Fini è di Destra, non ci sono dubbi. Non lasciamoci ingannare dalla propaganda feltrista. Fini è di destra – almeno fino a smentita ufficiale. Non sappiamo cosa sia la destra, ma Fini lo è di certo. La destra è quella cosa che ha a che fare anche con l’essere un po’ di sinistra. Quindi Fini è di destra. La sinistra non è di destra, anche se per loro l’arroganza lo è, pur essendo loro arroganti, e pur continuando lo stesso a stare a sinistra. Forse Fini è solo un bastiancontrario. E questo lo rende certamente di destra. Faceva il “fighetta” mentre capitanava un Fronte della Gioventù pieno di presunti picchiatori. Diceva che il Fascismo era il futuro, mentre i “duri e puri” reclamavano il suo superamento. Divenne antifascista, quando agli antifascisti il Fascismo cominciò a stancare. Per non parlare che era Presidenzialista durante la partitocrazia e parlamentarista a un tratto dal Presidenzialismo. E per non sbagliare tifa Lazio e pure Bologna. Ma anche per l’Italia di Rugby e per il DreamTeam del Basket Usa.

Non lasciamoci ingannare. Dove ha messo piede lui, ha dettato sempre l’agenda, nel bene o nel male. Ha sempre comandato. Per la dialettica marxista è sempre stato un padrone, quindi di destra. Chi comanda – dice il saggio- non è tenuto alla coerenza, ma al raggiungimento di obbiettivi. Il suo, quello di portare i suoi al centro della democrazia, in parte è stato raggiunto. E per farlo ha dovuto ridisegnare il Pantheon suo e degli amici suoi di sempre. I quali però, pur con tanta nostalgia, si sono trovati più liberi di esprimersi. Pur non avendo ancora molto da dire, hanno avuto però ben chiaro chi insultare… Fini. La coincidenza della polemica odierna con l’8 di settembre suggestiona i duri, lasciando però ai puri lo spazio di dire che forse Fini è sempre stato coerente con sé stesso: con i cambi di rotta del Duce, con l’anticlericalismo Fascista e col cerchiobottismo di stampo italico. Sicuramente il suo andare oltre la destra è già avvenuto: dalla destra del Presidente alla Presidenza della Camera. Dal suo punto di Vista Destra e Sinistra divengono due opzioni relative - a lui, ovviamente. L’unica rivoluzione in cantiere, può avvenire in verticale, verso il Quirinale. Ma per andare lì ci sono due grossi ostacoli: Berlusconi e i voti della sinistra, i quali andranno solo a sinistra. Zero illusioni: su questo Feltri ha ragione.

Di Fernando M. Adonia
Linea Mercuzio Liberuniversità