Mala tempora currunt. Il "caso" Micciché ne un' evidente segnale. Innocenza o colpevolezza diventano quasi, parossisticamente, un dettaglio puramente giudiziario. A livello politico, ma sopratutto a livello sociale nel senso di società intesa come raggruppamento ordinato e civile di uomini, il caso é una spia preoccupante. Non preoccupano i gusti e le abitudini di un libero cittadino; può infastidire che le abbia un esponente di governo; può irritare che ad egli vengano attribuite con ampia pubblicità perché uomo di destra; amareggia che certi fatti vengano portati alla luce e alla ribalta delle cronache solo quando fa comodo, guarda caso, a chi di "neve del Cotopaxì" nei salotti radical chic ne ha vista cadere a iosa. Il dubbio però difondo al cittadino resta: tutto ciò é diventato ormai un fenomeno di costume in certi ambienti? E fin dove arrivano questi ambienti? Oramai non é più nemmeno una questione di moralismo. Forse però sarebbe il caso che destra, sinistra e forze dell' ordine stabilissero, e rispettassero poi, un patto: i vizi privati devono restare tali. Perchè i cittadini sono abbastanza persuasi che nei casi come quello di Micciché, chi accusa, chi si difende, chi si traccia le vesti, chi "canta" e chi pontifica girino e rigirino nello stesso habitat. Una costatazione triste ma molto vicina alla realtà.
Paolo




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