«Motivi di sicurezza»: il numero due degli Esteri lasciato a terra a Cincinnati


DAL NOSTRO INVIATO
GERUSALEMME - Isolamento, difficoltà a viaggiare e ora persino ostracismo nei confronti dei suoi rappresentanti all’estero: è sempre più pesante per Israele l’effetto boomerang della lotta al terrorismo.
Ha fatto scalpore nel Paese la decisione presa due giorni fa dalla compagnia aerea americana Delta di rifiutare di prendere a bordo il vice ministro degli Esteri israeliano, Michael Melchior, nella tratta da Cincinnati a Toronto.
Melchior, un ortodosso, ex rabbino capo in Norvegia e oggi leader del partito religioso moderato «Meimad», si è visto negare l’accesso al volo assieme alla sua guardia del corpo per «motivi di sicurezza» da parte dei piloti, i quali hanno spiegato che i due israeliani potevano costituire un rischio per l'aereo e i suoi passeggeri. Melchior ha poi atteso circa due ore prima di essere accompagnato a destinazione assieme a un rappresentante del Dipartimento di Stato. E’ questo il terzo caso quest’anno in cui ufficiali israeliani negli Stati Uniti vengono fatti scendere da velivoli di linea. Di recente è avvenuto al console generale a New York, Alon Pinkas, e a una guardia del corpo del ministro degli Esteri, Shimon Peres.
Incidenti che contribuiscono ad aumentare il senso di allarme e isolamento in cui è caduto il Paese dallo scoppio dell’intifada nel settembre Duemila. Tre settimane fa il celebre Zubin Metha si è visto cancellare una tournee negli Stati Uniti assieme alla sua Orchestra Filarmonica di Tel Aviv perché nessuna compagnia assicurativa era disposta a fargli un contratto. E sin da marzo la Uefa ha deliberato che nessuna competizione sportiva internazionale possa tenersi sul suolo israeliano nel timore di attentati. Un provvedimento sfociato nella mini-crisi di fine luglio tra Gerusalemme e Cipro, quando il governo dell'isola rifiutò che la squadra di basket Maccabi-Haifa potesse recarsi a Nicosia con le sue guardie del corpo per l'incontro con un team russo. Alla fine solo le pressioni della comunità internazionale convinsero i ciprioti a revocare il divieto.

L. Cr.


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