Bossi difende Tremonti e attacca Follini e Casini. Si rivolta l'Udc. Volonté: "Il rapporto di amicizia personale tra i due non può essere il fulcro delle decisioni del Governo". Buttiglione: "Bossi? Un immaturo".
ROMA-"Tremonti non si tocca", tuona il leader della Lega e ministro per le Riforme. E se si fermasse a questo, si ascriverebbe soltanto alla folta schiera di chi nella maggioranza difende a spada tratta il ministro dell'Economia messo sotto accusa dall'opposizione e dai conti che non tornano. Ma il senatùr non si ferma e va all'attacco dei centristi della maggioranza che, più di tutti, mettono in discussione la linea fin qui seguita e ritengono che una correzione dell'eventuale buco passi per un cambiamento di rotta. Che potrebbe significare, dice il presidente del Ccd, Follini, intervenire sulle pensioni. "Follini viene fuori soltanto per farsi vedere - dice dalle pagine di La Repubblica - Sa bene che i voti li ha Berlusconi e non il signor Follini" E ancora: "Il cranio, la testa pensante sta alla Camera. Casini, ma anche casini sa benissimo che i voti li ha Berlusconi".
Non ci sta il ministro per le Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione: ''Gli attacchi di Bossi a Casini sono gravi. Perché si rivolgono a chi ha un ruolo istituzionale di arbitro imparziale. Sono sintomo di una immaturita' democratica da parte della Lega, che ci auguriamo venga superata''. Bossi, secondo il ministro centrista, soffrirebbe di una sorta di ''ossessione nei nostri confronti''. ''Prima di tutto Casini non è un capo di partito, ma ha un ruolo istituzionale che ne fa un arbitro. Un arbitro, seppure orgoglioso della sua provenienza politica e vicino alla Cdl e a noi per cultura e sensibilita' politica''.
''Bossi deve smettere di colpire l'Udc. L'attacco a Follini è una dannosa 'bossata' estiva'', reagisce Luca Volontè, capogruppo alla Camera, sottolineando che il Carroccio ''si dovrebbe ricordare del contributo di
lungimirante saggezza, moderazione e concretezza che su molti temi noi abbiamo portato: dalle fondazioni all'art. 18, dall'immigrazione all'Europa''.
''Responsabilità e rispetto delle istituzioni consiglierebbero inoltre - prosegue Volonté - di non tirare per
la giacca chi svolge il suo ruolo con imparzialità e senso dello Stato. Una maggiore collegialità nella scelta delle priorità da inserire in Finanziaria appare non solo opportuna, ma anche caratteristica di ogni coalizione di Governo, dove ogni forza politica pesa per i voti che raccoglie nelle diverse occasioni elettorali e per le soluzioni concrete che sa indicare ai problemi del Paese''.
Ciò significa che i centristi chiedano la testa di Tremonti (la cui uscita dal ministero viene scartata, come la sostituzione con il governatore di Bankitalia, Fazio)? No, ma...''Siamo stati i primi a difendere il ministro Tremonti ma è chiaro - conclude Volonte' - che il rapporto di amicizia personale tra Bossi e Tremonti non puo' certo essere il fulcro delle decisioni politico-programmatiche del Governo Berlusconi''.
(11 AGOSTO 2002; ORE 16:15, aggiornato alle 180)




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