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    Talking Buttiglione: Gravi Attacchi Bossi A Casini

    CDL:
    ''SINTOMO IMMATURITA' DEMOCRATICA CHE SPERIAMO VENGA SUPERATA''
    Roma, 11 ago. (Adnkronos) - ''Gli attacchi di Bossi a Casini sono gravi. Perche' si rivolgono a chi ha un ruolo istituzionale di arbitro imparziale. Sono sintomo di una immaturita' democratica da parte della Lega, che ci auguriamo venga superata''. Rocco Buttiglione replica cosi' alle parole del leader del Carroccio sul presidente della Camera e il ruolo dell'Udc nella maggioranza.
    (Pnz/Gs/Adnkronos)
    11-AGO-0218:23

    AVANTO COSI' UMBERTO CONTRO QUEI DEMOCRISTANI!!
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Lega e centristi, lite sulle scelte economiche

    Follini respinge l’attacco di Bossi: il suo è maccartismo in salsa padana. La replica: vanno a caccia di un ministero


    ROMA - L’idea di un condono fiscale, accarezzata da larghe fasce della maggioranza, da varare in Parlamento. Le «ricette» di diversi esponenti del centrodestra, per rivedere il Patto di stabilità dell’Unione europea e rilanciare la crescita. Ma soprattutto lo scontro fra Lega e centristi, che sembra destinato a salire di grado, ogni giorno di più: «Quello di Bossi è maccartismo in salsa padana - dichiara il leader dell’Udc, Marco Follini -. In questi mesi abbiamo avuto grande pazienza, ma in politica la pazienza non è mai una virtù infinita». Parlano solo «per apparire», ribatte Bossi, in realtà vogliono un ministero.

    LO SCONTRO - La difficile congiuntura economica monopolizza il dibattito politico. Lo scontro fra leghisti e Udc è partito dalla richiesta di Follini di riprendere in mano l’ipotesi di rivedere le pensioni, convocare un vertice di maggioranza per «aggiornare» la politica economica del governo. Per Bossi sono manovre che inseguono solo visibilità politica, che mettono in discussione il ruolo del ministro dell’Economia Giulio Tremonti («Un ministro geniale, facemmo il patto della libertà prima con Tremonti e poi con Berlusconi», ha detto ieri sera il senatur a margine di un comizio), formulate senza una «testa pensante». «Con lo spostamento di Frattini agli Esteri - ha detto ieri sera Bossi - gli si aprirebbe un ministero che ha la sua importanza, l’impiego pubblico». Un ministero che interessa 3-4 milioni di persone e «dal punto di vista degli interessi di partito questo può essere interessante. Tante manovre hanno alla base semplicemente questo». La risposta di Follini non si è fatta attendere: «Seguire con doverosa preoccupazione l’andamento economico, formulare proposte sulla previdenza, non è certo disfattismo. Lo è, invece, dare addosso ai propri alleati. La continua aggressione di Bossi nei nostri confronti è un pessimo servizio alla causa di stabilità. Il leader della Lega dimostra di non avere cultura della coalizione». La pazienza dei centristi, aggiunge Follini, è in esaurimento: «Noi abbiamo sollevato problemi reali. Tentare di sotterrarli con una battuta o una scomunica è un’impresa vana. E tanto più vana si rivelerà in autunno». Aggiunge il capogruppo dell’Udc alla Camera, Luca Volontè: «La leggenda metropolitana di un asse di Bossi con Tremonti non può divenire il fulcro della politica e delle decisioni di un governo di coalizione». Netto anche il giudizio di Rocco Buttiglione, ministro delle Politiche comunitarie: «Gli attacchi di Bossi sono sintomo di una immaturità democratica da parte della Lega».


    CONDONO FISCALE - Lega e Udc sembrano dialogare invece sull’ipotesi di un condono fiscale, apparentemente esclusa dal governo. Volontè ne ha parlato con il capogruppo leghista alla Camera, Alessandro Cè, e con il capogruppo di Forza Italia, Elio Vito: una disponibilità di massima, sostenuta dal favore di molti parlamentari della maggioranza, è stata concordata per la ripresa dei lavori autunnali. Più prudente il capogruppo di An, Ignazio La Russa: «Tutte le ipotesi in campo in questi giorni devono essere prese con il beneficio dell’ombrellone. Il condono non mi scandalizza, non è misura inusuale, ma nessuna decisione verrà presa prima di settembre». Ragionamenti che per Enrico Letta, responsabile economico della Margherita, sono solo «un altro modo per la maggioranza di cercare un alibi alle proprie mancanze, un eufemismo per annunciare il ritorno alla politica del debito».


    PATTO DI STABILITA’ - Oltre al condono si ragiona anche sulla necessità di rivedere il Patto di stabilità europeo. Per Gianpiero Cantoni, senatore di Forza Italia, «una revisione, escludendo dal Patto il calcolo delle spese per investimenti, porterebbe a un margine di manovra aggiuntivo sul Pil sino allo 0,8%. Solo in seconda battuta si dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di un condono fiscale». L’economista Renato Brunetta propone «un’intesa europea su una riduzione concertata delle tasse, scommettendo sull’aumento dei consumi e del gettito fiscale». Giorgio La Malfa, presidente della commissione Finanze della Camera, è invece convinto della necessità di una revisione dello statuto della Banca centrale europea: «A differenza della Federal Reserve, la Bce non ha fra i suoi obiettivi lo sviluppo. Ha avuto il mandato di controllare solo o quasi l’inflazione, in pratica è stata dotata del freno ma non dell’acceleratore. Non solo bisogna escludere dal Patto di stabilità le spese per investimenti, ma affiancare questa misura a una riforma della Bce. Viceversa non si riesce ad immaginare come l’Europa possa andare avanti in questo modo, senza una propria politica di sviluppo».


    Marco Galluzzo


    Politica
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    Der Wehrwolf

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    I centristi sfidano Bossi: basta «sortite estive»
    L´Ulivo: «I vincoli economici europei non possono diventare un alibi»

    ROMA

    Gli attacchi di Bossi a Casini preoccupano Buttiglione, ma non Casini. Il ministro delle Politiche Comunitarie e il presidente della Camera, leader delle due componenti politiche che hanno dato vita nella Casa della Libertà a un´unica formazione centrista, sono in vacanza a poche decine di chilometri, l´uno a Otranto e l´altro a Gallipoli, e non hanno dovuto interrompere le vacanze per vedersi, un paio di giorni fa. Bossi proprio sulla Stampa aveva ammonito i centristi a non «creare problemi» alla coalizione, giudicando «amenità» il ricorso in autunno a un taglio delle pensioni che Follini reputa inevitabile, «Quelli sono in cerca di visibilità, Casini si ricordi che i voti non ce li ha lui, ce li ha Berlusconi». Quanto basta perché Buttiglione scenda in campo, «l´attacco è grave, perché si rivolge a chi ha un ruolo istituzionale di arbitro imparziale: è sintomo dell´immaturità democratica di Bossi, che ci auguriamo venga superata». Casini invece glissa, affida la replica al capogruppo in Parlamento, il giovane Luca Volontè. Il quale naturalmente tuona, «Bossi la smetta con le sue sortite estive». In effetti, estate a parte, i rapporti tra Bossi e Casini hanno avuto momenti di frizioni maggiore, nei quali il leader leghista ha profuso a piene mani la propria padana ruvidezza: basti pensare all´immigrazione, o a quando Bossi sospettava Casini di «oscure manovre per soffiare voti alla Lega al Nord» prima delle amministrative. E la replica di massima rudezza casiniana che si è potuta registrare fu un laconico «mi sforzo di considerare Bossi una risorsa».
    Del resto, il vero obiettivo dell´attacco bossiano era Marco Follini, o per meglio dire la presa di posizione esplicita per una ripresa del dialogo con il sindacato in vista di una riforma delle pensioni giudicata inevitabile dato l´andamento dei conti pubblici: dopo che di pensioni Casini aveva già parlato un paio di mesi fa, un´uscita calcolata, e non a caso in piena estate. Lanciare il dibattito oggi, quando poi il nodo verrà al pettine in autunno inevitabilmente, assieme all´altrettanto inevitabile vertice di maggioranza alla ripresa dell´attività politica. Come ha proposto Buttiglione e Bossi bocciato, ma come è d´uso da sempre. Ma naturalmente, sottesa alla polemica nella maggioranza, c´è la difesa a testuggine del superministro dell´economia Giulio Tremonti, che per la difficile situazione in cui versano i conti pubblici è nel mirino dell´opposizione. Anche qui, dopo che Rutelli aveva annunciato «vedrete, Berlusconi approfitterà di agosto per sostituirlo», oltre alla chiusura in difesa su Tremonti, si sono però riaperte le aspettative. Togliere Tremonti equivarrebbe ad avviare un rimpasto, e Bossi sospetta che i centristi vogliano la Funzione pubblica per D´Antoni o per lo stesso Follini. «Ipotesi che non esistono» è la valutazione dei piani alti di Montecitorio. Specificando: «E tantomeno quella di D´Antoni».
    Intanto, «la nave Italia è arenata e il governo fa mostra di un inutile ottimismo» faceva sapere Piero Fassino. Che ieri ha scelto il Sole 24 Ore per lanciare un´avviso alle imprese: «So che c´è sconcerto tra gli imprenditori per l´andamento dell´economia, con la crescita del Pil ridotta allo 0,2 per cento e il calo delle entrate fiscali». E l´ex ministro Enrico Letta, della Margherita, valuta che gli auspici di una revisione del patto di stabilità, formulati ieri da Gasparri, Buttiglione e anche da Alessandra Mussolini, siano «un alibi della maggioranza alle proprie mancanze. Piuttosto, dica il centrodestra che ha intenzione di far ripartire la politica dei deficit di bilancio». Letta ricorda anche che i paesi maggiormente interessati a una revisione, come dire Francia e Germania, avrebbero maggiori vantaggi rispetto all´Italia. Perché «noi abbiamo un debito pubblico doppio rispetto al loro».

    ant. ram.
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    Centristi-Bossi: è di nuovo battaglia
    Bossi difende Tremonti e attacca Follini e Casini. Si rivolta l'Udc. Volonté: "Il rapporto di amicizia personale tra i due non può essere il fulcro delle decisioni del Governo". Buttiglione: "Bossi? Un immaturo".


    ROMA-"Tremonti non si tocca", tuona il leader della Lega e ministro per le Riforme. E se si fermasse a questo, si ascriverebbe soltanto alla folta schiera di chi nella maggioranza difende a spada tratta il ministro dell'Economia messo sotto accusa dall'opposizione e dai conti che non tornano. Ma il senatùr non si ferma e va all'attacco dei centristi della maggioranza che, più di tutti, mettono in discussione la linea fin qui seguita e ritengono che una correzione dell'eventuale buco passi per un cambiamento di rotta. Che potrebbe significare, dice il presidente del Ccd, Follini, intervenire sulle pensioni. "Follini viene fuori soltanto per farsi vedere - dice dalle pagine di La Repubblica - Sa bene che i voti li ha Berlusconi e non il signor Follini" E ancora: "Il cranio, la testa pensante sta alla Camera. Casini, ma anche casini sa benissimo che i voti li ha Berlusconi".

    Non ci sta il ministro per le Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione: ''Gli attacchi di Bossi a Casini sono gravi. Perché si rivolgono a chi ha un ruolo istituzionale di arbitro imparziale. Sono sintomo di una immaturita' democratica da parte della Lega, che ci auguriamo venga superata''. Bossi, secondo il ministro centrista, soffrirebbe di una sorta di ''ossessione nei nostri confronti''. ''Prima di tutto Casini non è un capo di partito, ma ha un ruolo istituzionale che ne fa un arbitro. Un arbitro, seppure orgoglioso della sua provenienza politica e vicino alla Cdl e a noi per cultura e sensibilita' politica''.

    ''Bossi deve smettere di colpire l'Udc. L'attacco a Follini è una dannosa 'bossata' estiva'', reagisce Luca Volontè, capogruppo alla Camera, sottolineando che il Carroccio ''si dovrebbe ricordare del contributo di
    lungimirante saggezza, moderazione e concretezza che su molti temi noi abbiamo portato: dalle fondazioni all'art. 18, dall'immigrazione all'Europa''.

    ''Responsabilità e rispetto delle istituzioni consiglierebbero inoltre - prosegue Volonté - di non tirare per
    la giacca chi svolge il suo ruolo con imparzialità e senso dello Stato. Una maggiore collegialità nella scelta delle priorità da inserire in Finanziaria appare non solo opportuna, ma anche caratteristica di ogni coalizione di Governo, dove ogni forza politica pesa per i voti che raccoglie nelle diverse occasioni elettorali e per le soluzioni concrete che sa indicare ai problemi del Paese''.

    Ciò significa che i centristi chiedano la testa di Tremonti (la cui uscita dal ministero viene scartata, come la sostituzione con il governatore di Bankitalia, Fazio)? No, ma...''Siamo stati i primi a difendere il ministro Tremonti ma è chiaro - conclude Volonte' - che il rapporto di amicizia personale tra Bossi e Tremonti non puo' certo essere il fulcro delle decisioni politico-programmatiche del Governo Berlusconi''.

    (11 AGOSTO 2002; ORE 16:15, aggiornato alle 180)
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    Predefinito Da "L'Unità"

    Bossi sguaina la spada per difendere Tremonti e attacca Casini
    di red.

    Tremonti non si tocca e se qualcosa non quadra nei bilanci dell’azienda Italia la colpa di chi è? «Di questa sinistra salottiera che i problemi non li ha risolti quando era al governo» e in particolare di quel Visco, che Umberto Bossi, con la consueta grazia, definisce un «lacché al servizio dei grandi interessi».

    Ha una buona parola per tutti il leader della Lega nord che mentre schizza da Cassano D’Adda ad Arenzano, tra un comizio e un’intervista, non risparmia nessuno, neppure i partner della coalizione di governo. Luca Volonté, capogruppo dei deputati Ccd-Cdu definisce «Bossate estive» le sue sparate rivolte a Marco Follini, Udc: «Follini viene fuori solo per farsi vedere, ma sa bene che i voti li ha Berlusconi e non il signor Follini. In ogni caso bisogna sempre valutare se chi parla ci mette del contenuto o se parla solo per mettersi in mostra». Un po’ come dire che Follini conta come il due di picche quando la briscola è quadri perchè - precisa Bossi - «il cranio, la testa pensante sta alla Camera, è Casini. E comunque anche lui sa benissimo che i voti li ha Berlusconi».

    Volonté replica anche in difesa del presidente della Camera: «È sconcertante il tentativo di tirare per la giacca chi ricopre con imparzialità un' altissima carica istituzionale. Certamente se Bossi pensava di continuare a governare il Paese o di comandare all'interno della coalizione grazie al suo fantasioso e improbabile asse con Tremonti dovrà rendersi conto che in vista della prossima legge finanziaria sarà invece necessaria maggiore collegialità all'interno della coalizione di governo».

    Attacca Rutelli, smentisce che possa esistere un qualunque screzio tra lui e Tremonti: «Ma scherziamo? In ogni comizio ricordo che nel governo il meglio è proprio lui, l'uomo del patto tra la Lega e Forza Italia, e mi trovo a leggere dichiarazioni che vogliono una crisi tra me e lui? O tra il governo e lui? Ha la mia piena solidarietà».
    Poi torna alla carica su Follini. Le sue uscite potrebbero essere legate a problemi interni agli ex democristiani, al faticoso triangolo Buttiglione-Follini-D'Antoni e alla gara per conquistarsi visibilità.
    In vista di cosa? Della probabile corsa alle poltrone ministeriali che potrebbero liberarsi: stando al toto-ministri leghista potrebbe essere imminente la nomina di Franco Frattini alla Farnesina, e dunque si libera il posto di ministro della Funzione Pubblica, che significa contatti con una vasta base elettorale: dipendenti pubblici, insegnanti, per un totale di più di cinque milioni di persone. Piatto ricco, questo è il retro-pensiero di Bossi, sul quale Follini potrebbe aver messo gli occhi.
    Ecco come si spiega il suo agitarsi. A proposito del valzer dei ministri Bossi fa un unico accenno: «Al governo va chi ha partecipato alle elezioni e alla definizione del programma della casa delle Libertà». La frecciata è rivolta a D'Antoni, perché si scordi di mettersi in gara per qualche poltrona ministeriale: lui in quella coalizione non c'era e si è candidato con Democrazia Europea e ha perso. Smentisce anche la possibilità di un vertice estivo: «ma ci mancherebbe altro. A che serve, ad andar dietro alle farfalle?».
    Sproloquia rivolto alla sinistra: «Ormai se uno cerca la destra deve guardare a sinistra, dove si sono venduti al mondo dei "grembiulini"...» e rassicura il mondo: «Tranquilli, tanto la sinistra al governo non tornerà per almeno vent'anni. Pensiamo alle vacanze...».
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    Der Wehrwolf

 

 

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