Clamoroso colpo di scena nelle indagini sull'assassinio del prof. Marco Biagi. La Procura di Bologna ha fatto finta per mesi di interessarsi poco al caso, ma solo per non destare sospetti nell'assassino che alla fine è stato smascherato: si tratta del Questore di Bologna!...
Ecco per voi l'articolo de ilNuovo.it... buona lettura!...
martedì 23 Luglio 2002, 137
Delitto Biagi, indagato il questore di Bologna
BOLOGNA - Il questore di Bologna è il primo indagato per l'omicidio di Marco Biagi. La procura emiliana ha infatti iscritto Romano Argenio nel registro degli indagati - scrive oggi Repubblica - ipotizzando il reato di omissione di atti d'ufficio.
Il questore sarebbe 'colpevole', secondo l'ormai famosa relazione Sorge, di aver revocato la scorta al giuslavorista ucciso dalle Br. Secondo il documento, infatti, la questure di Bologna avrebbe trattato il consulente del ministero del Lavoro come un 'simulatore', tanto da far cadere intorno alla vittima 'una cortina di diffidenza'.
Nei giorni scorsi, i magistrati hanno sentito il prefetto Sergio Iovino come persona informata sui fatti. La responsabilità delle autorità bolognesi di pubblica sicurezza per la mancata scorta a Biagi erano state sottolineate anche dal Copaco [il comitato parlamentare di controllo sui servizi], che, nella propria relazione aveva invocato sanzioni.
'Nella figura del professor Marco Biagi si condensavano i tratti ideali di un possibile bersaglio'. Ma non fu 'capito', peggio, 'fu considerato uno che ingigantiva i fatti e simulava'. Eppure c'erano ben '28 informative' diramate alle questure che indicavano 'precisi e costanti indizi di attenzione' nei confronti di personaggi con il ruolo di Biagi. ecco perchè 'non si vede come sia possibile pensare che il professore non fosse un potenziale bersaglio del terrorismo interno'. Chiudono così, scrive Repubblica, le 57 pagine e i quattro capitoli della relazione del prefetto Roberto Sorge, il documento con cui il capo di gabinetto dell'allora ministro Scajola indagò sui motivi della revoca della scorta a Marco Biagi.
Il documento con la classificazione 'riservatissimo' è sottoposto ancora alla duplice secretazione della Procura e del Viminale ma Repubblica ne ha pubblicato alcuni passaggi importanti.
Il questore Romano Argenio, il prefetto Sergio Iovino e il capo della Digos Vincenzo Rossetto dovevano avere 'maggiore cautela -sottolinea la relazione - nella valutazione del rischio'. Sentito il 25 marzo del 2002, una settimana dopo l'omicidio di Biagi, invece, Argenio 'minimizza l'esposizione al rischio del professore e mostra in generale un atteggiamento sfuggente e impaziente. Nega inoltre e il fatto presenta un profilo di non tenue gravità, la circostanza di aver ricevuto dal collega di Roma una richiesta di approfondimento sul conto di Biagi'. La conversazione invece c'è stata. Il professore aveva denunciato nell'autunno scorso una serie di minacce telefoniche.
Quanto alla sede di Roma 'emergono chiari elementi di responsabilità per ciò che riguarda questore e prefetto'. Così inizia il capitolo del rapporto sulle responsabilita' della capitale che coinvolgono il questore Giovanni Finazzo, dopo l'omicidio Biagi promosso prefetto, e nominato responsabile Ucis, il nuovo ufficio centrale delle scorte, il prefetto Romano Romano in carica fino al settembre del 2001 e l'attuale prefetto Emilio del Mese.
Sorge affronta anche la questione della circolare taglia scorte del ministro Scajola del 15 settembre 2001 sottolineando che 'appare fuorviante il tentativo di far risalire la dismissione della tutela a queste più rigorose disposizioni'. Il prefetto ammette comunque che era necessaria 'anche da parte del centro, una lettura più attenta del pericolo cui era esposto Biagi'.
'No comment'. Sono le uniche parole ufficiali che ha pronunciato il procuratore capo di Bologna Enrico Di Nicola, richiesto di un commento alla notizia, anticipata da due quotidiani, che il questore del capoluogo emiliano Romano Argenio è indagato per omissione d' atti d' ufficio nell' ambito dell' inchiesta sulla revoca della scorta al professor Marco Biagi. Il questore - secondo quanto si è appreso - dovrebbe essere sentito dai magistrati nei prossimi giorni.
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato




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