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    Predefinito Repubblicani in SICILIA

    tratto da LA GAZZETTA DEL SUD 7 agosto 2002
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    S. Pier Niceto / Giuseppe Pitrone
    Ritorno al Pri

    SAN PIER NICETO
    Il dott. Giuseppe Pitrone, figlio del compianto senatore Pietro, torna al Pri.

    L'attuale presidente del consiglio di S. Pier Niceto ha infatti annunciato, con una lettera al Presidente nazionale del Partito Repubblicano Giorgio La Malfa, il suo desiderio di riprendere l'attività politica. «Sento il dovere di continuare l'impegno politico di mio padre e di sorreggere l'azione che Pietro Currò - segretario provinciale del partito - e tanti altri amici stanno portando avanti per dare al Pri quel ruolo di prestigio che gli spetta di diritto».
    Questa la dichiarazione d'intenti espressa nella lettera, con la quale Pitrone coglie anche l'occasione per rivendicare i valori e i principi che hanno ispirato l'azione dei repubblicani nel tempo.


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    Predefinito da LA GAZZETTA DEL SUD ONLINE 21 agosto 2002

    Il consigliere De Stefano (Pri) preannuncia un'interrogazione sulle tre delibere approvate il 13 agosto dalla giunta
    Stadio di S. Filippo, aggiornati i prezzi. E l'appalto?

    Max Passalacqua

    MESSINA

    Tre delibere che non convincono. Per oggetto, tempi, modalità e per come sono materialmente formate. Così il consigliere comunale Giuseppe De Stefano (Partito Repubblicano Italiano), nonostante il periodo di “vacanza” dell'aula, preannuncia un'interrogazione alla ripresa dei lavori per fugare dubbi e sospetti sull'aggiornamento dei prezzi per i lavori di realizzazione del nuovo stadio di S. Filippo votato dalla giunta, su proposta del sindaco Salvatore Leonardi, nella seduta del 13 agosto, «vale a dire cinque giorni dopo la gara d'appalto esperita con l'aggiudicazione provvisoria alla ditta Mdm – come rimarca De Stefano – e non con una “procedura per l'affidamento dei lavori a seguito esecuzione d'ufficio“ in itinere ” come si legge in una delle delibere». Le delibere n. 296, 297 e 298 riguardano rispettivamente l'approvazione dei nuovi prezzi relativi alle «perizie 1. comma (euro 447.180,36 ndr ) e 2. comma 1. (euro 2.079.254,08 ndr ) e 2. stralcio (euro 9.719.939,82 ndr ) dei lavori da eseguirsi d'ufficio», di quelli «concordati con l'impresa Astaldi di cui alla 3. perizia di variante», e di quelli «di cui alla 4. perizia di variante» e, secondo il testo, «non comportano impegno di spesa». Già questo non convince il consigliere del Pri: «come è possibile – chiede De Stefano – dal momento che anche una rimodulazione interna dei fondi, pur se per lo stesso importo complessivo, comporta per definizione un “impegno di spesa” e quindi la necessità del parere della Ragioneria generale?». Tanti, poi, i dubbi che sorgono dalla lettura delle delibere, per di più curiosamente lacunose nella forma (non sono allegate le perizie redatte per l'esecuzione d'ufficio e i verbali di concordamento dei prezzi, se non per la facciata iniziale che reca l'approvazione concessa il 29 luglio da parte del Genio civile). «Le nuove perizie riportano 45 nuovi prezzi per materiali e mezzi del vecchio appaltatore da cedersi al nuovo e 81 per lo stato di consistenza e l'inventario degli oggetti presi in possesso – analizza De Stefano –: quali sono questi prezzi, che dal Genio civile vengono approvati unitariamente in quanto “tengono conto del costo della mano d'opera, dei materiali, dei noli e dei trasporti riferiti alla data del progetto”? E perché gli importi non sono evidenziati?». A proposito dei costi delle varie voci “riferiti alla data del progetto”: l'amministrazione richiama non casualmente, a sostegno della decisione di procedere all'esecuzione d'ufficio dei lavori di completamento, la delibera 11/C del 19 aprile con la quale il Consiglio comunale «ha autorizzato la giunta ad esperire trattativa privata agli stessi patti, obblighi e condizioni contenuti nel contratto originario e nelle successive transazioni, ivi incluso il diritto all'eventuale revisione dei prezzi»: ma proprio la revisione dei prezzi, chiesta dalla Astaldi e non accordata dal Comune, «non era – ricorda De Stefano – una delle cause del contenzioso con la ditta, anzi il punto qualificante della contrapposizione che ha portato alla rescissione del contratto? E non si temeva la possibilità che la gara andasse deserta proprio per la conseguente necessità di aggiornare i prezzi, dando implicitamente ricorso all'impresa romana?». Ma c'è di più: «se le richieste di approvazione dei nuovi prezzi sono state trasmesse al Genio civile tra il 29 ottobre 2001 e il 5 maggio scorso – osserva De Stefano – l'amministrazione sapeva della variazione ma non l'ha considerata nel bando di gara per l'appalto pubblico, redatto evidentemente con i vecchi prezzi (l'approvazione da parte dell'ufficio tecnico è del 29 luglio, dunque dopo la redazione del bando ndr ). Si prepara dunque una nuova perizia di variante? Peraltro, dal momento che i nuovi prezzi riguardano l'effettuazione di lavori non previsti nel contratto originario o diversi tipi di lavorazioni – lancia infine la “bomba” De Stefano – se fosse stata richiesta, ad esempio, la fornitura di un diverso tipo di pavimentazione altre ditte avrebbero potuto trovare vantaggioso partecipare all'appalto e, magari, formulare offerte più vantaggiose rispetto a quella della Mdm, l'unica presentata». Queste le richieste di De Stefano: si attende ora la risposta dell'amministrazione che, per chiarire i tanti punti oscuri della vicenda, dovrà essere particolarmente articolata e fugare (si spera) ogni dubbio.
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    Predefinito tratto da LA GAZZETTA DEL SUD 23 agosto 2002

    L'esperto del sindaco incaricato di rispondere ai dubbi manifestati dal consigliere De Stefano
    Stadio S. Filippo, la replica affidata a Tommasini

    MESSINA

    Entro pochi giorni arriverà la risposta dell'amministrazione comunale ai quesiti posti dal consigliere comunale del Partito Repubblicano Italiano Giuseppe De Stefano in merito alle ultime delibere riguardanti lo stadio San Filippo. Il sindaco ha dato incarico al consulente esterno, il prof. Raffaele Tommasini, di consegnare una relazione che fughi una volta per tutte i dubbi manifestati da De Stefano. La giunta Leonardi ritiene di aver operato nel pieno rispetto delle regole e ieri l'assessore Scoglio ha ribadito che non c'è stata alcuna modifica nel prezziario tale da inficiare il percorso amministrativo che ha portato all'indizione della gara e all'aggiudicazione provvisoria alla ditta Mdm. Il consigliere De Stefano, che presenterà l'interrogazione alla prima seduta utile della nuova sessione, dice di aspettare la risposta dell'amministrazione, prima di chiedere eventualmente la revoca in autotutela dei provvedimenti approvati lo scorso 13 agosto. Mentre proprio ieri mattina i rappresentanti dell'impresa Astaldi hanno chiesto di acquisire copia delle delibere, per valutare gli estremi di ulteriori ricorsi nei confronti del Comune.
    De Stefano non vuole che la sua iniziativa politica venga strumentalizzata. «L'interesse di tutti – ribadisce –, e tra i “tutti” mi ci metto in prima fila, sia come consigliere sia come tifoso di calcio, è che lo stadio venga completato al più presto. Su questo credo che non possano e non debbano nascere equivoci. Non ho mosso critiche o rilievi di sorta, ma solo posto delle richieste di chiarimenti».
    Le tre delibere sono quelle numero 296, 297 e 298 riguardanti rispettivamente l'approvazione dei nuovi prezzi relativi alle perizie dei lavori da eseguirsi d'ufficio, di quelli concordati con l'impresa Astaldi in base alla terza perizia di variante e di quelli previsti dalla quarta perizia di variante. Uno dei dubbi espressi da De Stefano riguarda il fatto che i provvedimenti non comporterebbero ulteriori impegni di spesa: «Come è possibile ciò – è l'interrogativo del consigliere –, dal momento che anche una rimodulazione interna dei fondi, pur se per lo stesso importo complessivo, comporta per definizione un impegno di spesa e quindi la necessità del parere della Ragioneria generale?».
    E De Stefano si pone anche altre domande: «Le nuove perizie riportano 45 nuovi prezzi per materiali e mezzi del vecchio appaltatore da cedersi al nuovo e 81 per lo stato di consistenza e l'inventario degli oggetti presi in possesso. Quali sono questi prezzi, che dal Genio civile vengono approvati unitariamente in quanto “tengono conto della manodopera, dei materiali, dei noli e dei trasporti riferiti alla data del progetto? E perché gli importi non sono evidenziati?». De Stefano ricorda come la delibera approvata in aprile dal consiglio abbia autorizzato la giunta ad esperire la trattativa privata «agli stessi patti, obblighi e condizioni contenuti nel contratto originario e nelle successive transazioni» e come una delle cause del contenzioso con l'Astaldi fosse stata proprio la revisione dei prezzi, richiesta dall'impresa ma non accordata dal Comune. Infine, il consigliere chiede di sapere perchè l'amministrazione non abbia considerato nel bando di gara per l'appalto pubblico la nuova variazione di prezzi. «Si prepara forse una nuova perizia di variante?», è l'interrogativo conclusivo di De Stefano.
    Alcuni componenti della giunta definiscono «privi di qualsiasi fondamento» i dubbi posti dal consigliere. Ma la risposta ufficiale è affidata al prof. Tommasini

    (l.d.).
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  4. #4
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    Predefinito tratto da LA SICILIA.IT 24 agosto 2002

    La bozza per introdurre il nuovo regolamento è allo studio degli Affari generali
    «Dateci lo stipendio»
    Depositata la proposta di 23 consiglieri comunali


    AGRIGENTO

    Il primo firmatario è il repubblicano Maurizio Calabrese, ma il nuovo regolamento per trasformare il gettone di presenza dei consiglieri comunali in indennità di funzione ha l'appoggio di altri 22 inquilini di dell'aula dei Giganti. I consiglieri comunali puntano insomma ad ottenere una sorta di «stipendio».
    La relativa bozza è già stata depositata presso l'ufficio di presidenza ed è ora al vaglio del dipartimento Affari generali di Palazzo dei Giganti. Il documento è composto da 14 articoli che prevedono la trasformazione del gettone di presenza in una indennità di carica. Fissa, ma che comunque non può superare di un terzo l'indennità che spetta al sindaco. In sostanza, se passasse la proposta ogni consigliere porterebbe a casa ogni mese circa 1500 euro (che fanno all'incirca 3 milioni delle vecchie lire). «Però – spiega Maurizio Calabrese – bisogna spiegare che l'ipotesi è prevista dalla legge e che già al Comune di Messina lo hanno fatto. E poi il Regolamento passa solo se non ci sono maggiori oneri per l'amministrazione». Alla proposta non hanno aderito i consiglieri dell'opposizione Hamel, Licata, Lauricella e Arnone. Secondo gli esponenti dell'Ulivo «si tratta di una scelta sbagliata in un momento in cui il Comune è in difficili condizioni economiche».
    Calabrese ha comunque ribadito che la «proposta è prevista dalle leggi» ed ha ricordato che «Arnone ha già diritto ad una indennità di carica per la sua funzione di vicepresidente dell'Aula dei Giganti».
    Attualmente ogni consigliere prende 52 euro lorde per ogni seduta sia di Consiglio comunale che si commissione consiliare. Facendo un rapido calcolo i consiglieri ci costerebbero 45 mila euro al mese, 540 mila all'anno (che con le vecchie lire fanno poco più di un miliardo).
    E per evitare che la proposta sia solo impopolare e per evitare che la gente non capisca (magari a quelli che hanno detto che la disinfestazione non si poteva fare perché non c'erano soldi a sufficienza) Maurizio Calabrese – a nome di tutti e 23 i consiglieri che l'hanno sottoscritta – ha spiegato come funzionerà, se approvata, la nuova disciplina: «Intanto ogni consigliere potrà avere l'opportunità di scegliere tra l'indennità o il trattamento con il gettone di presenza. Inoltre un lavoratore dipendente dovrà mettersi in aspettativa se no avrà diritto a metà dell'indennità. Se ci saranno assenze ingiustificate saranno decurtate».
    Calabrese ha anche spiegato che la proposta passerà solo se non ci saranno «oneri maggiori per il Comune».
    Speriamo.
    La bozza per il regolamento per trasformare il gettone di presenza in indennità di carica è stata compilata sulla «falsariga» di quella adottata al Comune di Messina. Speriamo che non si prenderà in visione la bozza del regolamento del Consiglio provinciale di Catania che dà diritto ai suoi componenti di farsi chiamare «onorevole». Sarebbe troppo.

    Fabio Russello
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  5. #5
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    Predefinito gazzetta del sud online 27 agosto 2002

    Assistenza anziani alla Regione Interrogazione del deputato regionale Angelo Paffumi del Partito Repubblicano Italiano sulla controversa vicenda del tetto massimo al sistema di accreditamento, prescelto dal consiglio comunale per la gestione del servizio di assistenza domiciliare agli anziani.
    A dare comunicazione dell'atto ispettivo, il segretario provinciale del Partito Repubblicano Italiano, Gino Calvo, presidente, altresì, della cooperativa Artemide, organismo che si ritiene pesantemente danneggiato dalla decisione della civica assise.
    Zona artigianale, altro passo avanti Consegnato ieri mattina all'assessorato regionale all'Artigianato e commercio, a Palermo, dall'assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Battaglia, il progetto esecutivo relativo al completamento della zona artigianale, per la cui esecuzione è prevista una spesa di un milione e 808 mila euro. Il progetto, già approvato nel giugno scorso dall'assessorato regionale, doveva essere presentato entro due mesi e prevede la realizzazione delle rimanenti opere di urbanizzazione e la creazione di un centro servizi. Ibla spa, nota della Cisal Cisal scatenata contro Cgil, Cisl e Uil e classe politica iblea. L'ennesimo attacco tocca soprattutto la vertenza Ibla Spa e la posizione da tenere nei confronti dell'Eni. Il sindacato autonomo addebita la lenta fine dell'industria ragusana a «precise responsabilità che vanno individuate nell'azione sindacale fin qui svolta da Cgil, Cisl e Uil nei confronti dell'Eni e dei governi regionale e nazionale».


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    Predefinito GAZZETTA DEL SUD 28 agosto 2002

    Incontro con il segretario regionale Currò e il consigliere De Stefano che non presenterà l'interrogazione sui nuovi prezzi
    Stadio di S. Filippo: Leonardi “convince” il Partito Repubblicano Italiano

    Il sindaco Salvatore Leonardi ha incontrato ieri mattina, ufficialmente per «confermare il rapporto d'intesa auspicando un sempre maggiore coinvolgimento nelle questioni legate al governo della città», una delegazione del Partito repubblicano composta dal segretario regionale Pietro Currò e dal consigliere comunale Giuseppe De Stefano.

    In realtà, l'incontro era mirato a un “chiarimento” sulla questione che nei giorni scorsi ha visto protagonista De Stefano in merito alla preannunciata interrogazione su tre delibere (le n. 296, 297 e 298 del 13 agosto) con le quali la giunta ha approvato i nuovi prezzi per lo stadio di San Filippo. Sull'argomento, «cui è stato fatto cenno durante la riunione dal consigliere De Stefano – recita un comunicato stampa congiunto che l'amministrazione e il Pri hanno concordato al termine – Leonardi ha confermato che per lo stadio sono state previste procedure legittime, come ampiamente evidenziato nella propria nota alla stampa. L'intervento da parte del consigliere De Stefano, che certamente trova la sua legittimità nell'azione di controllo degli atti, è stato indirizzato, secondo lo stile e la tradizione dei rapporti funzionali all'interno del Comune, a fugare ogni eventuale dubbio interpretativo». De Stefano aveva infatti avanzato alcuni dubbi sulle procedure, in particolare sull'opportunità dell'approvazione di questi nuovi prezzi pochi giorni dopo l'aggiudicazione dell'appalto per il completamento dell'impianto e soprattutto sulla mancanza del parere della Ragioneria generale sull'impegno di spesa che le delibere non comportano, ma che secondo il consigliere sarebbe stato ugualmente necessario. Ma il vero “nodo” della questione è costituito dalla piccata risposta del sindaco ai rilievi mossi dal consigliere comunale: «Certamente le valutazioni giornalistiche date alla mia dichiarazione – conviene Leonardi – sulla questione, hanno fatto intravedere una presunta attribuzione di non conoscenza dei fatti e dell'iter amministrativo oltre a possibili tentativi di strumentalizzazione per stimolare interventi esterni che ovviamente non appartengono al consigliere De Stefano». A chi si debbano tuttavia attribuire questa «non conoscenza dei fatti e dell'iter amministrativo» e tali «possibili tentativi di strumentalizzazione per stimolare interventi esterni» resta oscuro, a meno che il sindaco Leonardi intenda imputarli alla Gazzetta rea di aver semplicemente riportato dichiarazioni virgolettate (né del resto smentite) di De Stefano, che argomentava le ragioni della sua interrogazione. Un'interrogazione da De Stefano più volte preannunciata, ma che non verrà presentata come si legge tra le righe del comunicato: «La delegazione repubblicana, a conclusione dell'incontro e sulla base dei chiarimenti forniti dal sindaco a fronte delle perplessità manifestate dal consigliere De Stefano, ha riconfermato che “il rapporto tra amministrazione e Partito Repubblicano Italiano è solido e caratterizzato da un positivo e costruttivo confronto dialettico, nell'interesse della città e dei cittadini». (m.p.)
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    L'INCHIESTA SULLO STADIO DI S. FILIPPO

    La Procura acquisisce le tre delibere di aggiornamento prezzi

    Nuccio Anselmo

    MESSINA

    Acquisizione in copia delle tre “delibere d'agosto”, altra tappa giudiziaria dell'inchiesta sullo stadio San Filippo, la mega opera appaltata nel '91 e ancora da realizzare sulla “collina del disonore”, un «imprevisto geologico» che venne scoperto a metà strada. Ecco l'ennesima visita di ieri mattina della polizia giudiziaria a Palazzo Zanca su delega della Procura, servita per fotocopiare gli originali delle tre delibere di giunta (le n. 296, 297 e 298 del 13 agosto) con le quali sono stati approvati i nuovi prezzi per l'appalto dello stadio di San Filippo. Si tratta evidentemente di altro materiale che andrà ad aggiungersi ai faldoni dell'inchiesta, ormai più d'una decina, che il sostituto procuratore Giuseppe Sidoti ha “collezionato” nella sua stanza di Palazzo Piacentini. L'inchiesta è a un punto di svolta: nelle scorse settimane abbiamo dato conto di alcuni passaggi della perizia che in Procura hanno affidato a tre professionisti palermitani, per capire tra l'altro se l'iter amministrativo dell'appalto è legittimo, se i lavori sono stati regolari e soprattutto se lo stadio, oggi come oggi, con quella collina che incombe, è realizzabile. La vicenda delle “delibere d'agosto” è invece più recente, ma ha registrato già diverse puntate: dopo il grido d'allarme del consigliere comunale del Partito Repubblicano Italiano Giuseppe De Stefano, che la scorsa settimana aveva annunciato un'interrogazione per capire come mai due giorni prima della processione della Vara e dopo l'aggiudicazione dell'appalto, in giunta avevano lavorato per aggiornare i prezzi dello stadio, si era registrata una risposta rovente del sindaco Leonardi. Aveva personalmente preso carta e penna per dire chiaramente che in quelle tre delibere non c'è nulla di oscuro, solo adeguamenti previsti per legge. Poi martedì scorso, dopo le violente polemiche, nei divanetti di pelle della stanza del sindaco, durante un incontro tra gli esponenti del Pri e il sindaco Leonardi, è stata siglata una pax che ha accontentato tutti, il primo cittadino e gli eredi dell'Edera. Per l'argomento stadio, «cui è stato fatto cenno durante la riunione dal consigliere De Stefano – recita il comunicato stampa congiunto che l'amministrazione e il Pri hanno concordato al termine –, Leonardi ha confermato che per lo stadio sono state previste procedure legittime, come ampiamente evidenziato nella propria nota alla stampa».

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    Predefinito tratto da LA SICILIA ONLINE 30 agosto 2002

    Il Pri contro il termovalorizzatore a Larderia

    MESSINA

    Prosegue il braccio di ferro a distanza tra il sindaco, Turi Leonardi e l'unico rappresentante del Partito Repubblicano Italiano in seno al Consiglio comunale, Pippo De Stefano. Dopo lo stadio, tocca adesso al termovalorizzatore che il rappresentante dell'Edera non vuole venga costruito a Larderia per «non deturpare ulteriormente la zona sud, dopo la realizzazione del depuratore di Mili Marina che ha letteralmente rovinato i villaggi di Mili e Galati Marina». Nonostante le moderne tecnologie De Stefano teme che il termovalorizzatore avrà un impatto ambientale duro sul territorio, che «costringerebbe – scrive il consigliere – gli abitanti della zona a cambiare residenza».

    Massimiliano Mondello

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    Predefinito LA SICILIA.it 14 settembre 2002

    Nonostante la delibera di nomina sia iscritta all'odg del Consiglio comunale, neanche lunedì sarà votata
    Difensore civico: no grazie
    Veti incrociati sulla candidatura di Igor Germanà di Forza Italia

    MESSINA

    Nonostante la legge istitutiva sia ormai vecchia di dodici anni, bisognerà aspettare la prossima legislatura (si spera!) perché il Comune abbia un difensore, nonostante la sua nomina sia iscritta all'ordine del giorno del civico consesso da almeno sei mesi. Anche nella prossima sessione, che si aprirà lunedì alle 18.30, al punto «numero 8» degli argomenti da dibattere e deliberare si legge: «Nomina del difensore civico». Ma anche questa volta si tratta di un bluff, quasi un obbligo inserirla ma, come al solito, manca l'accordo all'interno del Consiglio, della coalizione di Centrodestra ed anche in seno al partito di maggioranza relativa e cioé Forza Italia. Un accordo, invece, che diventa indispensabile visto che l'elezione del difensore civico prevede una maggioranza qualificata di 27 voti e cioé il numero esatto dei componenti la maggioranza in Consiglio (che salgono a 28 se si considera Salvatore Donato dell'Udeur, partito che sostiene il sindaco Turi Leonardi, che però a livello nazionale si trova all'opposizione). L'unico nome che circola tra i corridoi di Palazzo Zanca quale papabile difensore civico è quello dell'avv. Igor Germanà, 44enne, iscritto all'albo dal 20 luglio 1985. «Su Germanà ci sono troppi veti – ammette laconicamente il capogruppo di Fi al Comune, Pippo Capurro – e il partito ha deciso di mettere da parte questa discussione». Di veti incrociati parla anche il capogruppo del Partito RepubblicanoItaliano, Pippo De Stefano, che aggiunge: «A parte la mancanza di rispetto per la cittadinanza, la Casa delle Libertà non ha mai istituito un serio tavolo di discussione su questo argomento».
    «La delibera di nomina del difensore civico – afferma il vice presidente del Consiglio comunale, Umberto Bonanno – è da sempre iscritta all'ordine del giorno dell'aula ma, credo, che anche questa volta non sarà chiamata. È assurdo pensare che a sette mesi dalle elezioni si voti il difensore civico. Questi – conclude – dev'essere eletto, a largo maggioranza, contestualmente al sindaco, altrimenti...». Altrimenti saranno trascorsi, anziché dodici, diciassette anni dall'emanazione della legge...

    M. M.

  10. #10
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    Predefinito GAZZETTA DEL SUD 01 ottobre 2002

    Il Pri chiede a Berlusconi più spazio in riferimento alle elezioni

    Il segretario politico del Partito repubblicano Francesco Nucara
    ha scritto al presidente del consiglio Berlusconi anche in vista delle scadenze elettorali in Sicilia. Tema non solo i temi economici che alternano dati tali da ingegnerare incertezza ma anche la guida delle amministrazioni locali. Per la prima parte Nucara, pur prendendo atto della congiuntura internazionale che ha creato difficoltà a tutti i governi, chiede che i ministri evitino dichiarazioni tra loro in contrasto e spesso inopportune; che il Mezzogiorno costituisca un effettivo punto di riferimento delle politiche nazionali e non si dia l'impressione di un'attenzione episodica. Per la parte elettorale, Nucara ricorda a Berlusconi il suo appello affinché le componenti di minoranza siano adeguatamente presenti se si vuole salvaguarda la coesione.


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