Salve a tutti.
Qualcuno sa darmi qualche link dove possa trovare
materiale (pdf o articoli) documentativo sul tradizionalismo cattolico ?
qualcosa da poter scaricare e leggere con calma.
grazie a tutti in anticipo.


Salve a tutti.
Qualcuno sa darmi qualche link dove possa trovare
materiale (pdf o articoli) documentativo sul tradizionalismo cattolico ?
qualcosa da poter scaricare e leggere con calma.
grazie a tutti in anticipo.


Dipende che cosa cerchi.
Vuoi info sul punto di vista 'tradizionalista' sul Vaticano II?


L'ottimo thread sulla concezione eretica del CV II l'ho già spulciato tutto.
Necessiterei di qualche sito dove trovare documentazione sul tradizionalismo cattolico,
sia diciamo "integralista" che "eretico".
Apparte il sito documentale del vaticano.va ovviamente.


In Sodalitium n° 61 (rivista sedevacantista) trovi la storia delle maggiori figure che combatterono il modernismo tra fine '800 e primi '900. Ecco il link per scaricare il pdf: www.sodalitium.it.
Sotto lascio un quadro, davvero sommario, del "tradizionalismo" tracciato dal prof. Radaelli all'interno della sua biografia su R. Amerio, utile, più che altro, per familiarizzare con qualche nome, nulla più.
[...]Il dissenso nella Chiesa fu vasto e articolato, ed ebbe origine da uomini dai nomi oggi dimenticati, anche con posizioni dissenzienti dal vescovo [Lefebvre] il cui nome poi quasi fagocitò il concetto stesso di tradizionalismo. Amerio è certamente uno di essi: egli può vantare nei confronti di monsignor Lefebvre una più antica origine nel riconoscere lo sviamento ecclesiale cui resistere, forse anche una più ferma stabilità della linea di resistenza, infine l’individuazione di una più profonda causa teologica e metafisica al dovere del dissenso, e persino – notevole contrasto – una più benevola disposizione a confidare nella correzione degli ecclesiastici criticati, cioè in ultimo una più benevola disposizione a confidare nella divina Provvidenza, come conclude in una sua intervista a un giornale notoriamente vicino al vescovo.
Un altro generoso resistente della prima ora fu l’abbé George de Nantes, ben visibile e clamoroso fin dagli anni del concilio, spesso accompagnato da padre Noël Barbara: egli rigettò fin dal principio tutti i documenti conciliari. 1 [GEORGE DE NANTES, Lettres à des amis, ]
Un agguerrito gruppo di cattolici messicani legati all’Università di Guadalajara e all’Unione cattolica Trento nel 1962 (sotto pseudonimo) diffuse nell’aula conciliare il libro Complotto contro la Chiesa, 2 [MAURICE PINAY, Complot contra la Iglesia, trad. del dr. Luis Gonzales, Mundo libre, Mexico 1968.] ai fini di contrastare le trattative del cardinale Agostino Bea, fatte per conto di Giovanni XXIII con le autorità giudaiche, per ottenere un documento conciliare a favore della loro causa, anzi, piuttosto: che accogliesse il loro punto di vista anche a costo di contraddire la prospettiva da sempre tenuta dalla Chiesa, cosa che avvenne puntualmente con la promulgazione di Nostra Ætate.
In Francia i laici francesi resistenti si riunirono presto intorno alla celebre rivista « Itinéraires » (1956-97), 3 [« Itinéraires » (Parigi, ’56-97), con il supplemento « Voltigeur », diretta da Jean Madiran.] che Romano Amerio conosceva bene; tra i suoi collaboratori padre Guérard des Lauriers, convinto sedevacantista.
In Italia la resistenza prende più che altrove da sùbito due strade parallele e fortemente correlate: un movimento scoperto di aperto e stringente dissenso e uno sotterraneo e interno non meno coraggioso. Il primo si dispiega con riviste critiche come « Vigilia romana », fondata nel ’69 e coagulante apporti di ecclesiastici di primo piano quali monsignor Francesco Spadafora, monsignor Domenico Celada, don Giuseppe Pace, padre Antonio Coccia, padre Cornelio Fabro. Sempre nel ’69, ma a Brescia, don Luigi Villa dà vita alle prolifiche Edizioni Civiltà, cui affianca un anno dopo il mensile « Chiesa viva », sùbito caratterizzato per una notevole autonomia di giudizio, coadiuvato anch’esso da ecclesiastici della Curia romana di alto profilo morale e di grande spiritualità come monsignor Nicolino Sarale. Nei pressi di Roma don Francesco Putti fonda nel ’75 il quindicinale « sì sì no no », presto apprezzato come il foglio più teoretico della resistenza antimodernista italiana, la sua dottrina riconosciuta di alto e sicuro insegnamento, annoverando tra i collaboratori, con la formula dell’anonimato antisoggettivista, anche eminenti ecclesiastici, quali il già citato monsignor Spadafora, onorato professore di esegesi alla Lateranense, che possono così alzare la loro voce critica e severa senza la tema di perdere le importanti posizioni di osservazione interne agli organismi vitali della Chiesa messi a giudizio. La rivista si diffonde anche in plurime edizioni in lingua spagnola, portoghese, tedesca, inglese e francese, quest’ultima in collegamento con « Courrier de Rome », fondata nel ’69.
Il movimento di dissenso sotterraneo, cui don Putti con la sua rivista fa da ponte, si sviluppa, per restare alle radici storiche di quegli anni, intorno ad alcuni cardinali, lavorando specialmente intorno all’aspetto liturgico, nella chiara consapevolezza che, dato l’adagio agostiniano « lex orandi, lex credendi », la grande cattolicità sarebbe stata più facilmente persuasa dalla forza intrinseca alla vera santa liturgia piuttosto che dalla forza delle idee, poste queste troppo a repentaglio di argomenti e di linguaggio equivoci degli interlocutori.
Amerio, fedele alla processione delle essenze per cui si ha prima la dottrina, e gli atti di sèguito, argomentava il contrario: per prima cosa il Trono più alto dovrebbe risolversi a riesaminare le due sue proprie convinzioni teologiche più profonde: restaurazione della Monotriade nel suo corretto ordine di processioni, all’interno, e, all’esterno, restaurazione assoluta dell’unico culto di adorazione alla Trinità. Senza queste due previe correzioni dottrinali la liturgia non avrebbe alcuna possibilità di autosottrarsi « all’abissale abbrutimento » perpetrato – per dirla con un liturgista come monsignor Celada – con la riforma liturgica montiniana. Essendo essa dovuta, come si legge in Iota unum, a un precedente radicamento eterodosso, anche il suo ripensamento non può che discendere da un precedente ripensamento ai piani alti della teologia.
È chiaro infatti che, se fosse riconosciuto il diritto nell’orbe cattolico di celebrare secondo il rito Romano antico, senza alcuna richiesta ulteriore a quella del giuramento antimodernista, però affiancando quel diritto al diritto dell’attuale liturgia montiniana, la Chiesa cadrebbe nella più totale rovina: si avrebbe infatti con ciò il riconoscimento universale e definitivo dell’errore ecumenista, assimilatore sia delle liturgie più sante che di quelle meno. La liturgia perenne, poi, non più garantita dalla dottrina altrettanto perenne cui è legata – dispersa nel mare magnum ecumenista – perderebbe presto il nerbo che l’ha retta per duemila anni, la santità, ossia la sua intrinseca, assoluta e immarcescibile diversità.
Questa la molto sommaria panoramica per rilevare che la resistenza che oggi si ascrive tutta a un nome, per quanto insigne, merita piuttosto il riconoscimento di essere stata fin dall’inizio larga e varia, germinata sia dalla base, con laici come Amerio e preti come don Luigi Villa, che dalle cattedre, con cardinali come Alfredo Ottaviani.
Amerio, in ogni caso, non mantenne significativi rapporti con nessun esponente dell’opposizione alle dottrine conciliari, se escludiamo la forte amicizia con cardinali come Siri.
Con la scomparsa dei grandi porporati e vescovi Siri, Ottaviani, Bacci, Piolanti, Ruffini, Carli, e di insigni teologi quali Landucci, Romeo, Spadafora, Sarale, il concetto di tradizione (o tradizionalismo), già negli anni del concilio degenerato da essenza della stabilità intrinseco all’essere stesso delle cose a pensiero opinativo di marca nostalgica, cioè da un concetto metafisico che non si può non tenere a dubbia opinione che è bene non tenere, passò presto a farsi addirittura sinonimo di regressione ad antistoriche pretese tanto conservatrici da non poter nemmeno essere annoverate nel pur poliedrico e benevolo alveo ecclesiale. Il concetto metafisico che fa la Chiesa è nel nuovo senso comune espulso da essa come superfetazione decisamente dubbia, inappropriata e sconveniente. [...]
Fonte: Enrico Maria Radaelli, Romano Amerio. Della verità e dell'amore, Marco Editore, Lungro, 2005


Ti ringrazio.
Mi sono scaricato diversi numeri della rivista Sodalitium.
Intanto cominciamo da quelli.
Poi qualcosa preleverò dal Cesnur.
Ma siti diciamo "neutrali" esistono ?






beh, cesnur=Introvigne...:giagia:
prova anche CATTOLICESIMO INTEGRALE c'è parecchio materiale


Il Cesnur sembra il braccio armato del Likud più che per la Chiesa.
ottimo anche ultimo link.


Un buon Portale e forum sul Tradizionalismo cattolico:
www.tradizione.biz
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Prima di chiedere,rifletti bene su cosa hai dato.