’ex Ordine Nuovo: Rauti, Andiari e Maceratini” . A tal proposito va richiamata la lista di magistrati schedati dal Sid di Maletti e Labruna tra il 1974 ed il 1975, rinvenuta presso l’abitazione di Maletti allorché questi si rese latitante .
    Tutto ciò ha prodotto un altissimo tasso di illegalità nella destra, che ha agito senza mai porsi il problema dei limiti per impedire il cammino dell’Italia verso una democrazia compiuta, per bloccare il sistema di potere che, autentica anomalia del nostro Paese, ha governato per un cinquantennio, con una singolare continuità, persino soggettiva. Ed è avvenuto, come vedremo, dentro un patto scellerato tra politici ed istituzioni, nell’ombra di accordi inconfessabili, attraverso la delega a soggetti subalterni (i Servizi segreti, la destra), garantiti da una totale dipendenza agli interessi ed ai suggerimenti provenienti dagli Usa, veicolati attraverso la loggia massonica P2.
    Abbiamo ereditato questo morbo, che ha svilito il senso dello Stato, ha avvelenato nel profondo le nostre istituzioni, ha inquinato il senso stesso della legalità democratica. Un morbo che contiene dentro di sé i germi di ulteriori pericoli, che solo chi ha interesse a coprirli, può negare. Ed invece abbiamo bisogno di rafforzare ed estendere fino a renderli pienamente condivisi i valori della legalità, il rispetto delle regole, le garanzie per le minoranze.
    Se vogliamo questo, le rimozioni non servono, anzi ostacolano questi risultati, lasciando ancora oggi irrisolto il cammino dell’Italia verso una democrazia compiuta, un risultato il cui valore era stato intuito da Aldo Moro sin dai primi anni ’60.
    Occorre dunque fare luce sul passato e portare ad emersione dal sottosuolo della nostra democrazia il potere invisibile che ha gestito attività criminali ed antidemocratiche, e ciò a difesa anche di chi, in quegli stessi anni, ha governato l’Italia con dignità e rettitudine.
    L’Italia del dopoguerra ha rappresentato per decenni un terreno di scontro politico, che ha trovato la sua legittimazione dichiarata nella guerra fredda e la sua realizzazione nella strategia della tensione. Le ragioni risiedevano nel deteriorarsi di un clima internazionale e nel contemporaneo affievolirsi dell’unità antifascista, con il conseguente allontanamento dei socialcomunisti dal governo del Paese. Si tratta di un radicale mutamento politico, meglio, di una frattura drammatica, che porterà alla demonizzazione reciproca degli opposti schieramenti politici ed alla scomparsa di forze moderate non subalterne alla Democrazia cristiana ed al Partito comunista italiano. Un vuoto politico che la nostra democrazia pagherà a caro prezzo.
    In tutto questo, andava ricostituendosi la destra neofascista, che accettava di restare esclusa dal potere visibile ma che veniva chiamata ben presto a svolgere un ruolo decisivo dentro il potere invisibile. Del resto, già nel marzo 1947, un telegramma dell’Ambasciatore U.S.A. in Italia avvertiva della presenza in Italia di “2000 fascisti pronti a compiere stragi” e, solo qualche tempo dopo, il ricostituito Servizio segreto italiano segnalava l’esigenza di mettere sotto controllo le reti clandestine di ex fascisti e partigiani bianchi che pullulavano nel nord e che già operavano sotto la direzione degli Americani . In questo senso, è significativo l’episodio della “evasione consentita” dei reduci della X Mas dal campo di concentramento di Taranto nel maggio 1946, in quanto rappresenta anche la volontà ed i sistemi praticati dagli Americani per recuperare elementi delle forze armate della Rsi al fine di costituire una propria rete autonoma nel nostro Paese sin dagli ultimi mesi di guerra.
    Pochi anni dopo, il 28 novembre 1956, nasce ufficialmente la struttura paramilitare segreta denominata Gladio, nella quale confluiranno uomini, dal centro all’estrema destra, di provata fede atlantica ed anticomunista. E’ il documento ‘Gladio 1’, che porta il titolo “Una rielaborazione degli accordi fra il Servizio informazioni italiano ed il Servizio informazioni americano relativi all’organizzazione ed all’attuazione della rete clandestina post-occupazione statunitense”, a segnare ufficialmente quella nascita, che avviene dunque non in ambito Nato, come ci è stato autorevolmente detto, ma come rete clandestina italo-statunitense.
    E’ nota la manomissione di quegli archivi finalizzata ad alleggerirne significato e responsabilità, ma è altrettanto nota la presenza di elementi missini di primo piano tra i suoi aderenti: si richiama la posizione di un giovane neofascista di sicura fede, Armando Degni, che, nel 1967, “firma su un documento classificato ‘segretissimo’, una dichiarazione d’impegno, ricevendo il mandato ad assolvere compiti militari speciali nell’ambito dell’organizzazione militare speciale dipendente dallo Stato maggiore della difesa, collegato alla Nato”. E’ risultato che quel gladiatore, smentendo le menzogne sul punto ancora una volta fornite dal Sismi, era “un perfetto neofascista, militante contemporaneamente nel Msi di Giorgio Almirante e nella formazione eversiva e terroristica Ordine nuovo” .
    Va detto che oggi il vero problema della destra, che è riuscita a portare anche uomini provenienti dal Movimento sociale italiano dentro il potere visibile, non è certo costituito da una eredità storica ed ideologica di derivazione fascista, bensì quella di scrollarsi di dosso gli uomini impresentabili e le responsabilità irriferibili provenienti dagli anni del dopoguerra. Durante i quali - vale la pena ricorrere alle parole di esponenti di quella medesima destra missina, per di più non “pentiti”, al corrente della storia segreta di quella struttura - esponenti missini furono protagonisti di pratiche golpiste e stragiste agli ordini dei Servizi segreti, che baderanno poi ad attribuire alla sinistra le malefatte da essi stessi ispirate dentro una strategia, quella degli opposti estremismi, figlia della guerra fredda, e pianificata a tavolino dalle centrali informative d’oltreatlantico.
    Ciononostante, ancora nel 2000, tornano in campo quali alleati di un centro destra che vuole essere europeo e moderno, personaggi come Pino Rauti e Adriano Tilgher. Un Adriano Tilgher che, come emerge dalle dichiarazioni di Marco Ballan e dagli scritti di Zerbi e dalle sue stesse, anche se parziali, ammissioni, ancora negli anni tra il 1979 ed il 1980, era al centro di un dibattito dilaniante all’interno di Aavanguardia nazionale. Sono gli anni in cui Tilgher, Ballan, Palladino, Zerbi, Magnetta, Dimitri, Sortino, avevano stretto rapporti con i fratelli Carboni, interni alla banda della Magliana, e con i vertici delle bande armate di Terza posizione e dei Nar, intascavano il danaro di parte delle rapine dei Nar, che spedivano a Delle Chiaie (mentre il resto, ‘i ragazzini’ lo investivano attraverso i ‘cravattari’ della Magliana).
    Disponevano, tramite Tilgher, di un locale in via Alessandria dove erano custodite armi ed esplosivi, organizzavano riunioni “militarizzate”, discutevano se riprendere la lotta senza quartiere alla sinistra con i metodi di sempre: in questo contesto si verifica la ‘costituzione’ di Vinciguerra ancora non ricercato per la strage di Peteano, e si ha lo scritto di grande significato rivelatore, sequestrato allo Zerbi nel quale senza mezzi termini egli si tirava fuori da ogni nuova velleità sanguinaria annotando che bisognava rompere col passato, impedire che persone si sostituissero alla volontà del popolo, in nome di attentati che avevano già creato lutti inenarrabili dai quali bisognava, infine, prendere le distanze.
    Questo, senza possibilità di equivoci, l’ordine del giorno posto da An nel corso del 1979-80, nel tentativo di governare la galassia giovanile armata che in quel periodo semina la morte a Roma ed in altre parti d’Italia attraverso attentati di accertata natura stragista, omicidi di uomini dello Stato, esplosioni dinamitarde contro odiati simboli dello Stato, etc. Vi sono ripetuti incontri, uno anche a Parigi, su questo lacerante problema, la cui attualità ed i cui passaggi ci vengono ricostruiti, oltre che documentalmente attraverso lo scritto dello Zerbi, attraverso le parole di Walter Sordi e persino di un leader indiscusso di Avanguardia Nazionale come Marco Ballan, di Valerio Fioravanti, che vide e descrisse armi ed esplosivo custoditi da Tilgher, e da tante altre testimonianze, anche interne al Sisde, che era stato allertato nella tarda primavera del 1980 del ritorno di An a vecchie vocazioni stragiste.
    Amnesie e rimozioni, silenzi e menzogne, scheletri lasciati in capaci armadi, nodi irrisolti del passato, pesano irrimediabilmente sul destino della destra e, più in generale, sugli equilibri della nostra stessa democrazia.
    La strategia dell’intervento del potere invisibile viene enunciata al Parco dei Principi nel convegno del 1965. Sono presenti uomini come Guido Giannettini, finanziato dal Sifar sin dal 1965 e Pino Rauti, indicato in una informativa del Sid datata 25 novembre 1968, come “segretario generale di Ordine Nuovo collegato al Fronte nazionale di Valerio Borghese”, che ipotizzano soluzioni golpiste con la protezione dell’ombrello atlantico. Ed è presente anche Stefano Delle Chiaie, come riusciamo a sapere grazie ad un ‘galleggiante’ redatto sul suo conto dal Servizio segreto spagnolo (allorché evidentemente lo arruola) sulla base di notizie che non possono che provenire dall’interessato, in quell’occasione interrogato in quanto ritenuto responsabile del sequestro Oriol.
    Riferisce così Delle Chiaie alla Polizia spagnola che egli fu, dal 1956 al 1958, segretario della sezione missina del quartiere Appio, e fu il fondatore, nel 1958, con Pino Rauti, di Ordine nuovo; nel 1960 dirige i Gar, che operano all’interno dell’Università; nel 1962 fonda An dando al gruppo un carattere di formazione paramilitare; dunque, nel 1965 partecipa alla convenzione romana del Parco dei Principi, “dove si riorganizza l’estrema destra italiana e si decide l’infiltrazione dell’estrema sinistra e la strategia della tensione”. Maggiore efficacia di sintesi e maggiore autorevolezza, sugli scopi di quella convention, non era possibile a dirsi. Partecipano anche numerosi giornalisti di testate centriste e di destra. La copertura ed i finanziamenti provengono dall’ufficio Rei del col. Rocca, la strategia ipotizzata è quella della guerra non ortodossa, i soggetti chiamati a realizzarla sono un insieme di strutture militari e civili, ovviamente segrete, sottratte ad ogni controllo istituzionale, con licenza di attentati e di eliminazione dell’avversario. Che resta il Partito comunista italiano e la sua volontà di accedere al governo del Paese attraverso libere elezioni. Niente di più e niente di meno di questo.
    Certo non mancano all’interno del Pci doppiezze e collegamenti imbarazzanti, essenzialmente propagandistici e finanziari, con l’Unione Sovietica, della quale vengono taciuti i tanti misfatti. Ma resta un fatto non opinabile, che tutta la strategia di quel partito è fondata sull’accesso al potere attraverso libere elezioni e sull’estensione dei diritti di libertà sanciti dalla Carta costituzionale. Il modo in cui venne affrontato dal Pci l’immediato dopo attentato a Palmiro Togliatti in quell’incandescente luglio del 1948, e le parole d’ordine fatte immediatamente circolare, suggerite dallo stesso Togliatti e dai suoi più stretti collaboratori, non lasciano spazi ad incertezze sul punto . Ma l’intero percorso politico del Pci, a partire dalla svolta di Salerno con cui si accettò persino la monarchia, è dentro un programma di difesa della Costituzione, di affermazione ed estensione dei diritti fondamentali di libertà e di conquista del potere attraverso il consenso elettorale.
    Pur tuttavia si tratta di un programma che deve essere impedito con ogni mezzo. Lo impone, questa la convinzione degli Stati Uniti, il mantenimento degli equilibri di Yalta che vedono l’Italia come una colonia americana. E su questa convinzione vengono elargiti ai nostri servizi segreti ed ai nostri apparati politico-istituzionali, un fiume di dollari a fini corruttivi che, osserverà il capo della Cia, non sono stati versati, in quella misura, a nessun altro Paese a rischio, neanche a quelli del Sud America . Sorgono così varie strutture illegali, come i Nuclei di difesa dello Stato o, in forme più organizzate e vicine al potere visibile, la Gladio, con il compito di difendere, senza esclusione di colpi, i ‘valori dell’Occidente’.
    Ma le stesse strutture di Avanguardia nazionale, di Ordine nuovo, del Fronte nazionale, della Fenice, del Mar di Fumagalli, della Rosa dei Venti, di Ordine nero, che si renderanno protagonisti di tentativi eversivi, omicidi e stragi, risulteranno fortemente permeate da uomini che paradossalmente fanno parte dei Servizi di sicurezza, che hanno ispirato azioni illegali e che ne hanno coperto le responsabilità .

  2. #2
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito momento poco indovinato, caro amico...

    caro amico
    vedo che sei andato probabilmente sul sito dei Ds ed hai recuperato qualcosa del pamphlet da due soldi che in fretta e furia quei signori hanno messo insieme due anni fa, allorchè l'esito delle elezioni regionali del 2000 aveva fatto vedere loro estremamente chiara la certezza pressochè assoluta di perdere le elezioni politiche dell'anno successivo [cosa come ben sai poi regolarmente verificatasi...]. Fossi in te, anzichè nel caldo e noioso mese di agosto, aspetterei a pubblicarlo per le prossime elezioni politiche... chissà che non sortisca qualche risultato stavolta ...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    20 Aug 2009
    Messaggi
    10,473
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Perché parti preconcetto?

    Mi aspettavo una contestazione punto per punto di quello che è scritto lì sopra, non una generica risposta propagandistica.


    Una cosa....

    A cosa ci si riferisce quando si parla del campo di concentramento di Taranto nel 1946?

  4. #4
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito al 'giovane moderatore'...

    originally posted by Fiume Rosso:

    '... perché parti preconcetto?... mi aspettavo una contestazione punto per punto di quello che è scritto lì sopra, non una generica risposta propagandistica...'

    caro giovane amico
    il fatto è che ho riconosciuto la fonte da cui carletto roselli ha fatto copia- incolla [***********************************
    per cui non devi metterlo in difficoltà con domande, per esempio, su 'quel che è successo a Taranto nel '46' o altre cose che per lui sono arabo...], essa è accesisbile all'indirizzo

    http://www.democraticidisinistra.it/...ossier_stragi/

    [per la precisione si tratta del file htm http://www.democraticidisinistra.it/...arte3_cap1.htm ]

    la cui 'home page' qui riporto per comodità nostra e altrui:


    "Stragi e terrorismo: strumenti di lotta politica"
    Il dossier dei DS dal dopoguerra al 1974


    Introduzione

    Introduzione - Bielli

    PARTE PRIMA

    La strategia della tensione fino allo scoppio delle bombe

    CAPITOLO I

    Le origini della strategia della tensione

    I.1 La politica americana in Italia dalla fine della guerra fredda
    alla nascita di Gladio

    I.2 Le elezioni del 18 aprile 1948 e la nuova guerra contro la sinistra

    L’Office of policy coordination e le armi nella campagna elettorale

    L’organizzazione "O" e l’Armata italiana della libertà (Ail)

    L’Ufficio REI del Sifar, "Pace e Libertà" e l’attività di Edgardo Sogno

    Le origini di Gladio e la politica esautorata

    Il piano Demagnetize/Clydesdale

    I.3 La polizia segreta del Ministero dell’interno e il "Gruppo De Nozza"

    CAPITOLO II

    Gladio e i Nuclei di difesa dello Stato- Introduzione

    II.1 La natura e le finalità di Gladio

    Gladio e la Commissione Stragi

    II.2 I Nuclei di difesa dello Stato

    I legami tra NDS e la destra eversiva. Il gruppo Sigfried

    II.3 Le connessioni con il Piano Solo

    Avanguardia nazionale giovanile

    CAPITOLO III

    L’eversione di destra e le coperture istituzionali - Introduzione

    III.1 Ordine Nuovo

    III.2 Avanguardia Nazionale

    III.3 Ordine Nero e il Viminale

    Giancarlo Esposti

    III.4 La riunificazione neofascista e le nuove connivenze

    Recenti contributi istruttori su Avanguardia nazionale, Ordine nuovo e apparati dello Stato

    I rapporti tra Stefano Delle Chiaie e Federico Umberto D’Amato

    I rapporti tra Ordine nuovo e i Servizi italiani e statunitensi

    III.5 Gli uomini del Sid: infiltrati dei Servizi nei gruppi della destra eversiva

    Gli uomini della Nato e il caso di Richard Brenneke

    La figura di Delfo Zorzi

    Le provocazioni e l’inquinamento da parte dei Servizi

    Il depistaggio istituzionale di Camerino

    CAPITOLO IV

    I tentativi golpisti - Introduzione

    IV.1 Il golpe Borghese

    Il ruolo di Licio Gelli

    Le complicità nel golpe Borghese

    IV.2 L’attentato di Peteano

    La figura di Vincenzo Vinciguerra

    Il depistaggio ad opera dei Carabinieri di Mingarelli

    IV.3 La "Rosa dei Venti"

    Organismi di sicurezza internazionale

    Il terrorismo "coperto" in Alto Adige

    IV.4 Il Movimento d’Azione Rivoluzionaria (Mar)

    IV.5 Il circolo "La Fenice" di Milano

    IV.6 La figura e il ruolo di Edgardo Sogno

    Il partito del golpe

    Gli ostacoli alle indagini della magistratura

    IV.7 La provocazione e la violenza: il caso di Franca Rame


    PARTE SECONDA

    La stagione delle bombe

    CAPITOLO I

    La strage di Piazza Fontana

    Franco Freda

    Pino Rauti

    Guido Giannettini: agente dei Servizi

    La testimonianza di Carlo Digilio

    Le coperture del Comando FTASE-Nato di Verona

    CAPITOLO II

    La strage di Via Fatebenefratelli

    L’obiettivo Rumor

    Il sedicente anarchico Gianfranco Bertoli

    L’agente Gianfranco Bertoli

    CAPITOLO III

    La strage di Piazza della Loggia

    Le prime indagini

    Brescia prima della bomba

    I Servizi statunitensi

    CAPITOLO IV

    Il treno Italicus

    Gli ostacoli e i depistaggi

    PARTE TERZA

    Destra istituzionale e destra eversiva .

    Legami tra eversione politica e criminalità organizzata

    CAPITOLO I

    Legami tra Msi e terrorismo neofascista - Introduzione

    I.1 Gli uomini della destra nei servizi di sicurezza

    I.2 Il ruolo dei dirigenti del Msi, i legami con gli ambienti eversivi e i finanziamenti da parte degli Usa

    CAPITOLO II

    Il ruolo della mafia e della massoneria deviata

    "Stragi e terrorismo: strumenti di lotta politica"

    Il dossier dei DS dal dopoguerra al 1974


    Si tratta di un dossier messo insieme sul sito dei Ds all'indomani delle elezioni amministrative dell'aprile 2000 in preparazione della campagna elettrorale dell'anno successivo... i poveretti probab ilmente speravano che risumando la memoria delle 'stragi fasciste' di oltre trent' anni prima gli Italiani si convincessero che che la cosa migliore era lasciar governare la sinistra per altri cinque anni... [sì, aspetta e spera... ].

    Come ben puoi vedere si tratta di una ricostruzione davvero accurata e sicoramente corredata di ampia e certamente incontrovertibile documentazione... se non fosse che, piccolo dettaglio, mancano quasi del tutto, perchè mai emesse o perchè di assoluzione, le sentenze della magistratura...

    Si da il caso infatti che fra tutti i 'misfatti' elencati, di uno solo è stata emessa la sentenza definitiva, l'uccisione di tre carabinieri a Pateano ad opera del reo-confesso Vinciguerra...

    stammi bene fiumiciattolo rosso!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    20 Aug 2009
    Messaggi
    10,473
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Da moderatore, direi che il "fiumiciattolo" te lo potevi risparmiare.

    Per il resto, cita le sentenze di assoluzione di cui parli.

    Riguardo al campo di concentramento di Taranto, ho solo fatto una domanda. Non mi pare molto corretto sparlare di un forumista "non presente" (strana definizione su Internet) dicendogli che ha solo fatto un copia e incolla, senza sapere di che cosa si stesse parlando.

  6. #6
    Forumista senior
    Data Registrazione
    11 Nov 2011
    Messaggi
    4,160
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito ma dai, claudio!

    Ancora con questi sospetti?
    o davvero te lo aspetti?
    Che ti legga è impossibile
    Il fatto non è credibile

    Crederci è da matto,
    ed io non l'ho mai fatto.
    "Chissà se in fondo all'animo po' poi"
    pensassero in concreto A NOI!

    Informauro

  7. #7
    Grande Capoccia
    Data Registrazione
    12 Apr 2002
    Località
    la capitale
    Messaggi
    524
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Riporto le prime due righe del mio primo post:

    "Riporto, con lo stesso titolo, un capitolo della relazione DS della commissione stragi della scorsa legislatura. "

    Cosa fosse e quale fosse la fonte l'ho scritto io...ma se qualcuno è convinto di aver fatto uno scoop non sarò certo a toglierli le gioie delle propria convinzione.

    La commissione stragi, mi pare presieduta dal sen. Pellegrino, doveva portare ad un documento finale condiviso da tutte le forze politiche che ricostruisse la storia del dopoguerra in merito ad estremismo, eversione, servizi segreti e affini.

    Purtroppo non si arrivò ad un accordo e non fu fatto alcun documento comune. I DS presentarono il proprio documento.

    Sono circa 300 pagine, che giuro, mi lessi interamente circa 2 anni fa. Quella che ho postato è lo 0,5% della relazione.

    Non conosco nei dettagli l'episodio del '46.

    Nel documento sono ricostruiti i depistaggi dei servizi, le connivenze, gli insabbiamenti.

    E' recentemente arrivata la sentenza su piazza Fontana che dopo 30 anni ci dice che a mettere la bomba furono fascisti.
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  8. #8
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito 0k perfetto...

    caro Carletto:

    a) come tu stesso hai detto la famosa 'relazione Pellegrino' non è la relazione ufficiale della 'Comissione Stragi', bensì, diciamo così, il 'punto di vista' del Pci-Pds sugli avvenimenti stragistici avvenuti in Italia nel dopoguerra... ovvero nè più nè meno che************

    b) al momento attuale l'unica sentenza passata 'in giudicato' è quella relativa all'episodio di Pateano, dove sono morti tre carabinieri inviati ad ispezionare un'auto il cui carico di esplosivo è deflagrato non appena il bagagliaio è stato aperto. La 'sentenza' per l'episodio di Piazza Fontana, basata come le numerose che l'hanno preceduta sulla totale assenza di prove, è solo quella di primo grado, c'è ancora da attendere il giudizio d'Appello, quello di Cassazione, etc... [campa cavallo!!!... ]

    c) nessun 'coinvolgimento' del Msi in episodi stragistici è mai stato supportato dal più piccolo indizio. In seguito al successo elettorale del Msi nel lontano 1972 si è tentato, alquanto goffamente, di istituire un 'processo' a carico di Giorgio Almirante, accusandolo di 'ricostituzione del disciolto partito fascista' [sic!!!... ] e di essere stato a conoscenza di non meglio identificati 'retroscena' di alcuni episodi stragistici di quegli anni. Tale 'processo' però si 'sciolse' già a livello di indagini preliminari, non essendo emerso il benchè minimo riscontro a sostegno di tali 'accuse'

    stammi bene amico!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

    P.S. x ************: dal momento che Carletto, maestro impareggiabile di 'copia-incolla', va subito in crisi quando gli si rivolge una qualsasi richiesta di chairimento, potrò io stesso 'delucidarti' sui 'contatti' avutisi tra la 'X-mas' ed i servizi segreti alleati dal 1943 al 1947, nel quale rientra l'episodio di Taranto citato nella 'relazione' dei Ds... **********

    Per discutere su questo forum, si deve usare un comportamento rispettoso degli altri forumisti

 

 

Discussioni Simili

  1. Sui legami tra politica e mafia
    Di Malaparte nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 20-11-10, 17:35
  2. Legami d'acciaio
    Di Myrddin-Merlino nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 29-01-09, 01:46
  3. Buffon neofascista
    Di Commissario Basettoni nel forum Destra Radicale
    Risposte: 39
    Ultimo Messaggio: 12-01-09, 15:16
  4. Rigurgito neofascista.
    Di DrugoLebowsky nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 16-10-02, 16:04

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito