L'ultimo sondaggio Istat ha registrato un ulteriore calo del 5% degli abitanti. Con questo trend, tra 50 anni saranno solo 269mila, meno di un quartiere di Roma. Dalla regione appello ai molisani sparsi per l'Italia.
di Giuseppe Marino

CAMPOBASSO – Il Molise rischia l’estinzione e lancia un appello ai suoi emigrati sparsi per tutta l’Italia. L’ultimo censimento generale Istat ha registrato un nuovo netto calo della popolazione residente: meno 5%. Gli abitanti della regione ormai sono 327mila, pari praticamente a un quartiere di Roma. I molisani sono seriamente preoccupati per il futuro dell’antica terra dei Sanniti.

La Regione, come ente, naturalmente non scomparirà, è autonoma dal 1963 ed è elencata nella Costituzione, ma per avere un’idea dell’entità del fenomeno basti pensare che la stessa legge fondamentale della Repubblica prevede che il numero minimo di abitanti per creare una nuova regione sia di un milione. Il problema ovviamente, è lo sviluppo economico, le occasioni di lavoro. Ottanta comuni montani rischiano di sparire sul serio: alcuni sono ridotti a poche decine di abitanti. E le proiezioni statistiche dell’Istat disegnano un futuro problematico, se la tendenza non si invertirà: nel 2051 la popolazione dovrebbe essere scesa a 269mila abitanti.

E così due associazioni regionali hanno pensato di fare appello ai molisani che in passato hanno scelto di emigrare nel resto d’Italia, o sono stati costretti a farlo. Una risorsa da non sottovalutare: nella sola capitale sono 44mila i residenti di origine molisana. Due associazioni, “Forche caudine” e “Molis’è”, hanno deciso di lanciare una campagna, con lo slogan "Sempre aperto, non solo per ferie", proprio per mobilitare questa risorsa, ovviamente non chiedendo agli emigranti di tornare, ma di spendere una parte delle proprie energie per cercare di rivitalizzare l’asfittica economia molisana.

Perché il problema è soprattutto la mancanza di lavoro per i giovani. "Ci siamo seduti intorno ad un tavolo – dice Giampiero Castellotti, portavoce dell'associazione “Forche caudine” - con l'obiettivo di chiamare a raccolta chiunque abbia voglia di rimboccarsi le maniche per invertire tale tendenza. Anche perché il periodo degli aiuti dall'alto, pensioni a pioggia e fondi dell'Unione europea, è destinato a concludersi. Per cui la strada obbligata è la valorizzazione delle risorse già presenti nel territorio".

Si è partiti dall’organizzazione di “Moliseday”, giornate in cui a Roma si chiamano a raccolta alcune centinaia di persone originarie del Molise, mettendole a confronto con le autorità. E qualche iniziativa è già decollata, come la creazione di una cooperativa a Castel San Vincenzo, centro di 500 abitanti in provincia di Isernia, dove è stata creata una cooperativa che ha dato undici posti di lavoro valorizzando alcune strutture ricettive, con la collaborazione di Gennaro Di Cicco, 37 anni, un romano d'origine molisana.

E tra le altre proposte c’è la creazione di un "Centro direzionale molisano" nella Capitale per la promozione di quei prodotti regionali cui spesso sono legate le sorti dei piccoli centri montani, oppure l'istituzione del premio "Mario Di Ianni", con contributi economici a giovani imprenditori da parte dei più anziani in una sorta di solidarietà professionale. A metà ottobre, a Roma, il secondo appuntamento con il "Moliseday".

(10 AGOSTO 2002, ORE 19:00