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  1. #1
    Claude
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    Post Ulivo: proposte di Cofferati

    Cofferati: "Uno solo leader per l'Ulivo"


    Il centrosinistra, il Pdci, Di Pietro, i no global e gli intellettuali, ma non Rifondazione. E' l'Ulivo che piace a Sergio Cofferati: con un solo leader e un programma scritto insieme a tutte le anime del movimento.


    ROMA - Un 'Nuovo Ulivo' con tutte le forze del centrosinistra, dai Comunisti italiani e Di Pietro, senza Rifondazione. E' questo lo schieramento cui pensa Sergio Cofferati, leader della Cgil, per vincere le prossime elezioni. In un'intervista al 'Corriere della Sera' Cofferati parla del suo progetto, proponendo di affidare la stesura del programma politico a una ventina di persone 'autorevoli', ''rappresentative delle culture e delle sensibilità storicamente individuate nell'arco di forze del centrosinistra''.

    ''Più è alto il profilo del tentativo - dice Cofferati- e meglio si risolvono anche i problemi contingenti, quelli di oggi. E va fatto subito perché nel 2004 ci sono le elezioni europee, nel 2005 le amministrative e nel 2006 le politiche''.

    Una sinistra 'allargata', dunque, a comprendere anche le associazioni dei no global, i girotondisti, i movimenti di intellettuali. Ma con un leader unico, ''perché è la condivisione del programma - dice Cofferati - che legittima tutti coloro che vi hanno partecipato a poter rappresentare l'universo che si identifica in quel programma''.

    Sull'impegno diretto che il leader della Cgil potrebbe avere in questo nuovo schieramento, Cofferati è fermo: ''Per il mio impegno politico - dice - penso a forme diverse da quelle tradizionali. Ringrazio per l'attenzione, ma voglio allontanare l'idea di commistione tra politica e rappresentanza sociale, che viene agitata strumentalmente dal centrodestra''.

    ''E anche se l'autonomia della Cgil è dimostrabile al di là di ciò che farà il suo segretario generale - conclude - non voglio dare anche un involontario contributo a chi dice che le cose che ho fatto in questi mesi le ho fatte pensando al mio futuro politico''.

    La proposta di Cofferati raccoglie il sì del segretario dei Ds, Piero Fassino, e anche qualche plauso nella Margherita. A Fassino, per esempio, piace l'idea di un programma "comune''' dell'Ulivo, base per una opposizione ''più unita'' in Parlamento e sul territorio e ''più radicata in tutti i collegi elettorali'', anche per dialogare meglio con Rifondazione comunista e con la lista Di Pietro. Ci vuole, insomma, un ''salto di qualità doppio''.

    ''Se i processi politici sono più rapidi - spiega Fassino - anche noi dobbiamo accelerare. In un anno l'opposizione si è rafforzata, lo smarrimento del dopo voto è superato. Il salto di qualità adesso deve essere doppio. Abbiamo bisogno di un 'programma comune' dell'Ulivo. Per rendere evidente che l'opposizione non dice soltanto dei no ma li accompagna ai suoi sì e ai suoi come. L'altro salto riguarda la forma dell'opposizione. Più unita, più radicata in tutti i collegi elettorali, con forme di rappresentanza unitarie in Parlamento. Così sarà più facile anche costruire la convergenza con Rifondazione, con Di Pietro, ma anche con le tante liste civiche emerse alle amministrative che hanno contribuito alla vittoria del centrosinistra''.

    Un manifesto del "perfetto riformista che sottoscrivo integralmente" dice il vicepresidente dei deputati della Margherita, Franco Monaco. "Ancoraggio all' Europa, bipolarismo, primato del programma, rapporto con i nuovi movimenti, grande Ulivo distinto da Rifondazione comunista, con la quale si faranno semmai, a tempo debito, intese elettorali'', elenca Monaco: "Un ottimo programma di lavoro per il rilancio dell'Ulivo dopo la pausa estiva''.

    Anche dalle parti del Botteghino si guarda con interesse a quella che parrebbe la prima uscita tutta politica del leader della Cgil. Tanto che a Forza Italia si gioisce con Bondi, trovando in questa intervista la conferma che le scelte su lavoro e articolo 18 obbediscono a una logica squisitamente di schieramento.

    Dice Folena, del Correntone, che dall'intervista di Cofferati esce ''uno schema molto convincente. Parole molto condivisibili dalle quali emerge uno spirito che va nella giusta direzione. In particolare mi sembra importante la scelta di anteporre i contenuti ad ogni discorso nominalistico e di leadership e l'indicazione di puntare su un Ulivo più grande''. E il leader della sinistra ds, Giovanni Berlinguer, sottolinea alcuni paletti decisivi per il successo della "grosse kaolition" proposta dal segretario della Cgil. ''La coalizione deve essere la più ampia possibile e deve radicarsi in tutto il Paese, a partire dai collegi elettorali. Però non deve raggruppare soltanto i partiti, deve coinvolgere anche società civile, movimenti, associazioni, liste civiche, forze intellettuali e giovanili...'', dice Berlinguer secondo cui è fondamentale e prioritaria la definizione del programma. Solo in un secondo tempo si potrà parlare di leadership: unica o doppia. ''Con due leader una volta abbiamo vinto, una volta abbiamo perso... A mio giudizio, la questione non è uno o due leader, bensì le idee che metti in campo e la capacità che hai di collegarti con i cittadini''.

    (5 AGOSTO 2002; ORE 100, ultimo aggiornamento ore 14:45)


    da: www.ilnuovo.it

  2. #2
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    La conferma che Cofferati non si vuole impegnare in politica?

    Comunque una buona proposta, per quanto con Rifondazione non farei solo "semmai, a tempo debito, alleanze elettorali".

    Non ci dobbiamo limitare solo ai partiti. L'Ulivo deve essere una cosa diversa, dove i partiti abbiano una grossa voce in capitolo ma sappiano ascoltare la voce che viene dall'esterno, perché è così, se siamo autoreferenziali ci avviamo a morire lentamente.

  3. #3
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    Qualcuno potrebbe obbiettare che è sempre una soluzione calata dall'alto, e forse c'è qualcosa di vero, ma a me pare un buon inizio, poi la base ulivista che come è stato detto più sopra è più ampia della somma dei singoli partiti saprà metterci del suo.

    Intanto è ora che qualcuno suoni l'adunata in questo spiazzo di personaggi più sparsi che mai, e il lavoro c'è la CDL a darcene in abbondanza: è una vera vergogna non essere in grado di approfittarne solo perchè ognuno è impegnato a coltivare il proprio orticello, magari anche a discapito dell'orticello del vicino.


  4. #4
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    Però non è vero che non abbiamo saputo cogliere le nostre occasioni, negli ultimi tempi. Certo con una minoranza così minoranza è difficile riuscire a fare qualcosa, ma di strumenti ne abbiamo anche noi, e lo abbiamo dimostrato con la manifestazione fuori da Palazzo Madama, e con l'opposizione ostruzionistica che siamo riusciti non dico a portare in porto, ma sicuramente Casini non avrebbe dato lo stop se tutta questa mobilitazione non ci fosse stata.

  5. #5
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    Originally posted by Red River
    Però non è vero che non abbiamo saputo cogliere le nostre occasioni, negli ultimi tempi. Certo con una minoranza così minoranza è difficile riuscire a fare qualcosa, ma di strumenti ne abbiamo anche noi, e lo abbiamo dimostrato con la manifestazione fuori da Palazzo Madama, e con l'opposizione ostruzionistica che siamo riusciti non dico a portare in porto, ma sicuramente Casini non avrebbe dato lo stop se tutta questa mobilitazione non ci fosse stata.
    Non volevo dire proprio questo, però non credi che di fronte ad una maggioranza che sta facendo tanti autogol e che è pronta a festeggiare l'anno prossimo, la sagra del fico secco ,un'opposizione più incisiva perchè unita e con un programma di lavoro potrebbe creare grossi problemi alla banda del buco?




  6. #6
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    Ancora non ho capito cosa voglia dire una "opposizione più incisiva".

    Abbiamo cento parlamentari in meno, se più incisiva vuol dire che possa mettere in minoranza il governo spesso, direi che è impossibile. Ci siamo riusciti qualche volta, ma non riusciremo mai a farlo sempre. La nostra via deve essere la manifestazione di piazza (aperta a tutto il mondo civile) e gli strumenti che la Costituzione riconosce come tutela dell'opposizione.

    Questo abbiamo. Avere una opposizione più coesa, anche questo mi si deve spiegare cosa vuol dire: solo un coordinamento delle prese di posizione o qualche cosa di più?

    Un accordo di programma che tenga dentro da Rifondazione all'Udeur?
    Proviamoci, ma sicuramente non sarà facile.

    Dopodiché il 13 settembre ci sarà la manifestazione nazionale dell'Ulivo a Roma, contro il governo. Dobbiamo essere anche di più del 2 marzo.

  7. #7
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    Mi pare che la manifestazione sia per il 14, non il 13.

    Io voglio un'opposizione che faccia l'opposizione a questo governo, e non a se stessa.
    Red River, ragioniamo seriamente: è vero che in questa circostanza l'opposizione si è mossa bene, ma fino ad allora....
    Non mi dirai che tutte le liti, l'ultime delle quali quella sui fondi pubblici ai partiti, sia stata molto edificante ed incoraggiante per noi. Non so tu, ma io ogni mattiva aprivo il gionale con un magone che non ti dico.

    Dopo la sconfitta abbiamo visto la nostra coalizione completamente allo sbando, e per un po' ci può stare, poi è venuto Nanni Moretta a Piazza Navona, i girotondi, L'Ulivo selvatico e così i nostri hanno deciso di sotterrare l'ascia di guerra, e sono riusciti a farlo giusto fino alle amministrative.
    Poi, visto che avevamo ottenuto un buon risultato hanno ritenuto opportuno ricominciare daccapo.

    Veramente, non capisco come tu possa non trovarci niente da dire. Io sono incazzatissimo.
    Ti ripeto, è vero che in questo momento stiamo andando discretamente, ma fino a quando? Quando ricominceranno a litigare?
    Io mi sbilancerei a dire che l'accoglienza riservata alla proposta di Cofferati lascia qualche speranza. Ciao, ci vedremo a Roma il 14.

    Don Vituperi

  8. #8
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    Predefinito Re: Ulivo: proposte di Cofferati

    Originally posted by Claude .....
    E il leader della sinistra ds, Giovanni Berlinguer, sottolinea alcuni paletti decisivi per il successo della "grosse kaolition" proposta dal segretario della Cgil. ''La coalizione deve essere la più ampia possibile e deve radicarsi in tutto il Paese, a partire dai collegi elettorali. Però non deve raggruppare soltanto i partiti, deve coinvolgere anche società civile, movimenti, associazioni, liste civiche, forze intellettuali e giovanili...'', dice Berlinguer secondo cui è fondamentale e prioritaria la definizione del programma. Solo in un secondo tempo si potrà parlare di leadership: unica o doppia. ''Con due leader una volta abbiamo vinto, una volta abbiamo perso... A mio giudizio, la questione non è uno o due leader, bensì le idee che metti in campo e la capacità che hai di collegarti con i cittadini''.

    Ecco che gli ex PCI si portano il loro “peccato originale”. Come al solito vogliono coinvolgere tutti. Con il solito concetto della coalizione più ampia possibile hanno da anni snaturato la sinistra italiana trasformandola in un calderone ove c’è tutto ed il contrario di tutto. La vecchia idea di voler rappresentare nello stesso modo i lavoratori e gli imprenditori, il cattolico ed il laico, il pacifista e l’interventista, chi vuole imponenti opere pubbliche per incrementare le strutture e l’ecologista più oltranzista, quel volere tutelare tutti e tutto ha ingessato per anni lo stato impedendo la realizzazioni di leggi ed opere. Impedendo all’esecutivo di agire. Con questa politica la sinistra ha perso le lezioni. Con questa politica ha perso il suo elettorato. La sinistra che vuole essere un po’ più di destra non rappresenta gli elettori di destra e provoca l’abbandono del proprio elettorato non più tutelato.
    Questa ideologia politica ancora continua ad emergere dalle file della sinistra! È ora che si decida se la sinistra debba continuare a rappresentare la sinistra o voglia continuare ad essere una cosa indefinita pronta a difendere le idee di tutti. Idee di destra e idee di sinistra. In tal caso prepariamoci ad altre sonore sconfitte con leader che non rappresentano nulla e con programmi contraddittori se non addirittura copiati da quelli della destra.
    La sinistra deve recuperare posizioni e manifestare scelte orientate al suo elettorato dimostrando con programmi seri di essere in grado di poterli portare avanti.
    Senza abbandonarsi a posizioni destrorse o estremiste che porterebbero a rendere il programma un’accozzaglia di utopie irrealizzabili.
    Un programma forte da portare avanti con polso e decisione, non inferiore a quello che sta purtroppo portando avanti la destra al governo.
    Mantenendo invece quelle capacità di dialogo e di concertazione tipiche della sinistra ma senza abbandonare i principi alla base della visione socialista della società.
    Nella quale lo stato è elemento importante e di tutela rimanendo concorrenziale nei servizi con i privati. Una funzione calmierante e di garanzia del mercato. In una posizione importante anche se non monopolistica del mercato e dei servizi.
    Questo deve essere portato avanti da un leader credibile e da una compagine di figure politiche dinamiche non compromesse.
    E che la si smetta di fare politica cercando solo di colpire il leader della opposizione. Una politica inutile e deleteria che serve solo a demonizzare l’avversario trasformandolo solo in martire. Questo modo di far politica ha solo fatto emergere l’inconsistenza del programma politica della sinistra e per questo bocciato dal suo stesso elettorato.
    Ovviamente questo ed altre cose sarebbero state comprese meglio dai leader della sinistra se avessero ascoltato di più la base. Ma sono rimasti sordi nei loro confronti facendosi attrarre dalle facili sirene di interessi economici consistenti ma provenienti da schieramenti di destra.
    Per cui questi dirigenti dell’Ulivo se ne devono andare!

  9. #9
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    Mi ricordo bene lo sbando e le liti che ci sono state tra Margherita e DS.

    D'altra parte quando si perde si tende a lacerarsi, è successo a loro quando stavamo noi al governo, è successo l'anno scorso a noi. Poi ci siamo ripresi, finalmente, con la manifestazione nazionale del 2 marzo, con Moretti e con lo spontaneismo dell'Ulivo selvatico. Nei DS c'è stato un congresso molto duro in cui tutti volevano comandare e alla fine comandano poco tutti, e questa situazione è andata avanti per un po' (attualmente la situazione è più calma, anche se qualche uscita ce la potremmo risparmiare), favorita anche in parte dai giornalisti che etichettavano come sinistra DS, correntone, alcuni esponenti del partito come se nei DS ci fosse un parlamento con la maggioranza e l'opposizione come a Montecitorio.
    Il risultato elettorale, con noi che piangevamo nelle sezioni e la Margherita che brindava per il risultato raggiunto dal partito (peraltro direi molto frutto del traino di Rutelli che dell'effettivo lavoro sul territorio), ha fatto balenare nelle menti degli esponenti della Margherita la possibilità di diventare prima forza della coalizione.
    In politica, si sa, conta di più chi ha più voti e chi riesce a lavorare di più, o anche chi riesce a cammellare di più ai congressi, e così l'obiettivo di Rutelli di avere un voto in più dei DS alle prossime elezioni si è tramutato in una guerra nella coalizione tra la Margherita e i DS, i quali non so però cosa abbiano fatto contro la Margherita.
    E questo ovviamente è negativo, quando le ambizioni personali e di parte sono più importanti del progetto generale e della vera opposizione.

    Questo si è ripercosso anche sull'opposizione, che non poteva essere incisiva se ognuno voleva far vedere quanto era bravo a scapito degli altri.

    E in questo è servito Moretti e l'Ulivo selvatico. Ha ricordato ai quadri dirigenti che il nostro obiettivo, l'obiettivo di tutti è di battere Berlusconi, tutti insieme (e questa voglia di unità è stata anche un po' strumentalizzata dalla sinistra interna dei DS).

    Adesso la situazione si sta modificando. Le prese di posizione e i provvedimenti di Berlusconi hanno fatto ricompattare l'opposizione, i segnali di Bertinotti sono stati raccolti positivamente da Fassino e Rutelli, con l'IdV si è ricucito, Berlusconi è oggettivamente in difficoltà e la CDL ha forti problemi a livello nazionale e in alcune realtà locali: in Liguria Biasotti ha fatto un rimpasto, in Veneto Galan ha dei problemi, lo scandalo delle Molinette, Micciché, Scajola, Taormina, i gruppi personali dentro a Forza Italia, le lamentele di AN, di Fisichella, dei centristi, e l'ultimatum di Bossi (un anno per fare le riforme), le amministrative che ci hanno visto vincitori checché ne dica Libero.

    Noi ci troviamo di fronte al difficile compito di saper tenere insieme quelli che ci hanno votato alle amministrative del 2002 (che non sono tutti di centrosinistra, ce li dobbiamo far diventare) e saper raccogliere i frutti del malcontento che circola nei confronti di Berlusconi e del suo governo.

    Questo attraverso gli strumenti che il voto del 13 maggio ci ha lasciato. Le amministrazioni locali, regionali e provinciali, le manifestazioni, gli strumenti che la Costituzione riconosce all'opposizione, soprattutto l'ostruzionismo e direi anche qualche referendum.

    Gli italiani non sono stupidi. Capiranno chi ha ragione.

  10. #10
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    Originally posted by Red River

    ......
    Noi ci troviamo di fronte al difficile compito di saper tenere insieme quelli che ci hanno votato alle amministrative del 2002 (che non sono tutti di centrosinistra, ce li dobbiamo far diventare) e saper raccogliere i frutti del malcontento che circola nei confronti di Berlusconi e del suo governo.
    ....
    Gli italiani non sono stupidi. Capiranno chi ha ragione.
    Appunto se la sinistra vuole tornare al potere deve smetterla di "giocare di rimessa", contare sugli errori ed il mancontento generato dalla coalizione di governo. Deve dimostrare il proprio valore.
    DEVE ESSERE PROPOSITIVA!!
    Altrimenti i voti dei moderati non di sinistra non li avrà mai.
    Saluti

 

 
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