Dal sito http://www.espressonline.it/
I danni della marijuana
Spinello bruciacervello
Il principio attivo ha gli stessi effetti neurologici della cocaina. Danneggia i tessuti cerebrali
http://www.espressonline.it/ESW_arti...,36480,00.html
Saluti.


Dal sito http://www.espressonline.it/
I danni della marijuana
Spinello bruciacervello
Il principio attivo ha gli stessi effetti neurologici della cocaina. Danneggia i tessuti cerebrali
http://www.espressonline.it/ESW_arti...,36480,00.html
Saluti.
Come al solito, un'altra scoperta dell'acqua calda. L'antipro si basa sull'idea che la repressione più o meno violenta dell'uso crei alla fin fine, più danni che la sua tolleranza, non sul aftto che l'erba non sia dannosa, ma allimite su quello che non si danno casi di morte per thc.
l’osservazione di come i cannabinoidi abbiano un’azione neurologica creando un mondo psicologico parallelo e innaturale di sensazioni, emozioni, memorie.
Questi sono gli effetti ricercati da chi la usa, se non li avesse nessuno la userebbe.
il Thc, ha la capacità (come i principi attivi delle droghe più pesanti, compresa l’eroina e la cocaina) di aumentare i livelli di una sostanza chimica, la dopamina, che serve per trasmettere le informazioni tra le cellule cerebrali. «Il Thc,» aggiunge, «attraverso questa proprietà provoca dipendenza in individui che ne facciano uso ripetuto. La prova è che ad Amsterdam, nelle numerose cliniche di disintossicazione da cannabis, i medici riportano numerosi casi di dipendenza».
Aiiaiai...l'erba da dipendenza. Le dipendenze da droga si curano soltanto ove vi sia la piena disponibilità da parte dell'assuntore a smettere. Nè la galera, nè le sanzioni amministrative nè le minacce servono. I questi casi, onde evitare le situazioni paradossali che gli psicologi ben conoscono, si è soli davanti a se stessi. Forse ad Amsterdam lo hanno capito meglio di noi, abbandonando l'inutile senso estetico che pervade gli italiani e i puritani quando si parla di antipro.
Annota il farmacologo: «La marijuana incide in maniera profonda nelle funzioni che noi consideriamo squisitamente umane». Come a dire che modifica radicalmente l’azione del nostro cervello facendoci agire diversamente da come faremmo senza averla assunta.
Uella, ma va.....
La denuncia, allo stesso modo di quella neurofarmacologa inglese Susan Greenfield, è contro una «cultura favorevole all’uso della droga
No, è adesso che viviamo in un regime culturale basato sul dualismo morale/immorale invece che su quello, più consono, dannoso/non dannoso, che si respira un clima favorevole all'uso di droghe(o per contrasto moralista o per mitizzazione, le due facce della stessa medaglia).


C'è anche chi sbattendosene degli effetti della proibizione o liberalizzazione, pensa, in primis, che fintanto che non aggredisco la persona o la proprietà di altri io sia libero di fare quel cazzo che mi pare..Originally posted by Claude
Come al solito, un'altra scoperta dell'acqua calda. L'antipro si basa sull'idea che la repressione più o meno violenta dell'uso crei alla fin fine, più danni che la sua tolleranza, non sul aftto che l'erba non sia dannosa, ma allimite su quello che non si danno casi di morte per thc.
Iddio me ne scampi e liberi dal clima culturale, secondo me imperante, del dannoso/non dannoso: se devo scegliere tra due divieti, preferisco quello moralistico a quello salutistico.No, è adesso che viviamo in un regime culturale basato sul dualismo morale/immorale invece che su quello, più consono, dannoso/non dannoso, che si respira un clima favorevole all'uso di droghe(o per contrasto moralista o per mitizzazione, le due facce della stessa medaglia).
Sa£udi serenissimi da Pippo III.
Come sai io prediligo l'antipro utilitarista, per dire così, a quello libertario....cmq le due cose possono anche fatte valere contemporaneamente (perchè punire, infatti, una persona che, effettivamente, non fa del male a nessuno, se non a se stesso?)Originally posted by Pippo III
C'è anche chi sbattendosene degli effetti della proibizione o liberalizzazione, pensa, in primis, che fintanto che non aggredisco la persona o la proprietà di altri io sia libero di fare quel cazzo che mi pare..
Iddio me ne scampi e liberi dal clima culturale, secondo me imperante, del dannoso/non dannoso: se devo scegliere tra due divieti, preferisco quello moralistico a quello salutistico.
Sa£udi serenissimi da Pippo III.
Anche sul salutismo ti sbagli. E' proprio perchè la salute viene investita di un'eccessiva veste moraleggiante che si crea il salutismo proibizionista: dannoso e immorale divengono termini interscambiabili, e, con ciò, tutto ciò che è solo (ed è molto, per l'amor del cielo) dannoso, diventa anche immorale.
D'altra parte, io parlo di ciò che lo stato dovrebbe fare e come dovrebbe affrontare questi problemi, perciò nulla vieta ai singoli di concepire l'uso di droga o morale o immorale a seconda delle loro preferenze etiche.