Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito Colombia: 38 Anni Di Guerra

    Una storia, quella Colombiana, segnata da una guerra intestina che dura ormai da 38 anni. Ma la destabilizzazione del paese rientra purtroppo in schemi "Americani" ben precisi: la conquista del Sud-America. Per fare questo gli USA hanno usato da sempre due tecniche ormai perfezionate: stimolare guerre civili e mettere in ginocchio un paese attraverso crisi economiche.Questi ultimi mesi hanno chiarito perfettamente (a chi aveva ancora dei dubbi) le intenzioni statunitensi. Dalla tragedia Argentina, strozzata dal debito con il FMI, dalle politiche liberiste e dalla corruzione della classe dirigente; passando per il Venezuela, con il fallito colpo di stato contro il presidente Chavez; fino ad arrivare all'impennata di violenza proprio in Colombia. In questo caso Washington arma con elicotteri e armi ultratecnologiche il cane da guardia dei suoi interessi in Colombia.
    Le ferite del Sud-America continuano dunque a sanguinare e gli usa ne raccolgono i frutti.
    DOVERE DI OGNI INTER-NAZIONALISTA E' MANIFESTARE CON LA LOTTA LA SOLIDARIETA' AI POPOLI OPPRESSI.

    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE

  2. #2
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    Le Farc hanno comunque dato il benvenuto al lacche' americano Uribe.

  3. #3
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    La Colombia è il terzo paese al mondo per soldi ricevuti dagli Stati Uniti. Purtroppo il 95% del denaro inviato serve a potenziare esercito e polizia al solo scopo di mantenere il paese sotto il controllo degli U.S.A. e annientare qualsiasi movimento contrario alla politica imperialista americana.

  4. #4
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    Predefinito Repressione ufficiale e resistenza popolare

    Repressione ufficiale e resistenza popolare
    Un ripasso storico

    Oggi, quando negli ambiti intellettuali del mondo si parla che viviamo un periodo di pluralismo e di fine delle ideologie, in colombia continuano a essere realta’ quotidiane le persecuzioni contro le organizzazioni popolari, la criminalizzazioni della protesta sociale, la violazione dei diritti umani, lo sterminio dei lider politici dell’opposizione politica, i massacri in piena luce del giorno e le impunita’. Di fronte a questi delitti, lo stato colombiano, principale responsabile di questa violenza, e’ ricorso dalla sua conformazione, all’uso sistematico della repressioni e al rafforzamento dell’apparato militare con l’obiettivo di annichilire qualsiasi espressione di mobilitazione popolare, incluse le opzioni nate nel seno stesso della classe dominante; e hanno dimostrato le loro incapacità’di dare soluzioni alle necessita basiche della popolazione (salute,lavoro, educazione ecc.).
    La repressione, le frodi elettorali, i meccanismi di eccezioni, e la disinformazione, costituiscono strumenti ricorrenti dell’elite politica bipartitica per fare fronte alle organizzazioni che assumonola difesa degli interessi popolari.nella memoria popolare sono presenti le figure di Rafael Uribe, Jorge Eliecer Gaitan, Guadalupe Salcedo, Jaime Pardo Leal, Bernardo Jaramillo, carlos pizarro, manuel cepeda e molti altri lider dell’opposizione assassinati impunemente.
    La natura oligarchica dello stato colombiano, la cui espressionesegue essere il carattere esclusivamente egemonico della sua elitepolitica, che cerca di annichilire qualsiasi espressione a lui contraria,ha impugnato permanentemente contro il movimento popolare modalita’ di azione non istituzionali.
    In questa forma, la resistenza armata copre particolare importanza,come risposta all’azione terrorista dello stato e unico cammino per aprire spazi di partecipazione politica, in un largo e complesso processo di tirocinio.
    Occorre avvertire che, data la persistenza del fenomeno e gli elementi di continuita’ che si riscontrano nel diversi periodi della storia colombiana, le forme e i contenuti di questa violenza politica,esercitata e imposta dallo stato, e dai partiti politici tradizionali,hanno sofferto di molte variazioni.nel secolo XIX e sino all’entrata nella seconda meta’ di questo secolo, l’azione armata fu un meccanismo ricorrente per affrontarel'egemonia partitica che pretendevano illegalizzare per le vie di fatto e di diritto dal suo avversario politico. Questi conflitti, intermescolati con altri processi, confluirono generalmente in congiunture di crisi politiche e sociali che misero in panni sporchi il modello di dominazioni bipartitica e obbligarono i suoi capi a fare un.’ governo di coalizioni, come modo per uscire dalla crisi. Nel mezzo del secolo passato, per esempio, capi e nuclei dei due partiti si coalizzarono per decapitare il governo popolare del generale jose maria melo che, appoggiato dalle societa’ di artigiani, aveva preso il potere dal basso sotto le parole d’ordine “pane lavoro o morte”.
    Con prestiti finanziari degli usa e con l’aiuto di truppe irregolari,reclutate tra le masse contadine e conosciute come “montoneras”, i faccendieri liberali e conservatori conformarono due linee di attacco che culminarono con la presa della capitale santafe di Bogota’ e la sconfitta degli artigiani.
    Piu’ recentemente, negli anni '30, le lotte rivendicative dei contadini in zone come Sumapaz, si unirono a bande armate per fare fronte alla violenza dei latifondisti, che pretendevano di espellere i contadini che lavoravano la terra in condizioni di affittuari. I contadini, protetti dalla legislazione agraria scritta per loro dall’allora presidente Alfonso Lopez Pumarejo (1934-1938), avevano iniziato a gestirsi la terra come proprietari, allegando il fatto di aver coltivato la terra per piu’ di 23 anni, che in termini di linguaggio giuridico si conosce come “prescrizione”.sotto gli stendardi di questo movimento, nacquero prestigiosi lider agrari come Juan de la Cruz Verela, Erasmo Valencia, Facundo Diaz e Teodomiro Munnoz. Dopo un periodo di repressione alle organizzazioni operaie e sindacali, la violenza politica nel paese raggiunse livelli insospettabili, verso la fine del 1949 e inizi del 1950.
    La mobilitazione che genero’ l’assassinio del lider popolare Jorge Gaitan, il 9 di aprile del 1948, servi’ di pretesto al governo conservatore di Ospina Perez (1946-1948) per accrescere attraverso i suoi apparati repressivi, il terrorismo ufficiale che si diffuse nelle zone rurali del paese, dove avevano una significativa presenza iliberali e comunisti.
    Come risposta a questa violenza, emerse un amplio movimentoguerrigliero a llano orientales huila santander, cauca, el valle, sud e oriente di tolima, che incarno’ la resistenza popolare al terrorismo ufficiale. Con la congiuntura generata dal colpo di stato militaredel generale Rojas Pinilla (1953), si apri’ una tappa dì negoziati con i ribelli, che culminò con l’arrivo di organizzazioni armate orientate dal partito liberale e una smobilitazione , senza ritiro dì armi dei nuclei sotto l'influenza del partito comunista.
    Molti dei guerriglieri, che accolsero la legalita’ del regime, furono arrestati ingiustamente, oppure eliminati impunemente. L’assassinio dei guerriglieri smobilitati e’ una costante che accompagna i successivi negoziati guerriglia-governo; dimostrata dalla morte di Guadalupe Salcedo nel 1957, Oscar William Calvo nel 1984, Carlos Pizarro nel 1990 e i dirigenti della corrente di innovazioni socialista nel 1994. Con questo patto il Fronte Nazionale (1958-1974) celebrato tra le fazioni egemoni del partito liberale e conservatore si consacra costituzionalmente il bipartitismo, impedendo la partecipazione di altre forze politiche ubicate fuori di loro. Questo maneggio di esclusione del potere si complementa con la restrizione della liberta’ democratica attraverso applicazioni permanenti dello stato d’assedio e la militarizzazione crescente della societa’ con il fine di esercitare uno stretto controllo sulle organizzazioni di opposizione e dei movimenti popolari.
    Simultaneamente a questi processi, e in un contesto internazionale irradiato per il trionfo della rivoluzione cubana e dei nuovi piani strategici degli USA sull'America Latina, si orientano il ruolo delle forze militari. Sotto questa nuova orientazione conosciuta come “dottrina della sicurezza nazionale” le forze militari assumono a poco a poco una maggiore partecipazione nei conflitti sociali, sviluppando azioni punitive contro le zone di autodifesa contadina e le manifestazioni rigvendicative di operai e studenti. Nella cornice di questo modello di dominazione e di fronte alla chiusura degli spazi di azione legale, sorgono nuove organizzazioni di carattere politico-militare. Le Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia (FARC), 1964, Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) 1965 e l’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) 1966. Nei decenni seguenti emerge il Movimento 19 di aprile (M-19), il Partito Rivoluzionario dei Lavoratori (PRT) il Movimento indigenita “Quintin Lame” e l’Autodifesa Operaia (ADO). Per gli anni 70’, con la crescita dei movimenti di protesta sociale, il rafforzamento dei fronti guerriglieri nel campo e lo sviluppo di importanti azioni armate nelle città’, si generalizza nel paese la lotta antisovversiva attraverso di un’applicazione piu’ consistente degli schemi della politica di sicurezza nazionale e del modello ispirato nelle dittature del cono sud.
    Questa repressione e’ accompagnata da operazioni militari di grande in importanza nelle zone agrarie dove l’esercito dispiega un grande potere di annichilimento della popolazione. Le mobilitazioni popolari rivendicando la liberta’ dei prigionieri politici, la smilitarizzazione delle zone contadine e la condanna ai consigli verbali di guerra e la tortura, caratterizzano questa tappa.
    Ora entrati nella decade degli anni ottanta, l'assassinio politico sistematico, i desaparecidos, e i massacri si ergono, e l’asse della strategia repressiva dello stato colombiano, come risposta all’assenso alla lotta popolare e in particolare, all’emergenza di un nuovo movimento politico di sinistra. L’Unione Patriottica, sorta dagli accordi di “cessate il fuoco tregua e pace” firmati dal governo e dalla nostra organizzazione (1984).
    Prima della forza che prende l’up. Come principale interprete delle necessita’ e aspirazioni del popolo colombiano, i settori piu’ reazionari rispondono con l’assassinio dei suoi militanti, simpatizzanti, e rappresentanti delle corporazioni pubbliche, inclusi numerosi sindaci eletti popolarmente e due dei suoi candidati alle presidenziali. Questi crimini furono presentati all’opinione pubblica come opera esclusiva del narcotraffico, occultando non solo la stretta alleanza con le forze militari sino alla responsabilita’ diretta degli alti comandi militari.
    Molti di questi assassini furono effettuati attraverso gruppi paramilitari, promossi e orientati dalle forze armate senza abbandonare le operazioni coperte e le grandi operazioni militari, gli ultimi governi hanno adottato mezzi legali con il pretesto di combattere il narcotraffico a chi insiste a presentare come unico responsabile della violenza. Con questa forma pretendono fare fronte alle crescenti denunce degli organismi in difesa dei diritti umani, istituzionalizzando il terrore, criminalizzando la protesta sociale e svigorendo il carattere politico della lotta guerrigliera.
    Il terrorismo di stato continua ad applicarsi in colombia, ora con nuove modalita’, come il codardo sequestro di cittadini inermi, per il solo fatto di essere familiari di comandanti guerriglieri. Pero’ mentre in colombia persiste l’assassinio di chi chiede giustizia, la sparizione forzata del dirigenti popolari, l’attuazione sanguinosa e impunita delle forze armate, la libera azione di gruppì paramilitari, le FARC-EP mantengono in alto le loro armi e le bandiere e seguiremo dimostrando la nostra indeclinabile volonta’ di pace.


    Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia
    FARC-EP

  5. #5
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    Qs è la recente storia politica colombiana.Ma i "rivoluzionari" del Forum Mondiale non hanno fatto parlare a Porto Alegre i rappresentanti delle Farc perchè usano le armi.Vabbè...
    Credo che la marcia per la rivoluzione internazionalista sarà molto lunga!
    Saluti comunisti

 

 

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