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  1. #1
    Ridendo castigo mores
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    Predefinito i limiti del federalismo

    Il federalismo non e' ' la terra del latte e del miele' ma una prova a cui uno deve rispondere di tasca propria . Chi si sente forte sulle sue gambe puo' invocare quella pericolosa liberta' ma chi e' corroso dai propri vizi e atterrito dai proprii limiti ha il terrore della liberta' . Esso si comportorta come un naufrago incapace di nuotare che si attacca a chi e' in grado di galleggiare di suo , incurante del rischio di morire entrambi ... tanto lui non ha alterantive . E in quel frangente chi si lascia trascinare dallo scomposto peso del disperato perisce con esso con l'unica consolazione che tale solidaristico sacrificio gli sia riconosciuto nell' aldila ...

    Per questo il meridione di italia restera' abbarbicato al nord fino al disastro di entrambi , ma non credo che nessun dio ne rendera' merito ai pirla padani ..

    Ma c'e' un altro motivo che spinge a diffidare del federalismo. Il fatto che piu' e' piccola la comunita' piu' facili sono le mafie , ragione per cui chi ha la mafia nel suo habitat desidera che una potenza esterna superiore ( lo stato ..) venga a sollevarne il peso .
    Questo non e' un problema che riguarda solo le terre della mafia tradizionale , ma rigurda anche le regioni rosse dove opera un conformistico controllo politico del territorio e dove la minoranza non conformista puo' solo vedere nella legge dello stato centrale la tutela alle angherie spicciole ..E posso esemplificare con un esempio .

    L'altro giorno ho incontrato un leghista della val di cecina che mi ha raccontato come dalla sua casa che dalle colline metallifere domina la valle sta vedendo dissestare la valle e morire un fiume lungo 84 km ,il quarto fiume della Toscana .
    Il fatto si origina dall' accordo tra regione -provincia- comuni ( tutti della stessa marca politica ) con la multinazionale Solvay , accordo che autorizza la solvay a prelevare 8 milioni metri cubi anno di acqua dal fiume per iniettarla nelle miniere di salgemma e trasferire la melassa all' impianto di Rosignano sulla costa , dove prelevati i sali ( potassio , boro, calcio ect.. ) gli scarti vengono gettati in mare inquinando 20 km di costa , un inquinamento particolare , ' sgrassante' ,perche' immergersi in quelle acque pervinca ed esporsi poi al sole su quelle bianchissime spiaggie significa un alta probabilita' di prendersi un melanoma .
    IL problema e' che il prelievo forse supera di gran lunga le cifre ufficiali e il fiume e' pressoche' in secca perenne . Il forsennato prelievo e relativo svuotamento del sottosuolo sembra confermato dalle lesioni a molte case della valle . Gli unici ha protestare sono i contadini che non possono piu' irrigare con l' acqua del fiume e l' immancabile WWF , come foglia di fico dell' ala verde dello schieramento politico che questo scempio ha autorizzato .

    Ma mi diceva sconsolato quel leghista ' Devo invocare lo stato centrale ? chi puo' salvare il cecina dall' ' autonomia' toscana ? ' Gli ho risposto nessuno ,perche' nessuno deve salvare i toscani dall' impiccarsi con le loro mani .. Oltre che una questione di liberta' e' anche una questione di necessaria selezione darwiniana... ' cuiusque faber (s)fortunae suae '...

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  2. #2
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    Predefinito bravo

    E' la pura verita'.

  3. #3
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    Predefinito Re: i limiti del federalismo

    Originally posted by larth
    Il federalismo non e' ' la terra del latte e del miele' ma una prova a cui uno deve rispondere di tasca propria . Chi si sente forte sulle sue gambe puo' invocare quella pericolosa liberta' ma chi e' corroso dai propri vizi e atterrito dai proprii limiti ha il terrore della liberta' . Esso si comportorta come un naufrago incapace di nuotare che si attacca a chi e' in grado di galleggiare di suo , incurante del rischio di morire entrambi ... tanto lui non ha alterantive . E in quel frangente chi si lascia trascinare dallo scomposto peso del disperato perisce con esso con l'unica consolazione che tale solidaristico sacrificio gli sia riconosciuto nell' aldila ...

    Per questo il meridione di italia restera' abbarbicato al nord fino al disastro di entrambi , ma non credo che nessun dio ne rendera' merito ai pirla padani ..

    Ma c'e' un altro motivo che spinge a diffidare del federalismo. Il fatto che piu' e' piccola la comunita' piu' facili sono le mafie , ragione per cui chi ha la mafia nel suo habitat desidera che una potenza esterna superiore ( lo stato ..) venga a sollevarne il peso .
    Questo non e' un problema che riguarda solo le terre della mafia tradizionale , ma rigurda anche le regioni rosse dove opera un conformistico controllo politico del territorio e dove la minoranza non conformista puo' solo vedere nella legge dello stato centrale la tutela alle angherie spicciole ..E posso esemplificare con un esempio .

    L'altro giorno ho incontrato un leghista della val di cecina che mi ha raccontato come dalla sua casa che dalle colline metallifere domina la valle sta vedendo dissestare la valle e morire un fiume lungo 84 km ,il quarto fiume della Toscana .
    Il fatto si origina dall' accordo tra regione -provincia- comuni ( tutti della stessa marca politica ) con la multinazionale Solvay , accordo che autorizza la solvay a prelevare 8 milioni metri cubi anno di acqua dal fiume per iniettarla nelle miniere di salgemma e trasferire la melassa all' impianto di Rosignano sulla costa , dove prelevati i sali ( potassio , boro, calcio ect.. ) gli scarti vengono gettati in mare inquinando 20 km di costa , un inquinamento particolare , ' sgrassante' ,perche' immergersi in quelle acque pervinca ed esporsi poi al sole su quelle bianchissime spiaggie significa un alta probabilita' di prendersi un melanoma .
    IL problema e' che il prelievo forse supera di gran lunga le cifre ufficiali e il fiume e' pressoche' in secca perenne . Il forsennato prelievo e relativo svuotamento del sottosuolo sembra confermato dalle lesioni a molte case della valle . Gli unici ha protestare sono i contadini che non possono piu' irrigare con l' acqua del fiume e l' immancabile WWF , come foglia di fico dell' ala verde dello schieramento politico che questo scempio ha autorizzato .

    Ma mi diceva sconsolato quel leghista ' Devo invocare lo stato centrale ? chi puo' salvare il cecina dall' ' autonomia' toscana ? ' Gli ho risposto nessuno ,perche' nessuno deve salvare i toscani dall' impiccarsi con le loro mani .. Oltre che una questione di liberta' e' anche una questione di necessaria selezione darwiniana... ' cuiusque faber (s)fortunae suae '...
    ________________
    Quelli che hai descritto non sono i limiti del federalismo che non c'è, ma della più disastrosa organizzazione centralista e mafiosa che invece c'è e prospera.

  4. #4
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    Predefinito Re: i limiti del federalismo

    Originally posted by larth
    Il federalismo non e' ' la terra del latte e del miele' ma una prova a cui uno deve rispondere di tasca propria . Chi si sente forte sulle sue gambe puo' invocare quella pericolosa liberta' ma chi e' corroso dai propri vizi e atterrito dai proprii limiti ha il terrore della liberta' . Esso si comportorta come un naufrago incapace di nuotare che si attacca a chi e' in grado di galleggiare di suo , incurante del rischio di morire entrambi ... tanto lui non ha alterantive . E in quel frangente chi si lascia trascinare dallo scomposto peso del disperato perisce con esso con l'unica consolazione che tale solidaristico sacrificio gli sia riconosciuto nell' aldila ...

    Per questo il meridione di italia restera' abbarbicato al nord fino al disastro di entrambi , ma non credo che nessun dio ne rendera' merito ai pirla padani ..

    Ma c'e' un altro motivo che spinge a diffidare del federalismo. Il fatto che piu' e' piccola la comunita' piu' facili sono le mafie , ragione per cui chi ha la mafia nel suo habitat desidera che una potenza esterna superiore ( lo stato ..) venga a sollevarne il peso .
    Questo non e' un problema che riguarda solo le terre della mafia tradizionale , ma rigurda anche le regioni rosse dove opera un conformistico controllo politico del territorio e dove la minoranza non conformista puo' solo vedere nella legge dello stato centrale la tutela alle angherie spicciole ..E posso esemplificare con un esempio .

    L'altro giorno ho incontrato un leghista della val di cecina che mi ha raccontato come dalla sua casa che dalle colline metallifere domina la valle sta vedendo dissestare la valle e morire un fiume lungo 84 km ,il quarto fiume della Toscana .
    Il fatto si origina dall' accordo tra regione -provincia- comuni ( tutti della stessa marca politica ) con la multinazionale Solvay , accordo che autorizza la solvay a prelevare 8 milioni metri cubi anno di acqua dal fiume per iniettarla nelle miniere di salgemma e trasferire la melassa all' impianto di Rosignano sulla costa , dove prelevati i sali ( potassio , boro, calcio ect.. ) gli scarti vengono gettati in mare inquinando 20 km di costa , un inquinamento particolare , ' sgrassante' ,perche' immergersi in quelle acque pervinca ed esporsi poi al sole su quelle bianchissime spiaggie significa un alta probabilita' di prendersi un melanoma .
    IL problema e' che il prelievo forse supera di gran lunga le cifre ufficiali e il fiume e' pressoche' in secca perenne . Il forsennato prelievo e relativo svuotamento del sottosuolo sembra confermato dalle lesioni a molte case della valle . Gli unici ha protestare sono i contadini che non possono piu' irrigare con l' acqua del fiume e l' immancabile WWF , come foglia di fico dell' ala verde dello schieramento politico che questo scempio ha autorizzato .

    Ma mi diceva sconsolato quel leghista ' Devo invocare lo stato centrale ? chi puo' salvare il cecina dall' ' autonomia' toscana ? ' Gli ho risposto nessuno ,perche' nessuno deve salvare i toscani dall' impiccarsi con le loro mani .. Oltre che una questione di liberta' e' anche una questione di necessaria selezione darwiniana... ' cuiusque faber (s)fortunae suae '...
    Detto fra noi: chi conosce la storia sa che se il sud versa in condizioni disastrose, il Nord non è storicamente esente da colpe. Savoia, Cavour, e le politiche di "piemontesizzazione" avutesi durante il cd risorgimento, hanno dissanguato uno Stato sostanzialmente prospero per quelli che erano i livelli standard del tempo. Certo, il Nord ha ampiamente ripagato il Meridione di quei torti, o meglio: la società civile del nord ha ampiamente assecondato come vittima designata e ingannata piani di sviluppo malgestiti da una classe politica miope e incapace di comprendere le reali vie di sviluppo, che passano non per l'industrializzazione forzata o per le casse d'assistenza,ma per la responsabilizzazione delle risorse umane, per l'equilibrio fra costi sociali e valore prodotto,quindi per una politica che rispecchi la reale condizione del territorio. In questo senso, il sud dovrebbe guardare al federalismo come a una libertà ritrovata e come a un'occasione per crescere progressivamente,e non è nemmeno giusto pensare che tutti si abbarbichino senza dignità alla redistribuzione che giunge da Roma. Il federalismo dovrebbe rappresentare, per il mezzogiorno, la possibilità di riappropriarsi di poteri politici e di creare classi dirigenti capaci, cosiccome avverrebbe per il Nord. Non dimentichiamoci anche che in Sardegna, regione tradizionalmente depressa ma dove l'identità etno-linguistica e culturale è decisamente marcata, le critiche allo Stato-nazione sono radicate e inserite in una prospettiva nazionalitaria che ragiona meno utilitaristicamente.
    Detto questo, non credete che un errore della Lega sia stato quello di attaccare congiuntamente a Roma i popoli meridionali, spingendoli su posizioni nazionaliste e compromettendo la possibilità di un'unione strategica sotto il segno delle riforme? I movimenti autonomisti ausonici non pagano anche la sinergia "ideologica" con la Lega, che automaticamente li rende invisi a genti risentite? Se si fosse guardato in maniera diversa al sud, cercando di unire gli sforzi e di "sfondare" nell'ex regno borbonico attraverso la collaborazioni fra simboli diversi ma mossi dallo stesso desiderio di libertà e, nel loro caso, di riscatto, a che punto saremmo con le riforme??
    Quanto alla questione "toscana", forse c'è maggior possibilità che la situazione cambi se la pressione che una comunità si trova a dover imbastire viene fatta a Firenze piuttosto che a Roma. Federalismo significa anche e soprattutto vicinanza "fisica" del potere, prossimità della società civile alla classe politica, radicamento della decisionalità (per quanto mal gestita) nel territorio. Se Roma ragiona sostanzialmente in maniera astratta, distaccandosi dai reali problemi dei cittadini, chiudendosi in un'extra-territorialità dorata, le regioni e le provincie per loro natura non possono prescindere dall'evidenza del legame. Il grande problema rimane sempre quello di sposare ai crescenti ambiti di competenzacrescenti risorse che non vengan però stabilite e distribuite senza vincolo di destinazione da Roma, che notoriamente è cattiva matematica (anche sotto il governo di centro-destra) bensì dai consigli regionali. Non esiste altra soluzione, se è il federalismo che si vuole (ma io ho i miei dubbi), che render le regioni protagoniste del gettito fiscale, quindi detentrici di competenze decisive in materia finanziaria.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: i limiti del federalismo

    Originally posted by ZENA


    (...)
    Detto questo, non credete che un errore della Lega sia stato quello di attaccare congiuntamente a Roma i popoli meridionali, spingendoli su posizioni nazionaliste e compromettendo la possibilità di un'unione strategica sotto il segno delle riforme? I movimenti autonomisti ausonici non pagano anche la sinergia "ideologica" con la Lega, che automaticamente li rende invisi a genti risentite? Se si fosse guardato in maniera diversa al sud, cercando di unire gli sforzi e di "sfondare" nell'ex regno borbonico attraverso la collaborazioni fra simboli diversi ma mossi dallo stesso desiderio di libertà e, nel loro caso, di riscatto, a che punto saremmo con le riforme??


    No, nel periodo 91-93 la lega ha effettivamentetentato di coinvolgere chiunque in un discorso federalista , ma il rifiuto meridionale deriva semplicemente dalla precisa sensazione della grand maggioranza dei meridionali di RICEVERE piu' che di DARE allo stato centrale ( in effetti ormai lo stato e' ' cosa loro' ..) e non si puo' condannarli se fanno i loro interessi spicci come quel naufrago ...

    Quanto alla questione "toscana", forse c'è maggior possibilità che la situazione cambi se la pressione che una comunità si trova a dover imbastire viene fatta a Firenze piuttosto che a Roma. Federalismo significa anche e soprattutto vicinanza "fisica" del potere, prossimità della società civile alla classe politica, radicamento della decisionalità (per quanto mal gestita) nel territorio. Se Roma ragiona sostanzialmente in maniera astratta, distaccandosi dai reali problemi dei cittadini, chiudendosi in un'extra-territorialità dorata, le regioni e le provincie per loro natura non possono prescindere dall'evidenza del legame. Il grande problema rimane sempre quello di sposare ai crescenti ambiti di competenzacrescenti risorse che non vengan però stabilite e distribuite senza vincolo di destinazione da Roma, che notoriamente è cattiva matematica (anche sotto il governo di centro-destra) bensì dai consigli regionali. Non esiste altra soluzione, se è il federalismo che si vuole (ma io ho i miei dubbi), che render le regioni protagoniste del gettito fiscale, quindi detentrici di competenze decisive in materia finanziaria.
    sicuramente , anche nel prevedibile deteriore ' federalismo' toscano in salsa comunista si avrebbe il passo avanti che ognuno pagherebbe pe se e nessun potrebbe mettere le sue cazzate a carico di una entita' astratta e lontana ..Sarebbe doloroso ma alla fine funzionerebbe ... o col il rinsavimento dei toscani o con la loro meritata estinzione..

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: i limiti del federalismo

    Originally posted by larth


    sicuramente , anche nel prevedibile deteriore ' federalismo' toscano in salsa comunista si avrebbe il passo avanti che ognuno pagherebbe pe se e nessun potrebbe mettere le sue cazzate a carico di una entita' astratta e lontana ..Sarebbe doloroso ma alla fine funzionerebbe ... o col il rinsavimento dei toscani o con la loro meritata estinzione..
    Certo.Gli stupidi non meritano la libertà.

    MA bisogna ammettere caro larth che i Padani (buona parte) nel profondo del loro cuore aspettano un grande progetto.

    Se c'è qualcuno che gliene presenta uno credibile, percorribile coerente io credo che possano ancora rispondere.

    Oggi non è più così.Come non lo era quando si andava sul Pò perchè il progetto indipendentista era una scatola vuota.

    Quindi si ritorna in quello stato di narcosi collettiva che consente ai tuoi simpatici conterranei di eleggere certi bellimbusti così come ai miei, di perdere la coscienza di ciò che non funziona e del perchè.

  7. #7
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    Predefinito Re: i limiti del federalismo

    Originally posted by larth

    ......
    Ma mi diceva sconsolato quel leghista ' Devo invocare lo stato centrale ? chi puo' salvare il cecina dall' ' autonomia' toscana ? ' Gli ho risposto nessuno ,perche' nessuno deve salvare i toscani dall' impiccarsi con le loro mani .. Oltre che una questione di liberta' e' anche una questione di necessaria selezione darwiniana... ' cuiusque faber (s)fortunae suae '...
    Questa è la logica del "si salvi chi può"!
    Se qualcuno annega mostramogli le spalle. Sono problemi suoi!
    Niente solidarietà. Di fronte alla solidità granitica di alcune nazioni ove la solidarieretà sociale, la compartecipazione è radicata la fiducia nelle istituzioni è granitica noi cosa proponiamo?
    Il menefreghismo sociale!
    Se la casa del vicino crolla cosa faccio? Ringrazio al cielo che non è toccato a me. Quando accadrà il vicino sarà autorizzato a fare altrettanto.
    Invece di assistenzialismo nel secolo trascorso dando a tutti un piccolo salvagente sarebbe stato meglio insegnare a tutti a nuotare. Ma questo non era interesse nazionale e soprattutto locale. Domani questa volontà sarà ancora più accentuata. In queste zone si aspettavano forti interventi dallo stato centrale che non sono mai venuti. Poi si è sperato in forze esterne ancora più lontane: la CE.
    Ora non rimane alcuna speranza nei confronti di poteri locali ormai radicati. In chi potranno sperare? L'unica soluzione è in una rivolta popolare.
    Dovremo assistere a centinaia di picole rivoluzioni territoriali di popolazioni territorialmente affamate combattere contro poteri locali anch'essi poveri? centinaia di argentine a carattere locale.

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: i limiti del federalismo

    Originally posted by il Pasquino

    Questa è la logica del "si salvi chi può"!
    Se qualcuno annega mostramogli le spalle. Sono problemi suoi!
    Niente solidarietà. Di fronte alla solidità granitica di alcune nazioni ove la solidarieretà sociale, la compartecipazione è radicata la fiducia nelle istituzioni è granitica noi cosa proponiamo?
    Il menefreghismo sociale!
    Se la casa del vicino crolla cosa faccio? Ringrazio al cielo che non è toccato a me. Quando accadrà il vicino sarà autorizzato a fare altrettanto.
    Invece di assistenzialismo nel secolo trascorso dando a tutti un piccolo salvagente sarebbe stato meglio insegnare a tutti a nuotare. Ma questo non era interesse nazionale e soprattutto locale. Domani questa volontà sarà ancora più accentuata. In queste zone si aspettavano forti interventi dallo stato centrale che non sono mai venuti. Poi si è sperato in forze esterne ancora più lontane: la CE.
    Ora non rimane alcuna speranza nei confronti di poteri locali ormai radicati. In chi potranno sperare? L'unica soluzione è in una rivolta popolare.
    Dovremo assistere a centinaia di picole rivoluzioni territoriali di popolazioni territorialmente affamate combattere contro poteri locali anch'essi poveri? centinaia di argentine a carattere locale.
    Ma dove sta il nesso fra la mancanza di solidarietà sociale e le forme di autogoverno spinto da noi auspicate ?

    Temo solo nelle vostre teste imbottite di ideologia.


    MAi sentito il proverbio così poco cattolico , in voga dalle mie parti

    "Aiutati che il ciel ti aiuta".

  9. #9
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    Predefinito

    Poi diciamocelo: il federalismo è strutturalmente preferibile al centralismo, ma non è sufficiente a far si che la società civile sia più forte di certi poteri. Ovviamente, col decentramento si dispone di qualche possibilità in più, come detto, nonchè di una trasparenza maggiore. Ma se la gente preferisce chiudere gli occhi e continuare a vivere nel proprio individualismo, piuttosto che uscir di casa e riappropriarsi della democrazia, quindi del proprio territorio, le riforme non possono miracolarli. Anche se non devono essere usate come "punjiball", similmente a come vorrebbero fare su patriottismo oggi.
    Una domanda per i libertari: nella loro visione delle cose, un fiume può essere privatizzato? Se si, c'è qualche limite che vincola il proprietario rispetto allo sfruttamento della risorsa di cui dispone?

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: i limiti del federalismo

    Originally posted by LosVonRom


    Certo.Gli stupidi non meritano la libertà.

    MA bisogna ammettere caro larth che i Padani (buona parte) nel profondo del loro cuore aspettano un grande progetto.

    Se c'è qualcuno che gliene presenta uno credibile, percorribile coerente io credo che possano ancora rispondere.

    Oggi non è più così.Come non lo era quando si andava sul Pò perchè il progetto indipendentista era una scatola vuota.

    Quindi si ritorna in quello stato di narcosi collettiva che consente ai tuoi simpatici conterranei di eleggere certi bellimbusti così come ai miei, di perdere la coscienza di ciò che non funziona e del perchè.
    Un ragionamento direi giusto .. eppure lasciami dubitare sull' attesa padana del ' grande progetto' ..
    perche' ho gia' spiegato tante volte dall' analisi storica che i padani sono miti ed alacri produtturi ma pirla politici poco inclini ad andare oltre il loro ottuso momentaneo interesse . .

 

 
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