Repubblica di oggi, pagina 3 - in basso (dove altro potrebbe essere?). Intervistato, il Senatùr afferma fra l'altro:
"La Lega si schiera contro l'economia finanziaria per l'economia reale...". Non fosse chiaro il concetto (come potrebbe?) egli rincara: "Noi siamo per i consumi utili....non per la Borsa". Non è ancora chiaro? Allora ecco: "I soldi usciti dalla Borsa dovranno essere investiti in grandi opere con rendimenti a medio e lungo termine".
Persone che di investimenti si intendono (swaption ed Ago per esempio, senza togliere nulla a nessuno, per carità!) ridano pure di queste castronerie, ma vorrei attirare l'attenzione su un altro tema. Si tratta di un caso passato politicamente inosservato, ma di notevole rilevanza etico-politica ed economica. Parlo della Bipop e di Banca Fineco (la pubblicità "perchè non cambi banca?" i clienti l'hanno presa alla lettera...).
La banca bresciana finanziava l'entourage di amministratori e famigli di matrice leghista, per acquistare prodotti finanziari Bipop, ed in particolare le azioni della Bipop stessa. Il bello è che gli assicurava il capitale ottenuto con tale leva finanziaria. Il risultato? un bel crac, con tanto di giudizi penali pendenti a carico di una schiera di notabili, molti (troppi) dei quali vicini alle idee politiche della Lega.
E chi lo ha coperto questo crac? Roma (ladrona?) come al solito. La Banca d'Italia (che con vigilanza aveva creduto alle favole) ha chiamato il fido Geronzi (Banca di Roma), il quale da buona jena si è portato via la carcassa puzzolente.
Ma chi ha perso soldi? I risparmiatori: anche quelli dalla parte della Lega.
Ora - pur comprendendo che evidentemente il Senatùr di economia e di Borsa nulla sa (sapesse, tecerebbe)- come è accettabile da parte di un separatista che le puttanate di casa propria vengano coperte dal ladro che regolarmente viene esposto all'indice?
Informauro




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