Agli "eurocrati" si rimborsa il Viagra


Dieci euro a pastiglia, per non più di sei pastiglie al mese. L'Unione europea rimborsa il Viagra ai propri funazionari di Bruxelles. Ed è polemica sul deficit della cassa-malattia dei Quindici.


BRUXELLES - L'assistenza sanitaria dell'amministrazione dei Quindici rimborsa ai funzionari europei perfino il Viagra. Ad accorgersene è stato il quotidiano francese Le Monde, che oggi ospita in prima pagina un corsivo sull'argomento.

Le compresse azzurre, utilizzate per favorire l'erezione, costano circa dieci euro l'una. Un prezzo decisamente alto, per il quale i funzionari europei possono rivolgersi direttamente al proprio istituto di assistenza.

Certo, il rimborso non avviene in maniera indiscriminata. Secondo i limiti approntati dagli esperti sanitari, agli "eurocrati" vengono rimborsate non più di sei pillole al mese.

Un dato che finisce per suonare anche come una sorta di "limite massimo" alle prestazioni amorose dei funzionari di Bruxelles. Di certo la vicenda sembra destinata a suscitare polemiche. Anche perché i funzionari europei vantano già stipendi decisamente alti. Uno dei responsabili di Bruxelles, intervistato dal quotidiano d'Oltralpe, giura che il provvedimento non viene attuato in maniera indiscriminata. "Le condizioni sono draconiane" chiarisce. E aggiunge: "Bisogna dimostrare che l'impotenza è la conseguenza diretta" di una malattia grave.

La cassa-malattia per i funzionari europei vanta attualmente ben 45 mila affiliati, e circa 95 mila beneficiari. I funzionari versano un terzo delle quote, mentre il resto è coperto dal budget comunitario. Nel 2001 il sistema ha mostrato i primi segni di deficit, con un uscita per le spese e i rimborsi superiore ai contributi incassati. Anche per questo motivo, la scelta di rimborsare perifno il Viagra, rischia di destare scalpore.

(9 AGOSTO 2002, ORE 9.04)


naturalmente gli itagliani sempre in prima fila.